{"id":4549,"date":"2011-09-30T15:04:56","date_gmt":"2011-09-30T14:04:56","guid":{"rendered":"http:\/\/prolocolario.it\/?p=4549"},"modified":"2012-09-30T15:15:24","modified_gmt":"2012-09-30T14:15:24","slug":"villatico-la-chiesa-di-san-rocco-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/prolocolario.it\/index.php\/2011\/09\/villatico-la-chiesa-di-san-rocco-storia\/","title":{"rendered":"Villatico: La Chiesa di San Rocco &#8211; Storia"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/san-rocco-esterno.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4545\" title=\"La Chiesa di San Rocco a VIllatico\" src=\"http:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/san-rocco-esterno-300x224.jpg\" alt=\"La Chiesa di San Rocco a VIllatico\" width=\"300\" height=\"224\" srcset=\"https:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/san-rocco-esterno-300x224.jpg 300w, https:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/san-rocco-esterno-484x361.jpg 484w, https:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/san-rocco-esterno.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Data la posizione del tempietto in mezzo ai boschi di castagni e anticamente di querce, non \u00e8 inverosimile ritenere che al tempo degli antenati celti in questo posto sorgesse un luogo di culto delle loro divinit\u00e0 silvestri.<br \/>\nPer ora non sono stati recuperati scritti che documentino la data precisa della costruzione dell\u2019oratorio, per\u00f2 la sua dedicazione al martire Sebastiano dei primi secoli e soprattutto l&#8217;impianto romanico dell\u2019edificio, come evidenziato dalla bassa e ridotta abside semicircolare con una monofora fatta successivamente chiudere, sembrano farlo risalire al secolo XIV.<br \/>\nSu questa piccola abside si innesta un\u2019unica navata piuttosto spaziosa che, come si pu\u00f2 desumere dalle sue dimensioni e dalla sua configurazione, \u00e8 frutto di ampliamenti e di rimaneggiamenti iniziati gi\u00e0 a partire dal secolo XV, proseguiti fino al XVII e conclusi solo una decina di anni fa(2002) .<\/p>\n<p>La documentazione scritta sull\u2019antica chiesa di san Sebastiano inizia solo dal 1582 con le indicazioni contenute negli Atti della visita pastorale del vescovo Antonio Volpi [ASDC, Visite pastorali Volpi]<br \/>\n<em>\u201cS\u2019alzi l\u2019altare maggiore almeno un palmo, s\u2019otturi il finestrello per il qual si pu\u00f2 guardare sopra esso altare, si levino gl\u2019altari dei dodici apostoli et quello che \u00e8 fuori della porta, si levi il vaso di pietra che \u00e8 presso il ceppo dell\u2019elemosina, il lavello dell\u2019acqua benedetta si trasporti dentro la chiesa, il cimitero si serri tra due mesi (&#8230;) sotto pena dell\u2019interdetto\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Il documento contiene alcuni errori in quanto la chiesa \u00e8 posta in localit\u00e0 \u201cFontan\u00e8\u201d (Fontanedo). L\u2019altare dei dodici apostoli a cui fa riferimento il vescovo evidentemente era collocato sotto l\u2018affresco dell\u2019Ultima Cena, lungo la parete sinistra. Il finestrello \u00e8 senz\u2019altro la monofora chiusa posta nella parte bassa centrale dell\u2019abside. Il cimitero menzionato era sicuramente un luogo di sepoltura delle vittime delle pesti di quel periodo ricavato sul sagrato del tempio.<\/p>\n<p>Circa dieci anni dopo nel 1593 viene effettuata la visita del grande vescovo riformatore Feliciano Ninguarda, originario di Morbegno. Anche negli atti di questa visita si trova soltanto un succinto elenco delle chiese del territorio. Si fa menzione di una chiesa dedicata a san Sebastiano erroneamente collocata in \u201cFontan\u00e8\u201d e quella di Santa Croce a La Corte, ove peraltro non \u00e8 mai esistita alcuna chiesa.<br \/>\n[cfr. M. Fattarelli, La sepolta Olonio e la sua pieve alla sommit\u00e0 del lago di Como e in bassa Valtellina, Lecco 1986, pg. 584]<\/p>\n<p>\u00c8 negli atti della visita pastorale di Filippo Archinti che, in data 27 giugno 1599, troviamo la prima, seppur sintetica descrizione della chiesa di San Sebastiano, che si riporta nella traduzione italiana recentemente pubblicata<br \/>\n<em>\u201cChiesa di san Sebastiano, appartiene a san Bernardino di Colico. C\u2019\u00e8 un\u2019antica cappella oscura in cui si trova l\u2019altare. \u00c8 consacrato. Mensa di marmo, ricoperta di tela, ma non cerata. Nessuna icona n\u00e9 pittura. La predella si pu\u00f2 accettare. Manca tutto [l\u2019arredo ndr]. Muri come cancelli (= le balaustre sono costruite da muri, ndr). Questa chiesa \u00e8 rivolta a oriente (?); ha un\u2019unica navata; non \u00e8 consacrata. Copertura con soffitto, pareti in parte dipinte, in parte imbiancate. Pavimento in cotto. Facciata della chiesa dipinta; in essa c\u2019\u00e8 la porta maggiore. Nessuna acquasantiera; tre finestre senza impannate. Campanile con una campana\u201d.