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"Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra, e un'ampia costiera dall'altra parte......" (da I Promessi Sposi)

Il sito web che raggruppa tutte le Pro Loco della riva Orientale del Lago di Como

Ricettario Gastronomia Lariana

martedì, Novembre 1, 2011 @ 06:11 PM
aggiunto da admin

La Cucina Montana e Valligiana

martedì, Novembre 1, 2011 @ 05:11 PM
aggiunto da admin

Le valli che confluiscono nel lago di Como, nei secoli hanno ricevuto influssi culturali dall’esterno: Veneto, Grigioni, pianura Padana. L’agricoltura non è mai stata ampiamente praticata nella zona.
Infatti il territorio era per lo più lasciato incoltivato per il pascolo o per ricavarne il foraggio invernale per il bestiame, e solo i piccoli terrazzamenti a mezza montagna erano utilizzati per la coltivazione del mais, delle patate e dei cereali resistenti ai climi rigidi come orzo, grano saraceno, segale, miglio e avena.

Altro alimento importante delle popolazioni locali era la castagna, che veniva consumata come tale o utilizzata per produrre la farina.
L’attività principale era dunque l’allevamento del bestiame che forniva latte, formaggi, salumi e condimenti, ovvero gli elementi di base della gastronomia della zona.

Basti pensare che fino alla fine dell”800 l’olio era pressoché sconosciuto e perfino l’insalata era condita con il burro, che in alcune preparazioni era sostituito da pancetta fritta.
In pratica ogni famiglia provvedeva al proprio sostentamento alimentare in un’economia di sola sussistenza, testimoniata dalla grande frugalità della pietanze.

Con l’introduzione nell’area alpina di mais e grano saraceno, i cibi primitivi come il macco o la puls di castagne, furono sostituiti dalla polenta che divenne il piatto principale di tutte le mense, consumata da sola (pulenta santa o pulenta e spüda) o accompagnata da latticello, formaggio, salame e anche da frutta o insalata.
L’alternativa alla polenta era rappresentata dalle zuppe, preparate con verdure, fagioli, talvolta castagne, miglio e panico pestati o orzo anche non pilato; oppure con polentina morbida di grano saraceno, mais o frumento, che in qualche caso veniva tostata nel burro e diluita con latte o acqua.

L’alimentazione della piccola nobiltà locale si discostava da quella delle classi meno abbienti sia per l’abbondanza delle portate sia per la presenza di cacciagione, pesci d’acqua dolce, lumache e gamberi di fosso. Oltre che dalla grande varietà di preparazioni ottenute con pochi ingredienti, la cucina era caratterizzata dalla povertà dei mezzi di cottura.

Infatti i pastori durante gli alpeggi estivi in alta montagna disponevano solo di un paiolo e di un bastone per rimestare le pietanze (taracc o taraj), mentre nelle case a fondo valle e delle famiglie benestanti la “batteria” di pentole comprendeva anche una pentola di bronzo per la trippa e le lunghe cotture delle minestre d’orzo, una padella di ferro per i kisciö e i cicc (schiacciate di farina nera e formaggio), e una pentola di pietra ollare (lavécc) tipica della Valmalenco ma prodotta anche in Valchiavenna fin dall’epoca romana, divenuta il simbolo della cucina locale.

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La Cucina del Lago

martedì, Novembre 1, 2011 @ 05:11 PM
aggiunto da admin

Il territorio lariano presenta tradizioni e usi alimentari abbastanza omogenei, incentrati su alcuni fattori ambientali e climatici (il lago, la montagna) che hanno influenzato un peculiare orientamento verso lo sfruttamento di specifiche risorse.
In questa vicenda anche la storia ha giocato un ruolo affatto trascurabile: la frequente opposizione verso i milanesi, il fatto che le grandi vie di commercio verso il Nord Europa passavano un tempo (e ancora oggi) di qui, e, in tempi più recenti, l’attrattiva turistica delle aree lacustri, hanno determinato il radicamento di stili gastronomici piuttosto stratificati e differenziati dal resto delle aree lombarde.

