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Dervio: Percorso G – Monti di Dervio

domenica, Luglio 8, 2012 @ 12:07 PM
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MONTI DI DERVIO
Tempo percorrenza: min. 2 h – max 5 h • Difficoltà: media

Percorso-G1L’escursione inizia dalla chiesa di S. Quirico di Dervio con il caratteristico campanile romanico, facilmente raggiungibile dalla stazione FS derviese.
Da qui parte la via Ai Monti una bella mulattiera che risale la montagna ed è la via di accesso alle ridenti località dei monti di Dervio sul versante nord-ovest del Monte Muggio.
In questi villaggi si trovano diverse baite, spesso ricavate da vecchie stalle o cascinali utilizzati nei secoli scorsi per l’alpeggio di bestiame.
Dai 220 m. di Dervio, si sale con un primo tratto di mulattiera abbastanza ripida immersa nel bosco; dopo alcune rampe si incontra l’accesso alla Falesia della Maliga una palestra di arrampicata realizzata dal CAI di Dervio sulle rocce sovrastanti Dervio.
Proseguendo lungo la mulattiera si supera una cappelletta e poco dopo si giunge a Pianezzo, dove si incontrano le prime baite circondate da verdi prati. Subito dopo Pianezzo, imboccando un sentiero che si stacca a destra della mulattiera, si sale sino a “Mai”.
Qui sulla rupe rocciosa che sovrasta Dervio, si trovano i ruderi del “Castelvedro” (V-VI sec.) e dalle rocce vicine è possibile ammirare lo stupendo panorama di Dervio e di un bel tratto di lago.
Proseguendo lungo il sentiero pianeggiante e passando a fianco di una cappelletta, si attraversa il nucleo di baite e si raggiunge la ripida mulattiera che con belle vedute su Dervio ed il lago sale sino a Monte Basso e poi Cangiago (672 m. slm).
Percorso-G2Lasciando la mulattiera che sale verso Pratolungo si prende a sinistra, imboccando il sentiero che attraversa i boschi e scende verso Vignago.
E’ un bel villaggio ricco di selve con castagni secolari, rinomato per i gustosi porcini che si trovano nei boschi circostanti.
Da qui prendendo a sinistra si imbocca il sentiero e poi la mulattiera che, seguendo in posizione rialzata il percorso del fiume Varrone, scende verso Pianezzo e poi si ritorna a Dervio.
Per i più allenati è possibile prolungare l’itinerario ed a Cangiago proseguire la salita, si raggiungono così le Cascine di Pratolungo da dove si gode una stupenda vista panoramica.
Seguendo il sentiero si arriva all’Alpeggio di Pratolungo, prendendo a destra dietro la “casera” si imbocca il sentiero che raggiunge l’alpeggio di Camaggiore dove nel periodo estivo si trovano le mucche al pascolo, da qui si può raggiungere la vetta del Monte Muggio (1800 m.slm).
Ma il nostro itinerario prosegue verso l’abitato di Camaggiore, luogo di villeggiatura, nella parte bassa del nucleo si imbocca la mulattiera che scende a Noceno. Si attraversa l’abitato e dietro al cimitero si prende a destra il sentiero pianeggiante che ci riporta alle Cascine di Pratolungo e da qui si rientra a Dervio

 

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Dervio: Percorso F – Monte Legnone

domenica, Luglio 8, 2012 @ 12:07 PM
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MONTE LEGNONE
Tempo percorrenza: 5/6 h • Difficoltà: media