<\/em><br \/>\nIl vescovo ordina quindi che <em>\u201cl\u2019altar si orni di croce, et candellieri d\u2019auricalco, di tovaglie necessarie, et tavolette per le secrete, et se li facci un\u2019icona con qualche bel mistero\u201d<\/em>; e inoltre prescrive di collocare un\u2019acquasantiera e di porre vetri o impannate alle finestre.<br \/>\n[cfr. F. Archinti, visita pastorale alla diocesi, ed. parziale in archivio storico della diocesi di Como, vol. 6, (1995) pg. 171]<\/p>\n<p>Gli atti di visita del vescovo Lazzaro Carafino, per quanto ci riguarda, contengono\u00a0 uno schizzo topografico del territorio di Colico, in cui sono evidenziate le strade, la parrocchiale di S. Bernardino, le quattro chiese dipendenti (San Fedele, San Giorgio, Santa Croce e San Sebastiano) con la distanza dalla parrocchiale, il numero degli abitanti delle singole localit\u00e0 e la disposizione delle case attorno alle chiese. Villatico (San Bernardino) conta 148 abitanti, La Corte (San Fedele) 95, San Giorgio (Colico piano) 55; Fontanedo (Santa Croce) 120; Curcio (senza chiesa) 12; nessun abitante presso la chiesa di San Sebastiano. Anzi si afferma che la chiesa sorge in mezzo al bosco.<\/p>\n<p>La visita del sacerdote di Domaso don Pietro Martire Raimondo, inviato dal vescovo Torriani, \u00e8 forse la prima alla chiesetta o oratorio allora chiamato di san Sebastiano. Il visitatore si sofferma infatti sui minimi particolari sia sull\u2019ubicazione, sia nel descrivere la piccola costruzione e la povert\u00e0 dei suoi arredi. Inoltre l\u2019oratorio viene ancora denominato di San Sebastiano, sebbene si sia gi\u00e0 diffusa la devozione a san Rocco, protettore degli appestati.<br \/>\nIl visitatore riferisce che l\u2019oratorio sorge in localit\u00e0 che il popolo (vulgo) chiama Guasto, in montibus colici, dove non abitano famiglie in permanenza, a circa mille passi dalla chiesa parrocchiale di san Bernardino. Ha un solo vano con un arco a met\u00e0 a sostegno del tetto. \u00c8 costruito in pietra e, in parte, risente della vetust\u00e0 dei tempi. Il pavimento \u00e8 in calcestruzzo ed \u00e8 alquanto ineguale. Esiste un solo altare e non si sono suppellettili sacre se non un pallio, due tovaglie e le tavolette con le orazioni da leggere a bassa voce (le carteglorie). La chiesetta che ha sul davanti un fornice, e cio\u00e8 una tettoria come riparo per i viandanti o per i pastori del luogo, non possiede ornamenti a eccezione di una icona della beata Vergine Maria con a lato san Sebastiano e San Rocco con cornice di legno. Non possiede beni immobili e si mantiene con le elemosine dei fedeli. Vi si celebra due volte all\u2019anno, nelle feste dei due santi titolari, il 20 di gennaio e il 16 di agosto.<br \/>\nIl toponimo Guasto non \u00e8 conservato a lungo e tanto meno tramandato ai posteri in quel di Colico, ma \u00e8 il cognome di un proprietario residente a Gravedona, dove il toponimo \u00e8 ancora conservato. Circa la distanza prospettata in mille passi tra la parrocchia e il montano oratorio \u00e8 da pensare che il visitatore si sia servito di un sentiero, non certo del tracciato dell\u2019attuale strada, che comporta una lunghezza assai maggiore\u201d.<br \/>\n[da M. Fattarelli, Colico attraverso i secoli, 2003. pg. 163]<\/p>\n<p>Il 14 giugno 1777 un visitatore delegato dal vescovo Mugiasca redige un rapporto sulla parrocchia, di cui citiamo alcuni punti:<br \/>\n\u201c<em>Alla chiesa di San Bernardino appartengono quattro chiese filiali: San Fedele, San Giorgio, Santa Croce e San Sebastiano<\/em>\u201d<br \/>\n[Da M. Fattarelli, ibidem, pg. 177]<br \/>\nDon Graziano Porlezza, parroco di San Bernardino dal 28 giugno 1852, compila una relazione sulle chiesi filiali della sua parrocchia:<br \/>\nDopo aver descritto a lungo la chiesa di San Giorgio in Colico piano, parla della chiesa di Santa Croce a Fontanedo e nomina \u201cSan Rocco al monte, con un solo altare. Si celebra per voto, con processione ogni venerd\u00ec di maggio, pi\u00f9 la stazione di san Rocco\u201d. [Da M. Fattarelli, ibidem, pg. 200]<\/p>\n<p>Nel secolo XIX venne edificato davanti alla facciata il profondo portico, tipo nartece delle chiese romaniche, non pi\u00f9 per i catecumeni ma per proteggere i pellegrini nel caso di intemperie.<br \/>\nIn quell\u2019epoca venne sopraelevato l\u2019armonico campanile decorato ad archetti pensili, merli e da un\u2019alta guglia piramidale. L\u2019esterno costituisce una struttura particolarmente articolata e sorprendente avvolta dal fascino della vegetazione circostante.<\/p>\n<p><em>Roberto Pozzi<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/prolocolario.it\/?p=4544\">Torna all&#8217;articolo principale sulla Chiesa di San Rocco<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Data la posizione del tempietto in mezzo ai boschi di castagni e anticamente di querce, non \u00e8 inverosimile ritenere che al tempo degli antenati celti in questo posto sorgesse un luogo di culto delle loro divinit\u00e0 silvestri. 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