Archivio categoria ‘Dervio’
Dervio: La “Castagnada de tucc i Sant”
Per mantenere la tradizione locale di gustare le caldarroste nella settimana dei morti, nel giorno di Tutti Santi, la Pro Loco Dervio organizza una castagnata per tutti i partecipanti alla cerimonia in commemorazione dei defunti.
Le castagne vengono preparate seguendo i tradizionali metodi tramandati di generazione in generazione, e cioè mediante apposite padelle appese a ganci sopra ad un fuoco scoppiettante di legna e manovrate da mani abili ed esperte.
Insieme alle caldarroste viene offerto ai partecipanti anche un buon bicchiere di vin brulè, molto apprezzato specialmente se la giornata autunnale é umida o piovosa.
Dervio: Numeri Utili
| ASL – Distretto di Bellano | 0341 | 822111 | |
| Banca Deutsche Bank | 0341 | 804128 | |
| Banca Popolare di Sondrio | 0341 | 804447 | |
| Bemof Onoranze Funebri | 0341 | 804348 | |
| Biblioteca Comunale | 0341 | 804113 | |
| Carabinieri di Colico | 0341 | 940106 | |
| Centro diurno per anziani | 0341 | 851314 | |
| Corpo Forestale dello Stato | 0341 | 850169 | |
| Enel | 800 | 900800 | |
| Farmacia | 0341 | 850130 | |
| Gas Acel | 0341 | 359111 | |
| Guardia di Finanza | 0341 | 940102 | |
| Guardia Medica | 0341 | 940418 | |
| Municipio | 0341 | 806411 | |
| Parrocchia Sti Pietro e Paolo | 0341 | 850147 | |
| Polizia Stradale di Bellano | 0341 | 811612 | |
| Pro Loco Dervio | 0341 | 806060 | |
| Pronto Intervento | 112 | ||
| Pronto Soccorso | 118 | ||
| Scuola Elementare | 0341 | 851330 | |
| Scuola Materna | 0341 | 850192 | |
| Scuola Media | 0341 | 806013 | |
| Ufficio Postale | 0341 | 850112 | |
| Ufficio Turistico | 0341 | 804450 | |
| Unione Sportiva Derviese | 0341 | 804159 | |
| Vigili del Fuoco di Bellano | 0341 | 810222 |
Dervio: Dove Trovare…
Alloggi
- Bed & Breakfast “La casa del poeta”
23824 Dervio (LC) -Via al Castello 8
Telefono: +39 347-9489232; +39 348-5761532 - Bed & Breakfast “Lario”
23824 Dervio (LC) -Via Marconi, 4
Telefono: +39 0341-820404 (orario serale); +39 338-5645784 - Bed & Breakfast “Nora”
23824 Dervio (LC) -Via Armando Diaz, 120
Telefono: +39 334 3783143; +39 339 8184040 - Bed & Breakfast “Villa Stefy”
23824 Dervio (LC) -Via Val Varrone, 28
Telefono +39 338-9954746; +39 0341-804383; +39 +347-7871625 - Campeggio “Europa”
23824 Dervio (LC) -Via G.Marconi, 10
Tel. 0341-806647 - Campeggio “Turisport”
23824 Dervio (LC) -Via Lungolago degli Ulivi, 5
Telefono +39 0341-850460 – Fax +39 0341-850460 - Residence “Oasi del Viandante”
23824 Dervio (LC) -Via Val Varrone, 17B
Residence Turistico Alberghiero
Telefono +39 0341 850111 – Fax +39 0341 804382
Ristoranti – Pizzerie
- Crotto Cech
23824 Dervio (LC) -Via Duca d’Aosta, 55
0341-804227
Ristorante, Bar - L’Oasi
23824 Dervio (LC) -Via alla Folla, 2
0341-804241
Pizzeria, Spaghetteria, Birreria - Le Vele
23824 Dervio (LC) -Lungolago degli ulivi, 2
0341-806120
Pizzeria, Bar
Terrazza a lago - Osteria Diaz
23824 Dervio (LC) -Via Diaz, 68
0341-806043
Ristorante, Bar - Pizza Pace
23824 Dervio (LC) -Via Martiri, 20
0341-851178
Pizza da asporto
Bar – Gelaterie
- Breva e Tivan
23824 Dervio (LC) -Località Santa Cecilia - Crotto Cech
23824 Dervio (LC) -Via Duca d’Aosta, 55
0341-804227
Ristorante, Bar - Le Vele
23824 Dervio (LC) -Lungolago degli ulivi, 2
0341-806120
Pizzeria, Bar
Terrazza a lago - Osteria Diaz
23824 Dervio (LC) -Via Diaz, 68
0341-806043
Ristorante, Bar
Dervio: Il Paradiso della Vela

Dervio è uno dei luoghi migliori a livello europeo per la pratica degli sport velici sul lago, grazie all’ottima posizione geografica sempre ventilata, perciò è spesso sede di regate di livello internazionale.
La “Breva”, il vento costante da sud che spira nelle giornate di bel tempo è ideale per i velisti ed il “Tivano”, il vento da nord è la delizia di surfisti e kiters, con questi motori naturali sono garantite le condizioni ideali per veleggiare.
Sono presenti a Dervio tre club velici e scuole di vela di ottimo livello: il “Centro Vela Dervio”, la scuola di vela della “Lega Navale ltaliana” e l’”Orza l/linore”.
A queste vanno aggiunte la scuola di windsurf e kitesurf “Fun surf Center” e l’area kitesurf dell”associazione “Kitesurf Dervio’.
E’ quindi possibile l’apprendimento di questi sport, con corsi nei weekend o settimanali, oppure la pratica amatoriale e la partecipazione a regate di carattere da zonale a internazionale.
Per completare i servizi nautici vi sono due porti con circa 200 posti barca ed alcuni cantieri per il rimessaggio e la manutenzione dei natanti,
Grazie alle bellezze naturali ed artistiche, i recenti interventi infrastrutturali e gli insediamenti ricettivi, Dervio offre ai velisti i servizi necessari, ma anche relax e divertimento con la possibilità di bellissime gite sul Lago di Como.
Dervio: La Passione di Gesù
Manifestazione che negli anni é andata sempre più crescendo d’interesse coinvolgendo ben un centinaio di comparse, tutti con costumi molto curati e fedeli all’epoca in cui si fa risalire l’evento che attraverso le vie del paese, rappresentano la settimana di passione con la crocifissione di Gesù Cristo.
Dervio: Collegamenti
Il territorio, fra i più interessanti dell’Alto Lario, è posto a ca. 30 Km a Nord di Lecco e a ca. 80 Km da Milano. Si raggiunge facilmente con la superstrada 36, da Lecco a Colico, uscendo allo svincolo di Dervio (apertura nel 2006) oppure, per gustarsi il paesaggio, seguendo la strada provinciale 72 che attraversa i centri abitati della riviera orientale del lago. Per raggiungere i paesi della Valvarrone si utilizza la provinciale 67 che partendo da Dervio raggiunge i comuni di Vestreno, Sueglio, Introzzo e Tremenico per poi proseguire sino a Pagnona e Premana nell’alta Valvarrone.Altro collegamento è ottenuto con i mezzi pubblici, tramite la ferrovia della linea Milano – Sondrio, la stazione ferroviaria si trova nel centro di Dervio e Dorio ed un servizio bus raggiunge i quattro paesi della Valvarrone.

Statuto Pro Loco Dervio
Statuto Pro Loco Dervio
L’anno duemiladue, addì 31 del mese di Ottobre, nella Sala Consigliare sita in Dervio piazza IV Novembre nr.6 alle h.21.00 – in seconda convocazione – si è svolta l’Assemblea Generale Straordinaria dei Soci della Pro Loco Dervio con all’ordine del giorno la variazione dello Statuto Sociale per l’adeguamento alla Legge Regionale 25 ottobre 2001 nr. 16. Qui di seguito si riporta l’atto che, così come letto, è stato approvato all’unanimità.
1) COSTITUZIONE
L’Associazione denominata “Pro Loco Dervio” è stata costituita il 15, Maggio 1972 avanti il Notalo Dott. Luigi Annoni del Collegio Notarile di Lecco (vds. Atto nr.13.965 di Repertorio, registrato a Lecco il 20-05-1972 al nr.69 ). La sua Sede Sociale è ubicata in piazza IV Novembre e l’eventuale trasferimento non comporta modifiche al presente Statuto.
2) CARATTERISTICHE
a) L’Associazione è apolitica, aconfessionale e non ha scopo di lucro;
b) si avvale in modo determinante e prevalente delle prestazioni personali, volontarie e gratuite del propri aderenti;
c) può assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo esclusivamente nei limiti necessari al suo regolare funzionamento oppure a qualificare o specializzare l’attività da essa svolta;
d) svolge l’attività di volontariato mediante strutture proprie o, nelle forme e nei modi previsti dalla legge, nell’ambito di strutture pubbliche o con queste convenzionata.
3) DURATA E LIMITI GIURISDIZIONALI
La durata della Pro Loco Dervio è illimitata ed i limiti giurisdizionali coincidono con quelli del Comune di Dervio Comunque, esclusivamente per l’eventuale realizzazione di progetti e/o interventi sovracomunali, può operare anche fuori dal territorio comunale in cui è costituita, a condizione però che intercorrano preventivi accordi con le Pro Loco coinvolte nei progetti e/o Interventi, ovvero – ove trattasi di territori sprovvisti di Pro Loco – con i Comuni interessati.
4)SCOPI
Gli scopi istituzionali della Pro Loco Dervio sono di promuovere in ogni forma e con ogni mezzo la conoscenza, la tutela, la valorizzazione, la fruizione in termini di conservazione delle realtà e delle potenzialità turistiche, naturalistiche, culturali, artistiche, storiche, sociali ed enogastronomiche del territorio in cui opera e della comunità che su di esso risiede, onde promuovere la crescita sociale. In via esplicativa e non esaustiva rientrano quindi nei compiti della Pro Loco Dervio:
a) svolgere opera di aggregazione delle persone e degli Enti che, a titolo volontaristico, condividono i principi, e le finalità dell’Associazione e intendono impegnarsi per la loro realizzazione;
b) svolgere e/o promuovere ricerche atte ad approfondire la conoscenza e latutela delle risorse del territorio della collettività insediatavi, diffondendone i risultati per una loro rispettosa fruizione;
c) fare opera di educazione e di formazione sui temi della storia, della geografia, delle usanze, delle tradizioni, dell’arte, della cultura locale, ivi compresa la collaborazione alla crescita di idonee professionalità;
d) organizzare manifestazioni in genere e, in particolare, convegni, incontri, fiere, escursioni e gare sportive a livello amatoriale, il tutto finalizzato alla promozione della comunità e del suo sviluppo sociale, incentivando la consapevolezza a partecipare alla vita collettiva;
f) operare per la diffusione delle problematiche ambientali e per la formazione di una specifica sensibilità, con particolare riferimento alle realtà locali; tali azioni saranno rivolte specialmente ai giovani in collaborazione anche con le istituzioni scolastiche;
g) sensibilizzare la collettività verso lo sviluppo e la crescita dell’attività turistica, rivolta sia all’ambito locale che alle realtà esterne, soprattutto in termini di qualità, attivandosi anche per l’istituzione di Uffici Informazioni e Accoglienza Turistica;
h) promuovere e partecipare ad azioni di tutela in ogni sede e in ogni grado, ivi comprese le sedi amministrative e giudiziarie.
5) SOCI
a) L’iscrizione alla Pro Loco è aperta a tutti i cittadini residenti nel Comune ed a coloro che, non residenti, operino per il raggiungimento delle finalità di cui al precedente punto 4).
b) Si distinguono in “Soci Onorari”, “Soci Fondatori”, “Soci Vitalizi”, “Soci Benemeriti’, “Soci Effettivi” e “Soci Aggregati”.
SOCI ONORARI
La qualifica di “Socio Onorario” può essere conferita a quelle persone eminenti nelle discipline ambientali, architettoniche, urbanistiche, mediche, giuridiche ed economiche cui la Pro Loco Dervio, su delibera del Consiglio di Amministrazione, crede conveniente tributare tale investitura.
Possono essere “Soci Onorari”:
Ø alte personalità, insigniti per pubblico riconoscimento;
Ø persone che abbiano reso segnalati servigi alla Pro Loco Dervio
I “Soci Onorari” sono esenti dal pagamento di qualsiasi contributo, non hanno voto deliberativo nelle Assemblee e non sono eleggibili a cariche sociali.
SOCI FONDATORI
La qualifica di “Socio Fondatore” viene acquisita da chi si è fattivamente adoperato per la costituzione dell’Associazione, partecipando alla costituzione dell’originario fondo di dotazione della stessa. I “Soci Fondatori” risultano nell’elenco generale del Soci.
SOCI VITALIZI
La qualifica di ” Socio Vitalizio” viene acquisita da chi, intervenendo per gli oneri dell’Associazione in unica e relativa consistente erogazione, non è soggetto a qualsiasi altra forma di contribuzione facendone parte vita natural durante. I “Soci Vitalizi” risultano nell’elenco del Soci.
SOCI BENEMERITI
La qualifica di “Socio Benemerito” viene acquisita da coloro che effettuano versamenti ritenuti di particolare rilevanza dal Consiglio di Amministrazione. I “Soci Benemeriti” risultano nell’elenco generale dei Soci.
SOCI EFFETTIVI
La qualifica di “Socio Effettivo” viene acquisita all’atto del normale versamento della quota associativa stabilita annualmente dall’Assemblea dei Soci su proposta del Consiglio di Amministrazione. Detta quota deve essere versata – pena la decadenza dell’iscrizione – entro 30 (trenta) giorni dalla richiesta d’iscrizione all’Associazione o, per i rituali rinnovi, entro il 31 marzo di ogni anno sociale.
SOCI AGGREGATI
Gli studenti universitari e gli studenti delle scuole medie superiori, anche se minorenni, possono essere ammessi come “Soci Aggregati” ove dimostrino interesse agli scopi della Pro Loco Dervio. Essi fanno parte dell’Associazione sotto la diretta responsabilità di un “Socio Effettivo” presentatore, non hanno diritto di voto nelle Assemblee e non pagano alcun contributo, salvo quelli stabiliti in quanto frequentatori di lezioni, seminari e simili.
a) L’adesione all’Associazione è a tempo indeterminato e non può essere disposta per un periodo temporaneo.
b) Chi intende aderire all’Associazione deve rivolgere espressa domanda al Consiglio di Amministrazione recante la dichiarazione di condividere le finalità che l’Associazione si ripropone e l’impegno di approvarne e osservarne lo Statuto e Regolamenti.
c) Entro 60 (sessanta) giorni dal loro ricevimento, il Consiglio di Amministrazione deve provvedere in ordine alle domande di ammissione; in assenza di un provvedimento di accoglimento della domanda entro il termine predetto, si. intende che essa è stata respinta. In caso di diniego espresso, il Consiglio di Amministrazione non è tenuto ad esplicitare le motivazioni di detto diniego.
d) Chiunque aderisca all’Associazione può in qualsiasi momento notificare la sua volontà di recedere dal novero dei partecipanti all’Associazione stessa; tale recesso ha efficacia dall’inizio del secondo mese successivo a quello nel quale il Consiglio di Amministrazione riceva la notifica della volontà di recesso.
e) In presenza di gravi motivi, oltre che per mancato o ritardato pagamento della quota associativa, il Socio può essere escluso con deliberazione del Consiglio di Amministrazione. L’esclusione ha effetto dal trentesimo giorno successivo alla notifica del provvedimento di esclusione, il quale deve contenere le motivazioni per le quali l’esclusione sia stata deliberata. Nel caso che l’escluso non condivida la ragione dell’esclusione, egli ha diritto di far riesaminare la sua posizione dall’Assemblea Generale dei Soci. In tal caso l’efficacia della deliberazione di esclusione è sospesa fino alla pronuncia dell’Assemblea.
f) L’appartenenza alla Pro Loco Dervio ha carattere libero e volontario, incompatibile quindi con qualsiasi forma di lavoro subordinato, e autonomo; le prestazioni fornite dal Soci sono gratuite, gli stessi sono tenuti al rispetto del presente Statuto e delle risoluzioni prese dagli organi rappresentativi secondo, le competenze statutarie, oltre che da un comportamento corretto sia nelle relazioni interne che con altri Soci che con terzi.
6) ORGANI DELL’ASSOCIAZIONE
Sono organi della Pro Loco Dervio:
Ø l’Assemblea del Soci
Ø il Presidente
Ø il Vice Presidente
Ø il Segretario
Ø l’Economo Cassiere
Ø il Consiglio di Amministrazione
Ø il Collegio Revisore dei Conti.