Percorso-F2Agli amanti delle quote più alte, consigliamo di risalire in auto la Valvarrone, lungo la strada asfaltata che tocca i paesi di Vestreno, Introzzo, Tremenico sino al rifugio del CAI di Dervio ai “Roccoli Lorla” (1468 m slm).
Da qui partono i percorsi per i monti Legnoncino e Legnone che soddisfano le esigenze di escursionisti più esperti, ma anche di famiglie con bambini.
Per salire alla vetta del Legnone, si imbocca il sentiero a fianco del rifugio in direzione est, in mezzo a magnifici faggi.
Dopo un breve tratto si incontra il primo alpeggio dove, durante la bella stagione si trovano le capre e si possono acquistare i relativi formaggi molto saporiti.
Si prosegue in mezzo ai larici con ampie aperture verso gli imponenti massicci rocciosi del Badile, Disgrazia, Bernina e verso la verdeggiante Valvarrone, fino a giungere all’alpeggio di Agrogno (1750 m.), qui, nel periodo estivo di solito si trovano le mucche al pascolo.
Riprendendo la salita gradatamente il bosco si dirada, il paesaggio si fa più aspro, si cammina su un costone prima erboso poi roccioso.
Poco prima del bivacco si trova un passaggio attrezzato con corde, niente di difficile, richiede solo un po’ di attenzione.
Percorso-F1Siamo a quota 2146, il Bivacco Cà de Legn può essere un buon riparo in caso di maltempo.
Da qui la vetta del Legnone sembra già a portata di mano, ma ci sono ancora 500 m. di dislivello da superare che non presentano vere difficoltà alpinistiche, ma richiedono comunque una certa esperienza escursionistica e un abbigliamento adeguato alla quota (2610 m. slm).
Raggiunta la cima, il panorama è grandioso con vista sul Lario e Lago di Lugano, le vicine Valsassina, Valtellina e Valchiavenna.
Nelle giornate particolarmente terse si può vedere la Pianura Padana ed anche il Monte Rosa.
Dalla vetta si diramano altri itinerari che scendono a Pagnona, Delebio ed a Colico o l’Alta via della Valsassina, ma il nostro percorso riprende lo stesso sentiero per ritornare ai Roccoli Lorla.

 

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Dervio: Percorso E – Monti di Dorio e Bassa Valvarrone

domenica, Luglio 8, 2012 @ 12:07 PM
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MONTI DI DORIO E BASSA VALVARRONE
Tempo percorrenza: 4/5 h • Difficoltà: facile

Percorso-E1L’itinerario parte dal Centro Sportivo di Vestreno, raggiungibile in bus con la linea Dervio – Tremenico.
Si imbocca la via al Bacino, carrozzabile asfaltata in ripida salita che porta al bacino di alimentazione della centrale idroelettrica di Corenno.
Qui la strada diventa pianeggiante e sterrata e poco dopo sulla sinistra si incontra una cappelletta e le sottostanti trincee e postazioni di mitragliatrice della Linea Cadorna.
Successivamente l’itinerario entra nei boschi e si raggiunge un promontorio da cui si ammira un bel panorama su Dorio ed Olgiasca, da qui iniziano i pannelli della Via crucis che accompagnano i pellegrini sino al piccolo santuario della Madonna di Bondo (a.1672) dove si trova un area pic-nic.
Il percorso continua in mezzo a selve e boschi di castagni e betulle e seguendo sempre la strada principale si costeggia la località di Piazzo; poco dopo all’incrocio si prende a destra seguendo l’indicazione dei cartelli Vezzèè – Vercin e subito dopo si lascia la pista carrozzabile prendendo a sinistra.
Si imbocca un sentiero che passa a fianco di una postazione di caccia e poi si prende subito a destra in direzione Bedolèe, il percorso prosegue e tenendo la sinistra si raggiunge la località di Vercin.
Percorso-E2Attraversato il nucleo di baite si imbocca una strada sterrata che sale sino a Sommafiume, località di soggiorno estivo.
Nella parte alta dell’abitato si imbocca la strada carrozzabile in direzione sud e poco dopo sulla sinistra si imbocca il sentiero che porta alle fortificazioni dei Roccoli d’Artesso (1209 m. slm).
Qui nelle vicinanze di un bel laghetto circondato da larici e tavoloni per pic-nic, si possono visitare una serie di cannoniere predisposte ad ospitare grossi calibri d’artiglieria della “Linea Cadorna”.
Prendendo la carrozzabile, od il sentiero che ne taglia il percorso, che scendono verso Dervio all’incrocio andare a destra verso Sommafiume.
Attraversato l’abitato di Letee, poco dopo sulla sinistra si trova la mulattiera che scende a valle toccando la località di Loco Tocco e raggiunge il comune di Sueglio.
Attraverso strette viuzze a gradinate in mezzo ad antiche e caratteristiche case, si scende sino alla chiesa parrocchiale di S. Martino d’origine medievale, consacrata nel 1583 da San Carlo Borromeo.
Dopo una visita all’interno per ammirare le opere artistiche, si riprende la discesa verso Vestreno seguendo la mulattiera che raggiunge la parte alta del paese. Si attraversa l’abitato percorrendo le stradine del nucleo storico e si raggiunge cosi il punto di partenza.

