{"id":2225,"date":"2012-01-01T22:45:38","date_gmt":"2012-01-01T21:45:38","guid":{"rendered":"http:\/\/prolocolario.it\/?p=2225"},"modified":"2012-04-05T07:20:49","modified_gmt":"2012-04-05T06:20:49","slug":"il-sentiero-del-viandante-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/prolocolario.it\/index.php\/2012\/01\/il-sentiero-del-viandante-storia\/","title":{"rendered":"IL SENTIERO DEL VIANDANTE <br>Cenni Storici"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2227\" title=\"sdv gradini scavati nella roccia\" src=\"http:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/sdv-a-cor.grad_.scav_.nella-roccia-300x225.jpg\" alt=\"sdv gradini scavati nella roccia\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/sdv-a-cor.grad_.scav_.nella-roccia-300x225.jpg 300w, https:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/sdv-a-cor.grad_.scav_.nella-roccia-484x363.jpg 484w, https:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/sdv-a-cor.grad_.scav_.nella-roccia.jpg 720w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>L\u2019attuale denominazione \u00e8 stata coniata nel 1992 dall\u2019Azienda di Promozione Turistica del Lecchese che ha riscoperto e sistemato, a uso turistico ed escursionistico, l\u2019antico percorso che univa Lecco all\u2019inizio della Valtellina utilizzando una dizione presente ad Abbadia e Mandello almeno dal 1859.<br \/>\nQuello che oggi chiamiamo Sentiero del Viandante era infatti originariamente un sistema viario non univoco, formato da sentieri chiamati con nomi diversi (via Ducale, via Regia, Strada dei Cavalli, via dei Viandanti, Napoleona) che collegavano localmente tra loro i vari borghi senza nessuna velleit\u00e0 di sviluppo viario unitario: i grandi traffici commerciali avvenivano infatti utilizzando la pi\u00f9 comoda via lago, sfruttando i venti costanti che alla mattina spirano da nord verso sud e al pomeriggio in senso contrario.<br \/>\nQuesto sistema di sentieri veniva invece usato dai viandanti, dal piccolo commercio locale, per piccoli spostamenti, come collegamento tra le varie roccaforti e torri di avvistamento dislocate a mezzacosta lungo il lago: infatti, fino all\u2019inizio dell\u2019Ottocento, la via migliore per raggiungere la Valtellina era considerata quella che da Lecco saliva a Ballabio, percorreva la Valsassina e raggiungeva Bellano, dove si ricollegava al percorso lungo la sponda del lago.<\/p>\n<p>Nel 1606 l\u2019ingegner Tolomeo Rinaldi fu incaricato dal governatore spagnolo del Ducato di Milano, il duca di Fuentes, di progettare una strada che unisse Milano al Forte di Fuentes, appena costruito vicino a Colico a difesa del confine con i Grigioni. L\u2019ingegnere scart\u00f2 l\u2019ipotesi di sistemare la strada sulla sponda occidentale, ritenendola disastrata e troppo costosa da allargare per consentire il passaggio di un cavallo someggiato; scart\u00f2 anche, a causa delle difficolt\u00e0 dovute alla complessa orografia, l\u2019idea di proseguire oltre Bellano lungo il percorso rivierasco e propose di seguire la via della Valsassina: che questa, tra Lecco e Bellano, fosse la via pi\u00f9 facile, anche se non la pi\u00f9 corta, \u00e8 attestato anche dal fatto che fu scelta nell\u2019autunno del 1629 dai Lanzichenecchi (28.000 uomini) al servizio dell\u2019imperatore Ferdinando II d\u2019Asburgo diretti, attraverso il Ducato di Milano, all\u2019assedio di Mantova .<br \/>\nIl loro passaggio per queste terre \u00e8 ricordato da Manzoni alla fine del capitolo XXVIII dei Promessi sposi: \u201c<em>Colico fu la prima terra del ducato, che invasero que\u2019 demoni; si gettarono poi sopra Bellano; di l\u00e0 entrarono e si sparsero nella Valsassina, da dove sboccarono nel territorio di Lecco<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Anche se non era considerata la migliore e\u00a0 frutto di un progetto non unitario, una via di terra lungo la sponda orientale del lago di Como doveva esistere: lo storico Pietro Pensa la fa risalire all\u2019epoca romana, ma secondo altri (ad esempio secondo Albano Marcarini) si tratta solo di una congettura. Nei documenti medievali dei comuni di Bellano, Dervio e Lecco (fine del XIV secolo) si fa riferimento a una strada pubblica costiera, ma si tratta, come dice ancora Albano Marcarini, di &#8220;citazioni frammentarie anche se interessanti&#8221;. Al 1606 risale il mai attuato progetto di sistemazione dell\u2019ingegner Rinaldi. In alcuni documenti notarili del Settecento si fa riferimento, per un lungo tratto del percorso, a una via Regia o Ducale ma tale strada non \u00e8 menzionata sui documenti cartografici dello stesso secolo (che per\u00f2 trascurano anche la Strada Regina). Durante l\u2019epoca napoleonica (1796-1815) alcuni tratti dell\u2019itinerario verranno sistemati o migliorati (da questo deriva il nome di Napoleona con cui la via \u00e8 nominata in alcuni tratti).<\/p>\n<p>Dopo la costruzione della strada militare lungo la riva del lago, inaugurata nel 1832, i vecchi percorsi perdono di importanza e cadono nell&#8217;oblio, per essere in seguito riscoperti, nella seconda met\u00e0 del 1900, a scopo turistico.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/prolocolario.it\/?p=2221\">Torna all&#8217;introduzione<\/a><\/p>\n<p><em>Fonti<\/em><br \/>\n<em>Albano Marcarini, &#8220;Il Sentiero del Viandante&#8221;<\/em><br \/>\n<em>APT Lecco, &#8220;Sentiero del Viandante&#8221;<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019attuale denominazione \u00e8 stata coniata nel 1992 dall\u2019Azienda di Promozione Turistica del Lecchese che ha riscoperto e sistemato, a uso turistico ed escursionistico, l\u2019antico percorso che univa Lecco all\u2019inizio della Valtellina utilizzando una dizione presente ad Abbadia e Mandello almeno dal 1859. 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