{"id":3972,"date":"2012-01-28T19:13:15","date_gmt":"2012-01-28T18:13:15","guid":{"rendered":"http:\/\/prolocolario.it\/?p=3972"},"modified":"2013-03-11T15:54:34","modified_gmt":"2013-03-11T14:54:34","slug":"3972","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/prolocolario.it\/index.php\/2012\/01\/3972\/","title":{"rendered":"Chiesa di Corenno Plinio: Affresco &#8220;L&#8217;Adorazione dei Magi&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/Epifania.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-3973\" title=\"Chiesa di Corenno Plinio: Affresco &quot;Epifania&quot;\" src=\"http:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/Epifania-484x577.png\" alt=\"Chiesa di Corenno Plinio: Affresco &quot;Epifania&quot;\" width=\"484\" height=\"577\" srcset=\"https:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/Epifania-484x577.png 484w, https:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/Epifania-251x300.png 251w, https:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/Epifania.png 692w\" sizes=\"auto, (max-width: 484px) 100vw, 484px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il secondo affresco trecentesco riporta all\u2019attenzione del fedele il racconto evangelico dell\u2019Adorazione dei Magi. Si trova sulla parete laterale verso nord, presso l\u2019attacco con il presbiterio. Il muro si piega verso un\u2019angolazione gi\u00e0 riferibile alla precedente soluzione absidale, anteriormente al momento della demolizione e al rifacimento barocco delle murature, nella zona orientale della chiesa. L\u2019intonaco policromo di questo riquadro venne in una fase successiva ricoperto con uno strato di affreschi, databili al XV secolo, di cui rimangono cospicui avanzi nella parte inferiore. Resta quindi un fatto inspiegabile come mai a cos\u00ec breve distanza di tempo si sia effettuato questo rifacimento sull\u2019affresco in esame. Nella parte inferiore \u00e8 stato riscoperto un modesto avanzo di fregio a fogliami vegetali come nell\u2019affresco precedentemente commentato. Tale dettaglio potrebbe confermare non solo la contemporaneit\u00e0 dell\u2019esecuzione per i due grandi affreschi, ma probabilmente anche il medesimo autore delle due opere.<\/p>\n<p>Osservando con attenzione la Madonna e ricordando che siamo nel Trecento, si pu\u00f2 intravedere un modo nuovo di intendere la donna rispetto al passato, cos\u00ec come la stavano presentando i poeti dell\u2019epoca (Dante e Petrarca) e i pittori (Simone Martini e Giotto). La sua posizione, per quanto statuaria, mostra una figura mossa, con il capo rivolto verso i due magi. La rigidit\u00e0 delle rappresentazioni di un tempo \u00e8 superata anche nella figura del Bambino, molto vivace, che cerca quasi di fuggire dalle mani della Madre per avvicinarsi ai magi mentre tende la destra benedicente. La Madonna \u00e8 seduta di fronte ai fedeli che la venerano, ma lo sguardo \u00e8 rivolto verso i due re che rendono omaggio al fanciullo. Da notare la linea obliqua che parte dalla testa della Madonna va alla testa del re anziano e poi risale a quella testa del re giovane in piedi che crea un triangolo. Nella parte mancante dell\u2019affresco certamente era rappresentato il terzo re, quello con la pelle nera. Infatti questi magi, secondo le tradizioni posteriori al vangelo di Matteo, provenivano da popoli appartenenti alle tre razze conosciute e rappresentavano l\u2019umanit\u00e0 intera, \u201ctutte la nazioni della terra\u201d, come dice la Bibbia.