 

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Dervio: Percorso D – Monte Legnoncino

domenica, Luglio 8, 2012 @ 12:07 PM
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MONTE LEGNONCINO
Tempo percorrenza: 3/4 h • Difficoltà: facile  

Percorso-D1Risalendo la Valvarrone, lungo la strada che passa da Vestreno e Sueglio, si raggiungono i Roccoli di Artesso (1209 m. slm).
Qui, nelle vicinanze di un laghetto circondato da larici, si possono visitare una serie di cannoniere, predisposte ad ospitare grossi calibri d’artiglieria della “Linea Cadorna”.
Al termine della strada carrozzabile ha inizio l’escursione al Monte Legnoncino.
S’imbocca il sentiero che sale verso destra e che costeggia un roccolo per l’uccellagione risalente al 1800 e utilizzato, fino a pochi anni fa, per la cattura degli uccelli a scopo scientifico.
Superato il Rifugio Bellano l’itinerario prosegue inoltrandosi nel bosco di larici sulle pendici del Monte Legnoncino, lungo il tragitto si trovano alcune trincee e ricoveri in caverna. Dopo un ultimo tratto in salita, il sentiero si fa pianeggiante e sbuca nella bella piana erbosa dei Roccoli Lorla.
Poco sopra, seguendo le indicazioni, si trova il Rifugio dei Roccoli Lorla del CAI di Dervio.
Per proseguire verso la cima, dal parcheggio, si imbocca sulla destra una strada militare sterrata e chiusa al traffico, con ampi tornanti e in leggerissima salita.
Nel breve percorso si passa da zone fredde di bosco più decisamente alpino a zone calde, dove fiorisce una lussureggiante flora mediterranea.
Percorso-D2Poco prima di arrivare in vetta si incontra la chiesetta dedicata a S. Sfirio, più volte ricostruita e risalente al XIII secolo.
Questa è legata alla leggenda di S. Sfirio, che scelse questo luogo per l’eremitaggio, tenendosi in contatto con i suoi 6 fratelli anch’essi eremiti, dimoranti in località visibili fra loro e con i quali scambiava segnali con il fuoco.
Per tracce di sentiero si raggiunge infine la vetta (1714 m), un vero balcone sul lago.
Nelle giornate serene è infatti possibile spaziare con lo sguardo su entrambi i rami del lago di Como, su quello di Lugano, sulle montagne che cingono ad occidente il Lario mentre a settentrione, oltre al vicino ed imponente Monte Legnone, si possono osservare i monti del Gruppo Masino- Bregaglia-Disgrazia.
Rientrando alla base di partenza ripercorrendo lo stesso itinerario, dopo i prati dei Roccoli Lorla si imbocca il sentiero dell’andata ma poi, volendo variare l’itinerario, si prende subito a destra e si scende alla bella località di Sommafiume.
Da qui, nella parte alta dell’abitato dalla carrozzabile, si può imboccare il sentiero che in salita ci riporta ai Roccoli d’Artesso.

 

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Dervio: Percorso C – Linea Cadorna da Corenno Plinio

domenica, Luglio 8, 2012 @ 12:07 PM
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LINEA CADORNA DA CORENNO PLINIO
Tempo percorrenza: 2 h • Difficoltà: media

