Mese: Novembre 2011

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Mese: Novembre 2011

LIERNA – STORIA E GEOGRAFIA

martedì, Novembre 1, 2011 @ 16:17
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Coordinate: 45°58′00″N 9°18′00″E
Altitudine: 202 m s.l.m.
Superficie: 11 km²
Abitanti: 2.242[1] (31-12-2010)
Densità: 203,82 ab./km²
Frazioni: Bancola, Casate, Castello, Cisarino, Genico, Giussana, Grumo, La Foppa, Mugiasco, Olcianico, Sornico, Villa
Comuni confinanti: Esino Lario, Mandello del Lario, Oliveto Lario, Varenna

CENNI STORICI
Lierna è situata sulla Riviera Orientale del Lago di Como tra Mandello e Varenna ed è costituita dalle frazioni di Grumo, Casate, Mugiasco, Olcianico, Sornico, Castello, Giussana, Ciserino, Genico, Villa e Bancola. Prende forse il suo nome dal romano “Hibernia”, quartiere invernale di truppe romane, anche se l’ipotesi più argomentata  è quella di un’origine celtica.Alcuni reperti archeologici, e in particolare il pavimento a mosaico trasportato a Palazzo Belgioioso a Lecco, al Museo, confermano tuttavia una presenza romana sulla quale si è diffusa la Rivista della Società Archeologica Comense nel 1876.Il primo documento notarile riguardante Lierna è dell’854. Il paese, feudo del Monastero di S. Dionigi di Milano dal 1035 al 1202, fu a lungo conteso tra Milano e Como, tra i Torriani e i Visconti, offrendosi addirittura nel 1375 in soggezione a Varenna. Nel 1499 passò sotto il dominio di Marchesino Stanga e nel 1533 sotto quello degli Sfondrati di Cremona, feudatari della Riviera sino al 1788.Nel 1743 avvenne la separazione amministrativa del Comune di Lierna da quello di Mandello.Nel 1619 la chiesa di S. Ambrogio divenne parrocchiale e nel 1626 fu riedificata e ingrandita. Antonio Anzani, rettore, fu il primo parroco di Lierna.Il paese fu in perpetua contesa con Esino per i diritti sui boschi e con Varenna per i diritti di pesca e i confini. Il paese ha fornito vasta emigrazione nella seconda metà dell’Ottocento e nei primi decenni del Novecento, in particolare verso Argentina e Uruguay, dove numerosi liernesi si distinsero in attività industriali, agricole, artigiane e artistiche. I Balbiani e i Pini fecero fortuna con i liquorifici in Argentina, Bartolomeo Panizza fu allevatore in Uruguay, Davide Giosìa Barindelli avviò un grande laboratorio di falegnameria a Buenos Aires. Giuseppe Lelio Balbiani fondò numerose aziende agricole. Emilio Bonesatti fu direttore generale delle rendite a Buenos Aires. Altri Bonesatti invece si distinsero nella musica, sia come studiosi che come concertisti. Splendide ville abbelliscono il paese e quasi allo sbocco del paese in direzione di Varenna si trova la magnifica Villa Pini, nel cui giardino si trova una freschissima sorgente di acqua ferruginosa. Ulivi (un tempo anche molte viti) ammantano il declivio su cui sorge l’abitato che si stende oltre la vecchia statale che lo attraversa fino al lago dove, in località Riva Bianca, un antico castello mostra i suoi ruderi.

Testo di Franca Panizza

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Il Lariusauro di Grumo e altri ritrovamenti fossili
Il Pavimento Romano di Lierna
Adelaide di Borgogna

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ESINO LARIO – TURISMO

martedì, Novembre 1, 2011 @ 16:15
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Esino Piantina

Esino Lario, una perla alle pendici della Grigna Settentrionale, sovrasta la sponda orientale del Lago di Como, dominandone l’intero corso e regalando panorami ineguagliabili.
Interamente inserito nel Parco della Grigna Settentrionale, il territorio di Esino Lario gode di una favorevole posizione che ne rende il clima mite ed asciutto e l’aria pura e salubre.
Sorto in una posizione dominante ed al contempo protetto dalle invasioni esterne, Esino è sempre stato crocevia di incontri e scambi, grazie a cui ha saputo svilupparsi nei secoli, pur mantenendo intatti cultura, riti e tradizioni tramandate sino ad oggi.

Tracce tangibili dello scorrere del tempo sono i segni del passato che ancora oggi caratterizzano il paese: dai numerosi massi erratici disseminati in tutto il territorio ai fossili e minerali della Grigna – già studiati da Antonio Stoppani; dai reperti archeologici celtici e romani ai centri storici di Esino Superiore o Crès (di origine celtica) e di Esino Inferiore o Psciach (romana); dalla Torre di avvistamento alle antiche vie di comunicazione ancora oggi praticabili che collegano Esino agli abitati di Lierna e di Varenna.

