Archivio categoria ‘Colico’

Direttivo PROLOCOLARIO:
Resoconto riunione Novembre 2013

giovedì, Novembre 21, 2013 @ 09:11 AM
aggiunto da admin

Sono stati molti gli argomenti all’ordine del giorno nella riunione del coordinamento Pro Poco della sponda orientale del Lario tenutasi a Dervio giovedì 16 Novembre.

In primo luogo si è parlato della manifestazione “Sulle Orme del Viandante”: cinque passeggiate da Colico ad Abbadia, fra i saperi e sapori del lago. Le escursioni guidate, organizzate dalle Pro Loco della sponda lago, nonostante alcuni rinvii hanno avuto un ottimo successo con la partecipazione di oltre 500 escursionisti provenienti da tutta la regione. Lo svolgimento di quest’anno è stato complicato dal maltempo che ha fatto rinviare le escursioni Dervio – Bellano, Lierna – Esino e Mandello – Abbadia, ma l’ottima capacità organizzativa delle Pro Loco ha permesso agli escursionisti di ammirare i meravigliosi paesaggi della sponda orientale del Lago di Como ed i numerosi punti di interesse disseminati sul territorio.

“Sulle orme del Viandante” è una manifestazione che sta avendo successo grazie all’impostazione che è stata data alle escursioni¸ non ci si limita infatti ad accompagnare gli escursionisti sul Sentiero del Viandante, ma sono state previste parecchie deviazioni con visite guidate ai principali monumenti e testimonianze naturalistiche del territorio. Molti partecipanti hanno fatto i complimenti perché hanno potuto approfondire la conoscenza dei luoghi visitati, grazie alle preziose spiegazioni della prof.ssa Fattarelli, del prof. Pozzi e del prof. Giovine che si desidera ringraziare per l’ottima collaborazione. Un ringraziamento di cuore anche ai componenti delle Pro Loco e tutti i volontari che hanno fornito una preziosa collaborazione. L’obiettivo della manifestazione è quello di promuovere il turismo sul nostro territorio, valorizzandone le qualità paesaggistiche, storiche e culturali ed inoltre è uno degli strumenti per favorire la collaborazione fra le Pro Loco del territorio che è in continua crescita.

Durante la riunione è stato sorteggiato il premio fra gli escursionisti che hanno partecipato ad almeno 3 tappe: un viaggio per 2 persone a Monaco ed ai castelli della Baviera offerto da Rusconi Viaggi. La fortuna ha baciato la signora Ausilia Ardenghi di Colico, alla quale nei giorni scorsi è stato consegnato il premio.

Il calendario per prossimo appuntamento con la manifestazione è già stato fissato per i mesi di Settembre/Ottobre 2014.

Altra manifestazione analizzata durante l’incontro è stata la “Dama Vivente” con personaggi in costume, proposta per la prima volta quest’anno, la sfida fra le otto Pro Loco sarà riproposta anche nel 2014 nei mesi di maggio e giugno.
Proseguirà anche la collaborazione per le manifestazioni di grande richiamo che richiedono un numero elevato di volontari difficilmente reperibili da una sola associazione.

Cresce ogni anno anche l’importanza del sito internet prolocolario.it che riporta le informazioni turistiche relative agli otto paesi ed il calendario delle manifestazioni organizzate dalle Pro Loco: dall’inizio dell’anno ha registrato oltre 50.000 accessi.

DIrettivo Prolocolario

DIrettivo Prolocolario

 

Sulle orme del Viandante 2013
Proclamazione Vincitore

sabato, Novembre 16, 2013 @ 02:11 PM
aggiunto da admin

Proclamazione Vincitore Concorso

Il direttivo delle Pro Loco, riunitosi a Dervio il 14 Novembre 2013, ha provveduto all’estrazione del vincitore del concorso abbinato alla manifestazione messo in palio dall’Agenzia Viaggi RUSCONI di Lecco.

Vince un Viaggio in una Capitale Europea la Signora

AUSILIA ARDENGHI

di Colico

Gli organizzatori della manifestazione si congratulano con la vincitrice, e si augurano di averla ospite della prossima manifestazione, che si terrà nei mesi di Settembre/Ottobre 2014

Sulle orme del Viandante 2013 consegna premio

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Sulle orme del Vandante 2013
Resoconto Prima Tappa

venerdì, Settembre 6, 2013 @ 10:09 PM
aggiunto da admin

Resoconto della Prima Tappa
Colico – Piona

La prima passeggiata dell’edizione 2013 della manifestazione è stata propiziata da una bella giornata: cielo terso e temperatura ottimale
Gli iscritti sono stati quasi 200: un vero successo!

Alle ore 9.28, all’arrivo del piroscafo Milano, la banchina della Navigazione era affollata dai partecipanti alla manifestazione; una a volta a bordo si è fatto  rotta verso il Promontorio di Piona.
Dopo l’attracco alla banchina di Piona, i  partecipanti hanno fatto una breve sosta al parco dell’Abbazia: sul Sagrato era già pronta la  professoressa Elena Fattarelli che, all’arrivo dei partecipanti, li ha intrattenuti con le sue interessanti  spiegazioni.

Entrati in Chiesa, il silenzio è stato interrotto solo dalle parole che la professoressa ha saggiamente scandito, suscitando l’interesse generale.
Si è poi visitato il Chiostro dove si sono ammirati i preziosi affreschi dei “Mesi” e le colonnine di marmo bianco di Musso che sostengono i delicati archi.
I capitelli raffigurano elementi della flora e della fauna, il loro fascino è nel  mistero e nell’invito a cercare il proprio simbolo.

Poi via per il sentiero verso il culmine del promontorio (altezza 344 mt), si è sosteato presso i vari belvedere, ci si è fermati per la  pausa pranzo, si è visitato il centro abitato di Olgiasca con le sue caratteristiche viuzze.
Si è quindi  disceso il sentiero della “Garavina” o anche “Strada Vegia” e, in conclusione, ci si è trovati per un rinfresco in piazza Garibaldi a Colico.

Alcuni momenti della Passeggiata

Lo sbarco a Piona

La Chiesa dell’abbazia

Il gruppo dei partecipanti

 

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Sulle Orme del Viandante 2013: i dettagli della manifestazione

sabato, Agosto 3, 2013 @ 05:08 PM
aggiunto da admin

Sulle Orme del Viandante 2013

Le Proloco della Sponda Orientale del Lago di Como,

con il patrocinio dell’ UNPLI Lombardia,  la Regione Lombardia, la Provincia di Lecco, le Comunità Montane della Valsassina, Valvarrone Val’ d’Esino e Riviera, le Comunità Montane del Lario Orientale e della Valle San Martino, le Amministrazioni Comunali del Lario Orientale

sono liete di annunciare le date della manifestazione
“Sulle Orme del Viandante” – edizione 2013
che si svolgerà a partire dal mese di Settembre.

La manifestazione “Sulle orme del Viandante” è l’occasione ideale per chi ama camminare su un percorso ricco di spunti culturali e naturalistici.
Il Sentiero del Viandante si snoda per circa 40 Km: le origini risalgono probabilmente al XIV secolo, utilizzato nel ‘400 come alternativa durante le pestilenze e come alternativa al lago per il traffico commerciale, successivamente venne anche utilizzato dalle soldataglie che calavano a Lecco e nei dintorni.
Lungo l’itinerario sono numerose le chiesette dedicate soprattutto ai patroni del popolo, dei malati, dei mercanti e dei pellegrini, oltre a ospizi destinati a rifocillare i viandanti. Si incontrano inoltre pilastri votivi, oratori ed edicole. Altrettanto numerosi sono i suggestivi scorci panoramici.
Durante le passeggiate saranno visitati i monumenti e luoghi d’interesse posti lungo il percorso con spiegazioni fatte da esperte guide.

Scarica la Locandina della manifestazione
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Sulle Orme del Viandante 2013:
Colico – Abbazia di Piona

sabato, Agosto 3, 2013 @ 05:08 PM
aggiunto da admin

Sulle Orme del Viandante 2013

La Proloco di Colico,

con il patrocinio dell’ UNPLI Lombardia, la Provincia di Lecco, le Comunità Montane della Valsassina, Valvarrone Val’ d’Esino e Riviera, le Comunità Montane del Lario Orientale e della Valle San Martino, le Amministrazioni Comunali del Lario Orientale

è lieta di annunciare la prima tappa della manifestazione
“Sulle Orme del Viandante” – edizione 2013

Colico – Abbazia di Piona
Domenica 1 Settembre 2013

Dettagli
Totale percorso: 8 Km ca.
Difficoltà: Principiante
Si consiglia abbigliamento da trekking

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Colico: Commercianti per un giorno

sabato, Aprile 13, 2013 @ 03:04 PM
aggiunto da Colico

La Pro Loco di Colico, organizza mercatino dell’usato di primavera;  aperto al pubblico.
Tutte le info nella locandina allegata.