Percorso-C1L’itinerario parte dalla piazza medievale di Corenno Plinio, facilmente raggiungibile per chi utilizza il treno dalla stazione FS di Dorio, percorrendo la bella passeggiata a lago.
Il sentiero si imbocca dalla provinciale 72 di fronte al castello e sale ripido verso la montagna, per poi inoltrarsi nel bosco dove si raggiunge il bivio della Croce.
Prendendo a destra s‘incontra una postazione per mitragliatrice facente parte, insieme a molte altre fortificazioni, della” Linea Cadorna”.
Si tratta di un esteso sistema difensivo realizzato in prossimità del confine fra Italia e Svizzera dal 1916 al 1918, per contrastare un eventuale invasione da parte dell’esercito austro ungarico durante la Prima Guerra Mondiale.
Proseguendo in direzione sud si raggiunge una fortificazione con trincee e altre postazioni per mitragliatrici situate sul bordo dello strapiombo che sovrasta Corenno Plinio.
Qui si ammira un bellissimo panorama sul borgo medievale e la sponda occidentale del lago. Ritornando sui propri passi e prendendo a destra al primo bivio, dopo una ripida salita, si incontrano altre trincee.
Proseguendo si raggiungono rapidamente le baite di “Ciarei”, situate in una bella radura ricca di sorgenti.
Continuando sempre in salita lungo la mulattiera si perviene ad un’altra zona fortificata; qui è possibile visitare, con l’ausilio di una torcia, due ricoveri in galleria ben conservati.
Percorso-C2Si torna poi indietro fino a portarsi a monte dei prati di “Ciarei”; qui un sentiero in mezzo al bosco, appena sotto il rudere di una casetta, si dirige verso sud passando vicino all’acquedotto dei Molinelli che rifornisce le abitazioni di Corenno, poi si attraversa su un ponticello di legno la condotta forzata che alimenta la centrale idroelettrica.
Proseguendo in salita si segue la pista che raggiunge la località di Comun, frazione di Vestreno, dove percorrendo per un tratto la strada asfaltata, si raggiunge la mulattiera che scende da Vestreno a Dervio.
L’itinerario taglia ripetutamente la provinciale della Valvarrone, sino a raggiungere la frazione di Castello con la torre medievale.
Dal lavatoio, prendendo a destra, ci si innesta nel “Sentiero del Viandante”, si imbocca la provinciale scendendo fino allo svincolo della SS36 e si prende la via Al Monastero.
Il percorso prosegue attraversando le località di Chiari e Monastero, dove si incontra il complesso rustico che costituiva il Monastero di S.Clemente degli Umiliati.
Fiancheggiando i muri di sostegno della superstrada e superata la condotta il sentiero riprende la conformazione antica di mulattiera acciottolata, con un ampia e stupenda veduta su Corenno Plinio che si raggiunge poco dopo.

 

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Dervio: Percorso B – Viandante Dervio – Dorio – Colico

domenica, Luglio 8, 2012 @ 11:07 AM
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SENTIERO DEL VIANDANTE: DERVIO – DORIO – COLICO
Tempo percorrenza: 4/5 h • Difficoltà: facile

Percorso-B2L’itinerario parte dalla stazione FS di Dervio, imboccando la scalinata e proseguendo diritti, si incontra sulla sinistra la piazzetta Cavour con il Palazzo De Magni XIV sec.
All’ incrocio si prende a destra lungo la via Diaz e poi la via Al Castello raggiungendo il percorso del “Sentiero del viandante” presso la fonte delle Lavine, sulla carrozzabile che porta alla Valvarrone.
Si prende a destra una mulattiera gradonata che porta al nucleo di Castello, dove si gusta il sapore arcaico di un borgo fortificato con la torre del XII sec. e la chiesetta di S.Leonardo.
Usciti dal nucleo si imbocca la provinciale scendendo fino allo svincolo della SS36 e si prende la via Al Monastero che porta verso Corenno Plinio.
L’itinerario prosegue attraversando le località di Chiari e Monastero dove si incontra il complesso rustico che costituiva il Monastero di S.Clemente degli Umiliati.
Fiancheggiando i muri di sostegno della superstrada e superata una condotta il percorso riprende la conformazione antica di mulattiera acciottolata con un ampia e stupenda veduta su Corenno Plinio.
Raggiunto il nucleo abitato si nota subito l’impronta medioevale con la piazza in acciottolato, l’imponente castello, la chiesa di S.Tommaso di Canterbury con le tre arche funerarie dei conti Andreani.
Dopo una doverosa visita del borgo, l’itinerario prosegue sulla provinciale poi si prende sulla destra la mulattiera che attraversando prati e cascinali raggiunge il territorio di Dorio.
Percorso-B1Si perviene così con lieve pendenza fino a Torchiedo e quindi si passa a fianco della chiesa di S. Giorgio raggiungendo il caratteristico nucleo di Mandonìco.
La mulattiera sale ripida tagliando la costa e raggiunge la chiesetta di S. Rocco posta su un promontorio con vista panoramica sul lago e le località di Olgiasca e Piona.
Qui il sentiero piega a nord-est in vista del laghetto di Piona aggirando i contrafforti del Legnoncino.
Fra i boschi si raggiunge poi il Monte Perdonasco (m 600) e superando la Val di Voh si arriva al Monte Sparesee,località con belle selve e castagneti.
Proseguendo lungo un tratto sterrato si raggiunge una carrareccia che scende con rapidi tornanti fino a Posallo di Colico, da dove si può raggiungere la stazione FS di Piona per rientrare a Dervio.

