Stai vedendo gli articoli PROLOCO LARIO ORIENTALE del mese di aprile, 2013.

FOCUS ON

Prossimi Eventi

  • 30/03/2018RIVIVENDO LA PASQUA
AEC v1.0.4

Categorie

Archivio mese aprile, 2013

Mandello – Orario Ufficio Turistico

lunedì, aprile 15, 2013 @ 10:04 PM
aggiunto da admin

La Pro Loco di Mandello del Lario riapre l’ufficio turistico del Viale dei Giardini

18 Aprile 9:30-12:30
19 Aprile 9:30-12:30        15:30-18:30
20 Aprile 9:30-12:30
21 Aprile 9:30-12:30
25 Aprile 9:30-12:30
26 Aprile 9:30-12:30        15:30-18:30
27 Aprile 9:30-12:30
1 Maggio 9:30-12:30
2 Maggio 9:30-12:30
3 Maggio 9:30-12:30        15:30-18:30
4 Maggio 9:30-12:30
10 Maggio 9:30-12:30        15:30-18:30
11 Maggio 9:30-12:30
17 Maggio 9:30-12:30        15:30-18:30
18 Maggio 9:30-12:30
24 Maggio 9:30-12:30        15:30-18:30
25 Maggio 9:30-12:30
………………

Dal 26 al 31 Maggio l’ufficio sarà aperto dalle 9:30-12:30 15:30-18:30

Colico: Commercianti per un giorno

sabato, aprile 13, 2013 @ 03:04 PM
aggiunto da Colico

La Pro Loco di Colico, organizza mercatino dell’usato di primavera;  aperto al pubblico.
Tutte le info nella locandina allegata.

Lierna, resoconto manifestazione TIRO AL PIATTELLO 6-7 Aprile 2013

martedì, aprile 9, 2013 @ 11:04 PM
aggiunto da Lierna

In questa primavera che tarda ad arrivare, il meteo una volta tanto è stato smentito e, grazie al vento, il sole ha allietato le giornate di sabato e domenica, favorendo l’afflusso di tiratori e appassionati alla manifestazione Liernese giunta alla sua terza edizione.   

130 infatti sono stati i partecipanti al tiro al piattello, che più volte si sono messi alla prova dalle 3 piazzole sul prato di Lembra, poco sopra l’abitato di Lierna, per aggiudicarsi l’ambito primo premio  (una settimana di soggiorno in un lodge in Lapponia), ma anche solo per sfidarsi tra amici o parenti.

Soddisfatti gli organizzatori della Olympic Fiamma che con la collaborazione della Società sportiva Valle Meria ha allestito il campo gara e messo a disposizione giudici ed istruttori.

E soddisfatta la Pro Loco Lierna che ha messo a disposizione le proprie attrezzature, allestito un punto ristoro e ampliato l’offerta ad un campo prova di tiro con l’arco aperto a tutti grazie agli istruttori della Compagnia Arcieri Lariani, che ha suscitato l’interesse di tanti spettatori e persino degli amanti del fucile.       

Tanti coloro che hanno contribuito ai ricchi ed abbondanti premi

Alla fine ad aggiudicarsi il barrage finale tra i migliori 3 Tiratori e i migliori 3 Cacciatori è stato Ivan Scenini che si godrà il soggiorno in Lapponia per il secondo anno consecutivo.

Queste le classifiche per categoria:  

TIRATORI: 1° Denti Stefano; 2° Appiani Franco; 3° Scenini Ivan

CACCIATORI: 1° Panzero Fiorenzo; 2° Franzoni Carlo; 3° Boschi Tullio

 LADIES: 1° Panizza Alessia; 2° Boschi Emma; 3° Ambrosini Ines

 JUNIOR: 1° Panizza Luca; 2° Sesana Marzio; 3° Persico Andrea

Alla prossima!

