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Sulle Orme del Viandante 2012
Resoconto della quinta tappa
Dorio – Posallo – Colico
La Proloco di Colico,
E’ lieta di comunicare che la manifestazione ha registrato circa 170 presenze:
i commenti positivi dei partecipanti sono stati unanimi e si è stati orgogliosi di poter fare vedere i numerosi monumenti che sul percorso sono normalmente chiusi.
Le condizioni meterologiche favorevoli hanno permesso di ammirare al meglio gli splendidi panorami che hanno fatto da cornice a questa passeggiata, e la temperatura mite ha permesso ai partecipanti di camminare nelle migliori condizioni climatiche.
Si è Partiti in pulman da Colico alla volta di Dorio, dove si sono visitate la Chiesa Parrocchiale, la chiesetta di San Giorgio e il borgo di Mandonico.
Si è quindi saliti fino alla Chiesetta di San Rocco dove si è fatta la prima pausa e la Pro Loco di Colico ha ristorato tutti i partecipanti con the e caffè.
Dopo un breve riposo si è ripartiti alla volta del borgo di Sparesée dove ci si è fermati per consumare il pranzo al sacco.
Nel Primo pomeriggio si è partiti alla volta di Posallo e quindi verso Villatico dove si sono visitati i resti dell’antica Casa Torre e la Chiesa di San Bernardino.
Qui la Proloco ha offerto uno spuntino a tutti i partecipanti, sono stati sorteggiati i fortunati vincitori che hanno vinto una copia del libro sul sentiero del viandante scritto da Giovanna Virgilio e si è chiusa la manifestazione dando appuntamento all’edizione del prossimo anno.
Si ringraziano le Amministrazioni Comunali che hanno fornito la loro preziosa collaborazione, il sempre ottimo Professor Jovine e il rappresentante dell’associazione di Dorio che hanno fornito erudite e mai banali spiegazioni sui monumenti visitati.
Di seguito, alcuni momenti della manifestazione:
“IL SENTIERO DEL VIANDANTE”
di Giovanna Virgilio – Capitolo 3
Le proloco della Sponda Orientale del Lago di Como sono liete di pubblicare l’approfondimento al terzo capitolo del libro “Il Sentiero del Viandante” di Giovanna Virgilio, corredato da una bellissima documentazione fotografica di Giuseppe Giudici: una preziosa testimonianza sull’antica via che collegava Lecco con Colico e che ora è utilizzata a scopo turistico
Capitolo III
Il terzo capitolo è suddiviso in due sezioni.
La prima è dedicata ai Luoghi dell’ospitalità. Viene proposta una carrellata dei siti legati a fondazioni religiose, maschili e femminile che, un tempo, univano all’attività contemplativa e di preghiera anche l’assistenza e l’accoglienza dei pellegrini. Hospitales e xenodochi, così come le infermerie e i lazzaretti destinati alla cura degli ammalati, fino all’XI secolo rimasero parte integrante di conventi e monasteri mentre solo in un secondo tempo si affermarono come realtà autonome. Si fa dunque riferimento ai cluniacensi di Piona, agli umiliati di Bellano e di Dervio, alle benedettine di Varenna, ai servi di Maria di Abbadia e di Mandello e alle splendide strutture architettoniche da loro edificate. Particolarmente suggestivo, poi, è il complesso di Santa Maria di Olcio che, in passato, fu sede di un Hospitalis assai frequentato, trovandosi lungo una via montana (raggiungibile da una diramazione del Sentiero del Viandante) collegata con la Valsassina.
Villatico: La chiesa di San Rocco
L’oratorio di San Rocco sopra Villatico è una delle circa 30 chiese dedicate al santo, erette sul territorio lariano dall’epoca medioevale fino al 1600, a riprova della diffusione del culto a questo taumaturgo in epoche di frequenti e gravi epidemie che decimavano le popolazioni e i loro animali.
La piccola chiesa sorge sulle pendici del Monte Legnone, ad una all’altezza di circa cinquecento metri, in una zona leggermente pianeggiante e boscosa quasi a metà strada tra i due torrenti che attraversano il territorio di Colico e che sfociano nel Lario: il Perlino e l’Inganna.
La località sembra che non sia mai stata abitata in forma permanente ma è attraversata da una antica importante via di comunicazione (ora denominata sentiero del viandante) che collegava tra loro i paesi della sponda orientale del Lario prima della costruzione da parte degli austriaci della strada militare della riviera nella prima metà dell’ottocento.
