Stai vedendo gli articoli della categoria Monumenti e Luoghi.

FOCUS ON

Prossimi Eventi

  • 18/07/2019Abbadia: La Remada 2019
  • 27/07/2019Festa Americana
  • 24/08/2019MEDIEVALE A CORENNO PLINIO
  • 25/08/2019 08:00Gara di Corsa in Montagna LIERNA - ALPE di LIERNA
  • 31/08/2019VISITE GUIDATE AL BORGO MEDIEVALE DI CORENNO PLINIO
  • 15/09/2019SULLE ORME DEL VIANDANTE
AEC v1.0.4

Archivio categoria ‘Monumenti e Luoghi’

Varenna: S. Giorgio

mercoledì, Aprile 30, 2014 @ 02:04 PM
aggiunto da Varenna

La chiesa di San Giorgio sorge nel centro abitato di Varenna.6760464-Chiesa_di_San Giorgio_Varenna[1]

La chiesa ha origini medioevali, probabilmente costruita tra 1250 e il 1300 e consacrata nell’anno 1313, la chiesa parrocchiale si sviluppa su tre navate, separate da pilastri cilindrici e archi acuti.

Di particolare interesse la facciata, dove possiamo osservare i diversi stili architettonici susseguiti nel corso del tempo e dove troviamo un pregevole affresco del XVI secolo raffigurante San Cristoforo. L’imponente torre campanaria risale all’anno 1653, il campanile costruito su quello originario di epoca romanica fu restaurato nel 1978.
Nella navata centrale, sopra l’altare maggiore in marmo del XVIII secolo, troviamo un affresco dal Trittico di San Giorgio e il grande crocefisso ligneo risalente al XVI. Ai lati dell’altare si trovano due affreschi del XIV secolo raffiguranti la regina Teodolinda e papa Gregorio Magno.

Di rara fattura la Deposizione dalla Croce images[2]del XV secolo, scolpita su pietra colorata, posta sopra la sacrestia. Nella navata sinistra possiamo osservare due pale d’altare, in quella più grande è raffigurata la Madonna col Bambino, intorno troviamo quindici tavole di legno raffiguranti alcuni Santi, purtroppo quelle raffiguranti Sant’Antonio e Santa Lucia sono state trafugate nel 1975.

Pregevole il confessionale barocco del XVII secolo, opera del maestro ebanista Giovanni Albiolo nativo di Bellagio

Villa Monastero

giovedì, Marzo 27, 2014 @ 03:03 PM
aggiunto da Varenna

Villa Monastero, un tempo convento di monache cistercensi, ora di proprietà della Provincia di Lecco, è una delle principali attrattive della sponda orientale del lago di Como, per la sua posizione strategica, proprio a ridosso del lago. Il nucleo centrale è rappresentato dal complesso architettonico cinquecentesco , interamente accessibile al pubblico con il suo percorso espositivo che si sviluppa in 14 sale. Nel 2004 ha ottenuto il riconoscimento museale di Regione Lombardia come Casa museo.

villa monastero
La Villa è circondata da un imprtante Giardino che si estende per quasi 2 chilometri lungo il lago da Varenna fino a Fiumelatte dove il visitatore potrà incontrare numerose e rare specie locali ed esotiche. L’intero complesso conta annualmente più di 40.000 visitatori.

Il complesso è anche sede di Centro Convegni conosciuto a livello internazionale, di particolare rilievo per le lezioni di fisica tenute nel 1954 dal Premio Nobel Enrico Fermi; ogni anno la Società Italiana di Fisica organizza a Villa Monastero i propri corsi.

sito ufficiale: http://www.villamonastero.eu/index.php/it/

Bellano – Chiesa di Santa Marta

domenica, Febbraio 2, 2014 @ 03:02 PM
aggiunto da admin

Bellano - Santa MartaFronteggia la Parrocchiale la chiesa di Santa Marta insieme all’ex sede dell’omonima confraternita, oggi centro parrocchiale.

