Abbadia: La Madonna della Cintura nella Chiesa di San Lorenzo

domenica, Gennaio 1, 2012 @ 06:01 PM

madonna della cintura  - san lorenzoLa spiritualità agostiniana è testimoniata nella parrocchia di Abbadia anche dalla devozione alla Madonna della Cintura.
Due feste sono particolarmente care alla nostra popolazione: S. Apollonia il 9 di febbraio e la Madonna della Cintura la prima domenica di settembre.
Nella chiesa parrocchiale, nell’altare laterale di destra, si conserva un’elegante statua della Madonna con Gesù Bambino in braccio, che una volta all’anno viene esposta in un bellissimo trono e portata in processione nella prima domenica di settembre. Appesa alla mano di Maria e del Bambino vediamo una piccola striscia di cuoio, è la cintura che dà il nome alla festa. Spiegava don Raspini nel bollettino “La voce del Pastore” del settembre 1937: “Ci sappiamo allora dare una ragione di quella striscia di cuoio che tiene in mano la Vergine nella bella statua che veneriamo, e del fatto che mentre i confratelli delle parrocchie vicine si cingono i fianchi col solito cordone, da noi portano invece la cintura di pelle”. Il motivo è di tipo storico. I Servi di Maria, dei quali è nota la pietà verso la Vergine, avendo ereditato dagli eremiti di S. Agostino la devozione alla Madonna della Cintura, l’hanno introdotta nel nostro paese. Questa tradizione fa riferimento anche alla Madonna Addolorata (che si venera ai Campelli) o alla Madonna della Consolazione. La storia dice che la Vergine abbia consegnato la cintura a S. Monica, afflitta per morte del marito e per la vita sregolata del figlio Agostino non ancora convertito. La madre del crocifisso consola la madre di un giovane che si è incamminato sulla via della perdizione. In ogni epoca ci sono delle persone addolorate per vari motivi, che si possono rivolgere con fiducia a Maria per avere conforto e consolazione. La citura è simbolo di appartenenza alla Madonna e di una vita corretta e virtuosa, piena di fede, di giustizia, di fortezza e di purità. Come dice ancora don Raspini nel bollettino del settembre 1935, la statua in legno che veneriamo nella chiesa parrocchiale è antichissima e di squisita fattura ed era già presente nella vecchia chiesa ora conosciuta come “Chiesa Rotta”. Venne fatta restaurare da don Giovanni alla fine degli anni 70 ed ora si presenta a noi nella sua bellezza originale. La Madonna, in piedi, si erge come una figura ieratica, avvolta da un ampio ed elegante panneggio. Il velo è bianco, la veste rossa, il manto azzurro, entrambi con ricami dorati. Dalla mano protesa verso i fedeli pende la cintura, mentre con l’altro braccio sostiene il bambino, che a sua volta sorregge un piccolo mappamondo sormontato dalla croce. Tutta la statua è sorretta da una nuvola da cui sbucano tre cherubini.

Fonte: Abbadia Oggi – 21 Gennaio 1991

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