{"id":3877,"date":"2012-01-26T12:39:44","date_gmt":"2012-01-26T11:39:44","guid":{"rendered":"http:\/\/prolocolario.it\/?p=3877"},"modified":"2012-07-26T12:42:16","modified_gmt":"2012-07-26T11:42:16","slug":"castello-di-corenno-indagine-archeologica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/prolocolario.it\/index.php\/2012\/01\/castello-di-corenno-indagine-archeologica\/","title":{"rendered":"Castello di Corenno: Indagine Archeologica"},"content":{"rendered":"<p>Nel 2005 si realizz\u00f2 un\u2019indagine archeologica nell\u2019area della fortificazione medioevale. Dallo scavo di circa 200 mq. all\u2019interno della cintura muraria a ridosso del perimetrale est \u00e8 emersa una stratificazione di sette strati rappresentativi di un arco di tempo che va dall\u2019et\u00e0 del bronzo a un secolo fa.<\/p>\n<p>Nello strato I si \u00e8 rinvenuta un\u2019imponente struttura di pietre di un muro lungo complessivamente 17 m. e largo da 1 a 3,5 m. Gli archeologi lo definiscono un pietrame disposto a secco senza matrice con pietre di forma appiattita e spigolosa. Tra queste pietre hanno rinvenuto frammenti ceramici di et\u00e0 preistorica. La muratura in gran parte asportata poggia sullo strato naturale (terra e roccia) e cinge il terrazzo naturale addossandosi alle ghiaie sterili del fianco est e sud del dosso. Si tratta di un grande muro a secco che recintava la parte alta del promontorio. Si sono recuperati: materiali ceramici, frammenti di pietra ollare, resti ossei di animali. Si pu\u00f2 quindi ipotizzare che si tratti dei resti di un castelliere preromano simile a quello di Ramponio in Val d\u2019Intelvi.<br \/>\nSappiamo infatti dallo storico Tito Livio che nel nel 189 a.C. Marco Claudio Marcello conquist\u00f2 i territori attorno a Como, e ben 28 castellieri (castella) del territorio si sono consegnati ai Romani dopo la resa degli Insubri. Il console fu magnanime con i vinti e i Comensi vennero legati a Roma da un foedus, un vincolo federativo, nel rispetto delle autonomie locali. In cambio pot\u00e9 contare sulla loro assoluta e perenne fedelt\u00e0.<\/p>\n<p>Dal I al II strato vi \u00e8 uno iato fino all\u2019et\u00e0 medioevale, segno possibile di un abbandono della fortezza in quella zona in relazione alla presenza romano e a un lungo periodo di pace sul territorio.<\/p>\n<p>Al II strato, a parere degli archeologi, \u00e8 riconducibile una parte di un muro in pietre legate da malta della lunghezza di m. 4,65. Questa struttura \u00e8 visibile attualmente nella porzione inferiore dell\u2019angolo sud est del castello. \u00c8 possibile che questo muro fosse collegato con la torre pi\u00f9 antica verso Nord. \u00c8 anche probabile che per questa costruzione si sia usato il materiale proveniente dalla demolizione della struttura dell\u2019epoca preistorica.<\/p>\n<p>Poi c\u2019\u00e8 una fase di abbandono e nella fase VI vi \u00e8 la costruzione dell\u2019imponente castello recinto che va a inglobare la torre preesistente. Questo muro della fase VI poggia direttamente sulla fondazione della fase muraria di fase II. Nella fase VII si sono ritrovati resti di piccoli edifici agricoli della fase IV.<\/p>\n<p>I reperti trovati nella zona I risalgono all\u2019et\u00e0 del bronzo, circa del IX secolo avanti Cristo. Se si tiene in considerazione il materiale ceramico recuperato, si osserva che vi sono frammenti relativi alla fase finale dell\u2019et\u00e0 del Bronzo. Quindi \u00e8 lecito supporre che l\u2019opera in muratura sia da riferire al perimetro di un castelliere che, con buona probabilit\u00e0, occupava tutto il rilievo del castello di Corenno, si tratta quindi di un\u2019imponente struttura in pietre a secco, visibile lungo tutto il lato Est dello scavo e lungo il lato corto sud. Si tratta di una massicciata costruita di pietre di media e grandi dimensioni che cinge il dosso naturale precedente all\u2019edificazione del castello. La struttura parzialmente asportata poggia direttamente sullo strato naturale. Il castelliere \u00e8 un piccolo insediamento o villaggio, fortificato protostorico (et\u00e0 del Bronzo e del Ferro) sorto in genere in posizione elevata facilmente difendibile, in cui una difesa naturale veniva sfruttata e rafforzata dall\u2019opera dell\u2019uomo. I castellieri possono essere muniti da una o pi\u00f9 cinte murarie, costruite a secco, con la tecnica detta a sacco. All\u2019interno del castelliere a volte \u00e8 possibile individuare alcune strutture a terrazzamento che formano zone piane adatte alla costruzione delle abitazioni, della quali tuttavia non si sa molto.<\/p>\n<p><em>(Il testo \u00e8 ripreso da \u201cCarta archeologica della Provincia di Lecco. Aggiornamento, anno 2009, pg 59 \u2013 66)<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/prolocolario.it\/?p=3790\">Torna all&#8217;articolo Principale<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 2005 si realizz\u00f2 un\u2019indagine archeologica nell\u2019area della fortificazione medioevale. Dallo scavo di circa 200 mq. all\u2019interno della cintura muraria a ridosso del perimetrale est \u00e8 emersa una stratificazione di sette strati rappresentativi di un arco di tempo che va dall\u2019et\u00e0 del bronzo a un secolo fa. 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