{"id":247,"date":"2011-11-01T16:09:45","date_gmt":"2011-11-01T15:09:45","guid":{"rendered":"http:\/\/prolocolario.it\/?p=247"},"modified":"2011-12-11T11:12:22","modified_gmt":"2011-12-11T10:12:22","slug":"dervio-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/prolocolario.it\/index.php\/2011\/11\/dervio-storia\/","title":{"rendered":"DERVIO &#8211; STORIA"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/dervio-geo.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-785\" title=\"dervio-geo\" src=\"http:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/dervio-geo.gif\" alt=\"\" width=\"270\" height=\"185\" \/><\/a><strong>Coordinate<\/strong>: 46\u00b004\u203200\u2033N 9\u00b018\u203200\u2033E<br \/>\n<strong>Altitudine<\/strong>: 220 m s.l.m.<br \/>\n<strong>Superficie<\/strong>: 11 km\u00b2<br \/>\n<strong>Abitanti<\/strong>: 2.774[1] (31-12-2010)<br \/>\n<strong>Densit\u00e0<\/strong>: 252,18 ab.\/km\u00b2<br \/>\n<strong>Frazioni<\/strong>: Corenno Plinio<br \/>\n<strong>Comuni confinanti<\/strong>: Bellano, Cremia (CO), Dorio, Introzzo, Pianello del Lario (CO), San Siro (CO), Sueglio, Tremenico, Vendrogno, Vestreno<\/p>\n<p><strong>CENNI STORICI<\/strong><br \/>\nAlle origini la nostra terra era abitata da piccoli nuclei di capanne adibite a riparo per i popoli nomadi, inizialmente i liguri e poi quelli di origine celtica, che si muovevano alla ricerca di fonti naturali di sopravvivenza, finch\u00e9 non decisero di fermarsi fondando dei villaggi (gau).<br \/>\nCi\u00f2 \u00e8 testimoniato dai ritrovamenti a Dorio di un &#8220;Paalstab&#8221; (scure) dell&#8217;et\u00e0 del bronzo, conservato nel museo di Como e dei &#8220;massi cupelliformi&#8221; riconducibili ai popoli celti.<br \/>\nIn seguito con la conquista romana nel II secolo a. C. si and\u00f2 sviluppando una civilt\u00e0 abbastanza evoluta detta gallo-romana, i cui centri di comando divennero \u201cpagi\u201d innestandosi nella costituzione giuridica dello stato romano. Successivamente i romani fortificarono i passaggi obbligati delle valli, tra cui si poteva comunicare con segnalazioni a vista, speculari di giorno e con fuochi la notte. Si ritiene risalgano a questo periodo imperiale (V-VI sec. d.C.) il \u201cCastelvedro\u201d in localit\u00e0 Mai di Dervio, come il castello di Vezio e quello di Esino. Dopo la caduta dell\u2019impero, le migrazioni barbariche dei Goti e dei Longobardi rafforzarono il sistema difensivo romano e la diffusione del cristianesimo trasform\u00f2 poi in \u201cpievi\u201d gli antichi centri di comando, tra cui quella di Dervio sottoposta alla chiesa di Milano. I Longobardi avviarono la politica feudale che ebbe poi il suo pieno sviluppo sotto i Franchi, le terre della Valvarrone e Valsassina appartennero ai conti di Lecco finch\u00e9 la politica degli imperatori tedeschi (Ottoni) cominci\u00f2 a contrastare lo strapotere dei feudatari con la concessione dei feudi ai vescovi.<br \/>\nAttorno all\u2019anno Mille il territorio divenne diritto dell\u2019arcivescovo di Milano. Fu poi teatro della guerra contro le \u201ctre pievi\u201d (Dongo, Gravedona e Sorico) e quella decennale tra Como e Milano con numerose battaglie navali sul lago. Nel Medioevo Dervio e Corenno assunsero il titolo di \u201cborgo\u201d, in quanto cinte da mura e rette come liberi comuni.<br \/>\nNegli anni 1384-1389 vennero redatti gli Statuti di Dervio, che dettavano regole precise sulla vita civile e sociale; questo documento tuttora esistente \u00e8 stato tradotto in italiano e pubblicato dall&#8217;Assessorato alla Cultura del Comune di Dervio. La comunit\u00e0 di Dervio era allora composta anche dalle terre di Corenno, Dorio, Introzzo, Sueglio, Tremenico e Vestreno, ma risulta che i paesi della Valvarrone si separarono a partire almeno dal 1367. Nel 1410 Dorio e nel 1520 Corenno si separarono da Dervio, poi ritornarono a farne parte nel 1928, ma Dorio si stacc\u00f2 nuovamente nel 1950.<br \/>\nAgli arcivescovi seguirono i Ducati milanesi dei Visconti e degli Sforza, fino alla dominazione spagnola che port\u00f2 ad un periodo di decadenza. La tranquillit\u00e0 della vita quotidiana era spesso infranta dalle scorrerie di eserciti delle grandi potenze, che transitavano sul territorio avendo come salario il diritto di saccheggio. Due nomi sono rimasti famosi: il Medeghino (1530-1532), che percorreva con la sua flotta le acque del lago razziando ovunque e rifugiandosi poi nell\u2019imprendibile castello di Musso, ed i Lanzichenecchi (1629), che lasciarono dietro di loro la tragica peste ricordata da Manzoni ne \u201cI Promessi Sposi\u201d e che a Dorio fece una strage portando gli abitanti da 300 a 84; le ricorrenti epidemie di peste sono testimoniate dalla chiesetta di Santa Cecilia di Dervio che fu utilizzata come lazzaretto.<br \/>\nCon la successiva dominazione austriaca fior\u00ec l\u2019industria del ferro e lo sfruttamento delle miniere dell\u2019alto Varrone port\u00f2 lo sviluppo industriale in un\u2019economia fondata sull\u2019agricoltura. Nacquero a Dervio industrie come la \u201cRedaelli\u201d, quattro cartiere all\u2019avanguardia, cantieri nautici e laboratori artigiani, in Valvarrone le cave minerarie, a Dorio la filanda (1840-42), che assorbivano manodopera anche dai paesi circostanti. I collegamenti migliorarono con la conclusione della strada dello Spluga (1834) e l\u2019apertura del tratto ferroviario Bellano-Colico (1894), la costruzione della strada carrabile per la Valvarrone (1916-1917). Tutto questo ha determinato un notevole sviluppo, che grazie alla tenacia ed all\u2019operosit\u00e0 degli abitanti ha portato al benessere attuale, che vede gradatamente l\u2019economia del nostro territorio trasformarsi da industriale a turistica, grazie a quelle risorse naturali che avevano favorito i primi insediamenti abitativi delle nostre terre.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Per approfondire la storia di Dervio visitate i <a href=\"http:\/\/www.dervio.org\/qd\/index.htm\">Quaderni Derviesi<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Coordinate: 46\u00b004\u203200\u2033N 9\u00b018\u203200\u2033E Altitudine: 220 m s.l.m. 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