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Dervio: Percorso A – Viandante Dervio Bellano

domenica, Luglio 8, 2012 @ 11:07 AM
aggiunto da admin

SENTIERO DEL VIANDANTE: DERVIO – BELLANO
Tempo percorrenza: 2 h • Difficoltà: facile

Percorso-A1L’itinerario parte dalla stazione FS di Dervio, imboccando la scalinata e proseguendo diritti, si incontra sulla sinistra la piazzetta Cavour con il Palazzo De Magni XIV sec.
All’ incrocio si prende a destra lungo la via Diaz percorrendola sino a raggiungere, in corrispondenza del fiume Varrone, il percorso del “Sentiero del viandante” . Qui si può ammirare la chiesa di S. Quirico e Giulitta con il bel campanile romanico.
L’itinerario prosegue lungo la carrabile via Duca D’Aosta, s’incontra il lavatoio della Sedeia e poi si giunge al “Crotto del Cech”.
Qui ha inizio la bella mulattiera in acciottolato che sale verso le cascine del Chignolo da dove già si ammira il panorama della penisola derviese.
Attraversata la valle si sale verso le cascine dei Ronchi incontrando incisioni e gradini scavati nella roccia, segnati dal secolare passaggio delle slitte.
Al bivio si prende a destra e si aprono belle viste panoramiche su Bellano e Dervio. Attraversata, su un ponte di legno, la “Val Granda” si entra nel territorio di Bellano incontrando la località di Verginate.
Percorso-A2Procedendo si supera una valle dove inizia la strada asfaltata che porta alla parte alta della frazione Oro. Si imbocca sulla sinistra una gradinata che sale verso Pendaglio, al bivio si prende a destra un sentiero che attraversa i prati in posizione soprelevata rispetto alla superstrada.
Si attraversa la valle dei mulini con i ruderi degli edifici e si prosegue poi fra prati con stalle e castagneti. Si raggiungono così le prime case di Lezzeno ed attraversando la provinciale si passa vicino ad un lavatoio in mezzo al nucleo storico.
Il percorso raggiunge così il Santuario di Lezzeno (m. 370) dedicato alla Madonna.
Dopo una sosta per la visita, sul retro si imbocca un sentiero in direzione sud che attraversa una strada asfaltata e poi raggiunge la provinciale.
Prendendo a sinistra si entra nella località di Ombriaco incontrando la chiesa di S. Bernardino, a destra una mulattiera ripida scende verso Bellano e si raggiunge la chiesetta di S. Rocco.
Il nostro itinerario si conclude scendendo la scalinata che porta all’Orrido, monumento naturale che merita una visita. Si passa poi di fianco alla parrocchiale ed infine, attraversando il Pioverna sulla provinciale 72, si raggiunge la stazione FS di Bellano da dove si può rientrare a Dervio.

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“IL SENTIERO DEL VIANDANTE”
di Giovanna Virgilio – Capitolo 1

sabato, Giugno 23, 2012 @ 08:06 PM
aggiunto da admin

Le proloco della Sponda Orientale del Lago di Como sono liete di pubblicare l’approfondimento al primo capitolo  del libro “Il Sentiero del Viandante” di Giovanna Virgilio, corredato da una bellissima documentazione fotografica di Giuseppe Giudici: una preziosa testimonianza sull’antica via che collegava Lecco con Colico e che ora è utilizzata a scopo turistico

Capitolo I
Il primo capitolo si apre ripercorrendo gli studi di Pietro Pensa sulle “Antiche vie di comunicazione nel sistema viario del territorio orientale del Lario”, aggiornati con i più recenti interventi  pubblicati da Matteo Dolci negli Atti del convegno di studi Tardo Antico e Alto Medioevo tra Lario Orientale e Milano (Lecco, Palazzo Belgiojoso, 26 novembre 2006). Nella consapevolezza che «l’oggetto strada, prima ancora che in significati sociali, politici o economici, esplica la sua funzione primaria nel permettere la comunicazione tra gruppi umani» è stata fornita una breve contestualizzazione storica e geografica dell’ambito di appartenenza del Sentiero del Viandante.