Esino Lario - Panorama
Esemplari naturali e reperti archeologici sono ammirabili nel “Museo delle Grigne”, un piccolo gioiello etnografico che ripercorre lo sviluppo millenario del territorio esinese dalle sue origini sino alla storia locale più recente.
Esino Lario, un paese che “non sente il suono di altre campane”, nei secoli ha saputo svilupparsi ed essere autosufficiente, costruendo comunque solidi rapporti sociali, economici e culturali con i paesi limitrofi.
Tipico esempio è la Scuola di Arazzeria di Esino, creata da don Giovanni Battista Rocca negli anni ’30 ed attiva sino agli anni ’60, che raggiunse alti livelli di qualità sia in termini di produzione che di fattura.

E’ oggi possibile ammirare alcuni arazzi nella Chiesa Parrocchiale di San Vittore e presso il Teatro della Scuola Materna Pietro Pensa.
La Scuola di arazzeria ha plasmato una tradizione artistica locale, ancora oggi viva in molte famiglie esinesi. Anche la religiosità ha da sempre avuto un ruolo fondamentale, come testimoniano la Chiesa Parrocchiale di San Vittore e la sua sacristia, le chiesette di Sant’Antonio, di San Giovanni, di San Pietro e le innumerevoli edicole – gisoei – dislocate in tutto il territorio.
Devozione, cultura e folklore caratterizzano fortemente ancora oggi usi e tradizioni locali.
La localizzazione ed il forte attaccamento alle radici degli abitanti ha portato alla creazione dell’“Ecomuseo delle Grigne”, ufficialmente riconosciuto dalla Regione Lombardia nel giugno 2009.

Documentazione:
– Opuscolo Esino Lario – La Perla delle Grigne
– Opuscolo Esino Lario – Sentiero Viandante

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ESINO LARIO – PERCORSI

martedì, Novembre 1, 2011 @ 16:14
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Esino - Veduta 1

Dal centro di Esino si diramano le strade e i sentieri che portano agli alpeggi ed alle vette delle montagne che fanno da corona al paese.
I sentieri, di facile percorrenza si fanno via via più impegnativi verso le vette: Grigna Settentrionale 2409 m slm, Monte Croce 1779 m slm, Monte S.Defendente 1323 m slm …
Per gli alpinisti esperti la Grigna offre pareti attrezzate per l’arrampicata sportiva e nei mesi invernali le cascate di ghiaccio da risalire.
Da Esino si può arrivare ad Ortanella, Cainallo, Agueglio per panoramiche strade asfaltate che si snodano tra boschi di faggi e castagni.
Le stesse località possono essere raggiunte a piedi, in circa 20-30 minuti, per le vecchie, romantiche mulattiere acciottolate.

DAL PASSO CAINALLO partono i sentieri – dal più facile alla ferrata – per la Grigna Settentrionale uno dei più famosi complessi dolomitici della Lombardia.
Le rocce di sedimentazione marina racchiudono numerosi fossili tanto che alcuni pinnacoli ne portano il nome “Sass di Lumach”.
Al tramonto la bianca dolomia assume la tipica colorazione rosa.
Nella parte bassa, vicino ai rifugi Bietti e Bogani sono numerose le varietà botaniche: sassifraghe, viole, stelle alpine oltre a muschi, licheni, rododendri e aconiti. …e là volano le aquile.
Unica la ghiacciaia di Moncodeno (o Giazzera del Moncoden) già descritta da Leonardo Da Vinci; entrando, alcuni scalini permettono di scendere in un pozzo verticale per una decina di metri e giungere in una vasta sala con formazioni di stalattiti e stalagmiti di ghiaccio.

Esino Veduta 2

DA ORTANELLA, partendo dal “pratone” e passando per “la piantagione” di pini mughi, abeti, faggi, betulle, agrifogli, si aggira il “Monte Foppe” (splendido balcone sul centro lago) dove non è raro incontrare cervi, caprioli, fagiani, lepri ed altri piccoli esemplari di fauna montana.
Sempre da Ortanella, per una bella e comoda strada (in terra battuta) nel bosco, si raggiunge la chiesetta romanica di S. Pietro.
Attraversato il prato che è davanti la chiesa, si giunge al “belvedere”.
Qui lo sguardo spazia da Mandello a Bellagio, dall’isola Comacina a Menaggio e ad altri paesini sparsi “come pecore pascenti” (a detta del Manzoni).
Interessante è anche seguire il “percorso vita”; frecce rosse segnalano le sedici stazioni con esercizi di varie difficoltà.
In ogni stazione grandi cartelli indicano come affrontare le attrezzature (assi d’equilibrio, scale, anelli, parallele…..).
Ancora da Ortanella, o direttamente da Esino per due diverse strade, in terra battuta una, acciottolata l’altra, è raggiungibile l’Alpe di Esino dove è possibile soggiornare, anche in gruppi, durante tutto l’anno, in una baita ben attrezzata (previa prenotazione al CAI di Esino).

DAL PASSO DI AGUEGLIO la panoramica strada provinciale porta in Valsassina.
Uno stretto ripido sentiero ci permette di giungere a S. Defendente, una cima da cui si ammira, oltre il lago, le Prealpi, le alpi con il Monte Rosa e tutta la catena che circonda Esino: dai Pizzi di Parlasco all’anfiteatro della Grigna, al Monte Croce, all’Alpe fino ad Ortanella.