Rispetto a molte tradizioni alimentari dell’Italia Settentrionale, la razione tipica lariana, pur conservando una generale impronta pauperistica, è molto più varia: per le basi amilacee, oltre al riso, al mais e alle patate, si fa ampio ricorso ai cereali minori (miglio, orzo, segale, avena), al grano saraceno e alle castagne; fra le carni, la preferenza va a quelle bianche o di selvaggina, con inferiore insistenza verso quelle bovine e, soprattutto, di maiale; il pesce di acqua dolce non è una presenza sporadica; gli ortaggi sono ampiamente rappresentati e, insieme alle erbe selvatiche, vanno ad arricchire le minestre e le zuppe più povere; la stessa frutta (grazie alla benevolenza del clima) è presente in buona varietà.

Ma è soprattutto nei condimenti che la cucina tipica lariana assume connotati originali: all’impero del burro e del lardo (una costante dei moduli padani) si contrappone il ricorso abbondante all’olio di oliva (di produzione locale, e dotato di una caratteristica leggerezza) e agli oli vegetali (di linosa, di noci, di ravizzone).

Nemmeno il ricorso al burro o al consumo di formaggi grassi è così dominante come si potrebbe pensare sulla base della locale specializzazione produttiva: questi prodotti erano per lo più commercializzati nella più ricca Milano, mentre sulla mensa lariana restavano, come ingredienti, gli scarti della lavorazione casearia: siero e latticello.

Non è un caso, fra l’altro, che le persistenti carestie che hanno afflitto l’area padana e la Brianza (e le malattie conseguenti, soprattutto la pellagra dovuta all’alimentazione monomaidica), hanno in parte risparmiato le popolazioni lariane, per la saggezza nel comporre formulazioni sì povere ma nutritivamente equilibrate.

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Abbadia Lariana – Strutture Ricettive Lago

martedì, Novembre 1, 2011 @ 04:11 PM
aggiunto da Abbadia

Di seguito sono le diverse atrezzature disponibili sulla riva del lago:

Ristoranti e Pizzerie:



Attico Lariano
Via Nazionale 141
Fax.  0341.731889
Matteo 334.8681750
Carmelo 328.3239950
http://atticolariano.wordpress.com/
info@atticolariano.it
Ristorante da Piero
piazza Stazione
tel. 0341 731542
chiuso il lunedì e il martedì


Pizza Pace
consegna a domicilio
Via Nazionale, 101
tel. 0341 1847005
cell. 338 3019351
orari: 11.00-14.30/17.30-23.00
Pizzeria Ristorante La Smorfia
Via Centrale, 2
tel. 0341 700793
chiuso il martedì


Bar



Bar Garden
via Nazionale, 142/a
tel. 0341 701397
chiuso il lunedì
Bar Gelateria-Pasticceria Galdin
via Nazionale, 99
tel. 0341 731357
chiuso il lunedì


Bar Pausa Caffè
via Nazionale, 110
tel. 0341 730490
chiuso la domenica

Alberghi e Campeggi



Camping spiaggia
via al Campeggio, 5
tel. 0341 731621
fax 0341 1880114
aperto da aprile a settembre
www.campingspiaggia.com
info@campingspiaggia.com
Park Hotel
via Nazionale 144
tel. 0341 703193
fax 0341 703194
www.parkhotelabbadia.com
mb.vice@libero.it


 Bed&Breakfast



B&B BIOHAUS
via della Corona 22
Tel. 0341 700873
cell. 347 0750005
Fax. 0341 700873
mamazza@libero.it
B&B Cambiodaria
Via dei Mulini, 22
Tel. 0341701043
cell. 331 7839054
www.cambiodaria.it
info@cambiodaria.it


B&B Contrada Lunga
Via alla Chiesetta, 10
Cell. +39.335.6443223
www.contradalunga.it
info@contradalunga.it
B&B Il Portone
Vicolo del Portone, 8 – Loc. Crebbio
Tel.  0341 702118
cell.  328 7699175
zahn.s@alice.it


B&B Le Colombine
via per Linzanico 13
Tel.  0341 700816
cell.  333 9071899
www.beblecolombine.it/
info@beblecolombine.it