<\/p>\n<p>Nella parte superiore dell\u2019affresco a fianco del trono brilla la stella, una semplice stella davidica a cinque punte. Il nostro pittore desidera rappresentare ai fedeli la scena descritta dal vangelo di Matteo, l\u2019unico che riporta, parlando dell\u2019infanzia di Ges\u00f9, l\u2019episodio dell\u2019adorazione dei magi, (cfr. approf. 1). Il racconto in s\u00e9 \u00e8 una rielaborazione teologica di testi e di avvenimenti dell\u2019Antico Testamento per affermare, in coerenza con il resto del suo Vangelo, che Ges\u00f9 \u00e8 il vero Messia venuto a salvare tutti gli uomini e non solo gli Israeliti. Il pittore va oltre il racconto evangelico e si avvale anche delle tradizioni popolari dei vangeli apocrifi (cfr. approf. 2). Matteo non menziona, infatti, il numero dei magi, non riporta i loro nomi e nemmeno afferma che siano re. Per lui sono magi-astrologi rappresentanti di popoli orientali non appartenenti al popolo eletto. La scena \u00e8 fissa sul momento in cui la stella a Bethlemme si \u00e8 fermata sopra il luogo dove si trovava il fanciullo (<em>paidion<\/em>). Sono ormai trascorsi due anni dalla nascita. I magi entrano nella casa, vedono il bambino con Maria, sua madre, gli rendono omaggio con una prostrazione, aprono i loro scrigni e gli offrono in dono oro, incenso e mirra. L\u2019oro indica la <em>regalit\u00e0<\/em> del Cristo mentre gli altri due doni che sono resine vegetali: la prima simbolizza la <em>divinit\u00e0<\/em> e la seconda, utilizzata anche per le imbalsamazioni, quindi fa riferimento alla <em>morte redentrice<\/em> del messia. Nella casa, di cui si intravede nell\u2019affresco il soffitto riccamente adornato, si erge un trono stupendamente decorato dove Maria, una giovane donna elegantemente vestita mostra il bambino in piedi sulle ginocchia. Il primo re ad inginocchiarsi in atto di adorazione \u00e8 il pi\u00f9 anziano. Secondo la tradizione, \u00e8 caratterizzato dalla barba bianca e porge il suo \u201cscrigno\u201d stranamente a forma di reliquiario a baciare. Dietro a lui \u00e8 in attesa il secondo mago molto pi\u00f9 giovane: \u00e8 in piedi e mostra con il lungo indice il suo scrigno a forma di reliquiario a cassetta. La sagoma dei due scrigni a forma di reliquiari riflette la vasta diffusione e la forte venerazione tipica del medioevo nei confronti delle reliquie. Il reliquiario quindi diventa il miglior contenitore per i regali da offrire a Ges\u00f9. (cfr. approf. 3) Si osservi una serie di dettagli dell\u2019affresco:<\/p>\n<ul>\n<li>La Madonna \u00e8 assisa come una matrona o regina su un fastoso trono. Presenta una capigliatura gonfia e signorile, parzialmente coperta dal mantello orlato di pelliccia di ermellino che in qualche modo ci riporta alla memoria il \u201cmaphorion\u201d bizantino. Sotto il mantello blu indossa una veste rossa con un colletto bianco abbellito da pietre preziose. \u00c8 possibile vedere nel blu il simbolismo della divinit\u00e0 e nel colore rosso quello dell\u2019umanit\u00e0. Maria \u00e8 infatti la donna \u201celevata\u201d al stato divino, in quanto ripiena dello Spirito Santo e madre di Dio. Le decorazioni a rilievo in stucco applicate sulle diversi parti delle vesti di Maria, rivelano la presenza originaria di pietre preziose. Le aureole sia della madre che del figlio sono entrambe applicate in stucco a rilievo raggiato, con l\u2019inserimento di altre semisferule. All\u2019osservare la Madonna il visitatore percepisce una certa freddezza nello sguardo attonito, ma al contempo ha l\u2019impressione che lei stia compiendo il gesto solenne di presentare orgogliosa il suo figlio non solo ai magi ma a tutti i fedeli che l\u2019ammirano. Il pittore l\u2019ha voluta rappresentare come una donna giovane elevata alla dignit\u00e0 di grande castellana e di mediatrice tra il cielo e la terra.