Esino Veduta 3

IL MONTE CROCE, più alto di S. Defendente offre lo stesso panorama, ma ampliato, tanto che nelle giornate di vento è possibile scorgere la “Madonnina” del Duomo di Milano.
Appena sotto la Croce, nel versante di Esino, il “Baitello dell’amicizia” – voluto dagli alpini e costruito dagli esinesi – offre rifugio agli escursionisti.
Seguendo la cresta si arriva al monte Pilastro.
Un panorama mozzafiato si apre sulla Grigna, la Piancaformia e la Porta di Prada.
La vegetazione offre rifugio e nutrimento a coturnici e galli forcelli.
Tutti i percorsi, ben segnalati e numerati sulla cartina del CAI “Esino Lario”, sono ancor più suggestivi se effettuati in autunno per i colori smaglianti che assumono le piante, o in inverno con la neve.
A Cainallo 2 facili piste permettono ai bambini di provare il ”brivido” delle prime discese sulla neve.
Si possono noleggiare scarponi, sci, slittini, bob, ciaspole o anche solo una sedia sdraio per rilassarsi al sole.
L’associazione Esino 2000 organizza giornate di divertimento sulla neve: la fiaccolata del 31 dicembre, il carnevale sugli sci per i bambini…

Esino - vedute

DA ESINO scendendo sulla provinciale 65, dopo circa 3 Km, sulla destra, un piccolo sentiero sale ai Monti Benedetti e al Gesuolo del Crocefisso con gli affreschi di San Martino e San Vittore.
Continuando per l’antica mulattiera, in direzione Perledo, si arriva al piccolo Gesuolo con l’affresco della Madonna.
Altri percorsi, non meno interessanti, sono da scoprire individualmente girovagando anche senza meta, trovando luoghi dove acquistare prodotti tipici: burro, formaggi, e la “Biancona di Esino” (la patata bianca di Esino).

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ESINO LARIO – LUOGHI E MONUMENTI

martedì, Novembre 1, 2011 @ 16:14
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Chiesa parrocchiale di San Vittore
Esino - San VittoreMartire Goffredo da Bussero la menziona già dal secolo XII come esistente, posta sullo sperone roccioso che si erge in centro alla valle, era un tempo adiacente all’antico Castello di origine antica, ora scomparso.

Si raggiunge percorrendo il Viale della Croce sul promontorio della “Costa” tra la scoscesa boscosa della “Curaggia” a sinistra, e i prati a destra detti della “Scodegarda”, nome di chiara origine longobarda.
Conservata, a testimone dell’antica chiesa, è una tipica croce astile argentea di pieno Quattrocento.
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Il viale della Croce e Michele Vedani
Esino - Via CrucisLungo il costone morenico che collega il paese alla Chiesa Parrocchiale di San Vittore è possibile ammirare una delle opere artistiche più importanti di Esino Lario: La Via Crucis o Via della Croce.
Ad opera dello scultore Michele Vedani fu realizzata su formelle in bronzo negli anni ’40 dello scorso secolo incastonate nelle antiche cappellette originariamente affrescate.
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Chiesa sussidiaria di San Giovanni Battista
Esino - San Giovanni BattistaL’oratorio del Battista è situato nel centro storico di Esino Inferiore .
Dopo restauri ed ampliamenti, si presenta ora a tre campate con presbiterio a botte e coro poligonale e semplice fronte a capanna.
Ai lati del presbiterio, tra delicatissimi lavori di stucco del 1691, sono collocati due teleri con il Battesimo di Gesù e la Predicazione di Giovanni, così come appartiene al 1606 la tela dell’Addolorata, che prima del 1850 faceva da pala per l’altare laterale, dove fu posta allora la statua lignea tuttora molto venerata e ritenuta dai più miracolosa.
Da notare sono le tele secentesche della Morte di San Giuseppe e della Decollazione di San Giovanni ai lati, inoltre la Madonna dei Maniscalchi di chiara scuola veneta e in alto la graziosissima Natività.
Entrando sulla destra è conservata in parete la secentesca antica pala della Natività del Battista da poco scoperta e restaurata.

Museo delle Grigne
museo delle grigneIl Museo delle Grigne – museo civico di Esino Lario – racconta l’evoluzione del territorio esinese, dalle sue origini sino alla storia locale più recente.
All’interno della sezione geologica è possibile ammirare minerali della zona prealpina e alpina; fossili del periodo triassico mediano rinvenuti nella conca di Esino Lario, studiati dall’abate Antonio Stoppani e classificati dall’Istituto di Geologia dell’Università di Milano.
La sezione archeologica ha come fiore all’occhiello una freccia di selce eneolitica rinvenuta nella Rocca di Baiedo, il primo segno della presenza dell’uomo sulle pendici della Grigna; completano e arricchiscono la collezione oggetti, monili e armi trovati nelle tombe dei due nuclei abitativi di Esino Lario,
Cres di origine celtica e Psciach romana; utensili e strumenti di lavoro agricolo.
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Parco della Grigna Settentrionale
Esino Parco GrigneEsino Lario e’ il cuore del Parco Regionale della Grigna Settentrionale; la sua centralita’ nel territorio protetto ne fa il punto di osservazione piu’ interessante per eccellenza.
Il Parco si estende, oltre ad Esino, tra i comuni di Cortenova, Parlasco, Pasturo, Perledo, Primaluna, Taceno e Varenna, coprendo una superficie di ha. 5.548. Il territorio presenta massicci superbi, ora candidi di neve, ora sfoggianti i mille colori della primavera, dell’estate e dell’autunno, che si tuffano nelle dolci acque turchine del Lago di Como.
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ESINO LARIO – STORIA E GEOGRAFIA