VARENNA – TURISMO

martedì, Novembre 1, 2011 @ 04:11 PM
aggiunto da Varenna

VARENNA – TURISMO

VARENNA – PERCORSI

martedì, Novembre 1, 2011 @ 04:11 PM
aggiunto da Varenna

VARENNA – PERCORSI

ANELLO DEL CASTELLO DI VEZIO

Giunti nel centro di Varenna dirigersi oltre la Piazza San Giorgio fino ad arrivare davanti alla splendida Villa Monastero, celebre per il bellissimo giardino ricco di fiori e piante grasse. Imboccare via Roma, la strada asfaltata ad una sola corsia che conduce al Cimitero. Durante la salita, dove si potrà godere di una vista mozzafiato sul paesaggio circostante, si trovano le indicazioni per il percorso panoramico “Scabium”, che inizia dal parcheggio dell’ex Hotel Eremo Gaudio.  Si tratta di un antico itinerario che collega Varenna a Vezio di Perledo della durata di circa 30 minuti, e che fa parte del più noto Sentiero del Viandante.  Dislivello di circa 160 mt.  Questo percorso conduce alla piazzetta nel borgo di Vezio su cui si affaccia la Chiesa di S. Antonio Abate di Perledo. Passeggiando troverete un viottolo che conduce al cimitero e sale al colle fino al Castello di Vezio, dalla quale si accederà oltrepassando il cancello. Una volta terminata la visita al Castello, potete fare rientro in paese percorrendo una strada alternativa a quella dell’andata, solitamente usata per la salita, ma più ripida e meno panoramica. In meno di 30 minuti giungerete nuovamente a Varenna camminando su una mulattiera di ciottoli ombreggiata accanto all’Hotel Montecodeno (zona Olivedo), punto comodo per raggiungere l’imbarcadero o la stazione.  Nei pressi dell’imbarcadero trovate un piccolo parco giochi con altalena, scivolo e panchine vista lago. Da lì si imbocca la Passeggiata degli Innamorati di Varenna: una passerella ancorata alla roccia, a sbalzo sul lago, con la fotografatissima ringhiera rossa. Proseguire per il centro di Varenna, dove ritornerete in Piazza San Giorgio con le sue bellissime chiese- Chiesa di San Giorgio, Chiesa di San Giovanni Battista e Chiesa Santa Madonna delle Grazie.

SENTIERO DEL VIANDANTE VARENNA- BELLANO

Passeggiata breve ma molto suggestiva, che raccoglie nello spazio di poche ore il meglio dei caratteri paesaggistici di questa parte della Lombardia: panorami di prima grandezza, singolarità botaniche e geologiche, testimonianze della fede, luoghi dell’immaginario popolare, ritagli di campi, case contadine, vigne e oliveti. Il sentiero parte dal Castello di Vezio e durante il percorso potrete ammirare: le cave di marmo nero di Varenna, i muri a secco, la funicolare di Regoledo, i cippi confinari, un confine litologico e infine l’orrido di Bellano.

Tempo di percorrenza: 2h – 3h (considerando le possibili soste)
Periodo consigliato: autunno, primavera

SENTIERO DEL VIANDANTE VARENNA- LIERNA

Salendo dalla scala accanto al Cimitero di Varenna, conosciuto anche come il “Cimitero degli inglesi”, si imbocca un sentiero parallelo al lago che procede a mezza costa fino a superare la valle dove vi sono le sorgenti del Fiumelatte, il fiume più corto d’Italia. Il sentiero del Viandante procede in mezzo al bosco costeggiando la superstrada per poi inerpicarsi deciso fino alle baite Roslina e Coria, il punto più alto del percorso. Da qui inizia la ripida discesa che si conclude sulle rive del lago a Lierna.

Tempo di percorrenza: mezza giornata
Dislivello massimo in salita: 563 mt (tratto Varenna – Coria)
Periodo consigliato: inverno, primavera

SENTIERO DEL VIANDANTE VARENNA- LIERNA (variante alta)

Dal Castello di Vezio saliamo lungo lo stretto crinale del Monte Fopp fino alla Croce del Fopp e al Sass da Poo. Superata un’area di sosta il sentiero spiana e, lungo una strada bianca che costeggia le pendici del Monte Fopp, raggiungiamo Ortanella. Superiamo lo stagno del Pozzal e seguiamo la strada forestale fino alla chiesetta di San Pietro, punto panoramico con area sosta attrezzata. Da qui il sentiero inizia a scendere verso l’Alpe di Mezzedo e la Croce di Brentalone, oltre la quale percorriamo la discesa a scaloni fino a raggiungere la superstrada. Superiamo l’abitato di Genico ed entriamo a Lierna scendendo in breve fino alla stazione.