www.lierna.net

Esino – Il viale della Croce e Michele Vedani

domenica, aprile 7, 2013 @ 03:04 PM
aggiunto da admin

Esino - Via Crucis
Lungo il costone morenico che collega il paese alla Chiesa Parrocchiale di San Vittore è possibile ammirare una delle opere artistiche più importanti di Esino Lario: La Via Crucis o Via della Croce.
Ad opera dello scultore Michele Vedani fu realizzata su formelle in bronzo negli anni ’40 dello scorso secolo incastonate nelle antiche cappellette originariamente affrescate.
La Via Crucis nacque infatti dal desiderio di Minuccia – figlia del Vedani, morta ventenne, che chiese al padre di fare qualcosa “…a Esino, per Esino”, una sorta di tributo al paese che li accolse e li ospito’ per lungo tempo.
Le spese di fusione dei bronzi furono sostenute da residenti e villeggianti, mentre Vedani donò la propria opera.
Tra i volti raffigurati spicca quello della figlia Minuccia dalle lunghe trecce, rintracciabile in diverse “stazioni”.
La Via Crucis culmina con “La Resurrezione”- collocata nella Cappella Grande – realizzata nel 1968 dallo stesso artista, ormai novantenne.
Il Maestro Vedani realizzò altre opere ad Esino Lario; vale citare la lunetta, dedicata a San Vittore (collocata sopra il portale della Chiesa Parrocchiale), i busti dell’Abate Antonio Stoppani e di Papa Pio XI (abituali frequentatori della Grigna) ed i calchi in gesso della Madonna del Ciclamino e di un Gesù nell’Orto degli Ulivi.

Esino – Parco della Grigna Settentrionale

domenica, aprile 7, 2013 @ 02:04 PM
aggiunto da admin

Esino Parco Grigne

Esino Lario e’ il cuore del Parco Regionale della Grigna Settentrionale; la sua centralita’ nel territorio protetto ne fa il punto di osservazione piu’ interessante per eccellenza.
Il Parco si estende, oltre ad Esino, tra i comuni di Cortenova, Parlasco, Pasturo, Perledo, Primaluna, Taceno e Varenna, coprendo una superficie di ha. 5.548.
Il territorio presenta massicci superbi, ora candidi di neve, ora sfoggianti i mille colori della primavera, dell’estate e dell’autunno, che si tuffano nelle dolci acque turchine del Lago di Como.

La vegetazione del Parco è ben distinta a seconda delle fasce altitudinali: i versanti più bassi sono ricoperti da boschi (carpini, querce, castagni, frassini e tigli) alternati da prati a fienagione e coltivi. Salendo di quota, compare il faggio, che diventa dominante intorno ai 1000 m; piano piano questo lascia spazio alle conifere.
Avvicinandosi ulteriormente alla vetta, abeti e larici cedono, a loro volta, il passo alle brughiere a rododendro, mugo e ginepro, che segnano il limite degli alberi.
Alle quote più elevate dominano le tipiche praterie dei substrati calcarei.
Il gruppo delle Grigne presenta inoltre una preziosa e ricca flora endemica. Fra le specie più significative si segnalano: l’Aglio di Lombardia, le Campanule, la Primula delle Grigne (Primula Grignensis), simbolo del Parco, le Viole, il Fiordaliso retico, le sassifraghe.

La fauna conta un elevato numero di specie animali assai diverse e peculiari.
Tra gli anfibi spicca il Tritone crestato italiano, mentre tra i rettili diffusissimi sono: la Lucertola muraiola, il Ramarro occidentale, il Biacco e la Vipera comune (Vipera aspis).
Nel Parco trovano dimora l’Aquila reale, la Civetta capogrosso, la Coturnice, il Falco pellegrino, il Falco pecchiaiolo, il Gallo forcello, il Gufo reale, il Nibbio bruno.
Non è raro fare emozionanti incontri di splendidi mammiferi quali: il camoscio delle Alpi, il Capriolo, il Cervo, la Lepre comune, la Volpe e lo Scoiattolo, la Donnola, la Faina e il Tasso.
Nell’ambito delle attivita’ annuali, L’Ente Parco organizza alcune giornate di sensibilizzazione ed approfondimento delle tematiche naturalistiche, oltre al sostegno diretto ad iniziative ed azioni locali.