martedì, Novembre 1, 2011 @ 16:13
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Esino LarioCoordinate: 45° 59′ 47,04”N 9° 20′ 11,04”E
Altitudine: 910 m s.l.m.
Superficie: 18,05 km²
Abitanti: 752 (01-01-2013)
Densità: 41,66 ab./km²
Frazioni: Bigallo, Ortanella
Comuni confinanti: Parlasco, Cortenova, Taceno, Perledo, Varenna, Lierna, Primaluna, Mandello del Lario, Pasturo

Esino Lario, una perla alle pendici della Grigna Settentrionale, sovrasta la sponda orientale del Lago di Como, dominandone l’intero corso e regalando panorami ineguagliabili.
Interamente inserito nel Parco della Grigna Settentrionale, il territorio di Esino Lario gode di una favorevole posizione che ne rende il clima mite ed asciutto e l’aria pura e salubre.
Sorto in una posizione dominante ed al contempo protetto dalle invasioni esterne, Esino è sempre stato crocevia di incontri e scambi, grazie a cui ha saputo svilupparsi nei secoli, pur mantenendo intatti cultura, riti e tradizioni tramandate sino ad oggi.

Tracce tangibili dello scorrere del tempo sono i segni del passato che ancora oggi caratterizzano il paese: dai numerosi massi erratici disseminati in tutto il territorio ai fossili e minerali della Grigna – già studiati da Antonio Stoppani; dai reperti archeologici celtici e romani ai centri storici di Esino Superiore o Crès (di origine celtica) e di Esino Inferiore o Psciach (romana); dalla Torre di avvistamento alle antiche vie di comunicazione ancora oggi praticabili che collegano Esino agli abitati di Lierna e di Varenna.
Esemplari naturali e reperti archeologici sono ammirabili nel “Museo delle Grigne”, un piccolo gioiello etnografico che ripercorre lo sviluppo millenario del territorio esinese dalle sue origini sino alla storia locale più recente.

Esino Lario, un paese che “non sente il suono di altre campane”, nei secoli ha saputo svilupparsi ed essere autosufficiente, costruendo comunque solidi rapporti sociali, economici e culturali con i paesi limitrofi.
Tipico esempio è la Scuola di Arazzeria di Esino, creata da don Giovanni Battista Rocca negli anni ’30 ed attiva sino agli anni ’60, che raggiunse alti livelli di qualità sia in termini di produzione che di fattura.

E’ oggi possibile ammirare alcuni arazzi nella Chiesa Parrocchiale di San Vittore e presso il Teatro della Scuola Materna Pietro Pensa. La Scuola di arazzeria ha plasmato una tradizione artistica locale, ancora oggi viva in molte famiglie esinesi.
Anche la religiosità ha da sempre avuto un ruolo fondamentale, come testimoniano la Chiesa Parrocchiale di San Vittore e la sua sacristia, le chiesette di Sant’Antonio, di San Giovanni, di San Pietro e le innumerevoli edicole – gisoei – dislocate in tutto il territorio.
Devozione, cultura e folklore caratterizzano fortemente ancora oggi usi e tradizioni locali. La localizzazione ed il forte attaccamento alle radici degli abitanti ha portato alla creazione dell’“Ecomuseo delle Grigne”, ufficialmente riconosciuto dalla Regione Lombardia nel giugno 2009.

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DERVIO – TURISMO

martedì, Novembre 1, 2011 @ 16:11
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DERVIO – TURISMO     Italiano – English

DERVIO è adagiato sulla penisola derviese, che si protende nelle acque del Lario, posta allo sbocco della Valvarrone e solcata  dal fiume Varrone.

Di origini molto antiche è stato un borgo importante e fortificato sin dall’epoca romana, per la sua posizione strategica. Grazie alle sue bellezze naturali ed artistiche ed i recenti interventi infrastrutturali, Dervio è una delle località importanti per il turismo del lago di Como ed è considerato il “Paradiso della vela”, con la sua posizione ideale protesa nel lago sempre ventilata e le quattro scuole veliche. Il lungo lago di notevole estensione, con numerose spiagge ed il bel percorso attrezzato immerso nel verde, offre un paesaggio elegante e naturale, dove passeggiare diventa relax e divertimento. Le montagne che circondano Dervio, permettono escursioni in ambienti incontaminati con panorami incantevoli. E’ un paese molto attivo, con parecchie manifestazioni ed iniziative per lo svago di  abitanti e turisti.

paradiso della vela

DA  VEDERE:

Ai piedi della montagna troviamo la chiesetta di S.Quirico e Giulitta, uno degli edifici religiosi più antichi della zona, già  menzionata in documenti dell’anno 814, con il campanile in pietra a vista in stile romanico edificato attorno al 1080. Nella zona del ‘Borgo’, affacciata sul lago, sorge la chiesa parrocchiale di SS.Pietro e Paolo ( XI secolo ), con il suo campanile di origine romanica.

