{"id":3929,"date":"2012-01-28T15:34:27","date_gmt":"2012-01-28T14:34:27","guid":{"rendered":"http:\/\/prolocolario.it\/?p=3929"},"modified":"2012-07-28T18:41:57","modified_gmt":"2012-07-28T17:41:57","slug":"corenno-plinio-la-chiesa-parrocchiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/prolocolario.it\/index.php\/2012\/01\/corenno-plinio-la-chiesa-parrocchiale\/","title":{"rendered":"Corenno Plinio: La chiesa Parrocchiale"},"content":{"rendered":"<p><strong><\/strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-3933\" title=\"Chiesa di Corenno Plinio\" src=\"http:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/corenno_plinio_chiesa_low.jpg\" alt=\"Chiesa di Corenno Plinio\" width=\"484\" height=\"374\" srcset=\"https:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/corenno_plinio_chiesa_low.jpg 484w, https:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/corenno_plinio_chiesa_low-300x231.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 484px) 100vw, 484px\" \/><\/p>\n<p>La chiesa parrocchiale, dedicata a san Tommaso di Canterbury, sorge lungo una via di comunicazione importante che collega Lecco con Colico attraverso la Valsassina e da Colico portava sia in Valtellina sia nei Grigioni attraverso i passi sopra Chiavenna. Si trova vicino al castello-fortificazione e quindi era probabilmente in origine una chiesa castellana come quelle di sant\u2019Antonio abate vicino al castello di Vezio e san Leonardo vicino al castello di Orezia a Dervio, per questo motivo comunicava con la fortezza nella parte settentrionale.<br \/>\nAccanto al castello si era stabilita la famiglia dei conti Andreani a cui era stato infeudato il territorio, che divennero i mecenati di Corenno come succedeva nei grossi comuni di quell\u2019epoca. Essi esercitarono un diritto di juspatronato sulla chiesa e quindi intervennero sull\u2019evoluzione edificatoria e artistica. Il loro stemma \u00e8 riprodotto a rilievo sul fronte marmoreo delle loro tombe e si ritrova ripreso su alcuni oggetti liturgici. In modo particolare \u00e8 presente sopra l\u2019affresco cinquecentesco della \u201cMadonna in trono\u201d sul lato meridionale. Il committente di questo affresco eseguito nell\u2019anno 1538 \u00e8 appunto Sigismondo Andreani, definito \u201cfisicus\u201d. Si ricorda anche un Giovanni degli Andreani \u201cfisicus\u201d che nel 1487 si era trasferito a Bellano.La chiesa fu edificata alla fine del XII secolo, negli anni immediatamente successivi alla morte e alla canonizzazione di san Tommaso. Il santo venne assassinato nel 1170 nella cattedrale di Canterbury dai sicari di Enrico II d\u2019Inghilterra perch\u00e9 fedele al papato si opponeva alle sue ingerenze nella gestione della Chiesa locale.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-3937\" title=\"corenno - stemma famiglia Andreani\" src=\"http:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/corenno-stemma-andreani.png\" alt=\"corenno - stemma famiglia Andreani\" width=\"200\" height=\"288\" \/>Il Liber Notitiae Sanctorum Mediolani, verso il 1290 menziona una chiesa nella pieve di Dervio dedicata a San Tommaso martire morto da pochi anni. (<em>In plebe derui, loco cortono, ecclesia sancti thome martyris<\/em>). In origine la piccola chiesa legata alla famiglia del feudatario come cappella privata era anche destinata a funzioni funebri o a pratiche di devozione popolare. Le messe e i battesimi della comunit\u00e0 erano invece celebrati nella chiesa prepositurale di Dervio. A partire dal 1327 divenne una chiesa effettiva con un proprio cappellano, sempre legato alla famiglia Andreani. La chiesa fu riconsacrata il 3 novembre 1355.<br \/>\nNel 1566 l\u2019arcivescovo di Milano, Carlo Borromeo, nel suo progetto di riforma della chiesa ambrosiana, la trasform\u00f2 in parrocchia autonoma slegandola da quella di Dervio e nomin\u00f2 un curato residente.<\/p>\n<p>La chiesa \u00e8 correttamente orientata verso est, il luogo dove sorge il sole; guadando l\u2019altare, si ha alla sinistra il nord, ritenuto dai latini il luogo degli infedeli, verso dove si annunciava il Vangelo durante la messa prima della riforma liturgica del Vaticano II. In uno sguardo d\u2019insieme non appare la sua antichit\u00e0 perch\u00e9 in essa si sono effettuati interventi di ristrutturazione molto rilevanti. Di origine romanica, venne ristrutturata in epoca gotica e gradualmente perse le sue caratteristiche essenziali romaniche negli elementi importanti: la facciata, la controfacciata, il presbiterio, l\u2019abside e il campanile.<\/p>\n<p>La facciata della chiesa a capanna \u00e8 stata pi\u00f9 volte manomessa, attualmente presenta un portale costruito nel 1698. Il corpo principale della navata ha conservato l\u2019impianto originario, ma gli affreschi che si possono ammirare oggi furono nascosti per secoli a partire dal Cinquecento. Infatti, seguendo indicazioni di san Carlo Borromeo, le pareti furono pi\u00f9 volte imbiancate come mezzo di disinfezione in periodi di pestilenza. Va rilevato che una modesta traccia dell\u2019originaria immorsatura absidale si \u00e8 conservata, presso la congiunzione con la parete laterale settentrionale, come indica anche chiaramente l\u2019affresco dell\u2019Epifania, che tende a curvarsi in una significativa inclinazione, prima di scomparire dietro la lesena che regge la ricaduta dell\u2019attuale arco trionfale. \u00c8 probabile che l\u2019ampio presbiterio tardo barocco racchiuda, all\u2019interno della sua pianta, il disegno semicircolare di un\u2019abside romana<\/p>\n<p>Tra Settecento e Ottocento la chiesa sub\u00ec altri interventi: nel 1703 si ricav\u00f2 una cappella laterale dedicata a san Giuseppe e un\u2019altra dedicata alla Madonna. Quest\u2019ultima \u00e8 di stile barocco, con altare a colonne tortili in marmo nero di Varenna. Nel 1711 si eresse l\u2019attuale campanile e si ampli\u00f2 l\u2019abside. Tra la fine Settecento e il primo Ottocento si realizz\u00f2 l\u2019altare.<\/p>\n<p>Probabilmente all\u2019origine era stata ricavata anche una cripta per la conservazione delle reliquie. Della primitiva costruzione romanica ora si possono ammirare soltanto due belle monofore nella parete verso sud; altre serie di monofore sono scomparse gi\u00e0 in epoca gotica.<\/p>\n<p>Nel 1966 un\u2019importante opera di restauro ha portato alla luce parte degli affreschi votivi dipinti sulle pareti tra il Trecento e il Cinquecento.<\/p>\n<p><em>Roberto Pozzi<\/em><\/p>\n<p>APPROFONDIMENTI<br \/>\n<a href=\"http:\/\/prolocolario.it\/?p=3959\">Gli Affreschi<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/prolocolario.it\/?p=3942\">Le Arche Andreani<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/prolocolario.it\/?p=3775\">Torna all&#8217;articolo principale su Corenno Plinio<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La chiesa parrocchiale, dedicata a san Tommaso di Canterbury, sorge lungo una via di comunicazione importante che collega Lecco con Colico attraverso la Valsassina e da Colico portava sia in Valtellina sia nei Grigioni attraverso i passi sopra Chiavenna. 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