<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>Il bambino riccioluto e biondo, ritto in piedi, si protende in avanti con tre dita della mano destra in atto di benedizione. Indossa una veste bianca con ricche bordature. Il suo gesto riconferma la volont\u00e0 dei magi di riconoscere in lui il messia di Israele e il salvatore di tutti gli uomini.<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>I due personaggi in atto di adorazione, nell\u2019interpretazione dei vangeli apocrifi, ostentano i segni della ricchezza e della regalit\u00e0 tipici dell\u2019epoca medioevale: entrambi indossano un manto rosso foderato con pelliccia di ermellino bianco, simboli del potere. Da notare la suntuosit\u00e0 delle vesti dei magi, la veste con tunica a manica svasata con spacco e i guanti legati al polso secondo la moda di quel tempo. Il gesto del re genuflesso che tiene nella mano sinistra la corona deposta in segno di rispetto, come se si trattasse di un cappello, costituisce l\u2019atteggiamento comune per indicare la sottomissione del vassallo al suo signore.<\/li>\n<li>La stella che al suo sorgere annunci\u00f2 l\u2019evento della nascita di un personaggio straordinario e alla fine indic\u00f2 il luogo dove si trovava Ges\u00f9 \u00e8 collocata al centro della scena. Certamente questi magi dell\u2019oriente erano anche astrologi e sapevano interpretare i segni del cielo. Matteo introduce questo elemento nel suo racconto con una chiara allusione alla visione di Balaam nel libro dei Numeri (Num. 24,17). Si tratta quindi della stella davidica che sorge da Giacobbe. Anche i lettori di Matteo con un retroterra culturale greco-romano non avrebbero trovato strano un racconto in cui la nascita del re dei Giudei fosse annunciata da una stella, infatti sono numerose le testimonianze classiche nelle quali dei corpi celesti presagivano la venuta di grandi uomini o avvenimenti eccezionali. (cfr. approf. 4)<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Significato teologico<\/strong><br \/>\nL\u2019autore intende raffigurare l\u2019evento riportato dall\u2019evangelista Matteo nel capitolo secondo del suo vangelo. I magi che provengono dall\u2019oriente e che rappresentano i <em>gentili<\/em>, ricevono la rivelazione di Dio attraverso un fenomeno naturale, cio\u00e8 una stella. Per gli ebrei, invece, c\u2019erano le Sacre Scritture che preannunciavano la venuta del Messia. All\u2019omaggio dei magi si contrappone il rifiuto del re Erode e dei sacerdoti e notabili di Gerusalemme e la loro intenzione di eliminare Ges\u00f9. Per i giudei convertiti della comunit\u00e0 cristiana a cui \u00e8 rivolto il vangelo erano chiare le reminiscenze del neonato Mos\u00e8 perseguitato dal Faraone, mentre per i convertiti dal paganesimo si riproponeva il costante conflitto che ripercorre tutta la vita di Ges\u00f9 tra gli ebrei che non riconobbero il Messia e i non-giudei che invece accettarono il messaggio cristiano. Per Matteo la presenza di gentili in seno alla sua comunit\u00e0 in Siria non era la conseguenza del fallimento del piano di Dio in favore di Israele, bens\u00ec la continuit\u00e0 e il compimento di un piano di salvezza per coloro che venivano da lontano, piano che avrebbe trovato la sua realizzazione per mezzo del Salvatore di tutta l\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Il soggetto della Vergine in trono vuole raffigurare un\u2019altra verit\u00e0 teologica: Maria \u00e8 madre di Dio, secondo il dogma confermato dal Concilio di Efeso del 431. Lei presenta ai magi, ma anche alla comunit\u00e0 dei fedeli, il Bambino che \u00e8 il Salvatore del mondo. In lei si manifesta il privilegio massimo della Grazia, diventando madre di Dio (<em>Theotocos<\/em>).