Accampato su una rupe che domina il paese, il “Castello di Orezia” venne costruito nel tardo medioevo per sbarrare la strada della Valvarrone. Attualmente rimane
un torrione ben conservato, fiancheggiato da avanzi di antiche case. La prima citazione risale al 1039, quando subì un lungo assedio ad opera delle armate
delle tre Pievi lariane.

In località Mai, a 400 metrislm. sul promontorio che sovrasta la parte sud di Dervio, si trovano i ruderi del Castelvedro V-VI sec. La fortificazione sorge in posizione
dominante e dai resti dei muraglioni si può immaginare quanto fossero notevoli le dimensioni del castello. Fu parte del sistema di difesa creato sulle sponde
del Lario a causa delle scorrerie di barbari dalla Rezia.

La frazione di Corenno Plinio rappresenta uno degli angoli più caratteristici del Lago di Como, un luogo dove è ancora possibile provare una forte suggestione storica ed
immaginare le vicende del lago durante il Medioevo. Il borgo medievale si sviluppa attorno al castello ed alla chiesa situati in cima al promontorio. Le antiche case, i particolari uniformi con i portici e le decorazioni, fanno di Corenno un ambiente unico ed irripetibile. E’ venendo dal lago che si gode la vista più suggestiva, con le antiche ville patrizie che dominano la rupe e le ripide “scalotte” che salgono, con i caratteristici gradini intagliati nella roccia, alla piazza in acciottolato.  Anche se la sua storia è molto più antica, le sorti di
Corenno sono legate alla famiglia dei conti Andreani, feudatari dal 1271 dell’Arcivescovo di Milano Ottone Visconti. Nel 1863 aggiunse al suo nome l’appellativo di “Plinio”, in onore del console romano Caio Plinio Cecilio Secondo.
Innalzato nel X secolo sui ruderi di un’antica rocca, sorge il Castello di Corenno; la sua destinazione non era quella di abitazione, ma di fortezza – recinto che dovette sopportare numerosi attacchi soprattutto nel XIV secolo, quando Corenno fu incendiata e distrutta nella parte verso il lago. La fortezza, un tempo avamposto dei Visconti, signori di Milano, ora è di proprietà della famiglia Marietti, successori degli Andreani. Con i muri perimetrali a quadrilatero ben conservati, una torre d’ingresso del tipo “a vela” rivolta verso la piazza ed una torre quadrata realizzata in epoca successiva sul lato a monte, consentiva il controllo dell’antico “Sentiero del Viandante”.   Sulla piazza a ridosso del castello si trova la chiesa di San Tommaso di Canterbury, XII secolo. Inizialmente era una cappella privata; venne poi consacrata come chiesa effettiva nel 1327, e fu ordinata Parrocchia nel 1566 dall’arcivescovo, Carlo Borromeo. All’interno si trovano resti di antichi affreschi di scuola lombarda del XIV – XVI secolo. Sulla facciata, ai lati dell’ingresso, si possono ammirare i Monumenti tombali dei conti Andreani, feudatari di Corenno. Opere del XIII – XIV secolo, ricchi di elementi scultorei di particolare interesse.

Strutture Ricettive

Numeri Utili

Cartina di Dervio

DERVIO is located on the derviese peninsula jutting out into the waters of Lake Como, is positioned at the mouth of Valvarrone Valley and is marked by the Varrone River.

It’s origins are very old as it was once an important fortified village due to its strategic position dating back to the Roman period. Thanks to its natural and artistic attractions and to recent interventions on its infrastructures, Dervio has become an important tourist destination on Lake Como and is considered a “Sailing Paradise” due its outstretched and constantly airy position on the lake and its four sailing schools. The significantly long lake, numerous beaches and beautiful equipped exercise course surrounded by nature offer an elegant and natural landscape where walking becomes a moment for fun and relaxation. The mountains surrounding Dervio are perfect for hiking in uncontaminated environments and offer charming views. This town is very active and has many entertaining events and initiatives for its inhabitants and tourists.

 TO SEE :

At the foot of the mountain is the small Church of St. Quirico and Giulitta, one of the oldest religious buildings in the area and mentioned in documents as early as 814. Its Romanesque stone bell tower was built about 1080. The parish Church of St. Peter and St. Paul (11th century) and its Romanesque bell tower are in the Borgo district overlooking the lake. The Orezia Castle is perched on a cliff dominating the town. It was built in the late Middle Ages to block the road to Valvarrone Valley. This tower is still in good condition and is flanked by the ruins of ancient dwellings. The first mention of it dates back to 1039 when it sustained a long period of siege by the armies of the Three Larian Parishes.

