{"id":3989,"date":"2012-01-28T20:15:33","date_gmt":"2012-01-28T19:15:33","guid":{"rendered":"http:\/\/prolocolario.it\/?p=3989"},"modified":"2012-07-28T20:25:25","modified_gmt":"2012-07-28T19:25:25","slug":"3989","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/prolocolario.it\/index.php\/2012\/01\/3989\/","title":{"rendered":"Chiesa di Corenno Plinio: Affresco di San Cristoforo e San Francesco"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/san-cristoforo-e-san-francesco.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-3990\" title=\"chiesa di Corenno Plinio: Affresco san cristoforo e san francesco\" src=\"http:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/san-cristoforo-e-san-francesco-484x332.png\" alt=\"chiesa di Corenno Plinio: Affresco san cristoforo e san francesco\" width=\"484\" height=\"332\" srcset=\"https:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/san-cristoforo-e-san-francesco-484x332.png 484w, https:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/san-cristoforo-e-san-francesco-300x205.png 300w, https:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/san-cristoforo-e-san-francesco.png 874w\" sizes=\"auto, (max-width: 484px) 100vw, 484px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Sulla parete sinistra il visitatore trova un affresco \u00e8 suddiviso in diversi riquadri contornati da fasce decorative: quelle orizzontali riproducono, secondo una concezione prospettica, delle modanature parallele; quelle verticali mostrano sequenze continue di minuscole raffigurazioni geometrizzanti, secondo in tipo di ornamentazione particolarmente usata nel Quattrocento. Nella ripartizione superiore, il riquadro di sinistra, sempre rispetto all\u2019osservatore, contiene un busto di un gigantesco san Cristoforo che probabilmente occupava tutti i due i riquadri. Nella mano sinistra tiene il ramo stilizzato della palma, simbolo del martirio, mentre sulla spalla destra sostiene il bambino Ges\u00f9 di cui si intravvede il piccolo piede sull\u2019abito rivestito di ermellino. Il santo indossa un prezioso mantello, come \u00e8 possibile riconoscere dalle tracce superstiti delle vesti. Il nome Cristoforo indica \u201ccolui che porta Cristo\u201d. La tradizione afferma che avesse aiutato Ges\u00f9 bambino ad attraversare un fiume reggendolo sulle spalle. Per questo motivo era invocato come il santo protettore dei viandanti e dei barcaioli, ma era anche colui che accoglieva il fedele e lo introduceva nella chiesa. In altre chiese come in san Giorgio di Varenna la figura del santo si trova dipinta sulla facciata.<\/p>\n<p>Nell\u2019altro riquadro a fianco di san Cristoforo \u00e8 rappresentata la scena del miracolo di Francesco che riceve le stimmate sul monte della Verna. Questo episodio appartiene alla serie della Legenda maior (XIII,3) di san Francesco: &#8220;Pregando il beato Francesco sul fianco del monte della Verna, vide Cristo in aspetto di serafino crocefisso; il quale gli impresse nelle mani e nei piedi e anche nel fianco destro le stimmate della Croce dello stesso Signore Nostro Ges\u00f9 Cristo.&#8221; Il santo genuflesso \u00e8 in atto di venire trafitto dai raggi divini: se ne vedono ancora quattro sotto forma di linee bianche che si indirizzano verso le piaghe delle mani, di un piede e del costato. I raggi partono da una figuretta ignuda, posta nell\u2019angolo in alto a destra, che potrebbe riconoscersi nel Cristo avvolto da tre coppie di ali piumate multicolori che richiamano l\u2019iconografia di un serafino. Francesco \u00e8 vestito con il caratteristico saio, ha la tonsura sul capo e l\u2019aureola a rilievo. Davanti al santo \u00e8 sistemata una bassa e piccola struttura cubica, come sorta di semplificato leggio, su cui pare d\u2019intravedere appoggiato un libro aperto con delle lettere ormai pi\u00f9 decifrabili. Le rocce del monte della Verna, dove avvenne il miracolo, danno profondit\u00e0 alla scena e testimoniano un\u2019esecuzione pittorica di buona levatura. La devozione a questo santo si stava diffondendo rapidamente in tutta la chiesa portata dai Francescani i quali sul nostro territorio avevano fondato un convento a Dongo.<\/p>\n<p>Nel settore inferiore, che \u00e8 anche quello particolarmente compromesso come conservazione, si riesce a malapena a leggere la presenza di due personaggi nimbati e affiancati, del quale non \u00e8 reperibile nessuna traccia al di sotto del busto. \u00c8 ancora possibile discernere che quello a sinistra, rispetto all\u2019osservatore, \u00e8 un santo vescovo, come si rileva dalla mitra sul capo aureolato, l\u2019altro ha una tipica tonsura che potrebbe indicare la figura di un frate francescano.<\/p>\n<p><strong>Giudizio estetico<\/strong><br \/>\nLo stile del frammento conservatosi con i diversi personaggi pare risalire l\u2019affresco all\u2019inizio del XV secolo. Infatti, si pu\u00f2 ammirare un\u2019impostazione formale gi\u00e0 reperibile nei pi\u00f9 importanti centri italiani a partire dal 1300. La qualit\u00e0 dell\u2019affresco ci indicano un pittore di capacit\u00e0 tutt\u2019altro che trascurabile, ben inserito ormai in una nuova realt\u00e0 figurativa, ove sia le prospettive che le concezioni anatomiche rivelano un realismo gi\u00e0 ben pi\u00f9 convincente, a confronto con gli altri affreschi gi\u00e0 esaminati.<\/p>\n<p><em>Roberto Pozzi<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/prolocolario.it\/?p=3959\">Torna all&#8217;articolo sugli affreschi della chiesa di Corennno Plinio<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sulla parete sinistra il visitatore trova un affresco \u00e8 suddiviso in diversi riquadri contornati da fasce decorative: quelle orizzontali riproducono, secondo una concezione prospettica, delle modanature parallele; quelle verticali mostrano sequenze continue di minuscole raffigurazioni geometrizzanti, secondo in tipo di ornamentazione particolarmente usata nel Quattrocento. 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