{"id":3942,"date":"2012-01-28T16:20:45","date_gmt":"2012-01-28T15:20:45","guid":{"rendered":"http:\/\/prolocolario.it\/?p=3942"},"modified":"2012-07-28T18:25:50","modified_gmt":"2012-07-28T17:25:50","slug":"corenno-plinio-le-arche-andreani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/prolocolario.it\/index.php\/2012\/01\/corenno-plinio-le-arche-andreani\/","title":{"rendered":"Corenno Plinio: Le Arche Andreani"},"content":{"rendered":"<p><strong>Introduzione<\/strong><\/p>\n<p>Fino al 1820, sul sagrato della chiesa di san Tommaso di Canterbury sorgeva il piccolo cimitero della comunit\u00e0, come era consuetudine dei paesi cristiani prima che le leggi napoleoniche obbligassero a costruirli lontano dai nuclei abitati. In quella data venne spostato sul dosso della montagna dove si trova attualmente. Davanti alla chiesa sono rimasti solo i tre grandiosi monumenti funebri della famiglia dei conti Andreani: i primi due collocati ai lati del portale, il terzo addossato alle mura del castello.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/corenno_plinio_chiesa_low.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-3933\" title=\"Chiesa di Corenno Plinio\" src=\"http:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/corenno_plinio_chiesa_low.jpg\" alt=\"Chiesa di Corenno Plinio\" width=\"484\" height=\"374\" srcset=\"https:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/corenno_plinio_chiesa_low.jpg 484w, https:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/corenno_plinio_chiesa_low-300x231.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 484px) 100vw, 484px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Queste tombe costituiscono una particolarit\u00e0 del borgo di Corenno Plinio dato che non si riscontrano altri esempi sul territorio lariano. Meritano di essere messe in risalto perch\u00e9, da una parte rappresentano un indiscusso documento storico che attesta l\u2019importanza dell\u2019illustre casata degli Andreani su questo ramo del lago, dall\u2019altro offrono tre diverse tipologie di sepolture che si collocano cronologicamente in un breve arco di tempo: con buona probabilit\u00e0 tra l\u2019inizio del XIV secolo ed il terzo quarto del medesimo secolo. Quindi si pu\u00f2 rilevare come nel giro di poco pi\u00f9 di cinquant\u2019anni cambia il gusto artistico dei signori di Corenno: si passa dal sobrio e possente stile romanico a quello pi\u00f9 leggero e decorativo del gotico con la preminenza della verticalit\u00e0 e, in seguito, a un gotico ancor pi\u00f9 ricco ed elaborato, comunemente denominato gotico fiorito. La piazzola del piccolo borgo conserva quindi una preziosa sintesi dell\u2019evoluzione dell\u2019arte verificata in quei secoli su scala nazionale.<\/p>\n<p>Queste tombe signorili con baldacchino in pietra si rifanno architettonicamente ai sarcofagi monumentali di origine orientale. Questa moda venne ripresa dai romani e da essi pass\u00f2 al mondo cristiano. Tale tipologia di sepolcro poteva sorgere isolato, come negli esempi pi\u00f9 noti delle tombe dei glossatori dell\u2019universit\u00e0 di Bologna, dell\u2019Antenore di Padova, dei Doria sotto il convento di san Fruttuoso o in quelle, pi\u00f9 note e pi\u00f9 tarde rispetto agli esempi di Corenno, degli Scaligeri a Verona. Poteva anche essere accostato a una parete come nel caso di Corenno e in quello dei sarcofagi dell\u2019abbazia di Chiaravalle a Milano.<\/p>\n<p>I tre sarcofagi presentano caratteristiche comuni: su ognuna \u00e8 presente in forma preminente e centrale il Cristo benedicente nella prima, il Cristo morto nelle altre due. Vi \u00e8 una linea di continuit\u00e0 tematica anche se cambia lo stile. Il Cristo poggia su una nuvola in una di esse e su foglie di acanto distese o accartocciate nelle altre. In tutte sovrasta lo stemma araldico della famiglia Andreani. La continuit\u00e0 si rileva anche nel basamento del sarcofago costituito dall\u2019alternanza di marmi bianchi e neri.