Dervio - Un tratto del Sentiero del Viandante Mandello - Veduta della sponda del lago dal Sentiero del Viandante
.

Segue il paragrafo dedicato nello specifico al Sentiero del Viandante, ricordando che, per il territorio lecchese, non è ancora stato possibile definire in modo univoco, se non per via indiziaria, la struttura della viabilità risalente all’età romana e altomedievale. Dall’analisi condotta dagli specialisti del settore emerge complessivamente l’immagine di un sistema viario gravitante su unico asse sovraregionale di comunicazione tra l’area padana e l’Oltralpe, organizzato in modo così capillare da raggiungere i numerosi centri abitati sparsi sul territorio. Per quanto riguarda l’area a settentrione dell’attuale abitato di Lecco, molti indizi confermano che la Valsassina era la via privilegiata per l’Altolago e la Valtellina. Pietro Pensa, accennando alle strade minori del Lario Orientale indicò, tra le strade importanti per motivi economici in epoca romana, la strada della Riviera (cioè, appunto, l’attuale Sentiero del Viandante) che correva lungo la sponda orientale del lago. Le ipotesi dello studioso sulle presunte origini romane di questa via sembrano tuttavia, per il momento, prive di adeguati riscontri, essendo irreperibile un pilastrello con indicazione del miliare e iscrizione latina rinvenuto nel 1943 a San Pietro di Ortanella. Neppure la ricognizione condotta da Angelo Borghi sulla cartografia settecentesca ha prodotto gli esiti sperati in merito a una precisa definizione del percorso viario nei secoli passati. Le mappe del Catasto Teresiano, d’altra parte, evidenziano una rete viaria di dimensioni ridotte caratterizzata da tracciati tortuosi, fortemente condizionati dall’andamento orografico. Piuttosto che una strada unitaria di collegamento tra Lecco e Colico, doveva, dunque, trattarsi di un percorso nato dalla connessione di più tratti.
Il capitolo si chiude con il riferimento alla costruzione della strada militare Lecco-Colico − appaltata nell’aprile del 1818 − che, inserendosi nella fascia fra i borghi e il lago, avviò un processo di sviluppo disomogeneo del territorio, dovuta allo svantaggio degli abitati posti a quota più elevata. Verso la fine dello stesso secolo il completamento della ferrovia Milano-Lecco-Colico, rafforzò la tendenza di crescita lineare in senso nord-sud  indebolendo sempre più la stretta simbiosi che, anticamente, univa il  lago con l’insediamento policentrico lungo il crinale e la montagna.
Al termine del capitolo si trova una scheda di approfondimento con indicazione dettagliata del tracciato del sentiero.

Giovanna Virgilio

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Tutte le fotografie dell’articolo sono state gentilmente fornite da Foto Giudici
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“IL SENTIERO DEL VIANDANTE”
di Giovanna Virgilio

mercoledì, Maggio 23, 2012 @ 02:05 PM
aggiunto da admin

Le proloco della Sponda Orientale del Lago di Como sono liete di pubblicare la recensione del libro “Il Sentiero del Viandante” di Giovanna Virgilio, corredata da una bellissima documentazione fotografica di Giuseppe Giudici: una preziosa testimonianza sull’antica via che collegava Lecco con Colico e che ora è utilizzata a scopo turistico (ulteriori informazioni).

Copertina Libro "Il Sentiero del Viandante" di Giovanna Virgilio

Il libro propone al lettore una selezione ragionata delle più significative  testimonianze artistiche e architettoniche disseminate tra Abbadia Lariana e l’imbocco della Valtellina, nello ‘spazio’ compreso «tra lago e montagna» lungo il Sentiero del Viandante. Non si prefigge, dunque, una trattazione completa né tantomeno esaustiva del tema (cosa che avrebbe richiesto competenze multidisciplinari  e la pubblicazione di più volumi) e neppure una puntuale descrizione di tutto ciò che si ‘incontra’ percorrendo l’antica mulattiera. Un’attenzione particolare è stata peraltro rivolta alle testimonianze artistiche, pur senza trascurare altre emergenze di forte valenza storica, paesaggistica e, più latamente, culturale, rappresentate da antiche strutture fortificate e da moderne realtà museali.