La scuola è documentata dal 1387, mentre la chiesa è citata per la prima volta nel 1455 dalla visita pastorale di Gabriele Sforza.

L’ancona e le pitture descritte in quel testo sono scomparse, tranne una Pietà tardogotica sulla facciata e un frammentario San Giacomo nella prima cappella sinistra, che si è riferito nell’ambito di Bartolomeo Benzi da Torno.

Rimane il prezioso gruppo ligneo di nove statue a grandezza naturale raffigurante la Deposizione ed attribuito allo scultore Giovanni Angelo Del Maino, noto dal 1496 al 1536.

La facciata, frutto di un intervento che modificò l’asse della vecchia chiesa, conserva gli archetti gotici, mentre il portale a timpano s pezzato, sormontato da una nicchia con statua del Battista, dovrebbe riferirsi al 1589, anno dell’aggregazione della Scuola all’Arciconfraternita della Basilica Lateranense di san Giovanni in Roma.

A pochi anni prima (1582) risale la splendida decorazione a stucco ed affresco del tiburio: negli intradossi dei due archi scampati, Profeti e Sibille, nei pennacchi i Profeti Maggiori nel tamburo i SS. Nazaro e Celso e le SS. Marta e Maria Maddalena, negli spicchi della volta, allegorie e Angeli coi simboli dell a Passione.

E’, probabilmente di fine Cinquecento, l’asimmetrica e vigorosa sistemazione dell’innesto del presbiterio con un sistema di semipilastri compositi.
Al secolo XVII risalgono interventi diversificati nella chiesa: il campanile, gli interessanti p anconi del presbiterio, rustica opera locale, il mobile di sacrestia, i pezzi più antichi del tesoro e alcuni dipinti: l’Apparizione della Vergine col Bambino a S. Antonio da Padova nella prima cappella destra, opera di un morazzoniano, la Supplica di Marta e Maria a Cristo (rara iconografia) sull’altar maggiore, e due tondi con S. Giovanni Battista e S. Giovanni Evangelista.
La decorazione del presbiterio venne ultimata nel 1706 coi due quadroni dei Miracoli di S. Marta.

Agli anni intorno al 1739, trovando si nella cappella edificata in quel tempo, dovrebbe ascriversi l’ovale con la Madonna col Bambino e i SS. Michele come Angelo custode e Nicola da Tolentino, attribuita a Pietro Ligari.

La piazza, la più interna e raccolta di Bellano, è stata da sempre la sede della pretura e delle carceri cittadine che trovavano alloggiamento nel palazzo, ora in fase di ristrutturazione, di fronte alla chiesa.
Bellano, grazie alla sua posizione ha sempre goduto e in parte ancora oggi mantiene, un livello di servizi maggiori rispetto a quello di altri paesi.