Tempo di percorrenza: una giornata (tenendo conto delle varie soste)
Periodo consigliato: autunno, primavera

SORGENTE DEL FIUMELATTE

Il Fiumelatte va annoverato tra i più brevi corsi d’acqua d’Italia con i soli 250 m. circa di sviluppo, dal punto di origine al suo tuffo nel lago. Le sue fragorose acque sono così spumeggianti da conferirgli un incredibile color bianco-latte, fenomeno da cui trae appunto il proprio nome. È un torrente temporaneo: compare rapidamente verso fine marzo per poi scomparire ad ottobre. Questa sua particolare singolarità ha condotto gli studiosi ad ipotizzare che il Fiumelatte rappresenti un “troppopieno” di un imponente bacino situato nelle viscere del retrostante circo glaciale di Moncodeno, nella Grigna Settentrionale. Il fiume ha suscitato nei secoli la curiosità di molti; fra i tanti Leonardo, che al “Fiumelaccio” accenna nel foglio 214 del Codice Atlantico. Per raggiungere la Sorgente da Piazza San Giorgio, a Varenna, si prosegue verso sud, imboccando in leggera salita Via Roma, adiacente il parcheggio multipiano. Raggiunto il cimitero, si prosegue sulla scalinata che si incontra a sinistra, al termine della quale ha inizio il vero e proprio sentiero che, correndo a mezza costa parallelo al lago, porta al Fiumelatte. Consigliamo di indossare scarpe comode, per percorrere agevolmente il sentiero, seppur non presenti grosse difficoltà. Per chi volesse sostare nei pressi della sorgente, una piccola ma ben attrezzata area pic-nic è situata proprio a bordo del fiume.

GREENWAY DEI PATRIARCHI

A passo lento, attraversando Varenna ed alcune delle sue più belle frazioni, lungo viuzze, sentieri o brevi tratti su rotabile per gustare scorci e panorami deliziosi, immersi in un contesto pieno di vita e bellezza: ecco a voi la Greenway dei Patriarchi. Ma chi sono i Patriarchi, innanzitutto? Da tempo immemore, i varennesi sono soprannominati “Patriarchitt” (ossia “i Patriarchini”, perché a suo tempo praticanti il rito religioso patriarchino di Aquileia); oggi i “Patriarchi” rappresentano le persone anziane di Varenna, quelle longeve e sagge. Ogni anno li si festeggia tutti assieme in una giornata dedicata totalmente a loro (che vivano o siano solo nati a Varenna, poco importa: in una bellissima giornata, ci si ritrova tutti assieme a festeggiare!) che si svolge a fine autunno nei saloni addobbati di Villa Cipressi. É pensando a loro – e volendoli ringraziare per la ricchezza che rappresentano per il nostro paese – che con gratitudine e affetto si è dedicato a loro questo nuovo percorso di mobilità dolce.

Tempo di percorrenza: 2 ore ca (sola andata)
Lunghezza totale: Km. 6,00 (sola andata)
Altitudine di partenza: metri 200,00
Altitudine Massima: metri 320,00

VARENNA – STORIA E GEOGRAFIA

martedì, Novembre 1, 2011 @ 04:11 PM
aggiunto da Varenna

Varenna, posta allo sbocco di una fertile valletta, è costruita su un promontorio roccioso sovrastato da un monte, sulla cui vetta si staglia la sagoma inconfondibile della torre di un antico castello. 

Come molti dei paesi della costa Lariana, anche Varenna ha un passato legato all’attività della pesca; per questo è stata scelta come luogo di dimora dalle prime popolazioni del lago.

È una località inconsueta: da una parte si propone come un vivace e attrattivo centro turistico con numerose strutture ricettive, dall’altra custodisce un passato medioevale che si offre oggi come uno dei meglio conservati della zona del Lago. 

CENNI STORICI

Le origini di Varenna si perdono nell’oscurità dei tempi. Si può affermare che la località dev’essere stata abitata fin dai tempi più remoti e fu fortificata dai Romani. Un segno importante nella storia del borgo risale al 1169, quando questo, che era uno sparuto villaggio di pescatori, diede ospitalità agli abitanti dell’Isola Comacina scappati dalla distruzione delle loro case da parte dei Comaschi, alleati del Barbarossa. Tutti gli anni, i Varennesi ricordano lo sbarco dei Comacini il primo sabato di Luglio, con una grandiosa festa culminante con spettacolari fuochi d’artificio. 