Sulle Orme del Viandante 2012
Resoconto della terza tappa
Varenna – Bellano
Le Proloco di Varenna e Bellano,
Sono liete di comunicare che la manifestazione ha registrato circa 140 presenze:
i commenti positivi dei partecipanti sono stati unanimi e si è stati orgogliosi di poter fare vedere i numerosi monumenti che sul percorso sono normalmente chiusi.
Purtroppo il tempo nuvoloso non ha permesso di ammirare al meglio gli splendidi panorami che hanno fatto da cornice a questa passeggiata, ma la temperatura mite ha permesso ai partecipanti di camminare nelle migliori condizioni climatiche.
Si è visitato il castello di Vezio, si è fatto tappa a Gittana per consumare il pranzo al sacco, si sono vistate le frazioni di Biosio e Bonzeno ed infine si è giunti a Bellano, dove si sono visitate la chiesa di San Rocco, ora sacrario di tutte le guerre e l’Orrido di Bellano, con le sue caratteristiche gole e cascate.
Qui le Proloco hanno offerto uno spuntino a tutti i partecipanti e hanno chiuso la manifestazione dando appuntamento all’edizione del prossimo anno.
Si ringraziano le Amministrazioni Comunali che hanno fornito la loro preziosa collaborazione ed il sempre ottimo Professor Jovine che ha fornito erudite e mai banali spiegazioni sui monumenti visitati.
Di seguito, alcuni momenti della manifestazione:
Sulle Orme del Viandante 2012
Resoconto della seconda tappa
Lierna – Ortanella – Varenna
Dopo una colazione a Genico, la frazione più a monte di Lierna, tutti in cammino lungo la ripida e costante ascesa da Lierna a Ortanella.
A chi non conosceva già il percorso, all’atto dell’iscrizione gli organizzatori si erano premurati di dare le corrette informazioni sulle caratterisitche del sentiero (non proprio per tutti), cosicchè i partecipanti sapevano che li aspettava un bel dislivello in salita (dai 220 mt di Lierna ai 952 mt di Ortanella), e tutti infatti, compresi giovanissimi e anziani, sono stati in grado non solo di arrivare ma anche di godere in particolare dell’alpeggio di Mezzedo e del prato di San Pietro, entrambi veramente ben tenuti e con un belvedere mozzafiato.
La pausa a cura della Pro Loco di Esino, ha visto anche l’intervento di Carlo Maria Pensa che ha saputo illustrare non tanto “la Storia” del Sentiero del Viandante, ma “le storie” che attorno ad esso si possono immaginare e respirare.
Dopo il pranzo, di nuovo in marcia lungo un tragitto in discesa, più dolce ma per questo più lungo, prima attraverso un fitto bosco per poi aprirsi sui panorami di Vezio con la torre del suo castello, e uno spettacolare centro lago che esibiva i suoi migliori riflessi dorati.
Insomma tutto è andato bene e le Pro Loco organizzatrici, quelle di Lierna e di Esino, non possono che essere soddisfatte come i partecipanti che giunti alla stazione ferroviaria per il ritorno già ricordavano a voce alta l’un con l’altro i passaggi che più avevano mosso le loro emozioni.
www.lierna,net
Sulle Orme del Viandante 2012
Lierna – Ortanella – Varenna
Le Proloco di Lierna ed Esino Lario,
con il patrocinio dell’ UNPLI Lombardia, il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, la Regione Lombardia, la Provincia di Lecco, le Comunità Montane della Valsassina, Valvarrone Val’ d’Esino e Riviera, le Comunità Montane del Lario Orientale e della Valle San Martino, le Amministrazioni Comunali del Lario Orientale
sono liete di annunciare la seconda tappa della manifestazione
“Sulle Orme del Viandante” – edizione 2012
Lierna – Ortanella -Varenna
Domenica 16 Settembre 2012
Dettagli
tempo di percorrenza 4,30 / 5,00 ore
Sentiero per escursionisti esperti: è il tratto più impegnativo dell’intera manifestazione, con una salita difficoltosa e con ripidi e profondi valloni da costeggiare.
Consigliamo pertanto attenzione e cautela.
Si consiglia abbigliamento da trekking
Sentiero del Viandante:
da Abbadia a Lierna
Il Sentiero del Viandante inizia sul territorio del comune di Abbadia Lariana presso la chiesa di S. Martino, che sorge all’inizio dell’abitato in posizione leggermente rialzata ai piedi del monte Borbino, da cui si ammirano, verso Lecco, il Monte S. Martino e dall’altra parte del lago, il Monte Moregallo e i Corni di Canzo.
Nella chiesa. si possono osservare resti di importanti pitture: una Crocefissione con i santi Martino e Rocco (ora purtroppo trafugata), una Vergine in trono e un S. Antonio Abate.