Bellano: Chiesa san Nazzaro e Celso

martedì, Gennaio 28, 2014 @ 03:01 PM
aggiunto da admin

bellano chiesa nazzaro celsoLa chiesa parrocchiale di Bellano, monumento nazionale italiano, fu edificata dai maestri comacini, nella struttura attuale durante il 14° sec.
Infatti nel 1341 l’antica chiesa, che era dedicata a san Giorgio, venne parzialmente distrutta da un’esondazione del torrente Pioverna e venne successivamente ricostruita e dedicata ai santi Nazaro e Celso.
La prepositurale, come è ben visibile dall’esterno, presenta una struttura a tre navate absidate, tipica dello stile romanico, con quella centrale più alta e larga e quelle laterali più strette.
Curiosa è la presenza, nel settore di destra, di un numero maggiore di archetti pensili, tale artificio è dovuto al progressivo allargarsi della navata destra che, se al termine della quarta campata ha le stesse dimensioni della speculare, poi va via via ampliandosi.
Recenti studi hanno dimostrato che la navata centrale e il segmento di sinistra risultano essere precedenti rispetto all’area destra probabilmente perché l’esondazione del torrente Pioverna comportò la distruzione totale di questa zona che dovette essere completamente ricostruita.
Sulla facciata marmorea, coronata da archetti rampanti, tra i corsi chiari e scuri del marmo, spicca lo splendido rosone fregiato di ricchissime trine di terracotta verniciate di verde, sopra un’edicola con il rilievo in marmo di sant’Ambrogio benedicente.
Notiamo la presenza di tre portali ogivali modanati e decorati con semicapitelli. L’affresco che trovava spazio nella nicchia sopra il portone centrale, conservato oggi all’interno per motivi conservativi, raffigura la Madonna col Bambino e i santi Nazaro e Celso ed è frutto di una mescolanza di gusto tardogotico e anticipazioni umanistiche.
La decorazione del portale culmina nella serraglia su cui è scolpita una croce gigliata e, all’interno di una cornice lobata, l’agnello con il vessillo crociato.
Anche i portali laterali hanno chiavi figurate: a sinistra una mano benedicente, a destra una croce con i bracci trilobati.
Sulla facciata furono posteriormente inserite altre formelle decorate raffiguranti un piccolo arbusto (stemma della famiglia Brocchi); lo stemma visconteo affiancato dalle lettere J e O che identificherebbe l’arcivescovo Giovanni Visconti; una torre merlata campeggiante su una corona d’alloro, con ai lati le lettere A N, che campeggia anche nello stemma comunale.
Il campanile, così come la sacrestia, vennero aggiunti in seguito a una visita pastorale di san Carlo nel 1567.
L’interno, originariamente a capriate lignee, oggi si presenta con volte a crociera (dalle chiavi in pietra scolpite) affrescate nel 1530, con grottesche e soggetti tratti dall’Antico Testamento (ampiamente rimaneggiati dai restauri eseguiti nel 1907).
Nel XVI secolo vennero effettuati i primi interventi sull’abside maggiore che culminarono nel XVIII secolo con l’allungamento attuale.
Sulla parete sinistra del presbiterio è collocato un tabernacolo marmoreo a muro da riferire alla metà del XV secolo, con la Pietà con i simboli del martirio, lo Spirito Santo e gli Angeli Adoranti.
Su entrambe le navate, all’altezza della quarta campata, sono poste due mensole marmoree con decorazione floreale che fungono da sostegno per le acquasantiere .
Nella navata di sinistra, scoperti durante i restauri di inizio Novecento, si intravedono i resti di un affresco raffigurante un giovane con corto gonnellino rosso, calzamaglia e calzari a punta del 15° sec.
Da notare che l’assetto attuale della piazza fu dato soltanto nell’ultimo secolo, precedentemente infatti l’accesso dalla via roma era precluso da un muro e le case si addossavano alla facciata di sinistra.

Abbadia: Chiesa Rotta

domenica, Gennaio 26, 2014 @ 07:01 PM
aggiunto da admin
Chiesa Rotta in una fotografia del 1976

Chiesa Rotta in una fotografia del 1976

La Chiesa di S. Lorenzo, o Chiesa Rotta, sorta in epoca imprecisata e già parrocchiale nel 1495, descritta nel 1559 da Paolo Giovio,  oggetto di diverse visite pastorali, fu posta in vendita nel 1788.
Il passaggio di proprietà avvenne 1’11 novembre del 1789, quando le chiavi della Chiesa vennero consegnate al nuovo proprietario, il notaio Antonio Bianchi: da quel momento non solo l’antica chiesa, ma tutta la zona circostante, verrà chiamata ufficialmente “chiesa soppressa” o, popolarmente, “chiesa rotta”.
Il paese contava allora 600 anime, e il parroco Antonio Butti scriveva che mancavano i soldi per ripararla o per farne una nuova.
Fu per volontà di Giuseppe II che la Chiesa dei Padri Serviti, nel frattempo trasferitisi a Como per ricongiungersi con i confratelli del convento di S. Gerolamo, potè essere utilizzata come nuova parrocchiale.

per ulteriori informazioni:
“La chiesa parrocchiale di S. Lorenzo (Chiesa Rotta)”
Supplemento al n. 6 di Abbadia Oggi del novembre 1989.