 Al capitolo iniziale, di inquadramento storico, segue il secondo, dedicato ai  «Luoghi fortificati»: la segnalazione di torri e castelli − soprattutto di quelli più integri e meglio riconoscibili − è articolata secondo una scansione cronologica che procede dall’Alto Medioevo all’inizio del XVII secolo.

Al terzo capitolo, dei  «Luoghi della fede», è dedicato più ampio spazio. Una prima sezione è riservata ai siti originariamente destinati all’accoglienza dei pellegrini, oggi per lo più scomparsi o trasformati, che erano affidati alle congregazioni e agli ordini religiosi.  Per quanto riguarda le testimonianze artistiche è stata privilegiata la ‘categoria’ degli affreschi realizzati con intenti edificanti negli oratori campestri tra il Quattro e il Cinquecento. Relativamente agli autori è stato, invece, fatto il punto delle conoscenze acquisite su alcuni fra gli artisti maggiormente operosi, nello stesso periodo, in area lariana.

I capitoli sono accompagnati da brevi appendici con approfondimenti su temi di particolare interesse. Fa eccezione l’ultimo, intitolato «Luoghi della cultura: musei e collezioni»,  formato da schede relative ai musei situati tra Abbadia Lariana e Colico.

Il libro si conclude con una sezione dedicata alle fonti e alla bibliografia consultata.

Giovanna Virgilio

Approfondimenti
Capitolo 1 – inquadramento storico
Capitolo 2 – le fortificazioni
Capitolo 3 – i luoghi dell’ospitalità – la fede dipinta
Capitolo 4 – Luoghi della cultura: Musei e collezioni

Il libro è acquistabile presso le seguenti librerie:
– Mondolibri, Via Bovara, 5 -angolo Piazza XX Settembre – 23900 LECCO
– Libreria Einaudi, Via Bovara – 23900 LECCO
– Libreria Cattaneo,  C. Cattaneo – 23900 LECCO

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Il Castello di Dervio

martedì, Maggio 22, 2012 @ 11:05 AM
aggiunto da admin

Su uno sperone di roccia che domina la piana di Dervio, è ben visibile la torre del Castello di Orezia, anche se sarebbe più esatto chiamarlo mastio, dato che la fortificazione attorno alla torre era data dalle mura degli edifici circostanti.

La prima citazione risale al 1039-40, quando subì un lunghissimo assedio. [1]

Non si conosce l’origine del nome di Orezia, ma con tale nome la località era già citata alla fine del ‘200 insieme alla vicina Chiesa di san Leonardo (In plebe deruio loco castrum goleza ecclesia sancti leonardi [2]). Nei documenti latini il nome aveva alcune varianti: orezia, oretia, horetia, holetia, olletia.

Il luogo era legato alla famiglia Cattaneo; nel 1397 un Giacomo Cattaneo del fu ser Anselmo cedette vari terreni e beni a Dervio, molti attorno a Castello: vigne e campi, piante (fichi, salici, marroni e castagni) e parte di una costruzione; proprio a Castello un’intera casa con tetto in pietra e con una loggia. I vicini di queste proprietà erano tutti Paruzzi o Cattaneo. [3]

Per la sua posizione tra i monti e la piana, nello Statuto si trova più volte indicato come punto di confine.

Agli inizi del XV sec., durante il dominio dei Rusca, gli abitanti acquistarono una bombarda a difesa del Castello (et hoc pro solvendo bombardam unam emptam per soprascriptos omnes de Catanis pro deffensione suprascripti castri [4]).

[1] Arrigoni, Notizie storiche della Valsassina e delle terre limitrofe, 1840.
[2] Goffredo da Bussero, Liber Notitiae Sanctorum Mediolani, Milano 1917.
[3] ASMi, Appendice notai, 23, Giovanolo Denti, 9 luglio 1397.
[4] ASMi, Notarile, 188, 27 gennaio 1407.

 

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