Esino Lario – Chiesa parrocchiale di San Vittore

domenica, aprile 7, 2013 @ 12:04 PM
aggiunto da admin

Esino - San VittoreMartire Goffredo da Bussero la menziona già dal secolo XII come esistente, posta sullo sperone roccioso che si erge in centro alla valle, era un tempo adiacente all’antico Castello di origine antica, ora scomparso.

Si raggiunge percorrendo il Viale della Croce sul promontorio della “Costa” tra la scoscesa boscosa della “Curaggia” a sinistra, e i prati a destra detti della “Scodegarda”, nome di chiara origine longobarda.
Conservata, a testimone dell’antica chiesa, è una tipica croce astile argentea di pieno Quattrocento.
Un primo restauro fu eseguito nel 1520, nel 1770-1780 vennero aggiunte le navate laterali.
L’ultimo intervento conservativo della facciata esterna è del 2009.

L’interno presenta un elaborato altar maggiore in marmi con angeli e statuette, un bellissimo architrave ligneo scolpito e dorato nel 1654.
Tra il 1657 e il 1685 lavorarono vari maestri intagliatori, dei quali si possono ammirare gli splendidi confessionali, il ciborio del battistero del 1660, la cantoria e la mostra dell’organo con la magnifica statua del santo patrono, gli stalli del presbiterio e la mensa (assemblata con parte dei pannelli dell’antico pulpito).
Eccelle il complesso della sacristia, ricoperta dal ricchissimo apparato degli armadi scolpiti dal Maglia detto Bièl, che qui aveva ricevuto asilo dal parroco.
La volta poi reca un armonioso insieme di stucchi di alta qualità racchiudenti in medaglioni l’Assunzione della Vergine, gli Evangelisti, le Sante Lucia, Agata, Agnese e Caterina.

Le tele appese alle pareti del presbiterio riguardanti la storia di San Vittore, sono opera di Carlo Pozzo di Valsolda, sempre sua è la Madonna del Rosario, già pala d’altare.
Di grande importanza e frutto dell’artigianato locale sono i due arazzi della Scuola Arazziera di Esino rappresentanti la Nascita di San Giovanni Battista e Sant’Antonio Abate con gli animali.
Ancora all’esterno a completamento del frontone vi è incardinato il portone bronzeo del Bonalberti del 1974 rappresentante la vita della Chiesa e del patrono; di notevole importanza è la mezzaluna con la Gloria di San Vittore a cavallo, opera in bronzo di Michele Vedani.

Dervio: Teatro – I Legnonesi – “Dottori, ma non troppo!!!”

martedì, aprile 2, 2013 @ 08:04 PM
aggiunto da Colico

La compagnia teatrale “I LEGNONESI” di Colico, presentano “Dottori ma non troppo“,Venerdi 5 Aprile, ore 21.00 presso Cinema Paradise – Dervio
 

Colico – Torrette Montecchio Nord

martedì, aprile 2, 2013 @ 06:04 PM
aggiunto da admin

torri montecchio nordSullo sperone sud occidentale del Montecchio Nord, poco distante dalla foce del torrente Inganna, sorgono due piccole torri, distanti tra loro una trentina di metri e legate a tratti da una muraglia che farebbe pensare a un recinto di collegamento o a una cortina di difesa.
Alcuni storici avanzano l’ipotesi che sul colle vi fosse già una vedetta romana, in seguito occupata dai Longobardi.
Le torrette odierne farebbero parte della linea di fortificazione voluta da Bernabò Visconti nel 1357 a vigilare il passaggio sulla via del lago.
La torre a sud è stata ampiamente rifatta nella parte superiore, mentre nella parte inferiore evidenzia un parametro medioevale.
Meglio conservata, se pure cimata, quella settentrionale, dagli spigoli accurati.
Sulla faccia sud esisteva anni fa un grande portale inferiore a tutto sesto e decentrato, forse opera del XVI secolo attuato in rottura, ma l’ingresso doveva essere costituito dalla porta finestra centinata del lato est, per il cui accesso si è poi creato un avancorpo a scala.
La tessitura muraria, con qualche finestrella trilitica, ricorda quella di Fontanedo.
Le due torrette a controllo del lago e delle vie provenienti da Valtellina, Valchiavenna e Valvarrone, sono probabilmente da mettersi in relazione con il castrum de Colego che sorgeva ai piedi del Montecchio Nord e distrutto da un’alluvione del torrente Inganna nel 1469.
Le torrette non sono attualmente accessibili al pubblico.

Testo di Roberto Pozzi e Giovanna Zugnoni

Colico – Forte Montecchio Nord

lunedì, aprile 1, 2013 @ 08:04 PM
aggiunto da admin

Costruito tra il 1911 ed il 1914, il Forte Montecchio Nord è l’unico forte militare italiano della Grande Guerra che abbia conservato ancora intatto il suo armamento originario e uno dei meglio conservati in Europa.
Il complesso storico del forte, ben inserito nel Sistema Difensivo della Frontiera Nord, la cosiddetta Linea Cadorna, è grandioso: interamente scavato nella roccia, è caratterizzato da possenti mura in granito bianco di San Fedelino proveniente dalle vicine cave di Novate Mezzola e lavorato da mani di abilissimi scalpellini.

Comprende inoltre numerosi ambienti e camminamenti sotterranei, tra cui una polveriera profonda oltre 60 metri.
La funzione principale della fortificazione era quella di controllare le strade dello Spluga, del Maloja e dello Stelvio nel caso che gli Imperi Centrali, violando la neutralità della Svizzera, avessero deciso di invadere il Nord Italia.

La visita del forte consente oggi di osservare le soluzioni architettoniche, tecniche ed organizzative, alcune delle quali davvero innovative per l’epoca, adottate all’inizio del secolo nell’edificazione dei forti militari.

Sono tuttora conservati intatti non solo i quattro imponenti cannoni in postazione girevole sotto cupola corazzata, modello Schneider da 149 mm (con gittata di 14 km), ma anche l’impianto elettrico, tutti i serramenti e le blindature originali, oltre ai complessi sistemi di ventilazione e di approvvigionamento idrico.

La struttura è formata da due blocchi distinti: il piano dove si trovano le quattro artiglierie, e il ricovero destinato agli alloggi della truppa.
I due blocchi sono collegati da un camminamento curvilineo coperto e fortificato di circa 140 metri di lunghezza e appoggiato alla montagna sul lato est.

Il camminamento ha un’ampiezza di 2,5 metri e un’altezza di 3 metri mentre la volta superiore ha uno spessore di circa 1,5 metri ed è realizzata con pietre irregolari di granito.
Nelle mura del camminamento sono state realizzate dieci feritoie a bocca di lupo, che permettevano un ampio raggio per il tiro offrendo al nemico un bersaglio ridotto.

L’area destinata al ricovero si trova nella parte più bassa; in questo spazio, ricavato grazie al parziale sbancamento di una parte della collina, trovava posto la camerata destinata alla truppa, un unico locale riscaldato in grado di ospitare circa 40 uomini e altrettante brandine e armadietti per gli effetti personali.

Il forte venne chiamato, al momento della sua costruzione, “Montecchio Nord”, in corrispondenza della località in cui era localizzato.
Questo è tipico dei forti italiani che prendevano il nome del luogo in cui erano costruiti.
Solo in seguito, nel 1939, fu dedicato, come era in uso comune a quel periodo, alla medaglia d’oro al valor militare Aldo Lusardi, ferito a morte il 5 novembre 1935 nella zona di Addi Gundi nell’Africa Orientale italiana.

Dati gli eventi bellici, il forte, che costituiva il punto di forza di un complesso sistema di sbarramento che si prolungava fino al Monte Legnone, rimase inattivo durante tutta la Prima Guerra Mondiale.
La struttura non fu impiegata in azioni militari nemmeno durante la Seconda Guerra Mondiale, gli unici colpi di cannone furono infatti sparati il 27 aprile 1945 contro la colonna delle forze armate italo-tedesche che risaliva l’opposta sponda del lago in direzione della Svizzera dopo aver lasciato Mussolini nelle mani dei partigiani a Dongo.
L’episodio indusse il capitano della colonna Hans Fallmeyer a fermarsi, e si diede il via alle trattative con i partigiani per porre fine agli episodi di guerra nella zona del Lario.

