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L’Oratorio di Santa Caterina a Giussana

martedì, novembre 1, 2011 @ 01:11 PM

L’Oratorio di S.ta Caterina d’Alessandria a Giussana è ricordato solo da una cappellina votiva in mosaico (eseguito nel 1962 sopra un precedente affresco) sulla facciata di una casa privata, dove la santa è rappresentata con la ruota del martirio che le fu inflitto.
La chiesetta sorgeva fra le mura di questa abitazione e benché si parli anche di un convento con monache o frati, non se ne trova traccia nelle relazioni vescovili successive al 1593.
Alcuni decine di anni fa, durante i lavori di rifacimento dell’edificio, vennero alla luce le arcate del portone frontale della chiesa e una grossa chiave che poteva essere quella della chiesetta.
Negli anni Sessanta, quando venne demolita una vicina cascina, per far posto alla nuova piazza di Giussana, nell’intercapedine fra due antichi muri affiorarono alcuni affreschi raffiguranti  degli angeli, che però vennero immediatamente ricoperti dalle macerie.
Forse si trattava di uno stabile indipendente dalla chiesetta o di un insediamento religioso preesistente, infatti  la frazione era già abitata nel XV secolo.
E’ certo che il tempietto di S.ta Caterina già esisteva nel 1593 ed era stato fatto costruire dalla famiglia Georgi Bertola di Mandello, che provvedeva alla sua manutenzione e mantenimento detenendone il giuspatronato. A quel tempo non aveva né campanile né campane e, benché possedesse un adeguato altare, era privo dei paramenti per la celebrazione della messa, che venivano portati quando necessario.
Quando la famiglia si estinse l’edificio venne venduto e trasformato in abitazione, in epoca comunque successiva al 1785.

Nella prima metà del Seicento l’Oratorio era mantenuto da Francesco Georgi e fratelli che avevano fatto eseguire un’immagine a olio di S.ta Caterina da apporre sopra l’altare.
Un’unica finestrella dava luce all’interno e un vaso lapideo, sorretto da un pilastro in pietra, conteneva l’acqua benedetta.

Nel Settecento la chiesetta era toccata dalla processione delle Rogazioni. All’interno era semplicemente imbiancata, pavimentata in cemento e viziata da umidità.
Gli unici ornamenti dell’altare erano una croce e due candelabri lignei. Sopra era appesa una tela dipinta a colori con una cornice in legno elegantemente elaborata, rappresentante S.ta Caterina vergine e martire, con il corpo decollato sollevato in aria dagli angeli.
Vi era un’unica campana, eretta sul tetto, con corda pendente all’interno e finalmente erano presenti tutte le suppellettili per la celebrazione della messa.

Dopo il 1785 la chiesetta viene completamente ignorata dai religiosi, anche se alcune testimonianze orali parlano di  funzioni che ancora vi si svolgevano sporadicamente nella prima metà dell’Ottocento.

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