L’Orrido di Bellano

sabato, Gennaio 25, 2014 @ 03:01 PM
aggiunto da admin

orrido1Si tratta di una gola naturale creata dal fiume Pioverna circa 15 milioni di anni fa al tempo del disgelo del ghiacciaio dell’Adda le cui acque hanno modellato gigantesche marmitte e suggestive spelonche nel tratto tra Taceno e Bellano.
I tetri anfratti, il cupo rimbombo delle acque tumultuose che hanno ispirato moltissimi scrittori, hanno fatto dell’Orrido una delle località turistiche più note del Lario.
La peculiarità consiste nella possibilità di percorrere le gole tramite passerelle godendo così di una magnifica visita sulle cascate, sulle rocce e sulla vegetazione.
La forza dell’acqua venne sfruttata, nei secoli passati, per la lavorazione di minerali, pellame e tessuti.
Nel 16° e 17° secolo la famiglia Denti aveva costruito qui le fucine per la lavorazione del ferro estratto nelle miniere della Valsassina.
Cipriano Denti edificò poi degli splendidi giardini con torri, piscine e statue, frequentati anche dallo scrittore Sigismondo Boldoni.
Nel corso dell’800 numerose stampe dell’Orrido fecero il giro d’Europa e contribuirono ad accrescere la fama del luogo.
Nel 1998 l’area fu acquistata dal Comune che la destinò a uso turistico.
Interessante è la Ca del Diaol (casa del diavolo), strano edificio a torre costruito su uno sperone di roccia. Non se ne conosce né l’origine né la funzione ma per certo è attestata dal 1834.
Il suo nome è legato alle figure mitologiche affrescate sulle pareti esterne e interne.
All’interno narra la leggenda che il signore locale Lorla portasse le giovani per commettere rituali satanici e licenziosi festini.
A tale credenza è legata anche la Dirlindana, suonata dall’alto della torre campanaria a 10 minuti alle 22 tutte le sere.
Il motivo rintoccato dalle campane ricorda la frase “Don nde a cà” (donne andate a casa) proprio perché dopo quell’ora le ragazze rischiavano di essere rapite.
Il segnale, già attivo in epoca rinascimentale, fu prima abolito e poi ripristinato sotto la dominazione austriaca come coprifuoco.

APERTURE AL PUBBLICO

APRILE-MAGGIO-GIUGNO-SETTEMBRE
Tutti i giorni dalle ore 10 alle 13 e dalle 14,30 alle 19

LUGLIO – AGOSTO
Tutti giorni dalle ore 10 alle 19

MARZO – OTTOBRE – NOVEMBRE
Festivi e prefestivi dalle ore 10 alle 12,30 e dalle 14,30 alle 17

GENNAIO – FEBBRAIO – DICEMBRE
Festivi e prefestivi dalle ore 14 alle 17
5 Gennaio dalle ore 14 alle 17
25 Dicembre –chiuso

Per comitive e gruppi oltre gli orari sopra indicati chiamare al n. 338.524.67.16 o 333.137.20.45

PREZZI
Intero Euro 3,00
Ridotto (da 5 a 14 anni, ultra 65enni oppure Comitive di almeno 15 persone)  Euro 2,50
Comitive oltre 40 componenti, preannunciate da agenzie o altri operatori Euro 2,00 Euro 2,50
Residenti (in possesso della carta d’identità rilasciata dal Comune di Bellano) ingresso gratuito

MANDELLO DEL LARIO – Una Domenica tra arte e storia

martedì, Settembre 3, 2013 @ 10:09 PM
aggiunto da Mandello

La Chiesa di San Giorgio e, in collaborazione con il G.A.Mag., la Torre di Maggiana “detta del Barbarossa”

rimarranno aperte Domenica 6 Ottobre, gratuitamente, dalle ore 10:00 alle 12:00.