7) L’ASSEMBLEA DEI SOCI
a) L’Assemblea dei Soci, organo sovrano dell’Associazione, è composta da tutti gli aderenti alla Pro Loco Dervio risultanti in regola con il pagamento della quota associativa relativa all’anno in cui l’Assemblea viene convocata.
b) Hanno diritto di partecipare all’Assemblea, sia “ordinaria” che “straordinaria”, i Soci “Effettivi”, “Onorari”, “Fondatori”, “Vitalizi”, “Benemeriti” e “Aggregati”.
c) Hanno diritto di voto e ad essere eletti: i “Soci Effettivi” a condizione che all’atto della convocazione dell’Assemblea abbiano almeno 6 (sei) mesi di anzianità di iscrizione e abbiano compiuto iI 18° anno di età; i “Soci Fondatori”, i “Soci Vitalizi” ed i “Soci Benemeriti”. Anche per i “Soci Fondatori”, i “Soci Vitalizi” ed i “Soci Benemeriti” vale la condizione che abbiano compiuto il 18° anno di età.
d) L’Assemblea si riunisce almeno una volta l’anno, entro il 31 gennaio, per l’approvazione del bilancio consuntivo e del bilancio preventivo. Inoltre, sia in sede “ordinaria” che “straordinaria” è convocata dal Presidente ogni qualvolta ne ravvisa la necessità o quando ne è fatta richiesta motivata da almeno un decimo degli associati, ovvero da almeno la metà più uno dei Consiglieri in carica, ovvero ancora dal Collegio dei Revisori dei Conti.
e) In sede “ordinaria” l’Assemblea è regolarmente costituita – in prima convocazione – con la presenza di almeno la metà più uno dei Soci aventi diritto di voto; in seconda convocazione, da tenersi almeno un’ora dopo, è valida qualunque sia il numero degli aventi diritto di voto. Sia in prima convocazione che in seconda convocazione, l’Assemblea delibera a maggioranza di voti.
f) In sede “straordinaria” l’Assemblea è regolarmente costituita – in prima convocazione – con la presenza di almeno la metà più uno dei Soci aventi diritto di voto e delibera a maggioranza di voti; in seconda convocazione, da tenersi almeno un’ora dopo, è valida la presenza di almeno un terzo dei Soci aventi diritto di voto e delibera con la metà più uno dei voti espressi.
g) Sono ammesse deleghe di voto da conferirsi per iscritto esclusivamente ad altro Socio; è vietato il cumulo delle deleghe nel numero superiore a due e non sono ammessi voti per corrispondenza.
h) Normalmente l’Assemblea vota per alzata di mano; su decisione del presidente e per argomenti dl particolare importanza, la votazione può essere effettuata a scrutinio segreto. In tal caso il Presidente può scegliere tre scrutatori tra i presenti.
i) All’Assemblea spettano i seguenti compiti:
Ø in sede “ordinaria” provvedere alla nomina del Consiglio di Amministrazione, e del Collegio dei Revisori dei Conti, ivi compresi quelli supplenti;
· fissare, su proposta del Consiglio di Amministrazione, l’entità delle annuali quote associative;
·delineare gli indirizzi generali dell’attività dell’Associazione;
· approvare i regolamenti che disciplinano lo svolgimento dell’attività dell’Associazione;
· deliberare sull’eventuale destinazione di utili o avanzi di gestione comunque denominati, nonché di fondi, riserve o capitale durante la vita dell’Associazione stessa, qualora ciò sia consentito dalla legge e dal presente Statuto;
· deliberare sui bilanci consuntivi e preventivi;
· deliberare ogni altro argomento di carattere ordinario sottoposto alla sua approvazione dal Consiglio di Amministrazione;
Ø in sede “straordinaria”
· deliberare sulle modifiche del presente Statuto;
· deliberare sullo scioglimento e la liquidazione dell’Associazione e la devoluzione del suo patrimonio;
· deliberare ogni altro argomento di carattere straordinario sottoposto alla sua approvazione dal Consiglio di Amministrazione.
j) Sia l’Assemblea “Ordinaria” quanto quella “Straordinaria” è convocata con un preavviso di almeno 20 (venti) giorni, mediante invito da inviarsi a tutti i Soci a mezzo del normale servizio postale: In caso di comprovata urgenza, il termine ai preavviso può essere ridotto a 10 (dieci) giorni.
k) Delle riunioni assembleari viene redatto verbale, debitamente firmato dal Presidente e dal Segretario, ed eventualmente dagli scrutatori qualora vi siano state votazioni a scrutinio segreto.
l) Le delibere assembleari saranno rese note a tutti gli associati previa affissione nella Sede Sociale.
8 ) IL PRESIDENTE
a) Il Presidente, eletto dal Consiglio di Amministrazione nel suo seno, rappresenta legalmente la Pro Loco Dervio di fronte a terzi e anche in giudizio. Dura in carica 4 (quattro) anni ed è rieleggibile. Su deliberazione del Consiglio di Amministrazione, conferisce sia a Soci che a terzi procure speciali o ad negotia per determinati atti o categorie di atti.
b) In caso di delega, assenza o impedimento è sostituito dal Vice Presidente o, in sua assenza o impedimento anche di quest’ultimo, dal Consigliere più anziano di associazione.
c) Al Presidente, sulla base delle direttive emanate dal Consiglio di Amministrazione, al quale comunque riferisce circa l’attività compiuta, compete l’ordinaria amministrazione dell’Associazione; in casi eccezionali di necessità e urgenza, il Presidente può anche compiere atti di straordinaria amministrazione, ma in tal caso deve contestualmente convocare il Consiglio di Amministrazione per la notifica del suo operato.
d) Il Presidente convoca e presiede l’Assemblea ed il Consiglio di Amministrazione, ne cura l’esecuzione delle relative deliberazioni, sorveglia sul buon andamento amministrativo dell’Associazione, verifica l’osservanza dello Statuto e dei Regolamenti, ne promuove la riforma ove se ne presenti la necessità.
e) Il Presidente cura la predisposizione del bilancio consuntivo e preventivo da sottoporre per l’approvazione al Consiglio di Amministrazione e poi all’Assemblea dei Soci, corredando detta documentazione di Idonee relazioni.
f) Ove in corso di mandato intenda rinunciare al proprio incarico dovrà darne – per iscritto – tempestiva comunicazione al Consiglio di Amministrazione competente ad esprimersi – a maggioranza – circa l’accettazione o meno. Detta rinuncia ha comunque effetto solo dopo l’ufficiale nomina del subentrante da parte dell’Assemblea dei Soci.
g) Pertanto, sino ad avvenuto avvicendamento e conseguente regolare consegna a mani del subentrato di tutta la documentazione sociale nonché di un rendiconto delle operazioni economico-finanziarie compiute nella frazione di esercizio di competenza, il Presidente dimissionario continuerà ad assolvere a tutte le incombenze di ordinaria amministrazione.
