Abbadia: Il Battistero della Chiesa di San Lorenzo

domenica, Gennaio 1, 2012 @ 06:01 PM

battistero san lorenzoNel 1989 venne costruita l’attuale fonte battesimale ad opera dello scultore Fulvio Simoncini, che proprio in nell’anno precedente (1988) era stato apprezzato dai critici e dalla popolazione per il monumento alle vittime della violenza, che si vede passando da Pescate, vicino alla chiesa.
La fonte è di forma esagonale e sostiene una vasca circolare: due figure geometriche semplici, ma classiche, simbolo di perfezione. L’idea teologica guida è la seguente: il Cristo è il Salvatore di tutti gli uomini, lo Spirito Santo ha guidato Maria, Elisabetta, Giovanni il Battista, Gesù, i suoi discepoli e continua a santificare tutti i battezzati. In sei formelle pulite ed essenziali, ma plastiche e piene di sentimento, lo scultore fa passare tutto il mistero della salvezza secondo la rivelazione cristiana. La storia del mondo è cambiata per la nascita di Gesù: “Et Verbum caro factum est”. L’imperatore romano sembrerebbe attirare l’attenzione di tutte le genti, delle folle, ma la sua gloria cade in rovina, mentre continua a vivere il Cristo nato nel nascondimento e nell’umiltà. Quando Maria fa visita ad Elisabetta, il bambino che deve nascere da lei ha un fremito, ed ella, ripiena di Spirito Santo, esclama: “Benedictus fructus ventris tui” Benedetto il frutto del tuo seno. Maria, in ginocchio come un’umile serva, confessa e proclama che quanto sta avvenendo in lei è opera di Dio ed eleva a Lui il cantico del Magnificat. La quarta formella (nella foto) raffigura Giovanni Battista che indica ai suoi discepoli e alle folle Gesù: “Ecce Agnus Dei”. Egli dice che ha visto lo Spirito di Dio scendere come colomba dal cielo e posarsi sopra il maestro che sta cominciando la sua vita pubblica di annuncio del Regno. Nel momento del battesimo di Cristo, il cielo si apre, si manifesta ancora lo Spirito di Dio che, come una colomba, si posa su di Lui. E dall’alto viene una voce: “Tu es filius meus dilectus” Tu se il mio figlio che amo. Infine il mistero del Salvatore si conclude con la morte in Croce, che tuttavia fa intravvedere la risurrezione: “Oportebat Christum pati et resurgere” Era necessario che Gesù soffrisse e risorgesse. Lo scultore, con una modellazione delicata e una luce quasi soffusa, descrive il messaggio che vuol comunicare in maniera chiara, ma nello stesso tempo molto lascia sottintendere, soprattutto con gli sguardi delle donne in procinto di diventare madri, o con le figure ieratiche del Battista. Le folle, appena abbozzate, col loro gioco di ombre e di luci, danno il senso dell’intuizione del mistero, che tuttavia diventa comprensibile e luminoso solo nella meditazione personale.

Fonte: Abbadia Oggi – Anno VIII – N 6 21 Novembre 1989 

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