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"Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra, e un'ampia costiera dall'altra parte......" (da I Promessi Sposi)

Il sito web che raggruppa tutte le Pro Loco della riva Orientale del Lago di Como

DERVIO – MONUMENTI

martedì, Novembre 1, 2011 @ 04:11 PM
aggiunto da Dervio

Corenno Plinio
Corenno Plinio - panorama dal lagoFrazione del Comune di Dervio, si trova sulla sponda orientale del Lario ai piedi del monte Legnoncino, adagiato su una balsa rocciosa, in posizione dominante sul centro lago.
Fin dai primi documenti medioevali il borgo è denominato Corenno o Coreno: l’origine del toponimo è ignota, probabilmente celtica, anche se in passato gli Umanisti hanno voluto scorgere la radice greca corintum, pensando ai coloni greci inviati da Giulio Cesare sul lago.
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Castello di Dervio
Su uno sperone di roccia che domina la piana di Dervio, è ben visibile la torre del Castello di Orezia, anche se sarebbe più esatto chiamarlo mastio, dato che la fortificazione attorno alla torre era data dalle mura degli edifici circostanti.
Non si conosce l’origine del nome di Orezia, ma con tale nome la località era già citata alla fine del ’200 insieme alla vicina Chiesa di san Leonardo (In plebe deruio loco castrum goleza ecclesia sancti leonardi [2]). Nei documenti latini il nome aveva alcune varianti: orezia, oretia, horetia, holetia, olletia.
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Castelvedro
Dorio - CastelvedroIn località Mai (detta ad Mayum già nel ‘400), in posizione dominante su Dervio e il Lago di Como, sono ancora visibili i resti di un antico recinto (V-VI sec.).
Viene considerato parte del sistema di difesa creato sulle sponde del Lario a causa delle scorrerie di barbari dalla Rezia: tramite numerosi castelli, erano trasmesse segnalazioni da Colico a Como o a Lecco.
La fortificazione già all’epoca dello Statuto era considerata antica: in un atto di vendita del 1405 è indicato un bosco con molte piante di castagno posto ad castrum vetus. La storpiatura di questa dizione latina portò al nome di Castelvedro.
Si stima che coprisse circa 1500 metri quadrati, con a sud una muratura arrotondata, base di una torre da avvistamento. In alcuni tratti sono ancora visibili murature alte anche 4 metri.

Chiesa SS Pietro e Paolo
Dorio -  Chiesa SS Pietro e PaoloLa Chiesa dedicata agli apostoli Pietro e Paolo si trova nel Borgo di Dervio proprio di fronte alle sponde del lago di Como. La parrocchia risale al XI secolo, anche se la primitiva costruzione potrebbe risalire al VI secolo.
L’edificio attuale, di epoca romanica, è una basilica composta da tre navate e cinque campate, con tre absidi. Attorno al 1665 fu rinnovato l’altare della Madonna del Rosario, fu inserita la vasca battesimale e un confessionale entrambi in marmo nero.
All’esterno della chiesa rimangono tracce degli archetti e delle tre monofore a doppia strombatura; nel sopralzo è incisa la data 1613.
Le forme romaniche sono ancora evidenti nel campanile e nella cella campanaria.
Ai lati dell’altare si trovano due grandi tele del ‘600, opera dei pittori bergamaschi Giovanni e Francesco Cavagna, i quadri rappresentano il martirio di San Pietro e la conversione di San Paolo.
Di particolare pregio e interesse, il pulpito di legno intagliato e dorato, molto simile a quello che si trova nella chiesa di San Giacomo a Bellagio.
Nel 1670 e 1672 le famiglie Rubini e De Magni ottennero dalla Curia, il permesso di sepoltura in chiesa, furono predisposte solo semplici lapidi ancora visibili nelle navate laterali.
Riconducibile all’ XVI secolo la statua della Madonna col bambino.

Chiesa dei SS Quirico e Giuditta
Dervio - Chiesa SS Quirico e GiudittaCostruita a Dervio ai piedi della montagna sulla riva sinistra del Varrone, è dedicato ai due martiri del IV secolo ed è delle chiese più antiche della zona tanto che è menzionata in documenti risalenti all’anno 814.
L’interno presenta l’altare in marmo rosso di Varenna ed una pala del Settecento raffigurante il martirio dei due Santi.
Il campanile è di origine romanica (XI-XII secolo) ed è arricchito alla sommità da un piano di bifore, con un tipo di architettura non usuale per la zona lariana, attribuito al XI sec. e perfettamente conservato.
La Chiesa è stata dichiarata monumento nazionale per il pregevole campanile, fu invece ingrandita e trasformata successivamente e venne riconsacrata il 3 luglio 1628 dal vescovo di Bobbio, delegato dal Cardinale.
Normalmente viene associato alla presenza dei Franchi, dato che le parrocchie e le chiese della diocesi di Milano dedicate a questi santi sono concentrate sull’antica via francigena. A Dervio i santi Quirico e Giulitta erano festeggiati il 16 luglio; non si hanno informazioni precise sulla loro storia, ma circolò a lungo una leggenda che vedeva Quirico come un bambino di 3 anni e Giulitta come sua madre, martirizzati per non aver rinnegato la fede cristiana. Questa storia si ritrova anche nell’immagine presso l’altare della Chiesa: in primo piano S. Quirico e Giulitta come figlio e madre; alle loro spalle san Sebastiano e san Rocco.

Tomba di Avello
PDervio - Tomba di Avellooco discosta dalla strada che da Villa porta al Castello, venne rinvenuta nel 1968 una tomba scavata in una roccia affiorante dal terreno.
A questa antica testimonianza è stata falsamente attribuita una origine celtica, ma è da ritenersi di epoca successiva, tardo-romana o barbarica (attorno al V sec.).
E’ disposta tendenzialmente in direzione nord-sud (circa 10° verso est la parte settentrionale) con un bordo di circa 8-10 cm.
Non esiste più il coperchio, probabilmente rimosso da molto tempo.
Si notano sette incisioni di coppelle presso la parte meridionale.


Dorio: Monumenti e Luoghi

 

DERVIO – STORIA

martedì, Novembre 1, 2011 @ 04:11 PM
aggiunto da Dervio

Coordinate: 46°04′00″N 9°18′00″E
Altitudine: 220 m s.l.m.
Superficie: 11 km²
Abitanti: 2.774[1] (31-12-2010)
Densità: 252,18 ab./km²
Frazioni: Corenno Plinio
Comuni confinanti: Bellano, Cremia (CO), Dorio, Introzzo, Pianello del Lario (CO), San Siro (CO), Sueglio, Tremenico, Vendrogno, Vestreno

