Chiesa di Corenno Plinio: La Madonna in trono tra San Rocco e San Sebastiano

sabato, Gennaio 28, 2012 @ 08:01 PM

Chiesa di Corenno Plinio: madonna in trono

L’affresco cinquecentesco rappresenta la Madonna assisa su un monumentale trono mentre regge su un ginocchio il piccolo Gesù benedicente. È affiancata dai due santi protettori per eccellenza: Rocco e Sebastiano. Una turba di angioletti a coppie festeggia la solennità della scena. Se ne possono ammirare sette: due sorreggono le estremità di una grande tela panneggiata simile al conopeo o padiglione di un altare che funge da sfondo al trono, altri due angioletti inginocchiati e con abiti svolazzanti sostengono la corona sopra il capo di Maria, un’altra copia inginocchiata sul bordo superiore del trono è in atteggiamento di preghiera, infine un angioletto con lo sguardo trasognato suona solitario uno strumento a corde seduto sul gradino ai piedi della Vergine.

San Rocco è rivolto verso la Madonna: porta sul petto la veronica (velo con l’immagine del volto di Cristo) e le conchiglie di Santiago di Compostela, simbolo dei pellegrini di cui è il protettore. Il suo cappello è fissato al bordone. (cfr. approf. 6). Il culto a san Rocco come protettore contro le pesti e le epidemie si diffuse presto nel nord d’Italia e soppiantò lentamente il culto dell’atletico soldato romano san Sebastiano. Nell’affresco il santo è rappresentato a sinistra del trono addossato come un giovane ignudo legato a una colonna e con frecce conficcate nel petto, nel ventre e in una gamba.

chiesa di Corenno Plinio: Madonna in trono - dettaglioL’affresco è contenuto in una nicchia quadrilatera le cui pareti sono leggermente strombate. L’insieme è impreziosito da colonne (trompe d’oeil) pure decorate da finte marmorizzazioni e da clipei che contengono un cherubino. A sua volta la nicchia è contornata da una incorniciatura a carattere architettonico: due colonne laterali, decorate con ricercatezza, poggiano ognuna su un plinto e reggono la fastosa trabeazione, secondo un tipico gusto di un maturo Rinascimento. Sopra la trabeazione corre un complesso fregio culminante con due puttini che sostengono un tondo con lo stemma degli Andreani. Al centro è dipinto un cartiglio con un’iscrizione su quattro righe: “Sigismondo Andrianus, medico (fisicus) eresse questo nell’anno 1538”. Lo stemma[1] degli Andreani, composto dal leone rampante dorato verso sinistra, castello d’argento e pali rossi e blu, è stranamente presentato a forma di testa di cavallo. Questo affresco era l’unico visibile nella chiesa prima dei restauri del 1966. È possibile che il volto di san Rocco sia proprio quello del committente.

Chiesa di Corenno Plinio: Fregio Andreani

Si osservino una serie di dettagli dell’affresco:

  • La Madonna indossa un mantello blu con orlo dorato su un semplice vestito rosso. Il bianco velo che incornicia il volto fa risaltare maggiormente la dolcezza dello sguardo rassicurante che accompagna il devoto in qualsiasi parte si collochi. È singolare che questa tecnica, divenuta famosa nel celebre quadro della Gioconda, compaia in questo ben più modesto affresco corennese. Il visitatore di oggi non può che pensare agli innumerevoli sguardi supplichevoli dei devoti che si sono soffermati sugli occhi penetranti di questa Madonna. Maria si presenta con il suo gesto materno di sorreggere amorevolmente con la destra il corpo del bimbo e con la sinistra il suo piccolo piede. Si ha l’impressione che questa giovane donna, nonostante la corona piuttosto lontana dal suo capo e una semplice aureola, rappresenti e sia percepita dalle altre donne come la “sorella di tutte le madri”.
  • Il Bambino Gesù paffutello e riccioluto con la destra benedice il devoto e con la sinistra regge un lembo del suo vestito. Non ha l’aureola a differenza del fanciullo dell’Adorazione, ma una collana di perle attorno al collo.
  • Chiesa di Corenno Plinio: madonna in trono - dettaglio angeloMentre lo sguardo dell’osservatore si alza per fissare gli occhi di Maria si imbatte nella leggiadra noncuranza dei delizioso angioletto intento a suonare il liuto seduto sui gradini del trono. Da notare anche il tappeto di tipo orientale che sale fino al trono con disegno safawide, il preciso disegno a marmorizzazione delle architetture del trono della vergine e delle colonne e la struttura a intarsi marmorei policromi dell’architrave.

Significato teologico/ religioso
L’affresco commissionato dal medico Sigismondo Andreani probabilmente voleva da una parte presentare la Vergine in trono ma ancor più i due santi tradizionalmente “alleati” dei medici per curare coloro che erano colpiti dalla peste. Nel visione del cattolicesimo la Vergine e i santi in quanto hanno vissuto l’avventura umana e sono dotati di fisicità possono comprendere maggiormente i bisogni del credente e svolgere il ruolo di intercessori presso Dio. L’affresco è eseguito nel 1500 quando sul nostro territorio si diffondono numerose pesti. Da notare che spesso le epidemie erano collegate ai peccati della comunità e quindi l’invocazione della Madonna e dei santi era orientata a ottenere il perdono come salvaguardia del castigo divino.

Giudizio estetico
L’opera presenta una certa preziosità anche se la concezione non è geniale. L’insieme molto accurato si presenta armonioso e ben equilibrato sia nei personaggi che negli elementi decorativi. L’affresco è in grado di trasmettere un senso di pace e di portare il devoto a un dialogo con il mondo trascendente.

Roberto Pozzi

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[1] Stemma: di rosso, al leone rampante d’oro, sinistrato da un castello d’argento torricellato di due pezzi, aperto e finestrato del campo; la campagna palata di rosso e di azzurro, i pali del secondo bordati d’argento, l’ultimo con la bordura solo a destra; la bordura dello scudo composta alternativamente d’argento, d’azzurro, d’argento e di rosso (De Andrianiis, Codice Carpani).

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