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COLICO – STORIA E GEOGRAFIA

martedì, novembre 1, 2011 @ 03:11 PM

Colico si trova nella parte orientale dell’Alto Lario, dominato dalla prealpe più alta, l’imponente Monte Legnone con i suoi 2610 m. Anche il suo gemello, il Monte Legnoncino con i suoi 1714 m, è parte importante del panorama colichese. Vicino a Colico si trova un’importante riserva naturale, il corridoio di migrazione del Pian di Spagna che però è già in territorio della Provincia di Como. I due principali corsi d’acqua di Colico sono l’Inganna ed il Perlino. Poi c’è anche il fiume Adda che fa da confine naturale con la Provincia di Como.

Situato sulla sponda orientale del Lago di Como, in posizione chiave lungo le direttrici stradali che collegano Lecco, Chiavenna e Sondrio, il Comune di Colico vanta origini molto antiche. Alcuni ritrovamenti archeologici, infatti, testimoniano la presenza di insediamenti abitativi in zona fin dall’epoca preromana e romana.

La storia locale fu poi per secoli fortemente condizionata dalla particolare ubicazione: Colico, infatti, subì sia le devastazioni e le pestilenze arrecate dalle diverse soldatesche di passaggio, sia l’insalubrità di un territorio dominato dagli umori del fiume Adda.

Nel XIII secolo Colico si eresse a comune e tra il quattrocento e il cinquecento, venne infeudato da diversi signori tra cui i Visconti, i Sanseverino, gli Sforza, i Caldarini, i Pusterla, e gli Alberti.

Nei primi anni del XVII secolo, il conte Fuentes, governatore spagnolo del Ducato di Milano, fece innalzare un’imponente fortezza sulla sommità del Montecchio, al confine con la Valtellina. Il luogo non ricoprì mai, in realtà, una vera funzione militare e per tale ragione venne venduto a privati ed infine smantellato. La sua erezione è tuttavia testimonianza del clima bellico di quegli anni, caratterizzati dalle continue guerre tra Francesi, Spagnoli, Veneziani, Grigioni e Austriaci.

Alla fine del seicento il territorio circostante si presentava come un vasto acquitrino desolato e maleodorante. I primi segni di cambiamento si registrano solo a partire dalla seconda metà del XVIII secolo, con l’apertura delle strade dello Stelvio, del Maloia e dello Spluga e soprattutto con l’inalveamento dell’ultimo tratto del fiume Adda che favorì la bonifica del Pian di Spagna, oggi divenuto la più importante riserva naturale della regione Lombardia.

APPROFONDIMENTI

Colico Ieri e Oggi  di Giovanna Zugnoni

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