 

Chiesa di San Giorgio

La chiesa di San Giorgio, appartenente al comune di Mandello ma dipendente dalla parrocchia di Crebbio,  è originaria probabilmente del 100 DC, anche se oggi appare nelle forme del XIII secolo.
L’acquasantiera in marmo del IX-X secolo e l’eccezionale complesso di affreschi raffiguranti temi come la misericordia, la salvezza e la dannazione ne fanno uno dei più affascinanti rilievi archeologici della zona orientale del lago.
Per saperne di più…

 

La Torre di Maggiana “detta del Barbarossa” è una fortificazione di origine medievale risalente al XII secolo, il cui nome va ricondotto alla leggenda secondo cui  la famiglia Mandelli avrebbe offerto ospitalità all’imperatore Federico I (il Barbarossa) nel 1158. Attualmente è sede del Museo di Arte Contadina il quale, allestito con cura dal Gruppo Amici di Maggiana, raccoglie manufatti del lavoro e dell’arte contadina. Sulla terrazza, in cima alla torre, si gode un bellissimo panorama sul lago e sulle montagne circostanti.

Esino – Il viale della Croce e Michele Vedani

domenica, Aprile 7, 2013 @ 03:04 PM
aggiunto da admin

Esino - Via Crucis
Lungo il costone morenico che collega il paese alla Chiesa Parrocchiale di San Vittore è possibile ammirare una delle opere artistiche più importanti di Esino Lario: La Via Crucis o Via della Croce.
Ad opera dello scultore Michele Vedani fu realizzata su formelle in bronzo negli anni ’40 dello scorso secolo incastonate nelle antiche cappellette originariamente affrescate.
La Via Crucis nacque infatti dal desiderio di Minuccia – figlia del Vedani, morta ventenne, che chiese al padre di fare qualcosa “…a Esino, per Esino”, una sorta di tributo al paese che li accolse e li ospito’ per lungo tempo.
Le spese di fusione dei bronzi furono sostenute da residenti e villeggianti, mentre Vedani donò la propria opera.
Tra i volti raffigurati spicca quello della figlia Minuccia dalle lunghe trecce, rintracciabile in diverse “stazioni”.
La Via Crucis culmina con “La Resurrezione”- collocata nella Cappella Grande – realizzata nel 1968 dallo stesso artista, ormai novantenne.
Il Maestro Vedani realizzò altre opere ad Esino Lario; vale citare la lunetta, dedicata a San Vittore (collocata sopra il portale della Chiesa Parrocchiale), i busti dell’Abate Antonio Stoppani e di Papa Pio XI (abituali frequentatori della Grigna) ed i calchi in gesso della Madonna del Ciclamino e di un Gesù nell’Orto degli Ulivi.

Esino – Parco della Grigna Settentrionale

domenica, Aprile 7, 2013 @ 02:04 PM
aggiunto da admin

Esino Parco Grigne

Esino Lario e’ il cuore del Parco Regionale della Grigna Settentrionale; la sua centralita’ nel territorio protetto ne fa il punto di osservazione piu’ interessante per eccellenza.
Il Parco si estende, oltre ad Esino, tra i comuni di Cortenova, Parlasco, Pasturo, Perledo, Primaluna, Taceno e Varenna, coprendo una superficie di ha. 5.548.
Il territorio presenta massicci superbi, ora candidi di neve, ora sfoggianti i mille colori della primavera, dell’estate e dell’autunno, che si tuffano nelle dolci acque turchine del Lago di Como.

La vegetazione del Parco è ben distinta a seconda delle fasce altitudinali: i versanti più bassi sono ricoperti da boschi (carpini, querce, castagni, frassini e tigli) alternati da prati a fienagione e coltivi. Salendo di quota, compare il faggio, che diventa dominante intorno ai 1000 m; piano piano questo lascia spazio alle conifere.
Avvicinandosi ulteriormente alla vetta, abeti e larici cedono, a loro volta, il passo alle brughiere a rododendro, mugo e ginepro, che segnano il limite degli alberi.
Alle quote più elevate dominano le tipiche praterie dei substrati calcarei.
Il gruppo delle Grigne presenta inoltre una preziosa e ricca flora endemica. Fra le specie più significative si segnalano: l’Aglio di Lombardia, le Campanule, la Primula delle Grigne (Primula Grignensis), simbolo del Parco, le Viole, il Fiordaliso retico, le sassifraghe.

