{"id":1760,"date":"2012-03-03T17:01:31","date_gmt":"2012-03-03T16:01:31","guid":{"rendered":"http:\/\/prolocolario.it\/?p=1760"},"modified":"2012-03-08T18:35:39","modified_gmt":"2012-03-08T17:35:39","slug":"lierna-i-mulini-e-lavatoi-lungo-il-torrente-buria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/prolocolario.it\/index.php\/2012\/03\/lierna-i-mulini-e-lavatoi-lungo-il-torrente-buria\/","title":{"rendered":"Lierna &#8211; I Mulini e Lavatoi lungo il torrente Buria"},"content":{"rendered":"<p align=\"left\"><strong><\/strong>La passeggiata da Sornico a Grumo \u00e8 accompagnata lungo tutto il percorso dalla valle del torrente B\u00f9ria che ha origine dai monti sopra i Saioli, scende e lambisce le frazioni meridionali di Lierna.<\/p>\n<p align=\"left\">Bench\u00e9 attualmente la valle sia un luogo piuttosto trascurato e in molti punti cementificato, in passato le acque del torrente, che scorre impetuoso soltanto nei periodi piovosi, e dei suoi affluenti (Acqua del Gesso e Valle di Lembra) ebbero una grande importanza per la vita economica e quotidiana del nostro paese.<\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<strong>Il lavatoio di Sornico<br \/>\n<\/strong>A Sornico incontriamo un lavatoio, alimentato dall\u2019Acqua del Gesso che riversa poi lo scarico nella Valle di Buria.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\" align=\"left\"><a href=\"http:\/\/prolocolario.it\/?attachment_id=1770\" rel=\"attachment wp-att-1770\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1770\" src=\"http:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/sornico-lavatoio-214x300.jpg\" alt=\"\" width=\"214\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/sornico-lavatoio-214x300.jpg 214w, https:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/sornico-lavatoio.jpg 484w\" sizes=\"auto, (max-width: 214px) 100vw, 214px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><strong><\/strong>\u00a0 <strong>Il mulino di Sornico<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/prolocolario.it\/?attachment_id=1771\" rel=\"attachment wp-att-1771\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1771\" src=\"http:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/sornico-mulino-300x251.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"251\" srcset=\"https:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/sornico-mulino-300x251.jpg 300w, https:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/sornico-mulino.jpg 484w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Gi\u00e0 nel Settecento l\u2019acqua della Valle di Buria veniva sfruttata con incanalamenti e serbatoi lungo il suo percorso per il funzionamento di tre mulini ad una sola ruota, posti sul lato sud della valle.<br \/>\nIl Catasto Teresiano del 1722\u00a0 li indica come appartenenti ai Venini, Rosaspini e Bonesatti, e due di essi sono ancora visibili, anche se la loro destinazione \u00e8 completamente cambiata.<br \/>\nLa loro superficie a quel tempo\u00a0 era soltanto di due tavole, equivalenti a mq 54 circa; il loro valore capitale era di una ventina di scudi con una rendita annua di poche lire.<\/p>\n<p align=\"left\">Il primo mulino, posto all\u2019inizio della via della Valle di Basso di fronte al lavatoio, \u00e8 ora una casa ristrutturata a due piani, ma fino a poco tempo fa era conosciuto come \u201cMulino dei Mig\u00e8ta\u201d.<\/p>\n<p align=\"left\">Nella prima met\u00e0 dell\u2019Ottocento lo stabile, utilizzato come filanda e incannatoio, apparteneva ad Antonio Rosaspini, Primo Deputato del paese, uomo benestante, borioso e molto chiacchierato (forse da questo personaggio deriva l\u2019epiteto <em>firr <\/em>\u00a0affibbiato\u00a0 agli abitanti della parte sud di Lierna&#8230;).<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/prolocolario.it\/?attachment_id=1769\" rel=\"attachment wp-att-1769\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-1769\" src=\"http:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/rustico-mulino-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/rustico-mulino-300x225.jpg 300w, https:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/rustico-mulino.jpg 484w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Nel 1873 l\u2019incannatoio possedeva quattro banchi con 50 fusi ciascuno e dava lavoro a dodici dipendenti per 234 giornate all\u2019anno. Continu\u00f2 ad essere propriet\u00e0 dei Rosaspini <em>Mig\u00e8ta <\/em>e a funzionare fino al 1925 circa.<strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>Proseguendo pochi passi lungo un sentiero troviamo un\u00a0 minuscolo rustico in ristrutturazione, anch\u2019esso adibito anticamente a mulino, come dimostrano alcuni manufatti e resti di canali in pietra posti nelle vicinanze.<\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0<strong>Il lavatoio di Mugiasco<br \/>\n<\/strong>Una parte di quest\u2019acqua, attraverso una tubazione sotterranea, raggiunge il lavatoio coperto di Mugiasco costruito nel 1843 come si legge all\u2019esterno della vasca.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\" align=\"left\"><a href=\"http:\/\/prolocolario.it\/?attachment_id=1767\" rel=\"attachment wp-att-1767\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1767\" src=\"http:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/mugiasco-lavatoio-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/mugiasco-lavatoio-225x300.jpg 225w, https:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/mugiasco-lavatoio.jpg 484w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/p>\n<p>\u00a0<strong>Il mulino di Mugiasco<br \/>\n<\/strong>Scendendo ancora incontriamo un altro rustico con resti di macine, situato quasi nell\u2019alveo della valle. E\u2019 ci\u00f2 che rimane di un manufatto ottocentesco conosciuto come \u201cMulino del Viul\u00e8ta\u201d o \u201cMulino della Ser\u00e8na Viul\u00e8ta\u201d (personaggi della famiglia Barindelli liernese). Pare che questo luogo e l\u2019acqua\u00a0 dell\u2019invaso fossero utilizzati anche per tenere al fresco il latte prodotto nei dintorni e destinato alla caseificazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><a href=\"http:\/\/prolocolario.it\/?attachment_id=1768\" rel=\"attachment wp-att-1768\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1768\" src=\"http:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/mugiasco-mulino-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/mugiasco-mulino-225x300.jpg 225w, https:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/mugiasco-mulino.jpg 484w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left\" align=\"center\"><strong>Il lavatoio di Casate<\/strong><br \/>\nA Casate troviamo un terzo lavatoio con una graziosa cappelletta votiva del 1865 e un elaborato percorso idrico alimentato da un rigagnolo che scende dalla collina.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\" align=\"center\"><a href=\"http:\/\/prolocolario.it\/?attachment_id=1765\" rel=\"attachment wp-att-1765\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1765\" src=\"http:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/casate-mulino-300x220.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"220\" srcset=\"https:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/casate-mulino-300x220.jpg 300w, https:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/casate-mulino.jpg 484w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong> Il mulino di Casate<br \/>\n<\/strong>Il terzo mulino citato nel Catasto Teresiano era situato a Casate circa all\u2019inizio dell\u2019attuale via del Torchio. Non ne rimangono tracce visibili ma qui, fino ad una cinquantina di anni or sono, era attivo un frantoio appartenente alla famiglia Pensa (un certo <em>Giu\u00e0n de l\u2019Oli<\/em> ne era proprietario) ed \u00e8 probabile che si trattasse del mulino settecentesco.<\/p>\n<p>Nelle vicinanze, fino ad alcuni anni fa esisteva anche un serbatoio a vasca che raccoglieva le acque utilizzate come forza motrice per la sottostante filanda di Grumo. L\u2019azienda era sorta nel 1870 circa ad opera di Giovanni Battista Sala di Lecco, proprietario di altri filatoi nel lecchese di cui il pi\u00f9 importante era quello situato nell\u2019ex-Seminario di Castello. La filanda di Lierna era equipaggiata con 40 fornelli a carbone e 4 banchi d\u2019incannatura con 75 fusi ciascuno. Era attiva per 236 giornate annue e impiegava 55 operai per la trattura, 24 per l\u2019incannatura, pagati lire 0,55 giornaliere, 4 assistenti pagati lire 1,15 e un direttore che percepiva lire 1.100 annue.<\/p>\n<p>Chiusa nel 1933, nel periodo della seconda guerra mondiale venne riutilizzata come fabbrica di concimi e mangimi, per poi essere trasformata nel 1975 in un residence che conserva ancora nella struttura qualche traccia dell\u2019antica e ormai dimenticata filanda.<\/p>\n<p><em>\u00a0Testo di Franca Panizza\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La passeggiata da Sornico a Grumo \u00e8 accompagnata lungo tutto il percorso dalla valle del torrente B\u00f9ria che ha origine dai monti sopra i Saioli, scende e lambisce le frazioni meridionali di Lierna. 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