<\/p>\n<p><strong>Aspetto etnografico<\/strong><br \/>\nNell\u2019affresco ci si aspetterebbe di trovare i tradizionali cammelli usati dai magi per raggiungere prima Gerusalemme e poi Bethlemme. Forse il pittore non li aveva mai visti e quindi avrebbe fatto fatica a riprodurli. Anche il vangelo canonico non ne fa cenno, solamente vengono citati nelle profezie che parlano dell\u2019arrivo di re orientali a Gerusalemme. Il popolo per\u00f2 non li ha dimenticati e li ha introdotti nei racconti e nelle tradizioni natalizie. A Corenno come negli altri paesi del lago, in occasione dell\u2019Epifania e non del Natale, si lasciavano durante la notte che precede il 6 gennaio i regali per i bambini. Pur nella povert\u00e0, quelle famiglie riconoscevano che alla stregua del Bambin Ges\u00f9 che aveva ricevuto i doni dai re anche i loro piccoli dovevano gioire la mattina dell\u2019Epifania davanti a semplici regali: caramelle, frutta secca e qualche mandarino. Ai bambini si raccomandava di mettere del fieno sui davanzali delle finestre per i cammelli (\u201cgli animali dalle gambe lunghe\u201d), perch\u00e9 sarebbero passati i re magi a depositare i loro regali. Da notare il parallelismo tra il gesto dei magi nei confronti di Ges\u00f9 e il gesto dei genitori verso i figli pi\u00f9 piccoli.<\/p>\n<p><strong>Giudizio estetico<\/strong><br \/>\nL\u2019esecuzione della scena dell\u2019Adorazione dei re magi si presenta con caratteri stilistici e tecnici obiettivamente assai prossimi a quelli del vescovo e degli apostoli. Per\u00f2 manifesta tuttavia una vivacit\u00e0 descrittiva e un\u2019interessante resa dei particolari che non era presente nell\u2019altro affresco. Il dipinto presenta una migliore esplicazione descrittiva che ci riporta ad un filone stilistico primo gotico: tetto della casa (stile gotico) il ricco trono decorato, le sontuose vesti di Maria e di Ges\u00f9 Bambino. C\u2019\u00e8 un lontano richiamo alla pittura giottesca che \u201ccompiace all\u2019intelletto dei savi a differenza dell\u2019arte precedente che \u00e8 intesa a dilettar gli occhi degli ignoranti\u201d. (G. Boccaccio) La figura della Madonna \u00e8 maestosa e ieratica. Si pu\u00f2 ancora intravedere un non so che di bizantino nella posizione immobile della figura. Ci troviamo nel momento di passaggio dalla rappresentazione astorica del Divino (e tra essi la Madonna in trono) a quella storica, cio\u00e8 il personaggio \u00e8 contestualizzato in un evento storico, in questo caso l\u2019adorazione dei magi. Questa modalit\u00e0 sar\u00e0 tipica del periodo gotico, primi fra tutti per opera di Giotto. Si notano per\u00f2 nel nostro affresco il superamento degli schemi bizantini e l&#8217;apertura verso una rappresentazione che introduceva il senso dello spazio, del volume e del colore anticipando i valori dell&#8217;et\u00e0 umanista. Il visitatore pu\u00f2 stabile un confronto e notare l\u2019evoluzione dalla presentazione della Madonna in trono nell\u2019adorazione dei magi a quella della Madonna del latte dipinta sotto la prima e all\u2019affresco del 1538 in cui la Vergine assume fattezze pi\u00f9 umane.<\/p>\n<p><em>Roberto Pozzi<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/prolocolario.it\/?p=3959\">Torna all&#8217;articolo sugli affreschi della chiesa di Corennno Plinio<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il secondo affresco trecentesco riporta all\u2019attenzione del fedele il racconto evangelico dell\u2019Adorazione dei Magi. Si trova sulla parete laterale verso nord, presso l\u2019attacco con il presbiterio. 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