Superando con un ponte la linea ferroviaria e continuando poi sotto le rocce del Monte di Borbino, in breve ci si immette su un tratto asfaltato che conduce alle case della frazione omonima, la si attraversa salendo poi una scaletta per trovarsi su un altro viottolo che tocca la parte orientale dell’abitato: qui la mulattiera è uno strettissimo passaggio, chiuso fra una cinta di vecchie case a sinistra, e ortaglie e giardinetti scoscesi sulla destra.
Se ci si vuole addentrare nell’interessante nucleo, si potrà osservare l’antico pozzo comunitario con affresco, il lavatoio pubblico recentemente restaurato, la bella chiesa della Concezione (1696).
Dervio: L’antico Borgo di Corenno Plinio
Corenno Plinio, frazione del Comune di Dervio, si trova sulla sponda orientale del Lario ai piedi del monte Legnoncino, adagiato su una balsa rocciosa, in posizione dominante sul centro lago.
Fin dai primi documenti medioevali il borgo è denominato Corenno o Coreno: l’origine del toponimo è ignota, probabilmente celtica, anche se in passato gli Umanisti hanno voluto scorgere la radice greca corintum, pensando ai coloni greci inviati da Giulio Cesare sul lago.
Il nome Plinio venne aggiunto solo nel 1863, dopo l’Unificazione d’Italia, per distinguerlo da altri comuni con lo stesso nome: le autorità locali scelsero di associare il nome Plinio perché si credeva che Plinio il giovane, funzionario dell’Impero Romano e scrittore nato a Como, vi avesse posseduto quella villa che “posta su una rupe dominava il lago”; i suoi palazzi sul lago si trovano in realtà più vicini a Como, probabilmente a Bellagio e a Lenno.
A Corenno è stata anche collegata una storia tragica, raccontata dallo stesso Plinio: il suicidio sul Lario di una coppia di cittadini romani che, disperati ed in preda alla vergogna per un male ignominioso dello sposo, si legarono e si gettarono assieme da uno scoglio.
Per comprendere la struttura del borgo medioevale (la chiesa con gli affreschi, le arche, il castello-recinto con le torri, le scalogge e il vecchio molo), è importante fare alcune annotazioni sulla comunità degli abitanti (la vicinitas o la communitas), nata dopo il primo Millennio.
E’ fondamentale risalire a questo insieme di famiglie, affrancate dal giogo del feudatario, che decidono liberamente e autonomamente di organizzarsi e proteggere la propria identità sociale e culturale con la creazione di istituzioni e di norme raccolte nello Statuto comunale medioevale, giunto a noi nell’edizione del 1389.
A protezione e a difesa dell’identità sociale e fisica, costruiscono una fortificazione: in questo caso, il castello è una fortificazione comunitaria costruita per rifugiarvisi in caso di pericolo.
La comunità manifesta la propria identità nella fede religiosa erigendo la chiesa, che è il fulcro delle celebrazioni delle feste liturgiche.
Roberto Pozzi
APPROFONDIMENTI:
Note sull’Autore
Inquadramento Storico
Storia di Corenno e del suo castello
Il Castello
La Chiesa Parrocchiale
Ville e Opere Minori
“IL SENTIERO DEL VIANDANTE”
di Giovanna Virgilio – Capitolo 2
Le proloco della Sponda Orientale del Lago di Como sono liete di pubblicare l’approfondimento al secondo capitolo del libro “Il Sentiero del Viandante” di Giovanna Virgilio, corredato da una bellissima documentazione fotografica di Giuseppe Giudici: una preziosa testimonianza sull’antica via che collegava Lecco con Colico e che ora è utilizzata a scopo turistico
Capitolo II
Già in epoca tardo romana, dopo il crollo dell’Impero d’Occidente, il Lario svolse un ruolo fondamentale dal punto di vista strategico che continuò a sussistere per molti secoli. Esso, dunque, fu dotato di fortificazioni per la difesa e il controllo dell’accesso ai valichi alpini retici. Ricognizioni sistematiche e indagini archeologiche hanno effettivamente evidenziato un sistema organico di strutture difensive con alcuni caposaldi localizzati, a nord, nel Castello di Castelvedro sulla sponda lecchese e nel recinto di San Siro su quella comasca, nel castrum di Sant’Ambrogio a Perledo, per quanto riguarda il centro lago, e infine, verso sud, nel castrum lecchese di Santo Stefano. A questi siti se ne associavano altri, tra i quali la torre in località Sass da Poò (Varenna) che assolveva alla funzione di centro di controllo.