The ruins of Castelvedro (5-6th centuries) are located in Mai (400m ASL) on the headland dominating the southern part of Dervio. The fortification is in a dominating position and the ruins of its massive walls are an indication of its significant size.It was part of a defence system created on the shores of Lake Como due to the raids by the barbarians of Rhaetia.

The hamlet of Corenno Plinio is one of the most characteristic corners of Lake Como, a place where it is still possible to feel a strong presence of history and imagine the vicissitudes of the lake during the Middle Ages. This medieval village is positioned around the castle and church on top of the headland. The old houses and uniform details with the
porticoes and decorations make Corenno a unique, one-of-a-kind place. The most charming panorama is offered when arriving from the lake, with the old patrician homes dominating the cliff, steep stairways and their characteristic steps eroded in the rock climbing up to the cobblestone square. Although its history is much older, the fate of Corenno is tied to the family of counts Andreani, feudal lords of the Archbishop of Milan Ottone Visconti starting in 1271. The name Plinio was added in 1863 in honour of Roman consul Caio Plinio
Cecilio Secondo. The Corenno Castle was built in the 10th century on the ruins of an ancient fortress; it wasn’t meant to be inhabited but to be used as a fortress-enclosure against the
numerous attacks, especially in the 14th century when the part of Corenno towards the lake was destroyed by fire. Once an outpost for the Visconti family
(lords of Milan), the fortress is now the property of the Marietti family, successors to the Andreani family. Its outer quadrilateral walls (still in good
condition), a sail-type entrance tower facing the piazza and a square tower added later (on the mountain side) allowed the old “Sentiero del Viandante” to be controlled.

A church (initially a private chapel) dedicated to St. Thomas Canterbury (12th century) overlooks the piazza behind the castle. Consecrated as a true church in 1327, it was ordained parish in 1566 by Archbishop Carlo Borromeo. It houses ancient remnants of frescoes from the Lombard school (14-16th centuries). Grave monuments of counts Andreani, feudal lords of Corenno, are on the façade on the sides to the entrance. These are works from the 13-14th centuries enhanced with sculptural elements of particular interest.

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DERVIO – MONUMENTI

martedì, Novembre 1, 2011 @ 16:10
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Corenno Plinio
Corenno Plinio - panorama dal lagoFrazione del Comune di Dervio, si trova sulla sponda orientale del Lario ai piedi del monte Legnoncino, adagiato su una balsa rocciosa, in posizione dominante sul centro lago.
Fin dai primi documenti medioevali il borgo è denominato Corenno o Coreno: l’origine del toponimo è ignota, probabilmente celtica, anche se in passato gli Umanisti hanno voluto scorgere la radice greca corintum, pensando ai coloni greci inviati da Giulio Cesare sul lago.
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Castello di Dervio
Su uno sperone di roccia che domina la piana di Dervio, è ben visibile la torre del Castello di Orezia, anche se sarebbe più esatto chiamarlo mastio, dato che la fortificazione attorno alla torre era data dalle mura degli edifici circostanti.
Non si conosce l’origine del nome di Orezia, ma con tale nome la località era già citata alla fine del ’200 insieme alla vicina Chiesa di san Leonardo (In plebe deruio loco castrum goleza ecclesia sancti leonardi [2]). Nei documenti latini il nome aveva alcune varianti: orezia, oretia, horetia, holetia, olletia.
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Castelvedro
Dorio - CastelvedroIn località Mai (detta ad Mayum già nel ‘400), in posizione dominante su Dervio e il Lago di Como, sono ancora visibili i resti di un antico recinto (V-VI sec.).
Viene considerato parte del sistema di difesa creato sulle sponde del Lario a causa delle scorrerie di barbari dalla Rezia: tramite numerosi castelli, erano trasmesse segnalazioni da Colico a Como o a Lecco.
La fortificazione già all’epoca dello Statuto era considerata antica: in un atto di vendita del 1405 è indicato un bosco con molte piante di castagno posto ad castrum vetus. La storpiatura di questa dizione latina portò al nome di Castelvedro.
Si stima che coprisse circa 1500 metri quadrati, con a sud una muratura arrotondata, base di una torre da avvistamento. In alcuni tratti sono ancora visibili murature alte anche 4 metri.

