{"id":3790,"date":"2012-01-01T15:26:55","date_gmt":"2012-01-01T14:26:55","guid":{"rendered":"http:\/\/prolocolario.it\/?p=3790"},"modified":"2012-07-28T15:17:32","modified_gmt":"2012-07-28T14:17:32","slug":"dervio-corenno-plinio-il-castello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/prolocolario.it\/index.php\/2012\/01\/dervio-corenno-plinio-il-castello\/","title":{"rendered":"Dervio: Corenno Plinio <br\/>Il Castello"},"content":{"rendered":"<p><strong>Introduzione<\/strong><br \/>\nIl castello di Corenno costituisce uno dei migliori esempi di fortificazione dello scacchiere lariano. Nonostante abbia subito vari assedi e assalti lungo i secoli, si caratterizza rispetto ad altri per il discreto grado di conservazione. Si tratta di un tipico castello-recinto a pianta irregolare, tendenzialmente quadrata, interamente costruito in pietra. Vi si accede dall\u2019ingresso verso meridione protetto da una torre quadrata del tipo <em>a vela<\/em>. Presenta sul lato a monte un\u2019altra torre quadrata pi\u00f9 tozza con funzioni di avvistamento, di segnalazione di pericolo e di difesa.<\/p>\n<p>Il castello-fortificazione di Corenno\u00a0 \u00e8 semplicemente una recinzione per l\u2019estrema difesa della comunit\u00e0 e dei suoi beni pi\u00f9 preziosi in caso di scorrerie, guerre e incursioni di popolazioni nemiche. In esso vi trovavano rifugio e protezione dai saccheggi la popolazione, il bestiame ed i generi di sopravvivenza della comunit\u00e0. Il suo precedente storico \u00e8 il <em>castrum<\/em> romano: cinta munita di torri dove si rifugia la popolazione civile in caso di attacco esterno. \u00c8 spesso il risultato finale di due eventi edilizi non sempre contemporanei: la cortina muraria e le torri di avvistamento.<\/p>\n<div id=\"attachment_3741\" style=\"width: 446px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/castello-di-Corenno-Plinio.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3741\" class=\" wp-image-3741 \" title=\"Il Castello di Corenno Plinio\" src=\"http:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/castello-di-Corenno-Plinio-484x322.jpg\" alt=\"Il Castello di Corenno Plinio\" width=\"436\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/castello-di-Corenno-Plinio-484x322.jpg 484w, https:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/castello-di-Corenno-Plinio-300x200.jpg 300w, https:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/castello-di-Corenno-Plinio.jpg 750w\" sizes=\"auto, (max-width: 436px) 100vw, 436px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-3741\" class=\"wp-caption-text\">Il Castello di Corenno Plinio<\/p><\/div>\n<p><strong>La posizione<\/strong><br \/>\nLa fortificazione di Corenno era considerata di grande importanza strategica per la difesa del milanese sia dal primo terziere della Valtellina sia della Val Chiavenna. Infatti, sulla strada che dal Trivio porta alla Valsassina non ci sono castelli medioevali di difesa se si eccettua le torri di avvistamento di Fontanedo a monte di Colico. Da Corenno partiva anche una strada che si inerpicava per salire a Vestreno, passando per il castello di Orezia.<\/p>\n<p><strong>Le mura<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Castello-di-Corenno-Plinio-la-torre-Angelo-Colombo-low.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-3916\" title=\"Castello di Corenno Plinio la torre - Angelo Colombo\" src=\"http:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Castello-di-Corenno-Plinio-la-torre-Angelo-Colombo-low-225x300.jpg\" alt=\"Castello di Corenno Plinio la torre\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Castello-di-Corenno-Plinio-la-torre-Angelo-Colombo-low-225x300.jpg 225w, https:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Castello-di-Corenno-Plinio-la-torre-Angelo-Colombo-low.jpg 484w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>L\u2019area della fortificazione racchiusa nelle mura \u00e8 modesta in quanto proporzionata al numero di abitanti del piccolo borgo. La muratura di recinzione, chiamata anche \u201ccortina\u201d, poggia in molte parti direttamente sulla roccia ed \u00e8 coronata da merli a coda di rondine. Il fatto di avere i merli di tale fattura, non significa che Corenno fosse un comune ghibellino, i merli esistevano gi\u00e0 prima della nascita delle irriducibili fazioni di parte. La muraglia presenta sottili e lunghe feritoie verticali per l\u2019uso di balestre e\u00a0 dalle sue sommit\u00e0 e dalle torri potevano essere lanciati ogni sorta di proiettili sugli assedianti.<br \/>\nIl sistema costruttivo \u00e8 accurato e nel contempo robusto. Un dato \u00e8 certo: l\u2019edificio mostra differenti tecniche e materiali lapidei nelle tessiture murarie a testimonianza di un\u2019evoluzione costruttiva nel corso del tempo. Interessanti le rare parti con pietre a <em>spina di pesce<\/em>, che si ritrovano simultaneamente nel muro esterno della sagrestia della chiesa prepositurale di Dervio (lato nord), nel Castelvedro sopra Dervio e in mura medioevali fra le case di Castello (D. Acerboni). Questa \u00e8 una tecnica muraria capace di usare pietre anche piccole non lavorate sulle facce denominata <em>opus gallicum. <\/em>Nella fortificazione si \u00e8 fatto anche largo uso del sistema costruttivo \u201c<em>opus quadratum<\/em>\u201d: blocchi di pietra squadrati a forma di parallelepipedi ed usati particolarmente per la formazione degli spigoli. Questo sistema si adattava perfettamente agli edifici di pianta geometricamente regolare e generava nel contempo una perfetta stabilit\u00e0 ed una emotivit\u00e0 estetica data dall\u2019armonia delle linee strutturali orizzontali e verticali. (cfr. approf. 1.)<\/p>\n<p><strong>Le due torri<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Corenno-Torre-a-sud.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-3918\" title=\"Castello di Corenno - Torre Sud\" src=\"http:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Corenno-Torre-a-sud-225x300.jpg\" alt=\"Castello di Corenno - Torre Sud\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Corenno-Torre-a-sud-225x300.jpg 225w, https:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Corenno-Torre-a-sud.jpg 484w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>Verso il Lario, a protezione dell\u2019ingresso, svetta una torre a vela che si contrappone alla torre massiccia di pianta quadrata sita a monte. Questa possente torre quadrangolare che insiste su uno sperone roccioso non \u00e8 immorsata al resto dell\u2019edificio. Ci\u00f2 denota palesemente che non \u00e8 coeva delle mura. Alcuni studiosi come Luigi Mario Belloni<a title=\"\" href=\"#_ftn1\">[1]<\/a> sostengono che sia anteriore alle attuali mura e che sia un avanzo della fortificazione del borgo di epoca comunale inglobata nella fortificazione signorile trecentesca. Fonda questa affermazione sul fatto che la sua altezza fu certamente ridotta quando le furono sovrapposte i merli e che la tipologia della muratura e le piccole finestre quadrate disassate, una per lato che vi si aprono a circa met\u00e0 altezza, denotano chiaramente questa anteriorit\u00e0. Anche altri studiosi<a title=\"\" href=\"#_ftn2\">[2]<\/a> affermano che la torre sia anteriore all\u2019attuale cortina muraria e la fanno risalire al secolo XI. La presenza di ampie aperture quadrangolari per postazioni di arcieri con arco e la mancanza di feritoie strette per le balestre potrebbe far propendere per una sua anteriorit\u00e0 rispetto alle attuali mura. Non mancano per\u00f2 altri studiosi che affermano che sia posteriore all\u2019attuale cortina muraria. Per la sua ubicazione ha svolto la funzione di avvistamento e difesa dalle soldataglie provenienti da nord che attraverso la mulattiera che sale in Valvarrone passavano in Valsassina per scendere a Lecco e proseguire verso la pianura.<\/p>\n<p>La torre a valle, pure merlata e tangente all\u2019ingresso, \u00e8 coeva alle mura di cinta perch\u00e9 presenta lo stesso sistema costruttivo ed \u00e8 immorsata alla struttura laterale della muratura. La torre \u00e8 stata costruita a difesa dagli attacchi provenienti dal lago, per l\u2019avvistamento e la comunicazione su ampia zona lacustre, in modo particolare con la torre del castello-recinto di Rezzonico. L\u2019entrata a cui si accede salendo una breve pendenza a gradini, \u00e8 costituita da un gran portone ad arco tondo sormontato da uno stemma in marmo bianco dei conti Andreani.<\/p>\n<p><strong>Finalit\u00e0 della fortificazione<\/strong><br \/>\nLa fortificazione di Corenno era analoga a quella di Bellano andata distrutta e pi\u00f9 volte citata nel poema anonimo sulla guerra decennale tra Milano e Como tra 1118-1127. Nello scacchiere orientale del Lario sorgevano similari difese a Lierna e a Mandello del Lario, mentre in quello occidentale a \u00a0Gravedona, Bellagio e \u00a0Menaggio. A Lierna il castello si ergeva sulla penisoletta chiamata ancor oggi \u201cCastello\u201d. Mandello invece possedeva una grossa torre a lago cinta da mura e fossato che ancora nel settecento era destinata alla sede della Pretura.<\/p>\n<p>La scelta a Corenno di una fortificazione isolata a fianco dell\u2019abitato invece di mura che circondano tutto il borgo si deve soprattutto a motivi economici e strategici. Infatti il perimetro del castello-recinto era molto inferiore a quello dell\u2019abitato per cui richiedeva di minor tempo e materiali per edificarlo. Questo tipo di fortificazione consentiva il salvataggio delle persone e degli animali a discapito delle casupole e dei pochi beni abbandonati perch\u00e9 gli eserciti di passaggio depredavano i borghi e le coltivazioni, ma non avevano interesse ad uccidere gli abitanti. Spesso al saccheggio dell\u2019abitato seguiva l\u2019incendio: in questo caso, il fumo e le fiamme sarebbero rimaste lontano dal fortilizio. Le case del borgo, se vicine alle mura, sarebbero servite al nemico per assaltare il fortilizio o per difendersi. Il castello recinto era pi\u00f9 facile da controllare a vista onde evitare tradimenti o penetrazioni occulte. Inoltre, sorgendo fuori dall\u2019abitato, poteva svolgere la funzione di controllo delle vie di comunicazione e segnalare il pericolo incombente. In un certo senso il castello-recinto \u00e8 una <em>cassaforte d\u2019emergenza<\/em> per gli abitanti, il bestiame, le derrate alimentari\u00a0 al servizio della comunit\u00e0.<\/p>\n<p>A completare la difesa del borgo dove ora corre la strada provinciale vi era un fossato con acqua come segnalano anche gli Statuti Medioevali del 1389. Questo vallo \u00e8 stato riempito nel 1830 quando venne costruita dagli austriaci la strada militare dello Stelvio fino a Milano. Inoltre, ancora nel 1860, esistevano, all\u2019angolo del palazzo degli Andreani, i cardini della porta che chiudeva il borgo e la mensola di sostegno dell\u2019arco che la sovrasta<\/p>\n<p>Anche le strette e ripide scalinate scavate direttamente nella roccia su cui \u00e8 adagiato tutto il paese che scendono al lago, anticamente dette callogge, in caso di pericolo venivano chiuse da porte di cui rimangono tracce. A difesa di eventuali attacchi esistevano agli incroci delle vie alcune porte massicce da chiudere in caso di necessit\u00e0. \u00c8 ancora visibile qualche loro cardine<\/p>\n<p><strong>La datazione<\/strong><br \/>\nLa Zecchinelli fa risalire il manufatto al XIV secolo anche se si pu\u00f2 ipotizzare che, almeno le mura, risalgano al secolo precedente in quanto dovevano giocoforza, esistere o in corso di costruzione quando il castello venne infeudato a Fossato Andreani nel 1271 dall\u2019arcivescovo di Milano Ottone Visconti. Negli atti di un convegno sulle fortificazioni del lago di Como, tenutosi a Varenna nel maggio del 1970, anche Carlo Perogalli presenta la struttura di Corenno come \u201ccastello-recinto attribuibile al XIV secolo.<\/p>\n<p><em>Roberto Pozzi<\/em><\/p>\n<p><strong>Approfondimenti<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/prolocolario.it\/?p=3795\">Il sistema costruttivo delle fortificazioni<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/prolocolario.it\/?p=3877\">Il termine &#8220;Castello&#8221;<br \/>\nIndagine Archelogica dell&#8217;Area<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/prolocolario.it\/?p=3775\">Torna all&#8217;articolo principale su Corenno Plinio<\/a><\/p>\n<div>\n<hr align=\"left\" size=\"1\" width=\"33%\" \/>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> \u00a0L.M. Belloni, et alii, Castelli, basiliche e ville, pg.80, La Provincia s.p.a. editoriale, 1991<a title=\"\" href=\"#_ftnref2\"><br \/>\n[2]<\/a> \u00a0Cfr. Dervio. Archeologia nel castello di Corenno di R. Caimi, S. Lincetto, M. Redaelli, in carta archeologica della provincia di Lecco, Aggiornamento 2009.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Introduzione Il castello di Corenno costituisce uno dei migliori esempi di fortificazione dello scacchiere lariano. Nonostante abbia subito vari assedi e assalti lungo i secoli, si caratterizza rispetto ad altri per il discreto grado di conservazione. Si tratta di un tipico castello-recinto a pianta irregolare, tendenzialmente quadrata, interamente costruito in pietra. 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