<\/p>\n<p>Di scarso valore artistico ma fondamentale per la stratigrafia sono i quattro\/cinque gradini inferiori della scalea di accesso alle arche e alla chiesa in granito di San Fedelino e non in serizzo come i successivi. Questo sta ad indicare inequivocabilmente l\u2019originale livello che ebbe l\u2019antico camposanto. L\u2019ipotesi \u00e8 confermata anche dal ritrovamento del rilievo-progetto dei predetti lavori al cimitero.<\/p>\n<p><strong>La prima arca<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/Corenno-Arca-1.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-3944\" title=\"Corenno Plinio - Arca Andreani 1\" src=\"http:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/Corenno-Arca-1-184x300.png\" alt=\"Corenno Plinio - Arca Andreani 1\" width=\"184\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/Corenno-Arca-1-184x300.png 184w, https:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/Corenno-Arca-1.png 484w\" sizes=\"auto, (max-width: 184px) 100vw, 184px\" \/><\/a>L\u2019arca pi\u00f9 antica si trova a destra del portale della chiesa addossata alla facciata. Secondo alcuni studiosi era il sepolcro di quello Jacobo Andriani o di suo padre al quale fu confermato il feudo nel 1271 dall\u2019arcivescovo di Milano Ottone Visconti, e che probabilmente mor\u00ec nel 1326. Sulla parte di fondo \u00e8 murata una lapide a ricordo della sepoltura di Giovanni Maria Andriani deceduto nel 1774 all\u2019et\u00e0 di 76 anni; ci\u00f2 testimonia che gli Andreani continuarono per alcuni secoli a seppellire i loro cari in questo sepolcro di famiglia.<br \/>\nIl sepolcro presenta in miniatura le caratteristiche di una chiesa di stile romanico con il tetto a capanna con due spioventi, la volta a botte e l\u2019arco a tutto sesto, cio\u00e8 l\u2019arco costituito da un semicerchio regolare che poggia sull\u2019imponente sarcofago di base. Il tetto \u00e8 coperto da locali beole (<em>piode<\/em>). L\u2019imponente sarcofago di base \u00e8 una costruzione solida e massiccia, ma anche armoniosa. L\u2019edificio complessivo \u00e8 alleggerito dalle colonnine binate, ornate da capitelli con curiose decorazioni raffiguranti volti simili a quelli che si ammirano sui capitelli del chiostro dell\u2019abbazia di Piona o dei numerosi edifici romanici del Lario. Nella seconda fila di capitelli la decorazione \u00e8 a fogliame. Nella terza ricorrono tutti i temi della prima. Il volto dei personaggi presenta diverse espressioni e tutti indossano un cappuccio. Secondo alcuni studiosi, ogni figura rappresenta una nota musicale e nel loro insieme il motivo di qualche inno o antifona gregoriana. Dal punto di vista cromatico il monumento \u00e8 caratterizzato dall\u2019alternanza di conci di marmo bianco di Musso e di calcare serpentinoso nero, frequente nel comasco fin dal Duecento. Il sapore della costruzione \u00e8 ancora fortemente romanico.<\/p>\n<p>Sulla chiave di volta dell\u2019arco sporge un bassorilievo che rappresenta un Cristo ieratico e maestoso che benedice con le due dita della mano destra alzate mentre con la mano sinistra regge il libro aperto della sua Parola. Il Cristo poggia su una corona di foglie di acanto accartocciate per indicare simbolicamente la sua morte. Alle estremit\u00e0 superiori sono presenti due stemmi affrontati della famiglia Andriani: il leone rampante a destra e il castello turrito a sinistra.<\/p>\n<p><strong>La seconda arca<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/Corenno-Arca-2.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-3945\" title=\"Corenno Plinio - Arca Andreani 2\" src=\"http:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/Corenno-Arca-2-185x300.png\" alt=\"Corenno Plinio - Arca Andreani 2\" width=\"185\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/Corenno-Arca-2-185x300.png 185w, https:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/Corenno-Arca-2.png 484w\" sizes=\"auto, (max-width: 185px) 100vw, 185px\" \/><\/a>La seconda arca \u00e8 posta a sinistra dell\u2019ingresso della chiesa in simmetria rispetto alla prima. Si caratterizza per un\u2019architettura che ha il suo svolgimento in verticale come nelle chiese gotiche francesi e poi italiane. Presenta la tipica apertura di un arco a ogiva, a sesto acuto. L\u2019intradosso dell\u2019arco gotico \u00e8 riccamente decorato con un mirabile ricamo marmoreo ad archi trilobati, una raffinata opera di scalpello. Esso costituisce un\u2019elegante espressione del gotico lombardo. L\u2019accostamento delle quattro colonnine richiama, si potrebbe dire in miniatura, i piloni a fascio delle maestose cattedrali.<\/p>\n<p>Sul profilo sommitale del baldacchino dell\u2019arca si erge una statua del Cristo crocifisso affiancato da altre due: dell\u2019angelo Gabriele e di Maria che rievocano la scena dell\u2019Annunciazione. Sullo spiovente di sinistra si presenta inginocchiato in segno di devozione e di riverenza l\u2019angelo Gabriele rivolto verso la Madonna posta sullo spiovente opposto per annunciarle che diventer\u00e0 madre di un bimbo il cui nome sar\u00e0 Ges\u00f9. L\u2019angelo, con i cappelli raccolti in una treccia attorno al capo, \u00e8 rivestito da un ricco manto e, a differenza dell\u2019iconografia abituale, non possiede le ali. Regge nella mano sinistra una fiaccola per indicare che viene a proclamare la venuta di Ges\u00f9, luce del mondo, o chiss\u00e0, in una interpretazione pi\u00f9 azzardata, il fuoco dello Spirito Santo che adombrer\u00e0 Maria per generare in lei il figlio di Dio. La Madonna \u00e8 in piedi rivolta verso la piazza, cio\u00e8 verso la gente che l\u2019ammira e la prega. Ha la testa coperta da un velo ed indossa un ampio mantello sopra la lunga veste. Appoggia la mano destra sul petto per dimostrare il suo turbamento all\u2019ascolto delle parole dell\u2019angelo che affermano che Dio l\u2019ha scelta per quella nobile missione. Con la sinistra si cinge il grembo nell\u2019atto di accogliere amorevolmente in lei il figlio Ges\u00f9, quasi stesse sussurrando: \u201cEcco l\u2019ancella del Signore\u201d.<\/p>\n<p>Al centro sulla cuspide si erge la figura di Ges\u00f9 crocifisso non su due pali, ma su una croce con una raffinata foggia di albero della vita. L\u2019albero fiorito richiama il \u201cLignum vitae\u201d, la croce che fiorisce a Pasqua. Ci\u00f2 sta ad indicare che Cristo morto, dopo tre giorni risuscita. L\u2019albero fiorito diventa il simbolo della sua risurrezione dopo la morte invernale. Vi \u00e8 qui simboleggiata tutta la tradizione dell\u2019Albero del Paradiso terreste che rinasce con la nuova umanit\u00e0 con la morte di Cristo, proprio sul Golgota, il colle dove secondo la tradizione era stato sepolto Adamo. Calvario (dal latino Calvaria che significa &#8220;luogo del cranio&#8221;) \u00e8 il nome della collinetta appena fuori Gerusalemme su cui, secondo la narrazione dei vangeli, sal\u00ec Ges\u00f9 per esservi crocifisso. Il luogo \u00e8 anche detto Golgota (dall\u2019aramaico G\u00fblgalt\u00e2 con il medesimo significato di \u201cluogo del cranio\u201d). Origene nel III secolo riteneva che il Golgota fosse il luogo della sepoltura di Adamo: questo fatto simbolicamente ribadiva il ruolo di Ges\u00f9 come &#8220;nuovo Adamo&#8221;, fondatore della nuova umanit\u00e0 redenta (cfr. 1 Corinzi 15,21-22). Per questo motivo, nelle rappresentazioni della crocefissione, ai piedi della Croce \u00e8 spesso raffigurato il teschio di Adamo. L\u2019albero potrebbe anche simbolizzare \u201cl\u2019Albero di Iesse\u201d, una rappresentazione diffusa nel Medioevo, soprattutto negli affreschi, per sottolineare la discendenza del Messia riportata nel vangelo di Luca, che fa risalire Ges\u00f9 a Davide, ad Abramo e al primo uomo Adamo.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Cristo-Arca-2.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3955\" title=\"Bassorilievo Cristo Arca 2\" src=\"http:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Cristo-Arca-2-189x300.png\" alt=\"\" width=\"189\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Cristo-Arca-2-189x300.png 189w, https:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Cristo-Arca-2.png 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 189px) 100vw, 189px\" \/><\/a>Appena sopra l\u2019arco si osserva il bassorilievo di un Cristo defunto su foglie di acanto dispiegate che indicano nel cristianesimo primitivo la risurrezione. Notiamo come la figura di Cristo nell\u2019arte del Trecento viene storicizzata. Si presenta la sua morte, non pi\u00f9 un simbolo come nell\u2019arte paleocristiana. Le foglie di acanto furono adottate nell&#8217;architettura cristiana, nei capitelli gallo-romani e nei monumenti sepolcrali, per simboleggiare la resurrezione. \u00c8 un simbolismo usato anche per i capitelli nel coro delle chiese dove si custodivano le reliquie dei santi ai quali era promessa la resurrezione. La cornice sotto la figura di Cristo morto \u00e8 costituita dall\u2019acanto: le foglie spinose e pungenti del cardo lasciano lo spazio alle foglie di acanto senza spine: la risurrezione di Cristo trasforma le spine in fiori. Il Cristo giace in una grande conchiglia, simbolo nelle culture orientali della divinit\u00e0. Alle estremit\u00e0 del tempietto troneggiano gli stemmi Andriani posti a specchio.<\/p>\n<p>All\u2019interno dell\u2019edicola si trovano due formelle contrapposte con la rappresentazione dell\u2019angelo (o uomo alato) e dell\u2019aquila, simboli dei vangeli di Matteo e di Giovanni. Mentre le due colonnine binate poggiano sul vitello alato e sul leone alato che ripropongono i simboli degli altri due evangelisti: Luca per il vitello e Marco per il leone. I quattro evangelisti sono raffigurati sull\u2019arca, ciascuno con il libro del vangelo aperto.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Sarcofago-Arca-2.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-3948\" title=\"Sarcofago Arca 2\" src=\"http:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Sarcofago-Arca-2-484x192.png\" alt=\"\" width=\"484\" height=\"192\" srcset=\"https:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Sarcofago-Arca-2-484x192.png 484w, https:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Sarcofago-Arca-2-300x119.png 300w, https:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Sarcofago-Arca-2.png 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 484px) 100vw, 484px\" \/><\/a><\/p>\n<p>All\u2019interno dell\u2019edicola si trova sarcofago vero e proprio dove si deponeva la salma del defunto. Sulla sua parte anteriore \u00e8 stato scolpito un bassorilievo con cinque figure: al centro spicca la Madonna in trono con Ges\u00f9 in grembo attorniata da due angioletti che sorreggono il manto; ai lati san Giovanni Battista con l\u2019agnello posto nella mano sinistra (ricorda l\u2019episodio in cui indica Ges\u00f9 chiamandolo \u201cagnello di Dio\u201d), e un santo vescovo (probabilmente san Tommaso di Canturbery, o il san Gottardo rappresentato negli affreschi dell\u2019interno). All\u2019estremit\u00e0 di sinistra per chi guarda c\u2019\u00e8 san Pietro che regge le due chiavi del regno celeste e il libro delle scritture e, a quella destra, santa Caterina di Alessandria con la palma del martirio e la ruota con cui venne dilaniato il suo corpo. La santa poggia il capo in una nicchia sormontata da una corona di foglie. Da notare anche il fine legaccio del mantello e le pieghe del vestito. Il basamento del sepolcro ripropone l\u2019alternanza delle fasce nere con la fascia bianca di marmo.<\/p>\n<p>Figurativamente, attraverso l\u2019Annunciazione dell\u2019angelo a Maria e la Crocifissione di Ges\u00f9 su un albero fiorito \u00e8 rappresentato tutto l\u2019arco della vita terrena di Cristo e la sua missione nel mondo. Le tre statue collocate sulla sommit\u00e0 del sepolcro trasmettono ai fedeli che le venerano il grande messaggio (kerigma cristiano) che Ges\u00f9 fattosi uomo, morto sulla croce e risorto \u00e8 venuto a portare la vita a tutti gli uomini. Sono solo tre statue, in alto invisibili al passeggero distratto ma non cos\u00ec per il fedele medioevale che ogni mezzogiorno recitava l\u2019Angelus, magari nel cimitero antistante la chiesa. Le tre statue rappresentano per il cristiano tutto il dramma della storia della Salvezza: dall\u2019incarnazione alla passione, morte e risurrezione di Ges\u00f9. Il Cristo risorto annuncia la speranza nella nuova vita.<\/p>\n<p><strong>La terza arca<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/Corenno-Arca-3.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-3943\" title=\"Corenno Plinio - Arca Andreani 3\" src=\"http:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/Corenno-Arca-3-176x300.png\" alt=\"Corenno Plinio - Arca Andreani 3\" width=\"176\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/Corenno-Arca-3-176x300.png 176w, https:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/Corenno-Arca-3.png 484w\" sizes=\"auto, (max-width: 176px) 100vw, 176px\" \/><\/a>La terza arca \u00e8 addossata alle mura meridionali del castello. Secondo alcune testimonianze, fino al XIX secolo si trovava all\u2019interno della Chiesa. Fu spostata all\u2019esterno per la sistemazione dell\u2019organo solo nel 1870, come rammenta una lapide posta sulla piazza in concomitanza allo spostamento del cimitero. (2)<br \/>\nLa struttura dell\u2019arca differisce decisamente dalle precedenti, perch\u00e9 \u00e8 stata concepita come un dossale privo di profondit\u00e0 per l\u2019interno della chiesa. Doveva, infatti, occupare uno spazio limitato. Perci\u00f2 \u00e8 pi\u00f9 appiattita sulla parete delle altre due. \u00c8 stata progettata e realizzata come ossario, in stile gotico, capace di accogliere i resti delle antiche sepolture cimiteriali della famiglia Andreani. Si sviluppa prevalentemente in verticale con un doppio ordine di colonnine binate a sostegno del fregio polilobato e con nicchie angolari a pinnacolo. Nella parte superiore domina un bassorilievo di un Cristo morto posto al di sopra dello stemma della famiglia Andriani. Nella fascia centrale risaltano i simboli dei quattro evangelisti: l\u2019Aquila per san Giovanni, l\u2019uomo per san Matteo, il vitello per san Luca e il leone per san Marco. Sono raffigurati come nella seconda arca, ma differiscono in un particolare: reggono il libro del loro vangelo chiuso. I simboli degli evangelisti sono sormontati da un iscrizione in latino incisa sulla sottile fascia superiore che identifica la realizzazione nel 1371 da Stefano Andriani, figlio di Baldassarre. (3) Al di sotto fu posta una lapide nel 1771 a ricordo di alcuni restauri. (4)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>I Simboli degli evangelisti<\/strong><\/p>\n<p>In realt\u00e0 c&#8217;\u00e8 un solo Vangelo, ma il lieto annuncio \u00e8 giunto a noi redatto da quattro evangelisti. \u00c8 la Sacra Quadriga, il misterioso cocchio di Dio, condotto &#8211; secondo una visione del profeta Ezechiele, ripresa dall&#8217;Apocalisse &#8211; da quattro &#8220;esseri viventi&#8221; che avevano sembianza di uomo, di leone, di bove e di aquila. Gli antichi autori cristiani applicarono agli evangelisti le simboliche sembianze della profezia, riconoscendo nel Vangelo il nuovo trono di Dio.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Sarcofago-Arca-3.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-3951\" title=\"Sarcofago Arca 3\" src=\"http:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Sarcofago-Arca-3-484x149.png\" alt=\"\" width=\"484\" height=\"149\" srcset=\"https:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Sarcofago-Arca-3-484x149.png 484w, https:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Sarcofago-Arca-3-300x92.png 300w, https:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/Sarcofago-Arca-3.png 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 484px) 100vw, 484px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Matteo<\/strong> fu simboleggiato nell&#8217;uomo alato (o angelo, tutte le figure sono infatti alate), perch\u00e9 il suo Vangelo inizia con l&#8217;elenco degli uomini antenati di Ges\u00f9 Messia ed \u00e8 quello che mette pi\u00f9 in risalto l&#8217;umanit\u00e0 del Cristo (il Figlio dell&#8217;Uomo, come viene spesso indicato). Il testo esordisce con la discendenza di Ges\u00f9 e, in seguito, narra la sua infanzia, sottolineandone quindi il suo lato umano<\/p>\n<p><strong>Marco<\/strong> fu simboleggiato nel leone, perch\u00e9 il suo Vangelo comincia con la predicazione di Giovanni Battista nel deserto, dove c&#8217;erano anche bestie selvatiche. Nel Vangelo di Marco viene maggiormente indicata la regalit\u00e0, la forza, la maest\u00e0 del Cristo: in particolare i numerosi miracoli accentuano l&#8217;aspetto secondo cui Cristo vince il male. Inoltre \u00e8 proprio questo Vangelo che narra della voce di San Giovanni Battista che, nel deserto, si eleva simile a un ruggito (di un leone, appunto), preannunciando agli uomini la venuta del Cristo. Si veda anche \u201cVox clamantis in deserto\u201d.<\/p>\n<p><strong>Luca<\/strong> fu simboleggiato nel bue, perch\u00e9 il suo Vangelo comincia con la visione di Zaccaria nel tempio, ove si sacrificavano animali come buoi e pecore. Il bue o il vitello, simbolo di tenerezza, dolcezza e mansuetudine, caratteri distintivi di questo Vangelo per descrizione e teologia.<\/p>\n<p><strong>Giovanni<\/strong> fu simboleggiato nell&#8217;aquila, l&#8217;occhio che fissa il sole, perch\u00e9 il suo Vangelo si apre con la contemplazione di Ges\u00f9-Dio: &#8220;In principio era il Verbo&#8230;&#8221; (Gv 1,1). Il suo Vangelo infatti ha una visione maggiormente teologica, e quindi \u00e8 quello che ha la vista pi\u00f9 acuta. L&#8217;aquila \u00e8 quello che vola pi\u00f9 in alto di tutti gli esseri e che, unico fra tutti, pu\u00f2 vedere il sole con gli occhi senza accecarsi, ossia vedere verso i cieli e verso l&#8217;Assoluto, verso Dio. Il Vangelo di Giovanni infatti si apre con parole di forte carica trascendente: \u201cIn principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.\u201d (Gv. 1,1)<\/p>\n<p>Note<\/p>\n<p>(1) MEMORIAE ET QVIETI \/ IOAN MARII ANDREANI COMITIS \/ ET PATRICII MEDIOLANENSIS \/ CVRATORIS REGII FINIVM INSVB. AVSTR. \/ QVI OB DEXTERITATEM ET FIDEM \/ IN MAGNIS ARDVISQVE NEGOTIIS \/ A RE PVB GERENDIS \/ GRATIOSVS PATRIAE PROBATISSIMVS PRINCIPI \/ VIX. AN. LXXVI \/ CORENNI DIEM SVVM PIE FVNCTVS \/ XI KAL. OCT. AN. MDCCLXXIV \/ IN AVITVM SEPVLCRVM IN LATVS EST \/ IOAN. MARIVS PETRI PAVLLI SENATORIS F. \/ HERES EIVS EX BESSE \/ PATRVO AMANTISSIMO \/ ET OPTIME DE SE MERITO \/ PARENTALIA IN PERPETVVM QVOT ANNIS \/ CELEBRANDA INSTITVIT P C<\/p>\n<p>(2)Secondo alcuni atti di san Carlo del 1583, l\u2019arca si trovava gi\u00e0 allora all\u2019esterno.<\/p>\n<p>(3) + IN NOMINE DOMINI AMEN ANNO CHRISTI MCCCLXXI HOC OPVS FIERI FECIT STEPHANVS FILIVS QVONDAM DOMINI BALZARI DE ANDRIANIS DE BVRGO CORENI DIOCESIS MEDIOLANI<\/p>\n<p>(4) D.O.M. \/ SEPVLCRVM MAIORVM \/ CCCC ANNORVM VETVSTATE DETRITVM \/ TVM SIBI TVM PAULLO SENATORI \/ HIERONYMO PROTOPHYS. \/ ET PETRO FRATRIBVS OPTIMIS \/ NECNON FILIIS EORVMQVE POSTERIS \/ HAEREDITARIO IVRE \/ COMES IO. MARIVS ANDREANVS \/ MEDIOLANSIUM FINIVM PRAEFECTVS \/ RESTITUIT \/ AN. MDCCLXXI IBID. AUGUST.<\/p>\n<p><em>Roberto Pozzi<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/prolocolario.it\/?p=3929\">Torna all&#8217;articolo sulla chiesa di Corenno Plinio<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Introduzione Fino al 1820, sul sagrato della chiesa di san Tommaso di Canterbury sorgeva il piccolo cimitero della comunit\u00e0, come era consuetudine dei paesi cristiani prima che le leggi napoleoniche obbligassero a costruirli lontano dai nuclei abitati. In quella data venne spostato sul dosso della montagna dove si trova attualmente. Davanti alla chiesa sono rimasti [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-3942","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/prolocolario.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3942","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/prolocolario.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/prolocolario.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/prolocolario.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/prolocolario.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3942"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/prolocolario.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3942\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3958,"href":"https:\/\/prolocolario.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3942\/revisions\/3958"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/prolocolario.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3942"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/prolocolario.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3942"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/prolocolario.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3942"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}