Chiesa SS Pietro e Paolo
Dorio -  Chiesa SS Pietro e PaoloLa Chiesa dedicata agli apostoli Pietro e Paolo si trova nel Borgo di Dervio proprio di fronte alle sponde del lago di Como. La parrocchia risale al XI secolo, anche se la primitiva costruzione potrebbe risalire al VI secolo.
L’edificio attuale, di epoca romanica, è una basilica composta da tre navate e cinque campate, con tre absidi. Attorno al 1665 fu rinnovato l’altare della Madonna del Rosario, fu inserita la vasca battesimale e un confessionale entrambi in marmo nero.
All’esterno della chiesa rimangono tracce degli archetti e delle tre monofore a doppia strombatura; nel sopralzo è incisa la data 1613.
Le forme romaniche sono ancora evidenti nel campanile e nella cella campanaria.
Ai lati dell’altare si trovano due grandi tele del ‘600, opera dei pittori bergamaschi Giovanni e Francesco Cavagna, i quadri rappresentano il martirio di San Pietro e la conversione di San Paolo.
Di particolare pregio e interesse, il pulpito di legno intagliato e dorato, molto simile a quello che si trova nella chiesa di San Giacomo a Bellagio.
Nel 1670 e 1672 le famiglie Rubini e De Magni ottennero dalla Curia, il permesso di sepoltura in chiesa, furono predisposte solo semplici lapidi ancora visibili nelle navate laterali.
Riconducibile all’ XVI secolo la statua della Madonna col bambino.

Chiesa dei SS Quirico e Giuditta
Dervio - Chiesa SS Quirico e GiudittaCostruita a Dervio ai piedi della montagna sulla riva sinistra del Varrone, è dedicato ai due martiri del IV secolo ed è delle chiese più antiche della zona tanto che è menzionata in documenti risalenti all’anno 814.
L’interno presenta l’altare in marmo rosso di Varenna ed una pala del Settecento raffigurante il martirio dei due Santi.
Il campanile è di origine romanica (XI-XII secolo) ed è arricchito alla sommità da un piano di bifore, con un tipo di architettura non usuale per la zona lariana, attribuito al XI sec. e perfettamente conservato.
La Chiesa è stata dichiarata monumento nazionale per il pregevole campanile, fu invece ingrandita e trasformata successivamente e venne riconsacrata il 3 luglio 1628 dal vescovo di Bobbio, delegato dal Cardinale.
Normalmente viene associato alla presenza dei Franchi, dato che le parrocchie e le chiese della diocesi di Milano dedicate a questi santi sono concentrate sull’antica via francigena. A Dervio i santi Quirico e Giulitta erano festeggiati il 16 luglio; non si hanno informazioni precise sulla loro storia, ma circolò a lungo una leggenda che vedeva Quirico come un bambino di 3 anni e Giulitta come sua madre, martirizzati per non aver rinnegato la fede cristiana. Questa storia si ritrova anche nell’immagine presso l’altare della Chiesa: in primo piano S. Quirico e Giulitta come figlio e madre; alle loro spalle san Sebastiano e san Rocco.

Tomba di Avello
PDervio - Tomba di Avellooco discosta dalla strada che da Villa porta al Castello, venne rinvenuta nel 1968 una tomba scavata in una roccia affiorante dal terreno.
A questa antica testimonianza è stata falsamente attribuita una origine celtica, ma è da ritenersi di epoca successiva, tardo-romana o barbarica (attorno al V sec.).
E’ disposta tendenzialmente in direzione nord-sud (circa 10° verso est la parte settentrionale) con un bordo di circa 8-10 cm.
Non esiste più il coperchio, probabilmente rimosso da molto tempo.
Si notano sette incisioni di coppelle presso la parte meridionale.


Dorio: Monumenti e Luoghi

 

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DERVIO – STORIA

martedì, Novembre 1, 2011 @ 16:09
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Coordinate: 46°04′00″N 9°18′00″E
Altitudine: 220 m s.l.m.
Superficie: 11 km²
Abitanti: 2.774[1] (31-12-2010)
Densità: 252,18 ab./km²
Frazioni: Corenno Plinio
Comuni confinanti: Bellano, Cremia (CO), Dorio, Introzzo, Pianello del Lario (CO), San Siro (CO), Sueglio, Tremenico, Vendrogno, Vestreno

CENNI STORICI
Alle origini la nostra terra era abitata da piccoli nuclei di capanne adibite a riparo per i popoli nomadi, inizialmente i liguri e poi quelli di origine celtica, che si muovevano alla ricerca di fonti naturali di sopravvivenza, finché non decisero di fermarsi fondando dei villaggi (gau).
Ciò è testimoniato dai ritrovamenti a Dorio di un “Paalstab” (scure) dell’età del bronzo, conservato nel museo di Como e dei “massi cupelliformi” riconducibili ai popoli celti.
In seguito con la conquista romana nel II secolo a. C. si andò sviluppando una civiltà abbastanza evoluta detta gallo-romana, i cui centri di comando divennero “pagi” innestandosi nella costituzione giuridica dello stato romano. Successivamente i romani fortificarono i passaggi obbligati delle valli, tra cui si poteva comunicare con segnalazioni a vista, speculari di giorno e con fuochi la notte. Si ritiene risalgano a questo periodo imperiale (V-VI sec. d.C.) il “Castelvedro” in località Mai di Dervio, come il castello di Vezio e quello di Esino. Dopo la caduta dell’impero, le migrazioni barbariche dei Goti e dei Longobardi rafforzarono il sistema difensivo romano e la diffusione del cristianesimo trasformò poi in “pievi” gli antichi centri di comando, tra cui quella di Dervio sottoposta alla chiesa di Milano. I Longobardi avviarono la politica feudale che ebbe poi il suo pieno sviluppo sotto i Franchi, le terre della Valvarrone e Valsassina appartennero ai conti di Lecco finché la politica degli imperatori tedeschi (Ottoni) cominciò a contrastare lo strapotere dei feudatari con la concessione dei feudi ai vescovi.
Attorno all’anno Mille il territorio divenne diritto dell’arcivescovo di Milano. Fu poi teatro della guerra contro le “tre pievi” (Dongo, Gravedona e Sorico) e quella decennale tra Como e Milano con numerose battaglie navali sul lago. Nel Medioevo Dervio e Corenno assunsero il titolo di “borgo”, in quanto cinte da mura e rette come liberi comuni.
Negli anni 1384-1389 vennero redatti gli Statuti di Dervio, che dettavano regole precise sulla vita civile e sociale; questo documento tuttora esistente è stato tradotto in italiano e pubblicato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Dervio. La comunità di Dervio era allora composta anche dalle terre di Corenno, Dorio, Introzzo, Sueglio, Tremenico e Vestreno, ma risulta che i paesi della Valvarrone si separarono a partire almeno dal 1367. Nel 1410 Dorio e nel 1520 Corenno si separarono da Dervio, poi ritornarono a farne parte nel 1928, ma Dorio si staccò nuovamente nel 1950.
Agli arcivescovi seguirono i Ducati milanesi dei Visconti e degli Sforza, fino alla dominazione spagnola che portò ad un periodo di decadenza. La tranquillità della vita quotidiana era spesso infranta dalle scorrerie di eserciti delle grandi potenze, che transitavano sul territorio avendo come salario il diritto di saccheggio. Due nomi sono rimasti famosi: il Medeghino (1530-1532), che percorreva con la sua flotta le acque del lago razziando ovunque e rifugiandosi poi nell’imprendibile castello di Musso, ed i Lanzichenecchi (1629), che lasciarono dietro di loro la tragica peste ricordata da Manzoni ne “I Promessi Sposi” e che a Dorio fece una strage portando gli abitanti da 300 a 84; le ricorrenti epidemie di peste sono testimoniate dalla chiesetta di Santa Cecilia di Dervio che fu utilizzata come lazzaretto.
Con la successiva dominazione austriaca fiorì l’industria del ferro e lo sfruttamento delle miniere dell’alto Varrone portò lo sviluppo industriale in un’economia fondata sull’agricoltura. Nacquero a Dervio industrie come la “Redaelli”, quattro cartiere all’avanguardia, cantieri nautici e laboratori artigiani, in Valvarrone le cave minerarie, a Dorio la filanda (1840-42), che assorbivano manodopera anche dai paesi circostanti. I collegamenti migliorarono con la conclusione della strada dello Spluga (1834) e l’apertura del tratto ferroviario Bellano-Colico (1894), la costruzione della strada carrabile per la Valvarrone (1916-1917). Tutto questo ha determinato un notevole sviluppo, che grazie alla tenacia ed all’operosità degli abitanti ha portato al benessere attuale, che vede gradatamente l’economia del nostro territorio trasformarsi da industriale a turistica, grazie a quelle risorse naturali che avevano favorito i primi insediamenti abitativi delle nostre terre.

Per approfondire la storia di Dervio visitate i Quaderni Derviesi

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COLICO – TURISMO – SPORT

martedì, Novembre 1, 2011 @ 15:57
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COLICO – PERCORSI

martedì, Novembre 1, 2011 @ 15:57
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Colico Outdoor

TREKKING – Percorsi a piedi

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01 ANELLO DI VILLATICO Facile – 5 km cerca
02 RUSICO E FONTANEDO Facile – 5 km cerca
03 MONTECCHIO SUD Facile – 7 km cerca
04 ABBAZIA DI PIONA Facile – 7 km cerca
05 I FORTI DI COLICO Facile – 11 km cerca
06 SAN FEDELINO Impegnativo – 10 km cerca
07 ALPE ROSSA Impegnativo – 12 km cerca

BYKE – Percorsi in bicicletta

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08 PIAN DI SPAGNA SUD Facile – 23 km cerca
09 PIAN DI SPAGNA Facile – 23 km cerca
10 IN GIRO PER COLICO Medio – 26 km cerca
11 SAN PIETRO IN VALLATE Medio – 28 km cerca
12 VALCHIAVENNA Medio – 31 km cerca
13 STAGNI DI PESCHIERA Impegnativo – 35 km cerca
14 COLICO – VESTRENO Impegnativo – 26 km cerca
15 IN BICI ALL’ALPE ROSSA Impegnativo – 21 km cerca

 Legenda

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Al fine di prevenire qualsivoglia inconveniente, è consigliabile acquisire sempre informazioni aggiornate sulle condizioni di un percorso, sulle condizioni metereologiche ed utilizzare abbigliamento ed attrezzature adeguate.
Si declina qualsiasi responsabilità riguardo eventuali incidenti o inconvenienti che potrebbero accadere percorrendo gli itinerari descritti.

L’opuscolo COLICO OUTDOOR è disponibile presso l’Ufficio Turistico

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