CENNI STORICI
Alle origini la nostra terra era abitata da piccoli nuclei di capanne adibite a riparo per i popoli nomadi, inizialmente i liguri e poi quelli di origine celtica, che si muovevano alla ricerca di fonti naturali di sopravvivenza, finché non decisero di fermarsi fondando dei villaggi (gau).
Ciò è testimoniato dai ritrovamenti a Dorio di un “Paalstab” (scure) dell’età del bronzo, conservato nel museo di Como e dei “massi cupelliformi” riconducibili ai popoli celti.
In seguito con la conquista romana nel II secolo a. C. si andò sviluppando una civiltà abbastanza evoluta detta gallo-romana, i cui centri di comando divennero “pagi” innestandosi nella costituzione giuridica dello stato romano. Successivamente i romani fortificarono i passaggi obbligati delle valli, tra cui si poteva comunicare con segnalazioni a vista, speculari di giorno e con fuochi la notte. Si ritiene risalgano a questo periodo imperiale (V-VI sec. d.C.) il “Castelvedro” in località Mai di Dervio, come il castello di Vezio e quello di Esino. Dopo la caduta dell’impero, le migrazioni barbariche dei Goti e dei Longobardi rafforzarono il sistema difensivo romano e la diffusione del cristianesimo trasformò poi in “pievi” gli antichi centri di comando, tra cui quella di Dervio sottoposta alla chiesa di Milano. I Longobardi avviarono la politica feudale che ebbe poi il suo pieno sviluppo sotto i Franchi, le terre della Valvarrone e Valsassina appartennero ai conti di Lecco finché la politica degli imperatori tedeschi (Ottoni) cominciò a contrastare lo strapotere dei feudatari con la concessione dei feudi ai vescovi.
Attorno all’anno Mille il territorio divenne diritto dell’arcivescovo di Milano. Fu poi teatro della guerra contro le “tre pievi” (Dongo, Gravedona e Sorico) e quella decennale tra Como e Milano con numerose battaglie navali sul lago. Nel Medioevo Dervio e Corenno assunsero il titolo di “borgo”, in quanto cinte da mura e rette come liberi comuni.
Negli anni 1384-1389 vennero redatti gli Statuti di Dervio, che dettavano regole precise sulla vita civile e sociale; questo documento tuttora esistente è stato tradotto in italiano e pubblicato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Dervio. La comunità di Dervio era allora composta anche dalle terre di Corenno, Dorio, Introzzo, Sueglio, Tremenico e Vestreno, ma risulta che i paesi della Valvarrone si separarono a partire almeno dal 1367. Nel 1410 Dorio e nel 1520 Corenno si separarono da Dervio, poi ritornarono a farne parte nel 1928, ma Dorio si staccò nuovamente nel 1950.
Agli arcivescovi seguirono i Ducati milanesi dei Visconti e degli Sforza, fino alla dominazione spagnola che portò ad un periodo di decadenza. La tranquillità della vita quotidiana era spesso infranta dalle scorrerie di eserciti delle grandi potenze, che transitavano sul territorio avendo come salario il diritto di saccheggio. Due nomi sono rimasti famosi: il Medeghino (1530-1532), che percorreva con la sua flotta le acque del lago razziando ovunque e rifugiandosi poi nell’imprendibile castello di Musso, ed i Lanzichenecchi (1629), che lasciarono dietro di loro la tragica peste ricordata da Manzoni ne “I Promessi Sposi” e che a Dorio fece una strage portando gli abitanti da 300 a 84; le ricorrenti epidemie di peste sono testimoniate dalla chiesetta di Santa Cecilia di Dervio che fu utilizzata come lazzaretto.
Con la successiva dominazione austriaca fiorì l’industria del ferro e lo sfruttamento delle miniere dell’alto Varrone portò lo sviluppo industriale in un’economia fondata sull’agricoltura. Nacquero a Dervio industrie come la “Redaelli”, quattro cartiere all’avanguardia, cantieri nautici e laboratori artigiani, in Valvarrone le cave minerarie, a Dorio la filanda (1840-42), che assorbivano manodopera anche dai paesi circostanti. I collegamenti migliorarono con la conclusione della strada dello Spluga (1834) e l’apertura del tratto ferroviario Bellano-Colico (1894), la costruzione della strada carrabile per la Valvarrone (1916-1917). Tutto questo ha determinato un notevole sviluppo, che grazie alla tenacia ed all’operosità degli abitanti ha portato al benessere attuale, che vede gradatamente l’economia del nostro territorio trasformarsi da industriale a turistica, grazie a quelle risorse naturali che avevano favorito i primi insediamenti abitativi delle nostre terre.

Per approfondire la storia di Dervio visitate i Quaderni Derviesi

COLICO – TURISMO – SPORT

martedì, Novembre 1, 2011 @ 03:11 PM
aggiunto da Colico

Cartina di Colico

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Numeri Utili

 

SURF A COLICO


“Bit of Salt”
Lungo Lario Polti, 4
23823 Colico

Tel. +39/335 5742065
http://www.bitofsalt.it


HastaKite
Via Nazionale Sud, 60
23823 Colico
Tel. +39/339 5722932
http://www.hastakite.com


“Hibiscus escola de Surf” centro Windsurf e Kitesurf
Via Montecchio nord
23823 Colico
tel. +39/389 4637873
www.hibiscusescoladesurf.com

VELA A COLICO

GEAS Centro Vela Colico
Via Lungolario Polti, 29
23823 Colico
tel. 347 5127317
http://www.geasvelacolico.it

NAVYBLUE COLICO VELA
Via Lungolario Polti, 27b
23823 Colico
http://www.navyblueclub.it/



COLICO – PERCORSI

martedì, Novembre 1, 2011 @ 03:11 PM
aggiunto da Colico

Colico Outdoor

TREKKING – Percorsi a piedi

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01 ANELLO DI VILLATICO Facile – 5 km cerca
02 RUSICO E FONTANEDO Facile – 5 km cerca
03 MONTECCHIO SUD Facile – 7 km cerca
04 ABBAZIA DI PIONA Facile – 7 km cerca
05 I FORTI DI COLICO Facile – 11 km cerca
06 SAN FEDELINO Impegnativo – 10 km cerca
07 ALPE ROSSA Impegnativo – 12 km cerca

BYKE – Percorsi in bicicletta

………….. ………. …………………………………. ………………………………. ……….
08 PIAN DI SPAGNA SUD Facile – 23 km cerca
09 PIAN DI SPAGNA Facile – 23 km cerca
10 IN GIRO PER COLICO Medio – 26 km cerca
11 SAN PIETRO IN VALLATE Medio – 28 km cerca
12 VALCHIAVENNA Medio – 31 km cerca
13 STAGNI DI PESCHIERA Impegnativo – 35 km cerca
14 COLICO – VESTRENO Impegnativo – 26 km cerca
15 IN BICI ALL’ALPE ROSSA Impegnativo – 21 km cerca

 Legenda

legenda
Al fine di prevenire qualsivoglia inconveniente, è consigliabile acquisire sempre informazioni aggiornate sulle condizioni di un percorso, sulle condizioni metereologiche ed utilizzare abbigliamento ed attrezzature adeguate.
Si declina qualsiasi responsabilità riguardo eventuali incidenti o inconvenienti che potrebbero accadere percorrendo gli itinerari descritti.

L’opuscolo COLICO OUTDOOR è disponibile presso l’Ufficio Turistico

Scarica la Cartina di Colico Scarica la cartina

COLICO – MONUMENTI

martedì, Novembre 1, 2011 @ 03:11 PM
aggiunto da Colico

Chiesa di San Rocco a Villatico
La Chiesa di San Rocco a VillaticoL’oratorio di San Rocco sopra Villatico è una delle circa 30 chiese dedicate al santo, erette sul territorio lariano dall’epoca medioevale fino al 1600, a riprova della diffusione del culto a questo taumaturgo in epoche di frequenti e gravi epidemie che decimavano le popolazioni e i loro animali. La piccola chiesa sorge sulle pendici del Monte Legnone, ad una all’altezza di circa cinquecento metri, in una zona leggermente pianeggiante e boscosa quasi a metà strada tra i due torrenti che attraversano il territorio di Colico e che sfociano nel Lario: il Perlino e l’Inganna.
La località sembra che non sia mai stata abitata in forma permanente ma è attraversata da una antica importante via di comunicazione (ora denominata sentiero del viandante) che collegava tra loro i paesi della sponda orientale del Lario prima della costruzione da parte degli austriaci della strada militare della riviera nella prima metà dell’ottocento…
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Museo Cultura Contadina- Via Campione 21 – Colico

Conserva le testimonianze della vita contadina fra ‘800 e ‘900 con oggetti relativi alle attivita’ domestiche, artigianali, agro-silvopastorali, economiche, commerciali e al culto religioso.

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Abbazia di Piona
L’Abbazia di Piona, storicamente collegata a quella di Vallate, i cui suggestivi ruderi sono visitabili a pochi chilometri dal paese, in direzione di Morbegno, rappresenta uno dei complessi conventuali più suggestivi del luogo, sia per il fascino dell’ambiente naturale, sia per la presenza di testimonianze artistiche molto rilevanti. La chiesa, sorta nella metà del XI secolo, ma soggetta ad ampliamento già nel secolo successivo, presenta una facciata a capanna, con una grande finestra centrale a tutto sesto.
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Chiesa di San Rocco
“La piccola chiesa, intitolata originariamente ai Santi Fabiano e Sebastiano, sorge fuori dall’abitato sulle pendici del Monte Legnone, quasi a metà strada tra il corso del Perlino e quello dell’Inganna, all’altezza di cinquecento metri. L’impianto è romanico, come evidenziato dall’abside semicircolare, ma a partire dal 1401 subì diversi rimaneggiamenti. Conserva, specialmente nell’abside, tracce pittoriche abbastanza consistenti, dovuto a un ignoto, ma capace pittore che dovrebbe aver operato nei primi anni del XV secolo. Particolarmente notevoli il Cristo in mandorla, o Pantocratore, ai cui lati stanno i profeti Geremia ed Isaia. Nel corso di una campagna di restauro svoltasi negli ultimi anni, è stato rinvenuto un’interessante affresco raffigurante l’Ultima Cena.

Tempietto di San Fedelino
San FedelinoIl tempietto di San Fedelino sorge sul posto dove, secondo la tradizione, fu martirizzato il santo durante l’impero di Massiminiano.
La località venne individuata da una pia donna in seguito ad una rivelazione divina; una volta dissepolte, le reliquie del martire furono portate a Como e il punto in cui vennero trovate fu consacrato con l’erezione di un tempietto.
La piccola struttura che presenta molti degli elementi fondamentali del romanico lombardo, è un vero e proprio gioiello in miniatura, una fra le più antiche testimonianze in Lombardia.
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Chiesa di San Miro
San MiroSan Miro nacque a Canzo nel 1345. Il Santo, dopo aver donato tutti i suoi averi ai poveri, condusse una vita solitaria, prima presso il suo paese, poi sui colli di Roma dove giunse dopo un lungo pellegrinaggio e infine a Sorico dove morì nel 1381.
La chiesa di San Miro è di origine romanica e risale presumibilmente al XII secolo.
È menzionata per la prima volta in un documento del 1286 conservato presso la collegiata di Chiavenna.
Originariamente era dedicata a S. Michele e dell’antico edi!cio rimangono nella navata destra alcuni affreschi trecenteschi e una monofora.
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Chiesa di san Bernardino (Villatico)
san bernardinoIl nome Villaricho appare per la prima volta in un atto di vendita del 1154. Alcuni documenti testimoniano, nel 1239, l’esistenza in territorio di Colico, di un mulino idraulico che ragionevolmente possiamo collocare in Villatico, lungo il tragitto della roggia molinara. Alla fine del XIII secolo di sicuro c’era a Villatico un piccolo tempio, perché le testimonianze affermano che a quell’antica comunità era assicurato un servizio religioso. Solo verso la fine del XV secolo la chiesa fu dedicata a San Bernardino, un predicatore senese che attraversò a piedi l’Italia predicando la riforma religiosa, la giustizia sociale e operando a favore della pace tra le città allora in conflitto.
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Forte Montecchio Nord
Costruito tra il 1911 ed il 1914, il Forte Montecchio è l’unico forte militare italiano della Grande Guerra che abbia conservato ancora intatto il suo armamento originario. Funzione principale del Forte era quella di controllare le strade dello Spluga, del Maloja e dello Stelvio nel caso che gli Imperi Centrali, violando la neutralità della Svizzera, avessero deciso di invadere il Nord Italia. Dati gli eventi bellici il forte, che costituiva il punto di forza di un complesso sistema di sbarramento che si prolungava fino al Monte Legnone, rimase inattivo durante tutta la Prima e la Seconda guerra mondiale.
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Forte Fuentes
Tra il 1603 ed il 1606, il conte di Fuentes, governatore di Milano, fece costruire sul Montecchio una fortezza a scopo di difendere il confine settentrionale del Ducato di Milano da francesi e Grigioni svizzeri, che all’epoca occupavano la Valtellina e la Valchiavenna. La piana del forte era allungata, con opere a corno nelle estremità, mentre l’andamento irregolare delle mura, che uscivano e rientravano come cunei, consentiva una migliore difesa della bastionata. Il forte si sviluppava su diversi livelli: in alto, ancora visibile, il palazzo del governatore, che però, a causa dell’insalubrità dell’aria, risiedeva a Gravedona; ai livelli più bassi i quartieri del soldati.
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Torre di Fontanedo
Torre di FontanedoAlle pendici del monte Legnone, lungo la sponda destra del torrente Inganna, su un poggio a circa 500 metri d’altitudine, sorgono i resti di un complesso fortiffcato noto come Torre di Fontanedo.
Si tratta di un piccolo borgo che segue l’orografia rocciosa del luogo ed è disposto su due livelli, una parte alta su cui si trova la torre e una parte più bassa, verso Colico, con una serie di edifici in linea.
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Torri Montecchio Nord
torri montecchio nordSullo sperone sud occidentale del Montecchio Nord, poco distante dalla foce del torrente Inganna, sorgono due piccole torri, distanti tra loro una trentina di metri e legate a tratti da una muraglia che farebbe pensare a un recinto di collegamento o a una cortina di difesa.
Alcuni storici avanzano l’ipotesi che sul colle vi fosse già una vedetta romana, in seguito occupata dai Longobardi.
Le torrette odierne farebbero parte della linea di fortificazione voluta da Bernabò Visconti nel 1357 a vigilare il passaggio sulla via del lago.
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Pian di Spagna
pian di spagnaSituato nel punto d’incontro della Valtellina e della Valchiavenna con il Lago di Como, il Pian di Spagna è una pianura alluvionale formata dai detriti portati nel corso dei secoli dai fumi Adda e Mera.
Si trova sul corridoio di migrazione dello Spluga, uno dei punti di attraversamento più breve dell’arco alpino, ed è una zona umida di interesse internazionale sia per dimensioni che per le caratteristiche del suo habitat naturale.
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COLICO – STORIA E GEOGRAFIA

martedì, Novembre 1, 2011 @ 03:11 PM
aggiunto da Colico

Colico si trova nella parte orientale dell’Alto Lario, dominato dalla prealpe più alta, l’imponente Monte Legnone con i suoi 2610 m. Anche il suo gemello, il Monte Legnoncino con i suoi 1714 m, è parte importante del panorama colichese. Vicino a Colico si trova un’importante riserva naturale, il corridoio di migrazione del Pian di Spagna che però è già in territorio della Provincia di Como. I due principali corsi d’acqua di Colico sono l’Inganna ed il Perlino. Poi c’è anche il fiume Adda che fa da confine naturale con la Provincia di Como.

Situato sulla sponda orientale del Lago di Como, in posizione chiave lungo le direttrici stradali che collegano Lecco, Chiavenna e Sondrio, il Comune di Colico vanta origini molto antiche. Alcuni ritrovamenti archeologici, infatti, testimoniano la presenza di insediamenti abitativi in zona fin dall’epoca preromana e romana.

La storia locale fu poi per secoli fortemente condizionata dalla particolare ubicazione: Colico, infatti, subì sia le devastazioni e le pestilenze arrecate dalle diverse soldatesche di passaggio, sia l’insalubrità di un territorio dominato dagli umori del fiume Adda.

Nel XIII secolo Colico si eresse a comune e tra il quattrocento e il cinquecento, venne infeudato da diversi signori tra cui i Visconti, i Sanseverino, gli Sforza, i Caldarini, i Pusterla, e gli Alberti.

Nei primi anni del XVII secolo, il conte Fuentes, governatore spagnolo del Ducato di Milano, fece innalzare un’imponente fortezza sulla sommità del Montecchio, al confine con la Valtellina. Il luogo non ricoprì mai, in realtà, una vera funzione militare e per tale ragione venne venduto a privati ed infine smantellato. La sua erezione è tuttavia testimonianza del clima bellico di quegli anni, caratterizzati dalle continue guerre tra Francesi, Spagnoli, Veneziani, Grigioni e Austriaci.

Alla fine del seicento il territorio circostante si presentava come un vasto acquitrino desolato e maleodorante. I primi segni di cambiamento si registrano solo a partire dalla seconda metà del XVIII secolo, con l’apertura delle strade dello Stelvio, del Maloia e dello Spluga e soprattutto con l’inalveamento dell’ultimo tratto del fiume Adda che favorì la bonifica del Pian di Spagna, oggi divenuto la più importante riserva naturale della regione Lombardia.

APPROFONDIMENTI

Colico Ieri e Oggi  di Giovanna Zugnoni

BELLANO – TURISMO

martedì, Novembre 1, 2011 @ 03:11 PM
aggiunto da Bellano

cartina bellano
Bellano, è un comune di 3300 abitanti circa.
La conformazione è caratterizzata dalla presenza del torrente Pioverna che lo divide in due parti: la più antica, sede del porto vecchio e della Chiesa prepositurale e la più moderna dove si trova la stazione FS.
Alle spalle del paese l’entroterra è caratterizzato da numerose frazioni e da molti nuclei antichi e popolati.

Attualmente il settore più sviluppato è il terziario, ma nel secolo scorso, fu definita dallo scrittore bellanese Antonio Balbiani “la piccola Manchester del Lario” per i suoi grandi stabilimenti di industria serica.
Attraversando via Manzoni, che taglia il centro storico del paese, si possono vedere numerosi portali, corti, androni d’antiche case patrizie, scale di pietra viva e stemmi araldici che rimandano alle origine settecentesche.

Chi giunge a Bellano si trova su uno dei lungolago più suggestivi della sponda orientale del Lario, da dove si ha una splendida visuale dei paesi e delle montagne sulla sponda opposta del lago.
Da qui, attraverso una delle tante viuzze che sbucano sul lago si giunge sulla caratteristica via Manzoni che ci guida di fronte alla Chiesa di Santa Marta.
Vi si conserva un prezioso gruppo ligneo di nove statue a grandezza naturale raffigurante la Deposizione ed attribuito allo scultore Angelo del Maino, noto dal 1496 al 1536.
Su di un lato della Chiesa di Santa Marta s’apre la piazza della Prepositurale dedicata ai Santi Nazaro e Celso. Di stile tardo romantico ha una facciata a bande nere e un grande rosone in terracotta.
Ricostruita tra il 1342 e il 1350, presenta i notevoli affreschi della volta centrale, i pulpiti, il presbitero e i due grandi confessionali di legno intagliato, il ricco battistero di marmo.
Pregevole è il polittico della cappella di S.Giovanni e la delicata tempera rappresentante la Madonna detta delle Rose.

Salendo per la scalinata alla destra della Prepositurale si arriva alla Chiesa di S.Rocco del XV sec. che venne costruita dall’omonima confraternita veneziana per preservare i passanti dalle pestilenze. Attualmente è dedicata ai caduti bellanesi di tutte le guerre ed ospita due tele del pittore bellanese Giancarlo Vitali.
Nella parte più antica di Bellano si trova invece la Chiesa sconsacrata di San Nicolao, utilizzata attualmente per iniziative culturali.
Notevoli sono gli affreschi che la decorano e che testimoniano la sua passata importanza.

Nella frazione di Lezzeno sorge il Santuario della Madonna, di stile barocco, fu costruito tra il 1690 e il 1704, su progetto dell’architetto Quadrio a soli due anni di distanza dal miracolo che avvenne il 6 agosto 1688.
Quel giorno Bartolomeo Mezzera, passando da una cappelletta che aveva fatto costruire, vide che la Madonna raffigurata in un medaglione in gesso piangeva lacrime di sangue.

Una visita obbligatoria è quella all’Orrido. Si tratta di una gola naturale creata dal fiume Pioverna le cui acque, nel corso dei secoli, hanno modellato gigantesche marmitte e suggestive spelonche.
I tetri anfratti, il cupo rimbombo delle acque tumultuose dell’Orrido una delle località più note del Lario.
La Cà del Diavol evoca nell’immaginario collettivo paure e riti satanici, rendendo palpabile il fascino misterioso del luogo.
Una passerella in cemento consente al visitatore di ammirare la bellezza di un luogo veramente unico.

Vicino al lago, si trovano aree verdi e strutture sportive quali: campo polifunzionale, piscine all’interno del Lido di Bellano, Circolo Vela Bellano e una pista ciclabile.
Recentemente è sorto anche il “Palasole”, moderna costruzione a forma di vela, adibita alle numerose feste organizzate dalla “Pro Bellano”.

La principale manifestazione è la famosa Pesa Vegia che si celebra la notte dell’Epifania e richiama numerosi spettatori.
Rievoca, secondo la leggenda, un fatto avvenuto durante la dominazione spagnola, quando una delegazione di bellanesi si recò in barca a Como a perorare il mantenimento dei pesi vecchi che erano stati sostituiti da quelli nuovi, di più difficile e complicata applicazione e che creavano imbarazzo tra la popolazione locale, formata preva- lemtemente da commercianti e artigiani.
L’ambasciata ebbe successo ed i bellanesi ritornarono la notte del 5 gennaio 1606, felici di essere riusciti a conservare la “Pesa Vegia”.
Questa la leggenda che, data la coincidenza con l’Epifania, è sempre stata festeggiata unitamente alla sfilata dei Re Magi.

Bellano è ormai un paese turistico e attrae persone da ogni parte d’Italia ed Europa anche per la presenza di artisti di spicco.
Basti pensare a Giancarlo e Velasco Vitali oppure allo scrittore Andrea Vitali che ambienta i suoi romanzi sempre a Bellano.
Molti dei suoi lettori infatti visitano Bellano per vedere i luoghi affascinanti dove si ispira lo scrittore.

Bellano è un polo culturale di primo ordine anche perchè è l’unico comune della Provincia che organizza da oltre 6 anni un festival lirico che tutti i mesi di agosto attira centinaia di spettatori.

BELLANO – PERCORSI

martedì, Novembre 1, 2011 @ 03:11 PM
aggiunto da Bellano

BELLANO – PERCORSI

BELLANO – MONUMENTI

martedì, Novembre 1, 2011 @ 03:11 PM
aggiunto da Bellano

L’Orrido di Bellano
orrido1Si tratta di una gola naturale creata dal fiume Pioverna circa 15 milioni di anni fa al tempo del disgelo del ghiacciaio dell’Adda le cui acque hanno modellato gigantesche marmitte e suggestive spelonche nel tratto tra Taceno e Bellano.
I tetri anfratti, il cupo rimbombo delle acque tumultuose che hanno ispirato moltissimi scrittori, hanno fatto dell’Orrido una delle località turistiche più note del Lario.
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Chiesa dei Santi Nazzaro e Celso
bellano chiesa nazzaro celsoLa chiesa parrocchiale di Bellano, monumento nazionale italiano, fu edificata dai maestri comacini, nella struttura attuale durante il 14° sec.
Infatti nel 1341 l’antica chiesa, che era dedicata a san Giorgio, venne parzialmente distrutta da un’esondazione del torrente Pioverna e venne successivamente ricostruita e dedicata ai santi Nazaro e Celso.
La prepositurale, come è ben visibile dall’esterno, presenta una struttura a tre navate absidate, tipica dello stile romanico, con quella centrale più alta e larga e quelle laterali più strette.
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Chiesa di Santa Marta
Bellano - Santa MartaNel centro del paese, dove la via Manzoni si allarga in una piccola e graziosa piazzetta, troviamo la Chiesa dedicata a S Marta.

La sua costruzione risale al XV secolo ma l’edificio presenta una sovrapposizione di stili.

Al suo interno si possono ammirare numerose opere di artisti lombardi tra cui spicca un prezioso gruppo lineo di nove statue a grandezza naturale raffigurante la Deposizione.
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BELLANO – STORIA E GEOGRAFIA

martedì, Novembre 1, 2011 @ 03:11 PM
aggiunto da Bellano

Coordinate: 46°03′N 9°18′E
Altitudine: 202 m s.l.m.
Superficie: 11,31 km²
Abitanti: 3.305[1] (31-12-2010)
Densità: 292,22 ab./km²
Frazioni: Biosio, Bonzeno, Costa, Grabbia, Lezzeno, Ombriaco, Oro, Pendaglio, Pennaso, Pradello, Rivalba, Verginate
Comuni confinanti: Dervio, Parlasco, Perledo, San Siro (CO), Vendrogno

Alla foce del torrente Pioverna, sulla sponda orientale del Lago di Como si adagia Bellano.
In una favorevole posizione che ha consentito e tutt’ora permette il controllo della Valsassina e dei traffici lacustri, il borgo ha sempre rivestito nella storia un ruolo di primaria importanza.
A testimonianza di ciò sono stati frequenti, nel secolo scorso, ritrovamenti di sepolture d’età romana.
Già nel 905 la città risultava essere di proprietà dell’Arcivescovo di Milano, che qui vi aveva fissato una dimora estiva.
La presenza dell’autorità ecclesiastica spiega lo sfarzo della cittadina e in particolare della sua chiesa.

Sull’origine della pieve si è molto discusso, con molta probabilità essa risale all’VII sec. vista anche l’antichità della titolazione ai santi Nazzaro e Celso.
Bellano passò, come tutto il territorio delle valli, sotto il controllo della famiglia dei Torriani e successivamente, con molti contrasti, alla fine del 200, venne ceduto ai Visconti e dal 1370 la città godette del privilegio di formulare statuti propri.

Il borgo tre-quattrocentesco rivestiva una posizione di rilievo nell’area del Lago di Como come testimoniano le antiche mura (oggi perdute), il pretorio, la parrocchiale, i numerosi palazzi patrizi e il porto, il più grande del lago.
Notevole prestigio veniva conferito a Bellano dalla presenza di numerose Scuole Grammaticales che spiegano la frequenza dei saccheggi, celebre quello veneziano.

Nel 1480 il paese fu assegnato con gran parte della riviera a Pietro Dal Verme e alla famiglia Sforza sotto il cui controllo rimase fino al 1530 quando fu ceduto al casato degli Sfondrati.
Questi anni rappresentano il periodo d’oro di Bellano con una fioritura d’arte ben testimoniata nella fabbrica della parrocchiale.
Fino al 1788 rimase sotto il controllo degli Sfondrati pur subendo dure prove come pestilenze, saccheggi e il passaggio dei Lanzichenecchi.

Nel 1834, durante l’occupazione austriaca, venne realizzata la strada a lago.
La cittadina passò sotto il Regno d’Italia nel 1861 e nel 1892 venne inaugurata la prima linea ferroviaria elettrificata del bel paese.
Bellano vide ampliato il suo splendore e assistette a una crescita demografica durante il 1900 quando venne definita la Manchester del Lario con la presenza dei grandi stabilimenti tessili come la filanda Gavazzi e il cotonificio Cantoni.

Con la chiusura delle ultime fabbriche, il paese, che attualmente conta 3400 abitanti, si è vocato al turismo come rinomata meta di villeggiatura, complici anche le peculiarità naturali di cui dispone: uno splendido lungo lago, la gola dell’orrido (tra i luoghi più visitati delle provincie di Como e Lecco) e monumenti storici di rilievo come la chiesa parrocchiale (monumento nazionale).

Data la sua favorevole posizione geografica il paese è un ottimo punto di partenza per le numerose escursioni sul lago e nell’entroterra, dove è possibile in tempi ridotti raggiungere la Valsassina e le vette del monte Legnone, della Grigna e della Grignetta.
Attraverso lo storico sentiero del Viandante sono inoltre possibili collegamenti con tutti i paesi della sponda orientale del lago in una piacevole passeggiata a media montagna.

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