9) IL VICE PRESIDENTE
Il Vice Presidente, eletto dal Consiglio di Amministrazione nel suo seno, sostituisce il Presidente in ogni sua attribuzione ogni qualvolta questi sia impedito all’esercizio delle proprie funzioni. II solo intervento del Vice Presidente costituisce per i terzi prova dell’impedimento del Presidente.
10)IL SEGRETARIO
Il Segretario, eletto dal Consiglio di Amministrazione nel suo seno, svolge la funzione di verbalizzazione delle adunanze dell’Assemblea e del Consiglio di Amministrazione; coadiuva il Presidente ed il Consiglio di Amministrazione nell’espletamento delle attività esecutive che si rendano necessarie o opportune per il funzionamento dell’amministrazione dell’Associazione. Cura la tenuta del libro verbali dell’Assemblea, del Consiglio di Amministrazione, nonché del libro degli aderenti all’Associazione.
11)L’ECONOMO CASSIERE
L’Economo Cassiere, eletto dal Consiglio di Amministrazione nel suo seno, cura la gestione della cassa dell’Associazione e ne tiene la contabilità, effettua le relative verifiche, controlla la tenuta dei libri contabili, predispone – dal punto di vista contabile – il bilancio consuntivo e quello preventivo accompagnandoli con idonee relazioni contabili.
12)IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
a) La Pro Loco Dervio è amministrata da un Consiglio di Amministrazione composto, a scelta dell’Assemblea su proposta della stesso Consiglio di Amministrazione, da un minimo di 12 a un massimo di 20 membri, compreso il Presidente.
b) Dura in carica 4 (quattro) anni; i Consiglieri sono rieleggibili e da tale nomina non consegue alcun compenso, salvo il rimborso delle spese documentate per ragioni dell’ufficio ricoperto.
c) In caso di dimissioni o decesso di un membro del Consiglio di Amministrazione subentra il Socio che nell’ultima Assemblea elettiva ha riportato il maggior numero di voti. Nel caso di due o più Socl a parità di voti la scelta cadrà sul Socio che vanta maggiore anzianità di iscrizione all’Associazione. In mancanza di questo, il Consiglio di Amministrazione provvederà a cooptare un nuovo membro sottoponendo la decisione a ratifica della successiva Assemblea Ordinaria.
d) Il Consiglio di Amministrazione si riunisce, con sedute pubbliche e sempre in unica convocazione con la presenza di almeno la metà più uno dei facenti parte, possibilmente una volta al mese e comunque ogni qualvolta il Presidente lo ritenga necessario o quando lo richieda almeno un terzo dei componenti il Consiglio stesso.
e) Per quanto concerne le modalità per la convocazione del Consiglio, salvo che non sia prevista una determinata periodicità, si provvederà a darne avviso ai diretti interessati – con congruo anticipo – a mezzo del normale servizio postale.
f) Le sedute e le deliberazioni del Consiglio di Amministrazione sono fatte constare dal processo verbale sottoscritto dal Presidente e dal Segretario che lo redige.
13) IL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI
a) Eletti dall’Assemblea e scelti anche tra i non Soci, il Collegio dei Revisori dei Conti si compone di 3 (tre) membri effettivi e di 2 (due) supplenti (questi ultimi subentrano in ogni caso di cessazione di un membro effettivo).
b) Nella seduta di insediamento, indetta dal Presidente della Pro Loco, il Collegio elegge nel suo seno il proprio Presidente.
c) Vigila sull’andamento della gestione economico-finanziaria dell’Associazione.
d) Esegue, anche da parte di singoli suoi membri, verifiche di cassa e contabili individuando tipi, destinatari e documenti giustificativi della spesa, nonché eventuali scostamenti dal budgets approvati.
e) Con apposite relazioni collegiali, riferisce al Consiglio di Amministrazione almeno in sede di approvazione dei bilanci.
f) Cura la tenuta del libro delle adunanze del Collegio stesso, partecipa di diritto alle adunanze dell’Assemblea e del Consiglio di Amministrazione con facoltà di parola ma senza diritto di voto.
g) L’incarico di Revisore dei Conti è incompatibile con la carica di Consigliere.
h) Per la durata in carica, la rieleggibilità e il compenso valgono le norme dettate nel presente Statuto per i membri del Consiglio di Amministrazione.
14) PATRIMONIO ED ENTRATE DELL’ASSOCIAZIONE
a) Il patrimonio della Pro Loco Dervio è costituito dai beni mobili e immobili che pervengono all’Associazione a qualsiasi titolo, dagli avanzi netti di gestione, dal ricavato dell’organizzazione di raccolte pubbliche di fondi effettuate occasionalmente.
b) La Pro Loco Dervio trae le risorse economiche per il suo funzionamento e per lo svolgimento della sua attività:
Ø dalle quote associative annualmente stabilite e/o dai contributi straordinari degli associati;
Ø dai contributi dei privati;
Ø dai contributi dello Stato, di Enti o di Istituzioni pubbliche;
Ø dai contributi di organismi internazionali;
Ø dai rimborsi derivanti da convenzioni;
Ø da entrate derivanti da attività commerciali e produttive marginali.
e) Fermo restando che l’adesione alla Pro Loco Dervio non comporta obblighi di finanziamento o di esborsi ulteriori rispetto alla prevista quota annua, è comunque facoltà dei Soci elargire contributi straordinari finalizzati alla realizzazione di eventuali particolari iniziative che richiedono disponibilità eccedenti quelle del bilancio ordinario.
f) Le quote associative e le elargizioni di cui al precedente punto b), ad eccezione dei trasferimenti a causa di morte, sono intrasmissibili, non rivalutabili ed a fondo perduto; in nessun caso, e quindi nemmeno in caso di scioglimento dell’Associazione ne di estinzione, di recesso o di esclusione dall’Associazione stessa, può pertanto farsi luogo alla ripetizione di quanto versato.
g) Il versamento non crea altri diritti di partecipazione e, segnatamente, non crea quote indivise di partecipazione trasmissibili a terzi, né successione a titolo particolare né per successione a titolo universale.
15) BILANCIO CONSUNTIVO E PREVENTIVO
a) Gli esercizi della Pro Loco Dervio chiudono il 31 dicembre di ogni anno.
b) In tempo utile, comunque nei termini previsti dal precedente art. 7 – lett.
c) il Consiglio di Amministrazione è convocato per la predisposizione del bilancio consuntivo dell’esercizio precedente e del bilancio preventivo del successivo esercizio, da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea.
d) I bilanci, dai quali devono risultare i beni, i contributi e i lasciti ricevuti, debbono restare depositati presso la Sede dell’Associazione nei 15 (quindici) giorni che precedono l’Assemblea convocata per la loro approvazione, a disposizione di tutti coloro che abbiano motivato interesse alla loro lettura.
16) AVANZI DI GESTIONE
a) All’Associazione è vietato distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione comunque denominati, nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’Associazione stessa, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge.
b) L’Associazione ha l’obbligo di impiegare gli utili o gli avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali ovvero di qualunque altra attività eventualmente esercitata.
17) SCIOGLIMENTO E LIQUIDAZIONE
a) Lo scioglimento della Pro Loco Dervio non potrà essere pronunciato che dall’Assemblea Straordinaria dei Soci che delibera – in prima convocazione –
b) con la metà più uno dei Soci aventi diritto di voto e a maggioranza di voti; in seconda convocazione – trascorsa un’ora – con la presenza di almeno un terzo dei Soci aventi diritto di voto e la metà più uno dei voti espressi.
c) I beni acquisiti dall’Associazione con il concorso finanziario specifico e prevalentemente della Regione o di altro Ente Pubblico sono devoluti ad altra Associazione avente gli stessi fini, ovvero all’ente od organismo turistico eventualmente subentrante o – in difetto – alla civica Amministrazione Comunale.
18) REGOLAMENTO INTERNO
Particolari norme di funzionamento e di esecuzione del presente Statuto
verranno disposte con regolamento Interno da elaborarsi a cura del Consiglio di Amministrazione ed approvato dall’Assemblea dei Soci.
19) RINVIO
Per tutto quanto non espressamente previsto dal presente Statuto si fa rinvioalle norme di legge e ai principi dell’ordinamento giuridico italiano.
Dervio: Corenno Plinio
Il Castello
Introduzione
Il castello di Corenno costituisce uno dei migliori esempi di fortificazione dello scacchiere lariano. Nonostante abbia subito vari assedi e assalti lungo i secoli, si caratterizza rispetto ad altri per il discreto grado di conservazione. Si tratta di un tipico castello-recinto a pianta irregolare, tendenzialmente quadrata, interamente costruito in pietra. Vi si accede dall’ingresso verso meridione protetto da una torre quadrata del tipo a vela. Presenta sul lato a monte un’altra torre quadrata più tozza con funzioni di avvistamento, di segnalazione di pericolo e di difesa.
Il castello-fortificazione di Corenno è semplicemente una recinzione per l’estrema difesa della comunità e dei suoi beni più preziosi in caso di scorrerie, guerre e incursioni di popolazioni nemiche. In esso vi trovavano rifugio e protezione dai saccheggi la popolazione, il bestiame ed i generi di sopravvivenza della comunità. Il suo precedente storico è il castrum romano: cinta munita di torri dove si rifugia la popolazione civile in caso di attacco esterno. È spesso il risultato finale di due eventi edilizi non sempre contemporanei: la cortina muraria e le torri di avvistamento.
La posizione
La fortificazione di Corenno era considerata di grande importanza strategica per la difesa del milanese sia dal primo terziere della Valtellina sia della Val Chiavenna. Infatti, sulla strada che dal Trivio porta alla Valsassina non ci sono castelli medioevali di difesa se si eccettua le torri di avvistamento di Fontanedo a monte di Colico. Da Corenno partiva anche una strada che si inerpicava per salire a Vestreno, passando per il castello di Orezia.
Le mura
L’area della fortificazione racchiusa nelle mura è modesta in quanto proporzionata al numero di abitanti del piccolo borgo. La muratura di recinzione, chiamata anche “cortina”, poggia in molte parti direttamente sulla roccia ed è coronata da merli a coda di rondine. Il fatto di avere i merli di tale fattura, non significa che Corenno fosse un comune ghibellino, i merli esistevano già prima della nascita delle irriducibili fazioni di parte. La muraglia presenta sottili e lunghe feritoie verticali per l’uso di balestre e dalle sue sommità e dalle torri potevano essere lanciati ogni sorta di proiettili sugli assedianti.
Il sistema costruttivo è accurato e nel contempo robusto. Un dato è certo: l’edificio mostra differenti tecniche e materiali lapidei nelle tessiture murarie a testimonianza di un’evoluzione costruttiva nel corso del tempo. Interessanti le rare parti con pietre a spina di pesce, che si ritrovano simultaneamente nel muro esterno della sagrestia della chiesa prepositurale di Dervio (lato nord), nel Castelvedro sopra Dervio e in mura medioevali fra le case di Castello (D. Acerboni). Questa è una tecnica muraria capace di usare pietre anche piccole non lavorate sulle facce denominata opus gallicum. Nella fortificazione si è fatto anche largo uso del sistema costruttivo “opus quadratum”: blocchi di pietra squadrati a forma di parallelepipedi ed usati particolarmente per la formazione degli spigoli. Questo sistema si adattava perfettamente agli edifici di pianta geometricamente regolare e generava nel contempo una perfetta stabilità ed una emotività estetica data dall’armonia delle linee strutturali orizzontali e verticali. (cfr. approf. 1.)
Le due torri
Verso il Lario, a protezione dell’ingresso, svetta una torre a vela che si contrappone alla torre massiccia di pianta quadrata sita a monte. Questa possente torre quadrangolare che insiste su uno sperone roccioso non è immorsata al resto dell’edificio. Ciò denota palesemente che non è coeva delle mura. Alcuni studiosi come Luigi Mario Belloni[1] sostengono che sia anteriore alle attuali mura e che sia un avanzo della fortificazione del borgo di epoca comunale inglobata nella fortificazione signorile trecentesca. Fonda questa affermazione sul fatto che la sua altezza fu certamente ridotta quando le furono sovrapposte i merli e che la tipologia della muratura e le piccole finestre quadrate disassate, una per lato che vi si aprono a circa metà altezza, denotano chiaramente questa anteriorità. Anche altri studiosi[2] affermano che la torre sia anteriore all’attuale cortina muraria e la fanno risalire al secolo XI. La presenza di ampie aperture quadrangolari per postazioni di arcieri con arco e la mancanza di feritoie strette per le balestre potrebbe far propendere per una sua anteriorità rispetto alle attuali mura. Non mancano però altri studiosi che affermano che sia posteriore all’attuale cortina muraria. Per la sua ubicazione ha svolto la funzione di avvistamento e difesa dalle soldataglie provenienti da nord che attraverso la mulattiera che sale in Valvarrone passavano in Valsassina per scendere a Lecco e proseguire verso la pianura.
La torre a valle, pure merlata e tangente all’ingresso, è coeva alle mura di cinta perché presenta lo stesso sistema costruttivo ed è immorsata alla struttura laterale della muratura. La torre è stata costruita a difesa dagli attacchi provenienti dal lago, per l’avvistamento e la comunicazione su ampia zona lacustre, in modo particolare con la torre del castello-recinto di Rezzonico. L’entrata a cui si accede salendo una breve pendenza a gradini, è costituita da un gran portone ad arco tondo sormontato da uno stemma in marmo bianco dei conti Andreani.
Finalità della fortificazione
La fortificazione di Corenno era analoga a quella di Bellano andata distrutta e più volte citata nel poema anonimo sulla guerra decennale tra Milano e Como tra 1118-1127. Nello scacchiere orientale del Lario sorgevano similari difese a Lierna e a Mandello del Lario, mentre in quello occidentale a Gravedona, Bellagio e Menaggio. A Lierna il castello si ergeva sulla penisoletta chiamata ancor oggi “Castello”. Mandello invece possedeva una grossa torre a lago cinta da mura e fossato che ancora nel settecento era destinata alla sede della Pretura.
La scelta a Corenno di una fortificazione isolata a fianco dell’abitato invece di mura che circondano tutto il borgo si deve soprattutto a motivi economici e strategici. Infatti il perimetro del castello-recinto era molto inferiore a quello dell’abitato per cui richiedeva di minor tempo e materiali per edificarlo. Questo tipo di fortificazione consentiva il salvataggio delle persone e degli animali a discapito delle casupole e dei pochi beni abbandonati perché gli eserciti di passaggio depredavano i borghi e le coltivazioni, ma non avevano interesse ad uccidere gli abitanti. Spesso al saccheggio dell’abitato seguiva l’incendio: in questo caso, il fumo e le fiamme sarebbero rimaste lontano dal fortilizio. Le case del borgo, se vicine alle mura, sarebbero servite al nemico per assaltare il fortilizio o per difendersi. Il castello recinto era più facile da controllare a vista onde evitare tradimenti o penetrazioni occulte. Inoltre, sorgendo fuori dall’abitato, poteva svolgere la funzione di controllo delle vie di comunicazione e segnalare il pericolo incombente. In un certo senso il castello-recinto è una cassaforte d’emergenza per gli abitanti, il bestiame, le derrate alimentari al servizio della comunità.
A completare la difesa del borgo dove ora corre la strada provinciale vi era un fossato con acqua come segnalano anche gli Statuti Medioevali del 1389. Questo vallo è stato riempito nel 1830 quando venne costruita dagli austriaci la strada militare dello Stelvio fino a Milano. Inoltre, ancora nel 1860, esistevano, all’angolo del palazzo degli Andreani, i cardini della porta che chiudeva il borgo e la mensola di sostegno dell’arco che la sovrasta
Anche le strette e ripide scalinate scavate direttamente nella roccia su cui è adagiato tutto il paese che scendono al lago, anticamente dette callogge, in caso di pericolo venivano chiuse da porte di cui rimangono tracce. A difesa di eventuali attacchi esistevano agli incroci delle vie alcune porte massicce da chiudere in caso di necessità. È ancora visibile qualche loro cardine
La datazione
La Zecchinelli fa risalire il manufatto al XIV secolo anche se si può ipotizzare che, almeno le mura, risalgano al secolo precedente in quanto dovevano giocoforza, esistere o in corso di costruzione quando il castello venne infeudato a Fossato Andreani nel 1271 dall’arcivescovo di Milano Ottone Visconti. Negli atti di un convegno sulle fortificazioni del lago di Como, tenutosi a Varenna nel maggio del 1970, anche Carlo Perogalli presenta la struttura di Corenno come “castello-recinto attribuibile al XIV secolo.
Roberto Pozzi
Approfondimenti
Il sistema costruttivo delle fortificazioni
Il termine “Castello”
Indagine Archelogica dell’Area
Dervio: Corenno Plinio
Inquadramento Storico
Il periodo tra la fine Duecento e il Trecento, è il più glorioso della storia di Corenno e di tutti i comuni della Riviera, e in genere di tutta la Lombardia e dell’Italia settentrionale. È il secolo di Dante, Petrarca, Boccaccio e Giotto. È infatti in questo periodo che giungono a maturazione l’identità sociale, il senso di appartenenza collettivo, la memoria comunitaria, e, soprattutto la fiducia nelle istituzioni che caratterizzano questa parte d’Italia e che spiegano lo sviluppo e il progresso successivo fino ai nostri giorni. Allora non esisteva l’idea di nazione, che verrà imposta solo successivamente per interesse delle classi dirigenti. Esisteva la comunità locale autonoma con:
- le istituzioni, (il Consiglio comunale), le leggi (gli Statuti), e l’amministrazione della giustizia che parte dall’obbligo per tutti gli abitanti di denuncia dei reati
- le proprietà comunitarie: terreni, boschi, rive e lago
- gli edifici comunitari: la casa della giustizia, la chiesa, i moli, le strade, le fontane, il lavatoio
- il lavoro comunitario come la soccida, la vendemmia, il mantenimento del molo e delle strade, e probabilmente, la latteria comune nell’alpeggio
- la difesa collettiva con il castello recinto e i portoni che chiudevano le vie d’accesso al borgo dal lago.
- gli obblighi/impegni religiosi: il riposo festivo dal sabato sera, la partecipazione ai funerali e ai riti delle rogazioni, l’attività giornaliera scandita dal suono della campana e dal calendario strutturato sulle feste religiose.
- I servizi pubblici appaltati come il trasporto sul lago, con tariffe stabilite dalla comunità. Qui è da notare un’attenzione sociale o welfare, in caso di funerali e matrimonio il servizio era gratuito.
I segni e i simboli del borgo medioevale sono oggi visibili nella chiesa e nella raffigurazione dei santi, cioè il collante simbolico religioso e nelle fortificazioni, il collante civile-simbolico della comunità.
La chiesa conserva l’affresco quale segno di identificazione legato al patrono, alla confraternita con il suo santo protettore, come i club sportivi di oggi. La gente si definisce come devota di san Rocco, di san Sebastiano o di sant’Apollonia. Il santo diventa l’occasione della festa e della celebrazione e un punto di riferimento nei momenti di crisi. Per questo si fanno i voti collettivi e le processioni comunitarie per impetrare, per esempio, l’acqua per le coltivazioni oppure l’allontanamento della peste.
Chiesa e fortificazioni fanno riferimento alle due anime che hanno costituito la storia del Medioevo locale. Esse diventano i simboli di questa rete di sostegno che garantisce la convivenza civile e disciplina i rapporti sociali definendo diritti e doveri dei cittadini e delle famiglie, prima ancora della loro incolumità fisica. Vita religiosa e vita civile si intrecciano: per motivi religiosi si facevano anche le guerre (basti pensare alla famosa Guerra decennale tra Milano e Como dal 1118 al 1127 che scoppia anche per dissensi religiosi), ma anche per motivi politici si erigono le chiese o si consacrano a un certo santo (la prova è la chiesa a S. Tommaso Becket dedicata proprio a lui perché si era opposto al re Enrico II, nemico del papa).
Sono in molti oggi a riconoscere che alla base del maggior sviluppo delle regioni del Centro Nord ci sia la maggior dotazione di risorse di capitale sociale che comincia a costituirsi in questi secoli. Per capitale sociale si intende la fiducia, le norme che regolano la convivenza, le reti di associazionismo che facilitano la cooperazione spontanea. Questo capitale sociale è una risorsa che innesca il processo di sviluppo economico di una comunità, che forte della sua identità, si apre allo scambio con le comunità vicine e lontane.
È interessante ripercorrere lo statuto del 300/400 per evidenziare questo aspetto, cioè la fiducia nelle persone e nelle istituzioni e la collaborazione tra tutti i cittadini come base della comunità.
Gli aspetti economici e culturali
Sfogliando lo Statuto del comune di Dervio e di Corenno del 1389 e gli atti notarili di questo periodo, ci si rende conto del discreto sviluppo economico e culturale di queste piccole comunità: non si trattava più un’economia di sussistenza, ma una moderna economia fondata sull’agricoltura, sull’allevamento, sullo sfruttamento del bosco, sulla pesca, sulla caccia e sull’artigianato e sul commercio.
Un aspetto importante della vita della comunità era l’appalto dei beni comunitari a beneficio del Comune: il lago per la pesca, il bosco per il legname, le tense per la caccia agli uccelli, il trasporto pubblico sul lago e alcune cariche e servizi pubblici. È sufficiente scorrere l’elenco delle merci che erano imbarcate nei cinque moli tra Dervio e Corenno per comprendere la solidità di questa economia. Si commerciavano bestie di ogni tipo (cavalli, mucche, volpi, pecore, pollame, sparvieri), cereali, (frumento, segale, miglio, panico), legumi, castagne, noci, nocciole, lino, canapa e lana. Per i metalli si parla di stagno, di ferro, di rame; di carbone ottenuto con la legna, di mattoni, legnami, piode.
Oltre a queste materie prime vi erano i manufatti dell’artigianato: stoffe di lino, di fustagno, di lana, vino, olio, miele, prodotti lattei e pelli.
Roberto Pozzi
Sulle Orme del Viandante 2011 – le foto