Etimologia del nome:

Deriva dal nome latino femminile di persona ‘Varena’.

Il centro si trova ad un’altitudine di 220 m, conta all’incirca 728 abitanti e si estende su una superficie di 12,6 km2 divise in 4 frazioni: Varenna, Olivedo, Fiumelatte e Località Pino.

Foto di Alberto Locatelli in esclusiva della Pro Varenna

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MANDELLO – SPORT E TURISMO

martedì, Novembre 1, 2011 @ 04:11 PM
aggiunto da Mandello

Panorama Mandello

MANGIARE A MANDELLO
Ristorante “Il Giardinetto”
Rist. Riva Granda

Albergo Ristorante “Grigna”
Rist. Pizzeria Rosalba
Rist. Mamma Ciccia
Villa Confalonieri
Albergo Ristorante “Al Verde”
Agriturismo “La Selvaggia”
Rist. Pizzeria “La Tavernetta”
Osteria “Sali e Tabacchi”
Pizzeria “Al Ghezz”
Paninoteca “Bar Roma” – tel. 0341/732350
Ristorante Pizzeria “2184” (Piani Resinelli)- tel. 0341/590077

 

DORMIRE A MANDELLO
Hotel in Mandello
Albergo Ristorante “Grigna”
Albergo Ristorante “Al Verde”

B&B in Mandello
B&B La Tartaruga
B&B Antica Officina
B&B Lago Blu
B&B Acqua Bianca
B&B Mammamia
B&B Frontelago
B&B MammaCiccia
B&B Le Ortensie
B&B Alla Torre del Barbarossa
B&B Guzzi-Inn – tel/fax 0341/730861 e-mail

Camping in Mandello
Camping “Continental”

Altre strutture
Casa Vacanza Gelsomino – tel. 338/6578280
Motel “Nautilus” – tel. 0341/581373
“Residence Giardinetto” (case vacanze) – tel. 0341/731125
Agriturismo Crotto di Somana – cell. +39 338 4519777 – cell. +39 349 6887791

 

MUOVERSI A MANDELLO
In treno
In autobus
In battello

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MANDELLO – PERCORSI

martedì, Novembre 1, 2011 @ 04:11 PM
aggiunto da Mandello

Viandanti.....

Vengono presentati 8 itinerari che permettono di effettuare alcune semplici e brevi escursioni all’aria aperta nei dintorni di Mandello. Sono in genere molto facili, adatti a tutti e si svolgono su sentieri larghi, ben tenuti e senza forti pendenze.

8 passi per Mandello – Carta di Riferimento

PERCORSI CONSIGLIATI CON DETTAGLI:

INTRODUZIONE AI PERCORSI

A – SOMANA – OLCIO
B – SOMANA – ACQUA DEL GESS
C – SOMANA – SANTA MARIA (ERA E GARDATA)
D – SOMANA – TORRENTE MERIA – RONGIO
E – RONGIO – PONTE DI FERRO – GROTTE ACQUA BIANCA
F – RONGIO – ZUCCO DELLA ROCCA – MAGGIANA
G – SAN GIORGIO – MAGGIANA – RONGIO
H – SAN GIORGIO – MAGGIANA – CASCATA DEL TORRENTE ZERBO

 

PERCORSI PER I RIFUGI CON DETTAGLI:

Rifugio

A – RIFUGIO BIETTI – BUZZI
B – RIFUGIO ELISA
C – RIFUGIO ROSALBA
D – RIFUGIO BRIOSCHI

 

ALTRI PERCORSI CONSIGLIATI:

A – ANELLO DI OLCIO

 

MANDELLO – MONUMENTI E LUOGHI

martedì, Novembre 1, 2011 @ 04:11 PM
aggiunto da Mandello
CHIESA DI SAN GIORGIO
Appartenente al comune di Mandello, ma dipendente dalla parrocchia di Crebbio, la chiesa di San Giorgio è originaria probabilmente del 100 DC, anche se oggi appare nelle formedel XIII secolo.
L’acquasantiera in marmo del IX-X secolo e l’eccezionale complesso di affreschi raffiguranti temi come la misericordia, la salvezza e la dannazione ne fanno uno dei più affascinanti rilievi archeologici della zona orientale del lago.
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CHIESA DI DEBBIO
Chiesa di DebbioDi costruzione antica ma non databile con precisione (è citata gia nel’883 DC), è inizialmente dedicata a S. Stefano.
Nel 1434 viene eseguito un affresco rappresentante la Madonna del Latte e nel 1760 viede dedicata a Santa Maria Nascente.
Ubicata al confine tra i Comuni di Mandello e di Abbadia Lariana. è raggiungibile in pochi minuti percorrendo il tratto Debbio – S. Giorgio  o arrivando da Abbadia seguendo il “Sentiero del Viandante”.
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ARCIPRETALE DI SAN LORENZO MARTIRE

La chiesa è situata in zona lago,non lontana dal pontile del battello.
Già documentata nell’800, nel 1288 sede di Capitolo. La forma attuale si deve al rifacimento del 1613. Dell’antica struttura il campanile romanico (sec XI-XII). Affiancata dal complesso di Santa Marta, sacello a pianta quadrata con abside poligonale, sede di antica confraternita (1300).
Ricca decorazione barocca all’interno. Nel presbiterio tele (XVII sec) con Storie di San Lorenzo di Agostino Santagostino. Stucchi del presbiterio di Giacomo Scotti (XVII sec), stalli del coro ligneo di Paolo Lucini (1691). Altare maggiore pregevolissima opera in legno intagliato e dorato.
Organo Serassi (1764) scolpito e dorato. Decorazione della volta della navata con Trionfo della Pace di Luigi Tagliaferri (1915). Nell’andito che conduce da San Lorenzo a Santa Marta affresco dell’Addolorata, di origine antica, più volte ridipinto.
Dalla chiesa di Santa Marta si accede alla Grotta della Madonna di Lourdes.
Di fronte alla Chiesa l’antica Cappella dei Morti, a pianta ottagonale.

TORRE DI MAGGIANA (DETTA DEL BARBAROSSA)

La Torre di Maggiana “detta del Barbarossa” è una fortificazione di origine medievale risalente al XII secolo, il cui nome va ricondotto alla leggenda secondo cui  la famiglia Mandelli avrebbe offerto ospitalità all’imperatore Federico I (il Barbarossa) nel 1158. Della decorazione ad affresco che un tempo ornava i locali resistono alcuni lacerti rappresentanti trofei d’armi. Attualmente è sede del Museo di Arte Contadina il quale, allestito con cura dal Gruppo Amici di Maggiana, raccoglie manufatti del lavoro e dell’arte contadina. Sulla terrazza, in cima alla torre, si gode un bellissimo panorama sul lago e sulle montagne circostanti.Orari di apertura: Dalle 10:00 alle 12:00 nei seguenti giorni: Aprile: 9, 16 (Pasqua), 17, 23, 24, 25, 30.
Da Maggio a Settembre Sabato e Domenica.
Aperture straordinarie: 1 Maggio, 2 Giugno, 15 Agosto
www.museotorremaggiana.it

RONGIO – SAN GIACOMO

Documentata dal 1558 ma di fondazione più antica. Forma attuale frutto di un intervento di abbellimento e restauro del 1903. Dal 1913 il fonte battesimale. All’interno, sull’altare di marmo policromo intarsiato (1745), una nicchia accoglie la statua del Santo in abiti vescovili.Sulla volta del presbiterio La cena in Emmaus.Nello spessore di un pilastro che divide il presbiterio dalla navata, visibile affresco tardogotico raffigurante Madonna col Bambino con ramo di ulivo. Nella navata si apre la Cappella della Madonna del Rosario con bella statua della vergine. Copertura della navata con volta a crociera adue campate. In controfacciata, in posizione elevata, il coro.

RONGIO – SANT’ANTONIO DA PADOVA

Risale al 1654. Sopra l’altare maggiore una statua di Sant’Antonio con Gesù Bambino circondato da fanciulli. Sulle pareti del presbiterio 2 tele: a sinistra Sant’Antonio resuscita un morto; a destra fatto che narra l’origine della chiesa. Nella navata 2 nicchie con statue della Vergine Immacolata e di un Santo Guerriero. Due tele nella navata rappresentano Maria Immacolata che trionfa su un drago e il sacrificio di Isacco. Nelle lunette dipinti 2 miracoli di Sant’Antonio.

OLCIO – SANTA MARIA AL MONTE

A 661 metri s.l.m., su antica via di comunicazione che collegava Mandello alla Valsassina. La mulattiera che conduce alla chiesa parte dalla frazione di Somana
Sicuramente già esistente nel 1145, quando il santuario è citato in un privilegio papale.
Nel 1335 fu ospizio benedettino, con annessi locali edificati in epoca medievale.
Dal 1440 dipende dalla Parrocchia di Olcio.
Della primitiva costruzione romanica il campanile e la planimetria, ad aula unica con portico esterno.
L’altare maggiore conserva un quadro con Maria e Bambino tra i SS. Giuliano e Lorenzo.
Seriamente danneggiata da un disastroso incendio nel 1997, in seguito restaurata nelle forme attuali

OLCIO – SANTA EUFEMIA

Olcio - Sant'EufemiaSituata nella frazione di Olcio,sulla provinciale.
Sicuramente anteriore alla Parrocchia, costituita con atto notarile il 4 Novembre 1491, come attestano elementi del campanile di epoca romanica, sovrastato da cupola a cipolla appena accennata di epoca successiva.
L’aspetto attuale si deve a un rifacimento del XIX sec.
All’interno ricca decorazione ottocentesca con dipinti nella zona presbiteriale di Giovanni Maria Tagliaferri (1873). Sull’altare maggiore in marmo policromo è una pala con la Natività.
In controfacciata in posizione elevata pregevole organo Carnisi (1853)

SOMANA – SANT’ABBONDIO

Consacrata nel 1803 ed eretta parrocchia indipendente nel 1858. Struttura ad aula unica coperta da volta a botte. Facciata a capanna in cui si apre il portale centrale sormontato da un occhio. Il campanile termina con un’elegante cipolla.All’interno catino absidale decorato con affresco raffigurante il Sacro Cuore di Gesù benedicente tra schiere di Angeli musicanti. Sulla parete dell’abside riquadri con scene cristologiche. Nella volta affrescato il miracoolo di Sant’Abbondio che con la resurrezione di una bambina induce i pagani alla conversione.

SANTUARIO DELLA BEATA VERGINE DEL FIUME

Santuario della Beata Vergine del FiumeEdificio a pianta ottagonale con tamburo e portico esastilo realizzato in seguito al ritrovamento (1624) dell’immagine della Vergine ora sull’altare maggiore.
Fabbrica ultimata nel 1630, ma con rifacimenti successivi (portico rifatto nel 1742 e campanile nel 1912).
Cappelle esterne della Via Crucis realizzate tra la fine del 1700 e l’inizio del 1800.
Decorazione all’interno tra i più felici esempi del barocco lariano.
Affreschi e tele del coro con Storie della Vergine di Agostino  Santagostino (XVII sec).
Ricca decorazione a stucco di Giacomo Scotti (XVIII sec).

SAN ZENONE IN TONZANICO

Chiesa San Zenone in TonzanicoDi origine medievale, ma rifatta nel XV sec.  Pianta dell’edificio a due navate di tipologia umanistica.
Nella navata a sud lacerti di affreschi tardogotici: Crocefissione, Sant’Antonio e San Bernardo, Martirio di Santa Caterina d’Alessandria e scene della Dormitio Virginis.
L’altare con la statua di San Zeno presenta un architettura dipinta in tromphe l’oeil.
Nella navata nord un Crocifisso e la statua di Maria Immacolata. Esternamente una colonna del 1654 ricorda i morti di peste del 1630.
Per saperne di più…

GROTTA FERRERA
La grotta Ferrera si trova in località Acqua Bianca.
Il livello orografico della grotta è 590 metri sopra il livello del mare ed ha un dislivello massimo di circa -37 metri.
La caverna è costituita essenzialmente da un’unica immensa sala lunga circa 175 metri e larga circa 50 metri. È percorsa per un breve tratto da un ruscello proveniente da una volta che forma una cascata.
L’accesso è estremamente facile, poiché si apre sul bordo di una mulattiera molto ben tenuta; anche la percorribilità interna è facile, tuttavia il suolo è coperto da fango scivoloso e costellato di crepacci.
La caverna è stata originata dalla dissoluzione di una parte di roccia più corrodibile seguita dal crollo di altri strati sovrastanti al fine di ristabilire l’equilibrio. Questo tipo di formazione è frequente nelle grotte della zone limitrofe.

CHIESETTA ALPINA DI ERA
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