Alle presenze più antiche si aggiunsero successivamente diverse torri e varie strutture fortificate in altura, tutte inserite nel complesso sistema di controllo dei transiti lungo la via lacustre e terrestre. Tra le più note: la Torrazza − o ‘Torraccia’ − di Abbadia, lambita a monte dal Sentiero del Viandante, le case-torri di Crebbio (Abbadia Lariana), e di Rongio (Mandello del Lario), poste in relazione con la strada proveniente dai Resinelli, e la Torre del Barbarossa a Maggiana di Mandello del Lario. All’età medievale risalgono pure la torre di Esino, situata sul percorso diretto ai passi Agueglio e Cainallo, e il cosiddetto ‘castello di Orezia’, sopra Dervio. Si tratta, in realtà, di un possente torrione a pianta quadrata ubicato all’imbocco della valle e posto a guardia della strada che conduce in Valsassina e in Valvarrone. L’intero nucleo nel Medio Evo era un importante borgo fortificato in rapporto con il vicino castello di Corenno (Dervio). Questo, a sua volta, costituisce, al pari del castello di Vezio (Varenna), una testimonianza significativa di castello-recinto: struttura caratterizzata dalla presenza di torri con funzioni di avvistamento e di una cortina muraria al cui interno la popolazione si riparava, in caso di pericolo, con il bestiame e i generi di sopravvivenza.
Diverso il caso del cosiddetto ‘Castello’ di Lierna che era un borgo fortificato dotato di un impianto difensivo a riccio.
All’estremità settentrionale del Sentiero del Viandante, la zona di Colico rivela una particolare concentrazione di strutture fortificate. Fra queste spiccano i ruderi del Forte di Fuentes, costruito a partire dal 1603 in cima all’altura del Monteggiolo per volontà del governatore spagnolo di Milano, don Pedro Enriquez de Açevedo, con lo scopo proteggere il confine settentrionale dei domini spagnoli dai Grigioni protestanti.
Torre di Crebbio ad Abbadia Lariana |
Torre di Maggiana a Mandello del Lario |
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Al termine del capitolo una scheda di approfondimento è dedicata alle cave disseminate sulla sponda orientale del lago, con accenni alla pietra nera di Olcio, al marmo nero di Varenna, al marmo bianco di Musso Olgiasca e al cosiddetto ‘marmo’ di Debbio.
Giovanna Virgilio
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Tutte le fotografie dell’articolo sono state gentilmente fornite da Foto Giudici
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Dervio: Percorso H – Anello del Monte Muggio
ANELLO DEL MONTE MUGGIO
Tempo percorrenza: 3/4 h • Difficoltà: facile
Base di partenza è Giumello (1530 m. slm) che si raggiunge in auto salendo da Bellano passando per Vendrogno e Mornìco.
Dall’ampio parcheggio si imbocca la strada che raggiunge il rifugio Capanna Vittoria ed attraversa il nucleo di baite immerso nei pascoli posti sulle falde del Monte Muggio.
Proseguendo, dopo aver superato una chiesetta e la zona di decollo dei parapendio, si raggiunge l’Alpe Chiaro dove nel periodo estivo si trovano le mucche al pascolo.
Passata la sosta del bestiame si imbocca a destra il sentiero che sale dolcemente fra i pascoli, con un panorama affascinante sul Lago di Como, le montagne della sponda occidentale e le Alpi svizzere.
Giunti sulla costa di Prà Bolscino, si apre la visuale sull’alto lago e la Valvarrone sovrastata dai monti Legnoncino e Legnone.
Il sentiero si inoltra nel bosco di conifere, raggiungendo i pascoli dell’Alpe Dolca.
Si prosegue nel bosco di faggi e dopo una breve salita si incontra un bivio che a sinistra porta alla chiesetta di S. Ulderico che sorge su un bel ripiano erboso con vista spettacolare sul Legnone.
Si risale poi in mezzo ai boschi di faggi, incontrando una bella fonte con acqua sorgente e si raggiungono i pascoli orientali dell’Alpe Giumello.
Qui si imbocca il sentiero che percorre la costa della montagna, si raggiunge così la cima del Monte Muggio a 1800 m. slm, dalla quale si ammira uno splendido panorama sulle Prealpi Orobie che va dalla Grigna al Pizzo dei Tre Signori ed il Legnone, oltre al Lago di Como con le montagne sovrastanti.
Dalla vetta si scende attraverso i pascoli per ritornare a Giumello, località dove, nel periodo invernale è possibile praticare sia lo sci alpino con lo skilift recentemente rinnovato che lo sci nordico, con l’anello di 3 km molto panoramico.


















