Castello di Corenno: Indagine Archeologica

giovedì, Gennaio 26, 2012 @ 12:01 PM

Nel 2005 si realizzò un’indagine archeologica nell’area della fortificazione medioevale. Dallo scavo di circa 200 mq. all’interno della cintura muraria a ridosso del perimetrale est è emersa una stratificazione di sette strati rappresentativi di un arco di tempo che va dall’età del bronzo a un secolo fa.

Nello strato I si è rinvenuta un’imponente struttura di pietre di un muro lungo complessivamente 17 m. e largo da 1 a 3,5 m. Gli archeologi lo definiscono un pietrame disposto a secco senza matrice con pietre di forma appiattita e spigolosa. Tra queste pietre hanno rinvenuto frammenti ceramici di età preistorica. La muratura in gran parte asportata poggia sullo strato naturale (terra e roccia) e cinge il terrazzo naturale addossandosi alle ghiaie sterili del fianco est e sud del dosso. Si tratta di un grande muro a secco che recintava la parte alta del promontorio. Si sono recuperati: materiali ceramici, frammenti di pietra ollare, resti ossei di animali. Si può quindi ipotizzare che si tratti dei resti di un castelliere preromano simile a quello di Ramponio in Val d’Intelvi.
Sappiamo infatti dallo storico Tito Livio che nel nel 189 a.C. Marco Claudio Marcello conquistò i territori attorno a Como, e ben 28 castellieri (castella) del territorio si sono consegnati ai Romani dopo la resa degli Insubri. Il console fu magnanime con i vinti e i Comensi vennero legati a Roma da un foedus, un vincolo federativo, nel rispetto delle autonomie locali. In cambio poté contare sulla loro assoluta e perenne fedeltà.

Dal I al II strato vi è uno iato fino all’età medioevale, segno possibile di un abbandono della fortezza in quella zona in relazione alla presenza romano e a un lungo periodo di pace sul territorio.

Al II strato, a parere degli archeologi, è riconducibile una parte di un muro in pietre legate da malta della lunghezza di m. 4,65. Questa struttura è visibile attualmente nella porzione inferiore dell’angolo sud est del castello. È possibile che questo muro fosse collegato con la torre più antica verso Nord. È anche probabile che per questa costruzione si sia usato il materiale proveniente dalla demolizione della struttura dell’epoca preistorica.

Poi c’è una fase di abbandono e nella fase VI vi è la costruzione dell’imponente castello recinto che va a inglobare la torre preesistente. Questo muro della fase VI poggia direttamente sulla fondazione della fase muraria di fase II. Nella fase VII si sono ritrovati resti di piccoli edifici agricoli della fase IV.

I reperti trovati nella zona I risalgono all’età del bronzo, circa del IX secolo avanti Cristo. Se si tiene in considerazione il materiale ceramico recuperato, si osserva che vi sono frammenti relativi alla fase finale dell’età del Bronzo. Quindi è lecito supporre che l’opera in muratura sia da riferire al perimetro di un castelliere che, con buona probabilità, occupava tutto il rilievo del castello di Corenno, si tratta quindi di un’imponente struttura in pietre a secco, visibile lungo tutto il lato Est dello scavo e lungo il lato corto sud. Si tratta di una massicciata costruita di pietre di media e grandi dimensioni che cinge il dosso naturale precedente all’edificazione del castello. La struttura parzialmente asportata poggia direttamente sullo strato naturale. Il castelliere è un piccolo insediamento o villaggio, fortificato protostorico (età del Bronzo e del Ferro) sorto in genere in posizione elevata facilmente difendibile, in cui una difesa naturale veniva sfruttata e rafforzata dall’opera dell’uomo. I castellieri possono essere muniti da una o più cinte murarie, costruite a secco, con la tecnica detta a sacco. All’interno del castelliere a volte è possibile individuare alcune strutture a terrazzamento che formano zone piane adatte alla costruzione delle abitazioni, della quali tuttavia non si sa molto.

(Il testo è ripreso da “Carta archeologica della Provincia di Lecco. Aggiornamento, anno 2009, pg 59 – 66)

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