In seguito il forte venne utilizzato come deposito di munizioni e rimase presidiato ed attivo fino al 1981, quando passò de#nitivamente al demanio civile.
Nel 1998 il Ministero delle Finanze affidò la gestione del “Montecchio Nord” al Comune di Colico, ed infine ceduto al demanio pubblico.
Dal 2009 il Comune di Colico ne ha affidata la gestione al Museo della Guerra Bianca in Adamello al fine di migliorarne la fruibilità turistica.

Grazie alla strategica collocazione, dalla copertura della batteria corazzata si può godere di uno splendido panorama sull’Alto Lario, con una incantevole vista sulla vicina Riserva Naturale del Pian di Spagna, il Lago di Mezzola, la foce dell’Adda e il Monte Legnone.
Per saperne di più….

Bibliografia:
Stefano Cassinelli, Forte Montecchio – baluardo tra Alto Lario e Valtellina, Varese, Macchione editore, 2003

Colico – Forte Fuentes

lunedì, aprile 1, 2013 @ 07:04 PM
aggiunto da admin

Tra il 1603 ed il 1606, il conte di Fuentes, governatore di Milano, fece costruire sul Montecchio una fortezza a scopo di difendere il confine settentrionale del Ducato di Milano da francesi e Grigioni svizzeri, che all’epoca occupavano la Valtellina e la Valchiavenna.

La piana del forte era allungata, con opere a corno nelle estremità, mentre l’andamento irregolare delle mura, che uscivano e rientravano come cunei, consentiva una migliore difesa della bastionata.

Il forte si sviluppava su diversi livelli: in alto, ancora visibile, il palazzo del governatore, che però, a causa dell’insalubrità dell’aria, risiedeva a Gravedona; ai livelli più bassi i quartieri del soldati.

Forte FuentesIn tutto il forte poteva ospitare 300 uomini. L’ubicazione del forte consentiva di dominare tutta la pianura sottostante, che da allora venne appunto chiamata Pian di Spagna, ma soprattutto permetteva di controllare le strade per la Valtellina e per il passo dello Stelvio, per la Valchiavenna e per il passo dello Spluga, ed, infine, per Como e Milano.Ancora oggi la zona viene indicata come Trivio di Fuentes.

A completare il progetto difensivo spagnolo furono inoltre costruiti due fortilizi, uno sopra Sorico, l’altro detto Fortino d’Adda a Gera Lario e rivolto verso la Valchiavenna. Il forte era inoltre collegato ad una serie di avamposti preesistenti, noti con il generico nome di Torrette.

Nonostante il Forte di Fuentes nel corso del XVII e XVIII secolo fosse una delle principali fortificazioni della Lombardia, la sua vita non ebbe eventi militari degni di nota: solo nel 1706, durante la Guerra di successione spagnola, il Forte venne assediato per la prima volta dagli austriaci che lo espugnarono solo dopo tre settimane.

Nel 1714 in Lombardia al dominio spagnolo si sostituì quello austriaco: il Forte di Fuentes si trovò così coinvolto in due altri assedi, nel 1733, da parte di spagnoli e Piemontesi, durante la Guerra di successione polacca, e nel 1746 da parte degli spagnoli, durante la Guerra di successione austriaca.

Nel 1782, in seguito alla riforma voluta dell’imperatore Giuseppe II d’Austria, la fortezza venne dismessa e venduta a privati. Nel 1796, per volere di Napoleone, venne completamente smantellata ed in seguito abbandonata.

Dell’antica fortezza oggi rimangono in piedi solo alcuni ruderi, in parte sommersi dalla vegetazione, ricchi tuttavia ancora di fascino ed interesse.

L’affresco staccato dalla chiesetta del forte, una Santa Barbara, patrona degli artiglieri, opera non particolarmente pregevole, ma di notevole importanza storica, è ora posta nel mezzo della navata laterale sinistra della chiesa parrocchiale di San Giorgio, nel centro di Colico.

Per saperne di più…

storia e geografia

notizie storiche e geografiche del territorio

monumenti e luoghi

alla scoperta del territorio

sport e turismo

soggiornare nel territorio

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi