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"Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra, e un'ampia costiera dall'altra parte......" (da I Promessi Sposi)

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Il Marmo Nero di Varenna

martedì, Novembre 1, 2011 @ 08:11 PM
aggiunto da admin

E’ il materiale estratto presso la cava di Grumo.

Si tratta di una pietra ornamentale di colore grigio scuro con venature candide che volge al nero con la lucidatura, diffusa nella zona intorno a Perledo e Varenna.

In realtà non si tratta di un vero marmo, dal quale differisce per l’origine geologica: è una roccia sedimentaria, che ha origine dal depositarsi di materiali vari (ciottoli, sabbie, polveri, fanghi, resti di piante e animali), composta quasi interamente da carbonato di calcio, cioè calcare, con la presenza di sostanze bituminose che le conferiscono il colore nerastro.

Per contro il vero marmo è una roccia calcarea di tipo metamorfico, che nel corso delle ere geologiche si è trovata sepolta a grande profondità o in vicinanza di magma, dove le alte temperature e pressioni hanno causato trasformazioni nella sua struttura.

Il materiale veniva utilizzato per elementi ornamentali di edifici religiosi e civili o per altri scopi edilizi: è di questo tipo il marmo nero del Duomo di Milano.

8 Passi per Mandello: Percorso F
Rongio – Zucco della Rocca – Maggiana

martedì, Novembre 1, 2011 @ 08:11 PM
aggiunto da Mandello

Ruderi di cisterna romana
In generale: Tracciato ripido. Richiede un buon allenamento. Percorribile in tutte le stagioni. Particolare attenzione al tratto di sentiero 12A che porta alla cisterna.
Tempo totale: Circa 4 ore.
Difficoltà: Percorso impegnativo, con alcuni tratti impervi.
Pendenze: Massimo dislivello circa 600 mt.
Fondo: Mulattiere e sentieri stretti.
Punti di ristoro:
Rongio: bar-gelateria.
Maggiana: fontana in piazza della chiesa.
Attrezzatura: Scarpe comode, con suole antiscivolo, tipo da mezza montagna. Zainetto e borraccia. Indumenti secondo la stagione.

 

Raggiunta la frazione di Rongio (vedi itinerari pedonali per le frazioni) si imbocca la mulattiera in salita lasciando sulla destra la “Casa Torre” dei Lafranconi e seguendo l’indicazione “Piani Resinelli” – sentiero n° 12.
Per il primo tratto il sentiero è in forte salita ma agevole e si inoltra in un folto bosco, dal quale però si intravede a tratti il panorama su Mandello, Somana e lo Zucco Sileggio.
Proseguendo il sentiero si fa più stretto e diventa a tratti quasi pianeggiante, poi riprende a salire. Si incontra ad un certo punto la deviazione a destra verso Maggiana (sempre sentiero n°12) in località “Tri Foo”.
Si prosegue nella salita e si arriva in circa 15 minuti alla Costa della Rocca.
Prendendo il sentiero 12A, stretto ed impervio ma breve, si arriva allo Zucco della Rocca dove, a pochi metri dal culmine, si trovano i resti ben conservati di una cisterna di origine romana.
Si può ammirare il panorama della costa sottostante da Mandello ad Abbadia Lariana e dell’altra sponda del lago.

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8 Passi per Mandello: Percorso E
Rongio – Ponte di Ferro – Grotte Acqua Bianca

martedì, Novembre 1, 2011 @ 08:11 PM
aggiunto da Mandello

Presunto itinerario leonardesco
In generale: Tracciato facile, adatto a tutti. In gran parte su una larga carrareccia quasi pianeggiante con la parte terminale su mulattiera a gradini. Ombreggiato. Percorribile in tutte le stagioni.
Tempo totale: Circa 3 ore.
Difficoltà: Percorso facile, per tutti.
Pendenze: Massimo dislivello circa 300 mt. Salite di media difficoltà.
Fondo: Strade urbane, carrarecce e mulattiere ben tenute.
Punti di ristoro:
Rongio: bar-gelateria.
Fonte «Acqua del sassin».
Fonte «Acqua Bianca» alla gotta Ferrera.
Attrezzatura: Scarpe comode, con suole antiscivolo, tipo da mezza montagna. Indumenti secondo la stagione.

Raggiunta la frazione di Rongio (vedi itinerari pedonali per le frazioni) si imbocca una comoda carrareccia seguendo il segnavia CAI N.14 per il rifugio Elisa.
Dopo circa un quarto d’ora si arriva alla fonte del “Sassin” e dopo altri quindici minuti circa si giunge al “Ponte di ferro”, incassato tra due pareti rocciose,
sotto il quale si possono ammirare le cosiddette “marmitte dei giganti” scavate dalla forza d’erosione dell’acqua.
Inizia la salita dei “200 gradini”, citati da Leonardo nel Codice Atlantico, che portano alla Grotta dell’Acqua Bianca o “Ferrera” (la “busa di verso il lago”).
Si ritorna per lo stesso itinerario oppure, per chi volesse proseguire, è possibile collegarsi all’itinerario “C” (SOMANA – SANTA MARIA).
A sinistra della grotta inizia un tratto di mulattiera spettacolare che supera un forte dislivello grazie ad una serie di muri a secco di sostegno.
Si raggiunge cosi, dopo circa 45 minuti di salita, la localita Gardata, ottimo punto panoramico di sosta.
Da qui si può ritornare per la stessa strada dell’andata o seguire l’itinerario C (SOMANA – SANTA MARIA) a ritroso.

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8 Passi per Mandello: Percorso D
Somana – Torrente Meria – Rongio

martedì, Novembre 1, 2011 @ 08:11 PM
aggiunto da Mandello

Lungo gli impianti delle prese d’acqua
In generale
: Tracciato facile, senza forti pendenze, percorribile in tutte le stagioni, ombreggiato. In parte segue le condotte idriche della centrale elettrica, ora ENEL, della Val Meria
Tempo totale: Circa 3 ore.
Difficoltà: Percorso facile, per tutti.
Pendenze: Massimo dislivello circa 200 mt.Non presenta forti salite
Fondo: Parte iniziale su strada urbana;percorso rimanente su comodi sentieri.
Punti di ristoro:
Somana: bar, la domenica aperto.
Fonte di acqua potabile prima dell’attraversamento del torrente Meria
Rongio: bar-gelateria
Attrezzatura: Scarpe comode, con suole in gomma antiscivolo, tipo da mezza montagna. Zainetto e borraccia. Indumenti secondo la stagione.

Raggiunta la piazza di Somana, (vedi itinerari pedonali per le frazioni) si segue l’indicazione “Sentiero del fiume” N.15 B e si imbocca la bella strada pianeggiante che si addentra nella valle del torrente Meria.
Dopo circa 30 minuti di cammino si segue l’indicazione “Rongio – Mandello” N.15 C.
Dopo pochi metri si prende il sentiero che scende a destra verso un ponticello (ponte «Stiri») che permette di attraversare il torrente in un punto particolarmente suggestivo.
Si risale quindi per pochi metri sul versante di Rongio per raggiungere il canale coperto di cemento che alimenta una piccola centrale elettrica.
A questo punto verso sinistra, a monte, si trovano gli impianti per le prese d’acqua. Il nostro itinerario prosegue invece verso destra: si cammina sul canale fino a raggiungere una costruzione in muratura da cui parte, verso valle, la condotta forzata della centrale. Qui il canale finisce e inizia a sinistra un sentiero che s’inoltra nel bosco.
In pochi minuti si raggiunge la mulattiera che porta a Rongio e quindi si ridiscende a Mandello.

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8 Passi per Mandello: Percorso C
Somana – Santa Maria (Era e Gardata)

martedì, Novembre 1, 2011 @ 07:11 PM
aggiunto da Mandello

Somana-Santa_MariaVia medievale per la Valsassina
In generale: Tracciato in gran parte in salita e su mulattiera a gradini comodi e ben tenuti. Percorribile in tutte le stagioni. Vista sulla Val Meria, sulla traversata alta dalla Grigna settentrionale alla Grigna meridionale e sul rifugio Rosalba.
Tempo totale: Circa 3 ore (a S. Maria).
Difficoltà: Percorso facile, di medio impegno.
Pendenze: Massimo dislivello circa 100 mt. Totalmente in salita
Fondo: Strade urbane e mulattiere ben tenute.
Punti di ristoro:
Somana: bar, la domenica aperto.
Era: fonte.
Attrezzatura: Scarpe comode, con suole antiscivolo (tipo da mezza montagna). Zainetto e borraccia. Indumenti secondo la stagione.

Raggiunta la piazza di Somana (vedi itinerari pedonali per le frazioni), si sale a sinistra seguendo il segnavia CAI N°15 per Santa Maria.
All’uscita dal paese inizia una bella mulattiera a gradoni, lungo la quale si incontrano le croci delle stazioni della Via Crucis. Si giunge alla Cappella di S.Preda, a circa 600 mt. di altitudine, recentemente restaurata, che sorge su un piccolo pianoro da cui si possono ammirare la Grigna e la Grignetta con il rifugio Rosalba.
Il sentiero diventa più stretto ma sempre agevole e, dopo un breve tratto pianeggiante, si inerpica verso S. Maria di Olcio (mt. 664 s.m.), posta in splendida posizione dominante la Val Meria e Mandello.
Antichissimo ospizio dei Benedettini, assai fiorente già nell’undicesimo secolo, fungeva da posto di ristoro sulla principale via di comunicazione tra Mandello, sede della Pretura Giudiziaria, e la Valsassina. La chiesa venne ristrutturata nel 1600, ma conserva ancora un bel campanile romanico.
Il punto di ristoro è stato distrutto nell’incendio dell’aprile 1997.
Si ritorna per lo stesso itinerario dell’andata.
Volendo, si può proseguire sul sentiero, che diventa un po’ più impegnativo ed alterna tratti ripidi a tratti pianeggianti, fino ad arrivare in circa un’ora all’Alpe di Era, situata in una ridente conca.
All’inizio dell’alpeggio è stata edificata una chiesetta; poco oltre, sulla destra, si trova una fonte.
Il ritorno si può effettuare per la stessa via oppure, proseguendo per la Gardata (seguire i segnavia CAI), e quindi, seguendo l’itinerario “E”, si scende a Rongio e di nuovo a Mandello.
Possibilità di escursioni riservate a persone allenate ed esperte seguendo sentieri ben segnalati dal CAI che si incontrano nella salita.

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Chiesa di San Giorgio a Mandonico

martedì, Novembre 1, 2011 @ 07:11 PM
aggiunto da Dervio

L’ambiente
La chiesa si trova appena oltre la orrida Valle dei Mulini e a monte del nucleo di Dorio, da cui ugualmente si può giungere in pochi minuti.
Sorge biancheggiante su una piazzuola erbosa poco sotto un gruppo di splendidi edifici rustici in grezza pietra locale costruiti fra il sec. XVI e il XIX, i quali costituivano il luogo di Mandònico, ora disabitato.

L’architettura
La chiesa esisteva nel 1412 ed era munita di un portico antistante dove si radunava la comunità di Dorio.
Era retta da un beneficiale della comunità che nel 1506 ottenne la dignità parrocchiale, durata fino al 1677 quando venne trasferita in Dorio.
La veste attuale risale appunto alla seconda metà del Seicento, con ulteriori modifiche del 1804 concernenti la facciata, nella quale si osservano fenestrature di diversa epoca e l’elegante portale di inizio Seicento.
La piccola navata di circa 5 m per 12,5 ha un soffitto piano e, dopo gli arconi dello stretto presbiterio con volta a botte, mantiene l’abside semicircolare della più antica struttura, risalente probabilmente al sec. XIII.

Gli affreschi del 1492
Un tempo l’interno era riccamente dipinto, ma ora rimangono solo alcuni freschissimi riquadri affrescati sulla parete settentrionale, restaurati nel 1983, racchiusi da un raffinato fregio laterale a clipei circolari e ramificazioni foglia-te. Nel registro superiore un S. Giorgio a cavallo soccorre una fanciulla e trafigge il drago nello sfondo di un paesaggio di lago, colline, rocce, castelli; accanto una Vergine sta assisa in trono col Bimbo il quale stringe un uccellino. Inferiormente sono ritratte le figure stanti di S. Michele in armatura che calpesta il demonio e con la tradizionale bilancia per la pesature del bene delle anime; S. Antonio abate accompagnato dal maialino; la Madonna che in trono mostra un fiore; S. Gottardo patrono dei mercanti, dei febbricitanti e dei viandanti. Nelle iscrizioni frammentarie delle fasce orizzontali bianche si legge la data 1492. Le opere parlano con alta qualità dell’incantevole mondo tardogotico lombardo, in evidente richiamo all’atmosfera del Bergognone; vengono avvicinate alla produzione di Bernardino de Rossi, attivo a Milano e Pavia, oppure di Battista da Musso, attestato più tardi in dipinti di Crémia, Garzeno e Gravedona. Sull’altare si trova un curioso globo marmoreo col serpe demoniaco, probabile resto di una statua, e un Crocifisso emergente da un secco Calvario ligneo.

8 Passi per Mandello: Percorso B
Somana – Acqua del Gess

martedì, Novembre 1, 2011 @ 07:11 PM
aggiunto da Mandello

Panorama sul centro lago e monti di Tremezzo
In generale
: Tracciato facile, adatto a tutti, ben segnalato, senza forti pendenze, percorribile in tutte le stagioni, ombreggiato durante l’estate.
Ottimo panorama su Mandello, Olcio, Lierna e centro lago con monti di Tremezzo.
Tempo totale: Circa 3 ore.
Difficoltà: Percorso facile, per tutti.
Pendenze: Massimo dislivello in salita: 100 m.
Non presenta forti salite.
Fondo: Sempre buono. Parte iniziale su strada asfaltata.
Percorso rimanente su mulattiera acciottolata e su comodi sentieri.
Punti di ristoro:
Somana (bar, aperto la domenica)
Piano di Vicc (sorgente), 1 ora da Somana
Acqua del Gess (sorgente), 1,45 ore da Somana.
Attrezzatura
:
Scarpe comode con suola di gomma. Zainetto o borsa grande con borraccia. Pullover o giacca a vento secondo la stagione.

Raggiunta la chiesa di Somana (vedi itinerari pedonali per le frazioni) si prosegue per il cimitero e quindi per la località Poada. Di fronte all’entrata di un grande allevamento di conigli si segue il segnavia CAI N.17 C- Acqua del Gesso – Bocchetta di Verdascia.
Al primo bivio si prende a destra (segno rosso su muro a secco) e, continuando a salire, si segue il tubo dell’acqua proveniente dalla «Fonte del Gess» fino ad incontrare una croce in memoria di un caduto in montagna.
Subito dopo si salgono delle scalette con parapetto: questo è un bel punto panoramico su Mandello, Olcio ed il lago; la vegetazione è molto varia.
Si entra poi in un bosco di castagni, lasciando la condotta che prosegue in terreno privato e seguendo i bollini rossi dipinti sui sassi (via Mister) si esce in un pianoro con cascinale da cui si gode uno splendido panorama di Lierna, del centro lago e, di fronte, dei monti di Tremezzo.
Sempre seguendo il segnavia 17C si giunge al «Pian di Vecc», agglomerato di caselli dove si trovano la cappelletta della «Madonna del Gess» ed una sorgente d’acqua a fil di terra.
Imboccando il sentiero che sale a destra della cappelletta in pochi minuti si giunge alla sorgente «Acqua del Gess» (bollini rossi sui sassi – 530 mt. s.l.m.).
Al ritorno si ripete la strada fino alla cappelletta dove, invece di girare a sinistra, si tiene la destra fino ad incontrare un altro sentiero che conduce a Lierna.
Si prende allora a sinistra e si scende alla cappelletta dei Saioli (del 1919 – dedicata alla vittoria) A sinistra si segue il Sentiero del Viandante in direzione Somana
(segnavia 17C), uscendo poco sotto l’allevamento di conigli.
Da qui si prende di nuovo la strada asfaltata per Somana e Mandello.

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8 Passi per Mandello: Percorso A
Somana-Olcio

martedì, Novembre 1, 2011 @ 06:11 PM
aggiunto da Mandello

Belvedere sul lago
In generale: Anello dal tracciato facile, panoramico. Per metà su strade urbane, poco trafficate
Tempo totale: Circa 3 ore.
Difficoltà: Percorso facile, per tutti.
Pendenze: Massimo dislivello circa 100 mt.
Fondo: Strade urbane e comodi sentieri.
Punti di ristoro:
Somana: bar, la domenica aperto.
Olcio, zona a lago: bar – gelateria.
Mandello: bar sul percorso.
Attrezzatura: Scarpe comode, da passeggio, con suole antiscivolo.

 

Raggiunta la piazza della chiesa in frazione Somana (vedi itinerari pedonali per le frazioni), si prosegue in salita verso il cimitero.
Oltrepassato il parcheggio antistante, dopo pochi metri, in prossimità di una cappella, si incontra a sinistra la deviazione per Olcio (segnavia CAI n.15).
Inizia ora uno stretto sentiero che, scendendo a gradini tra prati coltivati, perde velocemente quota e si trasforma più avanti in una larga e ben lastricata mulattiera con belle vedute sul lago fino alla punta di Bellagio.
Si attraversano terrazzamenti coltivati a olivi e viti e si raggiungono le prime case della frazione di Olcio, tutta stretta fra lago e monti con le sue tipiche viuzze. Tenendo la sinistra, si imbocca via per Somana che conduce alla bella chiesa di S. Rocco.
Si scende la piccola scalinata e si percorre la strada asfaltata, praticamente senza traffico, che conduce alla strada provinciale 72, in prossimità di un’antica cappelletta dell’Immacolata.
Si prosegue per Via Gioberti che corre alta, parallela alla provinciale e che permette di raggiungere senza i pericoli del traffico automobilistico lo stabilimento della Gilardoni
raggi X.
Voltando a destra e transitando davanti all’ingresso della ditta, si arriva al lago e lo si costeggia lungo una stradina sterrata pedonale.
Oltrepassata la zona campeggio, si arriva al rione dei Mulini e quindi al campo sportivo.
Superato il ponte sul torrente Meria, si svolta a sinistra in via Maestri Comacini, raggiungendo la chiesa della Madonna del Fiume, a ricordo del ritrovamento di un pezzo di muro intatto con l’immagine della Madonna e del Bambino, resto di una cappella travolta dallo straripamento del Meria.
Da qui, in breve, si torna alla stazione ferroviaria.

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8 Passi per Mandello – Itinerari Pedonali per le Frazioni

martedì, Novembre 1, 2011 @ 06:11 PM
aggiunto da Mandello

Sono i percorsi per raggiungere le frazioni da cui partono gli itinerari de scritti nelle pagine seguenti pertendo dalla stazione ferroviaria e richiedono ognuno circa 1/2 ora.
Sono tutti estremamente facili.
Questi percorsi sono indicati in giallo sulla cartina di riferimento.
Vi ricordiamo di portare con voi una fotocamera o una cinepresa e di seguire i consigli per le attrezzature e l’abbigliamento necessario per le escursioni.
Buona strada!

BIBLIOGRAFIA:
«Camminare* – ed. Rotary – Lecco
«Sentiero del Viandante* – Azienda Promozione Turistica del Lecchese e Comunità Montana del Lario Orientale «Il Leggicittà* – ed. Weka s.p.a. – Milano
«Carta Turistica e Stradale* – Comune, Pro Loco e A.N.A. di Mandello «Carta Gruppo delle Grigne* – Touring Club Italiano

MANDELLO – SOMANA
Lasciando alle spalle la stazione ferroviaria, si scende a destra e si attraversa il sottopassaggio ferroviario.
Si prosegue diritto attraversan¬do via Parodi e si segue via Eritrea fino a piazza della Vittoria dove sorge l’antica chiesa di S.Zeno. Si prose¬gue per via S. Zenone (con¬trada Motteno), via Dan te, piazza IV Novembre (con¬trada Mo lina) e, dopo aver attraversato il ponte sul fiume Me ria, si sale per la stretta via Colombo che porta in piazza della Fontana.
Percorrendo la con-trada Palanzo si in- crocia via dei Parti- giani di fronte ad una antica mulattiera a
gradini (strada del Sasso – indicazioni alpinistiche su un palo) che porta aSomana, alla chiesa di S. Abbondio.

MANDELLO – S.GIORGIO – MAGGIANA
Dalla stazione si costeggia la strada provinciale in direzione Lecco sino ad uno slargo in corrispondenza del Centro Sportivo.
Si imbocca a sinistra una ripida strada selciata sino alla chiesetta di S. Giorgio, piccolo gioiello del ‘200 a picco sul lago, con interessanti affreschi del XV secolo (per la visita rivolgersi al Parroco di Crebbio – Tel. 73.02.78).
Si sale a sinistra per un sentiero fra i giardini seguendo l’indicazione “Sentiero del Viandante” sino ad incrociare la superstrada 36, che si attraversa su un cavalcavia.
Dopo il ponte si svolta subito a sinistra e, dopo 20 metri, a destra, su un sentiero che conduce al cimitero di Maggiana, dove si esce sulla strada asfaltata.
A sinistra si scende verso il nucleo di Maggiana e la piazza della chiesa.

MANDELLO – RONGIO
Arrivati in contrada di Molina (vedi percorso per Somana), non si attraversa il ponte sul Meria, ma si imbocca, a destra, la strada per Luzzeno, all’inizio larga ed asfaltata, poi larga mulattiera acciottolata.
A Luzzeno si incrocia la strada asfaltata per Rongio, la si percorre fino al primo tornante, dove si prende a sinistra la vecchia mulattiera che conduce alla piazza di Rongio (chiesa di S. Abbondio).

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Ricettario – Cavolatte

martedì, Novembre 1, 2011 @ 06:11 PM
aggiunto da admin

Bevanda energetica usata dai nostri antenati: visto che la quantita di zuccheri e grassi contenuti non è da poco, è meglio avere del movimento da fare per smaltirli

Ingredienti

½ litro di latte
2 rossi d’uovo
2 cucchiai di zucchero
cannella
scorza di limone

Preparazione

Portare a bollore il latte, se fa la pellicina eliminarla, mentre il latte si scalda sbattiamo i rossi d’uovo con i due cucchiai di zucchero (come dose ogni rosso d’uovo 1 cucchiaio di zucchero) facendo uno zabaglione che andremo ad amalgamare con il latte ancora caldo, aggiungiamo quindi mezza stecca di cannella  e poca scorza di limone (per la quantità di cannella e limone ognuno si regola a proprio piacimento, il sottoscritto ha indicato le dosi che ha usato).

Il cavolatte si può bere caldo o freddo.

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