{"id":7426,"date":"2013-04-01T20:06:10","date_gmt":"2013-04-01T18:06:10","guid":{"rendered":"http:\/\/prolocolario.it\/?p=7426"},"modified":"2014-04-01T20:12:59","modified_gmt":"2014-04-01T18:12:59","slug":"colico-forte-montecchio-nord","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/prolocolario.it\/index.php\/2013\/04\/colico-forte-montecchio-nord\/","title":{"rendered":"Colico &#8211; Forte Montecchio Nord"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/montecchio.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-711\" alt=\"\" src=\"http:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/montecchio-300x225.jpg\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/montecchio-300x225.jpg 300w, https:\/\/prolocolario.it\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/montecchio.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Costruito tra il 1911 ed il 1914, il Forte Montecchio Nord \u00e8 l\u2019unico forte militare italiano della Grande Guerra che abbia conservato ancora intatto il suo armamento originario e uno dei meglio conservati in Europa.<br \/>\nIl complesso storico del forte, ben inserito nel Sistema Difensivo della Frontiera Nord, la cosiddetta Linea Cadorna, \u00e8 grandioso: interamente scavato nella roccia, \u00e8 caratterizzato da possenti mura in granito bianco di San Fedelino proveniente dalle vicine cave di Novate Mezzola e lavorato da mani di abilissimi scalpellini.<\/p>\n<p>Comprende inoltre numerosi ambienti e camminamenti sotterranei, tra cui una polveriera profonda oltre 60 metri.<br \/>\nLa funzione principale della fortificazione era quella di controllare le strade dello Spluga, del Maloja e dello Stelvio nel caso che gli Imperi Centrali, violando la neutralit\u00e0 della Svizzera, avessero deciso di invadere il Nord Italia.<\/p>\n<p>La visita del forte consente oggi di osservare le soluzioni architettoniche, tecniche ed organizzative, alcune delle quali davvero innovative per l\u2019epoca, adottate all\u2019inizio del secolo nell\u2019edificazione dei forti militari.<\/p>\n<p>Sono tuttora conservati intatti non solo i quattro imponenti cannoni in postazione girevole sotto cupola corazzata, modello Schneider da 149 mm (con gittata di 14 km), ma anche l\u2019impianto elettrico, tutti i serramenti e le blindature originali, oltre ai complessi sistemi di ventilazione e di approvvigionamento idrico.<\/p>\n<p>La struttura \u00e8 formata da due blocchi distinti: il piano dove si trovano le quattro artiglierie, e il ricovero destinato agli alloggi della truppa.<br \/>\nI due blocchi sono collegati da un camminamento curvilineo coperto e fortificato di circa 140 metri di lunghezza e appoggiato alla montagna sul lato est.<\/p>\n<p>Il camminamento ha un\u2019ampiezza di 2,5 metri e un\u2019altezza di 3 metri mentre la volta superiore ha uno spessore di circa 1,5 metri ed \u00e8 realizzata con pietre irregolari di granito.<br \/>\nNelle mura del camminamento sono state realizzate dieci feritoie a bocca di lupo, che permettevano un ampio raggio per il tiro offrendo al nemico un bersaglio ridotto.<\/p>\n<p>L\u2019area destinata al ricovero si trova nella parte pi\u00f9 bassa; in questo spazio, ricavato grazie al parziale sbancamento di una parte della collina, trovava posto la camerata destinata alla truppa, un unico locale riscaldato in grado di ospitare circa 40 uomini e altrettante brandine e armadietti per gli effetti personali.<\/p>\n<p>Il forte venne chiamato, al momento della sua costruzione, \u201cMontecchio Nord\u201d, in corrispondenza della localit\u00e0 in cui era localizzato.<br \/>\nQuesto \u00e8 tipico dei forti italiani che prendevano il nome del luogo in cui erano costruiti.<br \/>\nSolo in seguito, nel 1939, fu dedicato, come era in uso comune a quel periodo, alla medaglia d\u2019oro al valor militare Aldo Lusardi, ferito a morte il 5 novembre 1935 nella zona di Addi Gundi nell\u2019Africa Orientale italiana.<\/p>\n<p>Dati gli eventi bellici, il forte, che costituiva il punto di forza di un complesso sistema di sbarramento che si prolungava fino al Monte Legnone, rimase inattivo durante tutta la Prima Guerra Mondiale.<br \/>\nLa struttura non fu impiegata in azioni militari nemmeno durante la Seconda Guerra Mondiale, gli unici colpi di cannone furono infatti sparati il 27 aprile 1945 contro la colonna delle forze armate italo-tedesche che risaliva l\u2019opposta sponda del lago in direzione della Svizzera dopo aver lasciato Mussolini nelle mani dei partigiani a Dongo.<br \/>\nL\u2019episodio indusse il capitano della colonna Hans Fallmeyer a fermarsi, e si diede il via alle trattative con i partigiani per porre fine agli episodi di guerra nella zona del Lario.<\/p>\n<p>In seguito il forte venne utilizzato come deposito di munizioni e rimase presidiato ed attivo fino al 1981, quando pass\u00f2 de#nitivamente al demanio civile.<br \/>\nNel 1998 il Ministero delle Finanze affid\u00f2 la gestione del \u201cMontecchio Nord\u201d al Comune di Colico, ed infine ceduto al demanio pubblico.<br \/>\nDal 2009 il Comune di Colico ne ha affidata la gestione al Museo della Guerra Bianca in Adamello al fine di migliorarne la fruibilit\u00e0 turistica.<\/p>\n<p>Grazie alla strategica collocazione, dalla copertura della batteria corazzata si pu\u00f2 godere di uno splendido panorama sull\u2019Alto Lario, con una incantevole vista sulla vicina Riserva Naturale del Pian di Spagna, il Lago di Mezzola, la foce dell\u2019Adda e il Monte Legnone.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.fortemontecchionord.it\/\" target=\"_blank\">Per saperne di pi\u00f9&#8230;.<\/a><\/p>\n<p>Bibliografia:<br \/>\n<em>Stefano Cassinelli, Forte Montecchio &#8211; baluardo tra Alto Lario e Valtellina, Varese, Macchione editore, 2003<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Costruito tra il 1911 ed il 1914, il Forte Montecchio Nord \u00e8 l\u2019unico forte militare italiano della Grande Guerra che abbia conservato ancora intatto il suo armamento originario e uno dei meglio conservati in Europa. 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