Colico – Torrette Montecchio Nord

martedì, Aprile 2, 2013 @ 06:04 PM
aggiunto da admin

torri montecchio nordSullo sperone sud occidentale del Montecchio Nord, poco distante dalla foce del torrente Inganna, sorgono due piccole torri, distanti tra loro una trentina di metri e legate a tratti da una muraglia che farebbe pensare a un recinto di collegamento o a una cortina di difesa.
Alcuni storici avanzano l’ipotesi che sul colle vi fosse già una vedetta romana, in seguito occupata dai Longobardi.
Le torrette odierne farebbero parte della linea di fortificazione voluta da Bernabò Visconti nel 1357 a vigilare il passaggio sulla via del lago.
La torre a sud è stata ampiamente rifatta nella parte superiore, mentre nella parte inferiore evidenzia un parametro medioevale.
Meglio conservata, se pure cimata, quella settentrionale, dagli spigoli accurati.
Sulla faccia sud esisteva anni fa un grande portale inferiore a tutto sesto e decentrato, forse opera del XVI secolo attuato in rottura, ma l’ingresso doveva essere costituito dalla porta finestra centinata del lato est, per il cui accesso si è poi creato un avancorpo a scala.
La tessitura muraria, con qualche finestrella trilitica, ricorda quella di Fontanedo.
Le due torrette a controllo del lago e delle vie provenienti da Valtellina, Valchiavenna e Valvarrone, sono probabilmente da mettersi in relazione con il castrum de Colego che sorgeva ai piedi del Montecchio Nord e distrutto da un’alluvione del torrente Inganna nel 1469.
Le torrette non sono attualmente accessibili al pubblico.

Testo di Roberto Pozzi e Giovanna Zugnoni

Colico – Forte Montecchio Nord

lunedì, Aprile 1, 2013 @ 08:04 PM
aggiunto da admin

Costruito tra il 1911 ed il 1914, il Forte Montecchio Nord è l’unico forte militare italiano della Grande Guerra che abbia conservato ancora intatto il suo armamento originario e uno dei meglio conservati in Europa.
Il complesso storico del forte, ben inserito nel Sistema Difensivo della Frontiera Nord, la cosiddetta Linea Cadorna, è grandioso: interamente scavato nella roccia, è caratterizzato da possenti mura in granito bianco di San Fedelino proveniente dalle vicine cave di Novate Mezzola e lavorato da mani di abilissimi scalpellini.

Comprende inoltre numerosi ambienti e camminamenti sotterranei, tra cui una polveriera profonda oltre 60 metri.
La funzione principale della fortificazione era quella di controllare le strade dello Spluga, del Maloja e dello Stelvio nel caso che gli Imperi Centrali, violando la neutralità della Svizzera, avessero deciso di invadere il Nord Italia.

La visita del forte consente oggi di osservare le soluzioni architettoniche, tecniche ed organizzative, alcune delle quali davvero innovative per l’epoca, adottate all’inizio del secolo nell’edificazione dei forti militari.

Sono tuttora conservati intatti non solo i quattro imponenti cannoni in postazione girevole sotto cupola corazzata, modello Schneider da 149 mm (con gittata di 14 km), ma anche l’impianto elettrico, tutti i serramenti e le blindature originali, oltre ai complessi sistemi di ventilazione e di approvvigionamento idrico.

La struttura è formata da due blocchi distinti: il piano dove si trovano le quattro artiglierie, e il ricovero destinato agli alloggi della truppa.
I due blocchi sono collegati da un camminamento curvilineo coperto e fortificato di circa 140 metri di lunghezza e appoggiato alla montagna sul lato est.

Il camminamento ha un’ampiezza di 2,5 metri e un’altezza di 3 metri mentre la volta superiore ha uno spessore di circa 1,5 metri ed è realizzata con pietre irregolari di granito.
Nelle mura del camminamento sono state realizzate dieci feritoie a bocca di lupo, che permettevano un ampio raggio per il tiro offrendo al nemico un bersaglio ridotto.

L’area destinata al ricovero si trova nella parte più bassa; in questo spazio, ricavato grazie al parziale sbancamento di una parte della collina, trovava posto la camerata destinata alla truppa, un unico locale riscaldato in grado di ospitare circa 40 uomini e altrettante brandine e armadietti per gli effetti personali.

Il forte venne chiamato, al momento della sua costruzione, “Montecchio Nord”, in corrispondenza della località in cui era localizzato.
Questo è tipico dei forti italiani che prendevano il nome del luogo in cui erano costruiti.
Solo in seguito, nel 1939, fu dedicato, come era in uso comune a quel periodo, alla medaglia d’oro al valor militare Aldo Lusardi, ferito a morte il 5 novembre 1935 nella zona di Addi Gundi nell’Africa Orientale italiana.

Dati gli eventi bellici, il forte, che costituiva il punto di forza di un complesso sistema di sbarramento che si prolungava fino al Monte Legnone, rimase inattivo durante tutta la Prima Guerra Mondiale.
La struttura non fu impiegata in azioni militari nemmeno durante la Seconda Guerra Mondiale, gli unici colpi di cannone furono infatti sparati il 27 aprile 1945 contro la colonna delle forze armate italo-tedesche che risaliva l’opposta sponda del lago in direzione della Svizzera dopo aver lasciato Mussolini nelle mani dei partigiani a Dongo.
L’episodio indusse il capitano della colonna Hans Fallmeyer a fermarsi, e si diede il via alle trattative con i partigiani per porre fine agli episodi di guerra nella zona del Lario.

In seguito il forte venne utilizzato come deposito di munizioni e rimase presidiato ed attivo fino al 1981, quando passò de#nitivamente al demanio civile.
Nel 1998 il Ministero delle Finanze affidò la gestione del “Montecchio Nord” al Comune di Colico, ed infine ceduto al demanio pubblico.
Dal 2009 il Comune di Colico ne ha affidata la gestione al Museo della Guerra Bianca in Adamello al fine di migliorarne la fruibilità turistica.

Grazie alla strategica collocazione, dalla copertura della batteria corazzata si può godere di uno splendido panorama sull’Alto Lario, con una incantevole vista sulla vicina Riserva Naturale del Pian di Spagna, il Lago di Mezzola, la foce dell’Adda e il Monte Legnone.
Per saperne di più….

Bibliografia:
Stefano Cassinelli, Forte Montecchio – baluardo tra Alto Lario e Valtellina, Varese, Macchione editore, 2003

Colico – Forte Fuentes

lunedì, Aprile 1, 2013 @ 07:04 PM
aggiunto da admin

Tra il 1603 ed il 1606, il conte di Fuentes, governatore di Milano, fece costruire sul Montecchio una fortezza a scopo di difendere il confine settentrionale del Ducato di Milano da francesi e Grigioni svizzeri, che all’epoca occupavano la Valtellina e la Valchiavenna.

La piana del forte era allungata, con opere a corno nelle estremità, mentre l’andamento irregolare delle mura, che uscivano e rientravano come cunei, consentiva una migliore difesa della bastionata.

Il forte si sviluppava su diversi livelli: in alto, ancora visibile, il palazzo del governatore, che però, a causa dell’insalubrità dell’aria, risiedeva a Gravedona; ai livelli più bassi i quartieri del soldati.

Forte FuentesIn tutto il forte poteva ospitare 300 uomini. L’ubicazione del forte consentiva di dominare tutta la pianura sottostante, che da allora venne appunto chiamata Pian di Spagna, ma soprattutto permetteva di controllare le strade per la Valtellina e per il passo dello Stelvio, per la Valchiavenna e per il passo dello Spluga, ed, infine, per Como e Milano.Ancora oggi la zona viene indicata come Trivio di Fuentes.

A completare il progetto difensivo spagnolo furono inoltre costruiti due fortilizi, uno sopra Sorico, l’altro detto Fortino d’Adda a Gera Lario e rivolto verso la Valchiavenna. Il forte era inoltre collegato ad una serie di avamposti preesistenti, noti con il generico nome di Torrette.

Nonostante il Forte di Fuentes nel corso del XVII e XVIII secolo fosse una delle principali fortificazioni della Lombardia, la sua vita non ebbe eventi militari degni di nota: solo nel 1706, durante la Guerra di successione spagnola, il Forte venne assediato per la prima volta dagli austriaci che lo espugnarono solo dopo tre settimane.

Nel 1714 in Lombardia al dominio spagnolo si sostituì quello austriaco: il Forte di Fuentes si trovò così coinvolto in due altri assedi, nel 1733, da parte di spagnoli e Piemontesi, durante la Guerra di successione polacca, e nel 1746 da parte degli spagnoli, durante la Guerra di successione austriaca.

Nel 1782, in seguito alla riforma voluta dell’imperatore Giuseppe II d’Austria, la fortezza venne dismessa e venduta a privati. Nel 1796, per volere di Napoleone, venne completamente smantellata ed in seguito abbandonata.

Dell’antica fortezza oggi rimangono in piedi solo alcuni ruderi, in parte sommersi dalla vegetazione, ricchi tuttavia ancora di fascino ed interesse.

L’affresco staccato dalla chiesetta del forte, una Santa Barbara, patrona degli artiglieri, opera non particolarmente pregevole, ma di notevole importanza storica, è ora posta nel mezzo della navata laterale sinistra della chiesa parrocchiale di San Giorgio, nel centro di Colico.

Per saperne di più…

Colico – Torre di Fontanedo

lunedì, Aprile 1, 2013 @ 07:04 PM
aggiunto da admin

Torre di FontanedoAlle pendici del monte Legnone, lungo la sponda destra del torrente Inganna, su un poggio a circa 500 metri d’altitudine, sorgono i resti di un complesso fortiffcato noto come Torre di Fontanedo.
Si tratta di un piccolo borgo che segue l’orografia rocciosa del luogo ed è disposto su due livelli, una parte alta su cui si trova la torre e una parte più bassa, verso Colico, con una serie di edifici in linea.
E’ ragionevole ipotizzare che, a partire dalle costruzioni fortificate originarie, si siano poi succeduti diversi interventi.
L’analisi tipologica individua infatti una serie di murature che definiscono il perimetro di un recinto di fronte all’ingresso della torre, sul lato sud-ovest, a cui si sono poi susseguiti nei secoli aggiunte e potenziamenti.

Sulla base della scarsa documentazione finora disponibile, sappiamo che questa imponente fortificazione fu edificata per volere di Bernabò Visconti nel 1357, sulla linea difensiva dell’Alto Lario che comprendeva anche le due torrette del Montecchio Nord.
Tuttavia, l’impianto planimetrico, alcuni particolari architettonici e il posizionamento geografico ne collocherebbero l’origine in epoca precedente, attorno al secolo XII.

La fortificazione svolgeva il compito di controllo dell’antica strada a mezza costa del monte Legnone, che collegava la Valvarrone alla Valtellina (l’antica Scalottola), e mantenne la sua importanza strategica nei secoli successivi, quando venne ampliata e inglobata nel sistema difensivo del Forte di Fuentes, divenendone l’opera accessoria più elevata.
La tipologia di alcune murature ne conferma infatti la datazione secentesca.
Il torrione è circondato e da edifici di supporto, ora abbandonati e diruti.

Il borgo comprendeva anche una cappella da cui è stato staccato un affresco raffgurante la Madonna col Bambino, probabilmente risalente al XV secolo, attualmente conservato nella chiesa dei Santi Angeli Custodi a Curcio.
La torre ha una pianta pressoché quadrata di circa 7,50 metri per lato e presenta, per motivi difensivi, un ingresso solo al primo piano con numerose feritoie disposte lungo le possenti mura.
Nonostante sia stata leggermente abbassata durante un intervento di messa in sicurezza e consolidamento effettuato all’inizio degli anni ’80, con i suoi 15 metri d’altezza, la torre domina ancora oggi tutto l’alto lago e il vicino Pian di Spagna.

Il pianoro antistante offre infatti un vasto panorama, purtroppo in parte rovinato dalla presenza di una linea di alta tensione, che ripaga lo sforzo della breve salita.
Il borgo fortificato era collegato all’abitato di Fontanedo, che si trova poco più a monte in prossimità della sponda, e a Colico, da diverse mulattiere.

Oggi la fortificazione è inserita in una rete di sentieri ben segnalati e facilmente accessibili tra cui il noto Anello di Fontanedo del CAI di Colico che tra l’altro collega la torre con la vicina chiesa di Sant’Elena situata a quota 600 metri.
Ai piedi dello sperone roccioso su cui sorge il borgo, in località Robustello, passa inoltre il tracciato dell’antica via oggi conosciuta come Sentiero del Viandante, un percorso molto frequentato che richiama ogni anno migliaia di escursionisti.

Il toponimo Fontanedo deriva dalle abbondanti sorgenti di acqua fresca, ormai in gran parte perdute, che scendendo a valle originavano la roggia molinara che per quasi un millennio ha alimentato i mulini idraulici di Villatico.

Testo elaborato sulla base delle informazioni del tabellone esplicativo a cura di E. Fatterelli

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