La fauna conta un elevato numero di specie animali assai diverse e peculiari.
Tra gli anfibi spicca il Tritone crestato italiano, mentre tra i rettili diffusissimi sono: la Lucertola muraiola, il Ramarro occidentale, il Biacco e la Vipera comune (Vipera aspis).
Nel Parco trovano dimora l’Aquila reale, la Civetta capogrosso, la Coturnice, il Falco pellegrino, il Falco pecchiaiolo, il Gallo forcello, il Gufo reale, il Nibbio bruno.
Non è raro fare emozionanti incontri di splendidi mammiferi quali: il camoscio delle Alpi, il Capriolo, il Cervo, la Lepre comune, la Volpe e lo Scoiattolo, la Donnola, la Faina e il Tasso.
Nell’ambito delle attivita’ annuali, L’Ente Parco organizza alcune giornate di sensibilizzazione ed approfondimento delle tematiche naturalistiche, oltre al sostegno diretto ad iniziative ed azioni locali.

Esino Lario – Chiesa parrocchiale di San Vittore

domenica, Aprile 7, 2013 @ 12:04 PM
aggiunto da admin

Esino - San VittoreMartire Goffredo da Bussero la menziona già dal secolo XII come esistente, posta sullo sperone roccioso che si erge in centro alla valle, era un tempo adiacente all’antico Castello di origine antica, ora scomparso.

Si raggiunge percorrendo il Viale della Croce sul promontorio della “Costa” tra la scoscesa boscosa della “Curaggia” a sinistra, e i prati a destra detti della “Scodegarda”, nome di chiara origine longobarda.
Conservata, a testimone dell’antica chiesa, è una tipica croce astile argentea di pieno Quattrocento.
Un primo restauro fu eseguito nel 1520, nel 1770-1780 vennero aggiunte le navate laterali.
L’ultimo intervento conservativo della facciata esterna è del 2009.

L’interno presenta un elaborato altar maggiore in marmi con angeli e statuette, un bellissimo architrave ligneo scolpito e dorato nel 1654.
Tra il 1657 e il 1685 lavorarono vari maestri intagliatori, dei quali si possono ammirare gli splendidi confessionali, il ciborio del battistero del 1660, la cantoria e la mostra dell’organo con la magnifica statua del santo patrono, gli stalli del presbiterio e la mensa (assemblata con parte dei pannelli dell’antico pulpito).
Eccelle il complesso della sacristia, ricoperta dal ricchissimo apparato degli armadi scolpiti dal Maglia detto Bièl, che qui aveva ricevuto asilo dal parroco.
La volta poi reca un armonioso insieme di stucchi di alta qualità racchiudenti in medaglioni l’Assunzione della Vergine, gli Evangelisti, le Sante Lucia, Agata, Agnese e Caterina.

Le tele appese alle pareti del presbiterio riguardanti la storia di San Vittore, sono opera di Carlo Pozzo di Valsolda, sempre sua è la Madonna del Rosario, già pala d’altare.
Di grande importanza e frutto dell’artigianato locale sono i due arazzi della Scuola Arazziera di Esino rappresentanti la Nascita di San Giovanni Battista e Sant’Antonio Abate con gli animali.
Ancora all’esterno a completamento del frontone vi è incardinato il portone bronzeo del Bonalberti del 1974 rappresentante la vita della Chiesa e del patrono; di notevole importanza è la mezzaluna con la Gloria di San Vittore a cavallo, opera in bronzo di Michele Vedani.

storia e geografia

notizie storiche e geografiche del territorio

monumenti e luoghi

alla scoperta del territorio

sport e turismo

soggiornare nel territorio

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi